L’obiettivo top 20 per Luciano Darderi è sempre più vicino. Il successo a Santiago lo consolida al 21° posto del ranking ATP, riducendo i punti di distanza dal gradino successivo da 126 a 66. E non è più Cobolli il tennista tra Luli e il traguardo più vicino, bensì Cerundolo; in virtù del trionfo di Flavio ad Acapulco, “possiamo” aggiungere un azzurro tra i primi venti senza perderne un altro. Santiago è il suo quinto titolo, tutti sulla terra battuta a partire da Cordoba 2024, torneo che è stato cancellato, così Luciano è andato a vincere in Cile a quasi un chilometro di altitudine, battendo in finale Yannick Hanfmann, magari non un nome (o, meglio, un cognome) altisonante, ma un giocatore a cui l’aria di montagna fa piuttosto bene.
Darderi-Cobolli: è rivalità?
No, non lo è, anche se a Cincinnati 2024 il derby – unico loro duello finora – fu parecchio teso. Le loro strade però tendono a intrecciarsi anche se non sullo stesso rettangolo di gioco. Entrambi del 2002 e allenati dai rispettivi padri, Luciano è nato nella provincia di Buenos Aires ma è un tennista azzurro, Flavio è nato a Firenze ma è… romano. Come detto, la settimana scorsa era Cobolli a occupare la posizione n. 20 della classifica, quella (minima) puntata da Darderi, il quale ha fatto tutto quanto in proprio potere per scavalcarlo, ma Flavio ha ben pensato che fosse giunto il momento di ammirare la novità di una top 15 con tre italiani presenti e ha piazzato un opportuno balzo felino.
Un paio di anni fa, invece, una corsa tra i due era stata vinta da Luli, che con la semifinale di Lione aveva messo a segno lo scatto decisivo per accaparrarsi il quarto e ultimo posto per le Olimpiadi di Parigi (poi c’era stato il forfait di Sinner, sostituito però da Vavassori secondo le disposizioni regolamentari). Questa parte (non quella tra parentesi) ce la segniamo che potrebbe tornare utile più avanti. Infine, ancora niente Coppa Davis per Luciano, con Flavio numero 1 alle Finali dello scorso novembre e Luciano non convocato, verosimilmente per i risultati indoor ancora non al livello di quelli senza il tetto.
Gino Darderi: “Luciano potrebbe giocare per l’Argentina”
Abbiamo citato la Coppa Davis, con l’Insalatiera che per il terzo anno consecutivo può fare il tour della Penisola, ma ne aveva parlato anche il padre e coach Gino, chiarendo che “siamo argentini e amiamo l’Argentina, ma Luciano è andato in Italia da ragazzo ed è una sua scelta professionale. Io non mi intrometto nei suoi affari o nella parte economica”. Poi aveva aggiunto: “Non ho mai avuto contatti con le autorità argentine per la Coppa Davis, ma come squadra siamo aperti. Gli italiani giocano molto bene e la convocazione non è facile, ma se non giocherà per l’Italia, potrebbe giocare per l’Argentina. È una questione in cui non mi immischio, spetta a lui”.
La squadra argentina, rimaneggiata e sconfitta in Corea
Nelle Qualificazioni di febbraio, l’Argentina è stata a un match dal passaggio del turno, ma è franata negli ultimi due singolari in Corea del Sud. Il capitano Javier Frana non si era portato in trasferta la miglior squadra possibile, costretto a fare i conti con la decisione dei giocatori di privilegiare i tornei del Golden Swing: “La maggior parte di loro ha deciso di dare priorità alla gira, che è molto importante” ha detto al quotidiano La Tercera durante il torneo di Santiago. Tirante e Trungelliti erano i due singolaristi a disposizione di Frana, che da giocatore aveva “saltato solo un tie e un’altra volta non sono stato convocato”. Facile immaginare che, se Luciano battesse bandiera argentina, farebbe parte della squadra.
Frana: “In Argentina, Darderi è considerato argentino”
In realtà non c’è neanche bisogno bisogno di immaginarlo perché, dice Javier, “quando i giornalisti mi hanno chiesto se mi sarebbe piaciuto che giocasse, ho risposto, ‘ovviamente sì’”. Poi conferma di aver parlato con il padre di Darderi: “Al telefono, ci siamo accordati per incontrarci presto. Ma è soprattutto per chiarire le cose e vedere com’è la situazione, perché tutto questo ha creato un certo scalpore. Ci sono anche delle restrizioni…”.
Darderi: “Vorrei giocare la Davis per l’Italia, ma…”
Prima del titolo a Santiago, Luciano aveva raggiunto la finale a Buenos Aires, sconfitto da Francisco Cerundolo, mentre a Rio era uscito all’esordio, forse stanco, forse impressionato dal cognome dell’avversario: Cerundolo. Juan Manuel, il fratello minore di Fran. Finiti i fratelli, in Cile è stata una passeggiata. Tornando però in Brasile, dopo il match contro Juanma, Darderi aveva risposto così riguardo alla Coppa Davis: “Io in questo momento sto rappresentando l’Italia. Vorrei giocare la Davis per la squadra italiana, però finora non sono stato convocato. Se mi chiama l’Italia, sono disponibile, però non posso prevedere il futuro. Il livello in Italia è molto alto”. Sì, purtroppo (?) ha ragione, non siamo più negli anni ’80 o ’90. O negli anni zero. E nemmeno dieci…
Cosa dicono le regole
Dopo aver ascoltato tutti, la parola passa al regolamento, a cui peraltro aveva fatto cenno Frana parlando di restrizioni a proposito della Coppa Davis. Tra i vari requisiti di idoneità alla convocazione, uno fa al caso nostro: “Non aver rappresentato alcuna altra Nazione in precedenti edizioni della Coppa Davis (ad eccezione della Coppa Davis Junior) o nell’evento olimpico di tennis. Sarà considerato aver rappresentato un’altra Nazione in una precedente edizione della Coppa Davis se…” e ci fermiamo qui perché, se non ha giocato in Davis per l’Italia, l’ha rappresentata alle Olimpiadi, a Parigi 2024 – ce l’eravamo segnato –, pur perdendo al primo turno contro Paul.
Il caso Bedene
Un solo match è sufficiente, l’ITF di solito non fa sconti, come dimostra la vicenda dello sloveno Aljaz Bedene, cittadino britannico dal marzo 2015 alla fine del 2017, ma che non poté rappresentare la Gran Bretagna in Davis perché aveva già giocato con la Slovenia. Tre volte, sempre sceso in campo a tie deciso, disputando dunque tre dead rubber. Soprattutto, però, quella regola era stata introdotta appena tre mesi prima e dopo che Aljaz aveva già presentato richiesta per il passaporto britannico. A nulla era valso il ricorso all’arbitrato nel Regno Unito.
Aspettando Filippo
Per questo motivo, Luciano non potrà giocare la Coppa Davis per l’Argentina (o un altro Paese) e dovrà restare in attesa della convocazione di capitan Volandri. Per il momento non è altamente probabile che entri in campo, più che altro perché vinciamo sempre noi e ottenendo così l’accesso diretto alle Finali sul duro indoor. Naturalmente, Darderi potrebbe rappresentare l’Argentina nei tornei individuali. Intanto, però, potrebbe portare addirittura a quattro il numero di top 15 azzurri. L’obiettivo a lungo termine è dichiarato. Ma a breve?
La top 20 è “viva”
Quando manca pochissimo al primo Masters 1000 della stagione, Luciano è 18° nel ranking live, che ha già sottratto i punti di Indian Wells 2025 permettendo così il sorpasso su Draper, Rune (vincitore e finalista uscenti) e Cerundolo. Non ha punti da difendere in California, Luciano, anche se per far entrare un altro risultato dovrà scartare i 64 punti della finale del Challenger di Napoli, a ogni modo in scadenza a fine marzo insieme ai 30 di Miami. Ma vediamo cosa succederà ai Pozzi…
