Presenza fissa nell’angolo del fratello più giovane Alexander, Mischa Zverev prova ad immaginare i pensieri e le emozioni del secondogenito di casa e di Flavio Cobolli, che domenica pomeriggio si contenderanno l’atto conclusivo dell’edizione 2026 del Roland Garros. Separati da cinque anni di età, i duellanti partono da storie e da percorsi differenti, che non possono non corrispondere a stati d’animo diversi. L’obiettivo invece è lo stesso.
Intervistato da Supertennis, l’ex numero 25 del mondo si esprime inizialmente in maniera ecumenica: “Penso che entrambe le famiglie possano festeggiare”. Zverev prosegue discorrendo dei grandi progressi dell’azzurro, nei risultati e nelle capacità: “In campo può fare tutto e trasmette grande freschezza”.
Storie e punti di partenza differenti presuppongono aspettative e pressioni differenti, e il campione di Eastbourne 2018 non finge di ignorare che il peso del pronostico debba gravare su Sascha, numero 3 del mondo, due volte vincitore delle ATP Finals, sette volte incoronato in un torneo 1000 e oro olimpico a Tokyo: “…(Alexander) si concentra su ogni allenamento, su ogni partita, senza guardare troppo avanti. Ovviamente capisce, come tutti, che questa è una grande occasione per fare qualcosa di straordinario, ma credo che si stia godendo il momento e che riesca a vivere il presente”.
Il campione di Amburgo ha già perso tre finali major (US Open 2020 vs Thiem, Roland Garros 2024 vs Alcaraz) e Australian Open 2025 vs Sinner), mentre Cobolli ha raggiunto al massimo i quarti di finale, lo scorso Wimbledon con Djokovic. Per Mischa però “ti puoi preparare tutta la vita. Puoi allenarti, immaginare come sarà. Ma quando” – conclude Zverev – metti piede sul campo per una finale del Grande Slam, è molto difficile prevedere cosa accadrà. Alcune persone diventano molto tese, altre si esaltano. A volte chi normalmente è timido diventa molto coraggioso. La mente gioca scherzi strani”. Per l’ex tennista tedesco, insomma, nulla è scritto e anche il pronostico di una finale del genere lascia il tempo che trova.
