Madrid aspetta i big per diventare finalmente Mágica

Come ogni Masters 1000 'lungo', anche Madrid ha bisogno del suo tempo per carburare. Dopo qualche giorno di attesa, anche senza Alcaraz, in Spagna si comincia per davvero a respirare il grande tennis

Di Giovanni Pelazzo
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Jannik Sinner e Aryna Sabalenka - Madrid 2026 (foto X @MutuaMadridOpen)

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Da Madrid, il nostro inviato
Se la rarità di un evento spesso tende quasi inconsciamente a moltiplicarne il valore intrinseco, il ricordo ancora fresco di Montecarlo – almeno durante le prime giornate – non giova più di tanto al Mutua Madrid Open. Lo diciamo da tempo, i Masters 1000 annacquati scaldano pochi cuori: non di certo i nostri, ma neppure quelli dei big, degli appassionati e dei broadcaster. Sicuramente riscuotono più interesse (economico) nei tornei stessi, che in molti casi hanno quasi raddoppiato le giornate di tennis, aumentando notevolmente gli incassi, e in quel ventaglio di tennisti che hanno finalmente la possibilità di guadagnare molto di più, giocando anche solo una partita che in un ‘1000’ ridotto sarebbe stato al massimo un turno di qualificazione. Con un montepremi ovviamente molto diverso.

Appurato che per l’ATP questi tornei sono la miglior soluzione possibile – e bene che per una volta si abbia un occhio di riguardo per i più deboli anziché per i più forti – non possiamo omettere il fatto che, a livello di spettacolo, le prime giornate di questi eventi passino quasi inosservate. Lo dimostra il mare di tifosi che si riversa sul Campo 10 a cercare di vedere qualche minuto dell’allenamento di Sinner, nonostante quello sia uno dei più lontani e nascosti dell’impianto, anziché fermarsi molto prima per godersi una partita vera, di primo o magari già secondo turno, che mette sul piatto molte più emozioni. Ma lo dimostra anche la quantità di gente a spasso per l’impianto, che quasi si diverte di più tra uno stand e l’altro piuttosto che sul campo, dove magari trascorre qualche game, forse un set, poi torna sotto il tetto gigante della Caja Mágica alla ricerca di un po’ d’ombra.

Madrid accoglie i suoi big e accarezza la primavera

Che cosa serve dunque per far scattare la scintilla? Come nella vita basta pochissimo, una manciata di attimi che ti disegnano un sorriso apparentemente immotivato e che ti fanno improvvisamente dimenticare il recente passato.

Servono i big insomma, come sempre. L’arrivo improvviso per un rapido pasillo, un allenamento riprogrammato all’ultimo o qualche foto concessa qua e là. Se giovedì a Madrid c’è stato un primo assaggio, con il Manolo Santana battezzato dagli esordi di Swiatek e Sabalenka, venerdì toccherà finalmente al n. 1 del mondo Jannik Sinner, atteso più che mai in Spagna anche per via dell’assenza di Carlos Alcaraz.

Poi c’è anche un fattore tempo da non sottovalutare. Se in questi giorni il meteo ha ampiamente collaborato, venerdì e sabato potrebbe lasciare spazio a qualche punto interrogativo a forma di nuvola, sperando che si porti via quel fastidioso polline primaverile che a qualche sfortunato (vedasi il sottoscritto) non fa proprio piacere.

Dopo una serie di risultati negativi, salvati momentaneamente dai soli successi di Grant e Paolini, l’Italtennis si prepara a riabbracciare Lorenzo Musetti (ore 11 vs Hurkacz) e Jannik Sinner (ore 16 vs Bonzi), differenti ma ugualmente splendidi impersonificatori del suono rosso della pallina gialla, la sinestesia più bella di una parte di stagione in cui Su-Wei Hsieh si allena in pantaloni lunghi di fianco a Francisco Cerundolo a cui la canottiera sta pure un pochino stretta.

Non solo per l’Italia, ma Sinner e Musetti sono già chiamati – seppur in modi diversi – a dare una scossa a un torneo fino a ora abbastanza insipido (al contrario della mensa e della cucina locale, molto apprezzata anche dai giocatori). Iniziando a rendere, giorno dopo giorno, la Caja di Madrid sempre più Mágica.

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