In semifinale al Roland Garros, Cobolli e Arnaldi fanno il loro ingresso nell’élite dei Major

Da Panatta a Sinner, passando per l'impresa di Cobolli e Arnaldi: si aggiorna l'elenco dei tennisti italiani arrivati in semifinale Slam

Di Sabrina Giorgi
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ROLAND GARROS 2026 Matteo ARNALDI (ITA) Photo © Ray Giubilo

Con gli ultimi straordinari risultati sulla terra rossa di Parigi, Flavio Cobolli e Matteo Arnaldi si sono qualificati per il penultimo atto del torneo Slam, unendosi a un club esclusivo di leggende e campioni azzurri. Il primo, Cobolli, si è imposto in quattro set su Felix Auger-Aliassime dimostrando un ottimo tennis, Arnaldi ha invece conquistato il pass per la semifinale superando in un derby amaro Matteo Berrettini, purtroppo costretto al ritiro a causa di un infortunio muscolare. Con questi due nuovi traguardi, l’Italia allunga la lista dei suoi campioni capaci di arrivare tra i primi quattro in un torneo Major.

L’Olimpo degli Azzurri in Semifinale al Roland Garros (Era Open)

  • Adriano Panatta: 1973, 1975, 1976
  • Corrado Barazzutti: 1978
  • Marco Cecchinato: 2018
  • Jannik Sinner: 2024, 2025
  • Lorenzo Musetti: 2025
  • Flavio Cobolli: 2026
  • Matteo Arnaldi: 2026

Tutti i semifinalisti italiani nei tornei del Grande Slam (Era Open)

  • Jannik Sinner: 9 semifinali Slam (Aus. Open 2024, 2025, 2026 | Roland Garros 2024, 2025 | Wimbledon 2023, 2025 | US Open 2024, 2025)
  • Matteo Berrettini: 3 semifinali Slam (US Open 2019 | Wimbledon 2021 | Aus. Open 2022)
  • Adriano Panatta: 3 semifinali Slam (Roland Garros 1973, 1975, 1976)
  • Corrado Barazzutti: 2 semifinali Slam (US Open 1977 | Roland Garros 1978)
  • Lorenzo Musetti: 2 semifinali Slam (Wimbledon 2024 | Roland Garros 2025)
  • Marco Cecchinato: 1 semifinali Slam (Roland Garros 2018)
  • Flavio Cobolli: 1 semifinali Slam (Roland Garros 2026)
  • Matteo Arnaldi: 1 semifinali Slam (Roland Garros 2026)

Scorrendo l’albo d’oro delle nostre imprese, salta all’occhio che la maggior parte delle semifinali Slam azzurre è stata conquistata proprio al Roland Garros. Il motivo risiede nella nostra stessa tradizione, nata e cresciuta sui campi in terra battuta. Giocare sul rosso dona al tennista resistenza, pazienza, padronanza degli scivolamenti e dimestichezza con il topspin. Un bagaglio tecnico che, pur essendosi dovuto necessariamente adattare alla velocità del tennis odierno su ogni superficie, trova ancora all’ombra della Torre Eiffel la sua massima espressione.

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