Sinner vs Alcaraz: chi ha avuto la stagione migliore finora? Querrey e Johnson votano Carlos

È il quesito che si sono posti Sam Querrey e Steve Johnson al Nothing Major Show. Ma sono emerse altre intriganti domande, tra l'impresa dei nove Masters 1000 di fila e scenari con quattro diversi vincitori Slam (e nessuno di loro è Jannik)

Di Michelangelo Sottili
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Piaccia o meno, secondo tantissimi appassionati e addetti ai lavori il peso degli Slam è diventato talmente elevato da essere ormai (quasi) l’unico parametro su cui misurare la carriera di un tennista. Puoi rimanere in top 10 per un decennio, magari raggiungere il numero 1 del ranking, ma senza un Major sei truppa. È del pari vero che, se vinci “solo” uno Slam, non vale e ti definiscono meteora. Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non corrono questo tipo di rischi.

Lo spagnolo ha già sette titoli Slam ed è il più giovane ad aver completato il Career Grand Slam, a 22 anni. A Jannik (quattro Major) manca solo il Roland Garros e, nel frattempo, il Rosso di Sesto sta macinando risultati incredibili – sei Masters 1000 consecutivi, per dirne uno. Con tutti gli altri tennisti a distanza siderale, a tenere banco è il perenne confronto tra i primi due, l’unico possibile a ben vedere. Pur con Alcaraz fuori per infortunio in questa (fondamentale) parte della stagione che offre due Slam, al Nothing Major Show Sam Querrey e Steve Johnson non hanno smesso di parlare della rivalità tra Jannik e Carlos.

Il bello dello sport?

Nel 2025, i primi cinque Masters 1000 sono andati a quattro tennisti: Draper, Mensik, Alcaraz, Ruud e ancora Alcaraz. Una stagione in cui si cominciavano a intravvedere potenziali terzi incomodi e la disattesa speranza, se non necessità, che ci fossero davvero. Necessità non assoluta, certo: c’è chi è contentissimo sapendo già il nome dei due finalisti e ancor più se a vincere sempre è uno solo (non uno a caso, chiaro). Come sta succedendo nelle ultime settimane, con i primi Mille che gridano il nome del solo Sinner, stragrande favorito all’imminente Roland Garros. Intervistata da Vogue, a proposito della bellezza dello sport Aryna Sabalenka ha affermato che “se una persona vincesse sempre, non sarebbe poi così divertente da guardare”. Lasciamo la questione in sospeso.

Sinner servebot? Di più, solo robot

La cosa di paragonare un tennista a una macchina non è nuova. Esempi illustri, Ivan Lendl e Novak Djokovic. Ora tocca a Sinner che, a ragione, dice di non trovare il termine dispregiativo, “è così che lavoro”. Querrey fa invece riferimento a un tipo specifico di bot quando spiega che Jannik ha tenuto il servizio oltre il 91% delle volte negli ultimi sei Masters, “statistiche che di solito vedevamo con il nostro collega John Isner”. Nell’occasione, il 208 cm della Carolina del Nord era assente giustificato: introdotto nella College Tennis Hall of Fame, stava volando verso la sua alma mater.

Sinner servebot, dunque, se non fosse che per fregiarsi del titolo DOC il grande battitore non deve strappare più di un game ogni dieci in risposta, mentre Sinner “ha brekkato il 35% delle volte” ci informa Johnson. Che aggiunge: “Se la somma delle percentuali di servizi tenuti e game di risposta vinti supera il 100%, sei un gran giocatore”. Per verificare questa teoria, abbiamo preso un nome che ci pareva adatto e siamo andati a sommargli le percentuali: 100,7%. Confermate dunque le parole di Matteo Berrettini, “Mariano Navone è un signor giocatore”.

Il quesito di Querrey: Sinner o Alcaraz?

E così si arriva alla Querrey’s query, la domanda posta da Sam: “Chi ha avuto la stagione migliore finora tra Sinner e Alcaraz?”. I due concordano, “è ancora Alcaraz”. Questo perché è quello che ha vinto uno Slam – in Australia, al momento l’unico disputato. D’altra parte, uno show autoironicamente intitolato “Nothing Major” non può non dare priorità a ciò che a tutti i conduttori manca (in singolare).

Sam però dice che, ponendo la domanda a un generico appassionato di sport, risponderebbe Alcaraz perché lo ha visto vincere a Melbourne. Per un fan del tennis, viceversa, sarebbe Sinner, perché ha vinto i cinque Masters 1000. Rimane fuori discussione che il quesito non si porrebbe più se Jannik vincesse il Roland Garros.

Scenari folli ma non troppo

Da qui scaturisce la domanda ipotetica se il filotto dei nove Masters di fila sarebbe più impressionante dei quattro Slam. Querrey entra nel dettaglio, proponendo uno scenario con Ruud campione a Parigi, Draper a Wimbledon e Medvedev allo US Open. Uno scenario per cui il temine inverosimile non sarebbe stato sufficiente fino a all’infortunio di Alcaraz, perché le (scarse) probabilità dell’inciampo di Jannik andavano moltiplicate per quelle riguardanti Carlos. Ma con lo spagnolo assente (almeno) ai due prossimi appuntamenti Slam… Sam e Steve concordano sul valore – e non potrebbe essere altrimenti – dell’impresa dei nove Masters 1000 in stagione, “perchè mai fatta prima”.

Tempo di risposte

Quindi, riepilogo delle domande importanti: 1) Chi ha avuto la stagione migliore finora? 2) Più difficile completare il Grande Slam o vincere i nove 1000? 3) Meglio che vinca il proprio idolo con un set perso ogni due tornei e finali di un’ora, oppure che ci siano due o anche tre favoriti per alzare i titoli più pesanti con finali combattute? Via alle risposte.

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