Countdown attivato, Wimbledon è più che vicino che mai. Assenze pesanti nel campo maschile – in primis quelle di Alcaraz e Musetti -, e rientri altrettanto importanti – Jack Draper su tutti -, mentre nel tabellone femminile la wild card concessa alla leggendaria Serena Williams ha riportato una clamorosa attenzione sulla statunitense, che alla veneranda età di 44 anni, ha deciso di rimettersi in gioco.
“Il livello di Jannik è molto superiore rispetto agli altri”
Quando si parla di campionesse Slam, l’Italtennis rievoca il ricordo di quel 31 agosto 2015, quando, in un finale tutta azzurra a Flushing Meadows, Flavia Pennetta conquistò il titolo dello US Open battendo la connazionale Roberta Vinci. Flavia, opinionista di Sky, è stata intervistata da Federica Cocchi de La Gazzetta Dello Sport in vista del prestigiosissimo appuntamento di Wimbledon, spaziando su vari temi, compreso l’immancabile condottiero Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, dopo la beffa parigina, torna a Londra per riprendersi la corona. Alla luce del crollo fisico subìto nella capitale transalpina, ha saltato i tornei di preparazione su erba, virando con qualche giorno d’anticipo su Church Road, per allenarsi sui prati di SW19. Pennetta lo ha osservato da vicino, anche nel corso dell’esibizione Giorgio Armani Tennis Classic, dove non ha potuto fare a meno di apprezzare lo stile di gioco del 4 volte Slam: “Impatta la palla in una maniera impressionante, è sempre messo bene, è alto ma riesce a stare basso”, ha detto in esclusiva ai microfoni de La Gazzetta Dello Sport, aggiungendo una previsione sui Championship: “Ho visto che debutta con Kecmanovic, un giocatore che può sempre dare fastidio, ma il livello di Jannik è molto superiore rispetto a tutti gli altri”.
Pennetta sulla programmazione di Sinner: “Avrebbero potuto gestire diversamente alcune cose”
Persino Flavia ha espresso qualche dubbio sulla programmazione della primavera di Sinner, tanto proficua quanto estrema. 5 masters consecutivi messi in bacheca, per poi crollare a picco sotto il sole cocente di Parigi: “È riuscito un attimino a staccare la spina, recuperare e rilassarsi dopo due mesi e mezzo di un tour de force assurdo. Certo, forse col senno di poi magari avrebbero potuto gestire diversamente alcune cose, però dagli errori uno apprende con il tempo”. C’è molto altro, oltre Sinner. Un’intera flotta azzurra si presenterà ai cancelli di Church Road con grandi aspettative, specialmente dopo quanto visto all’Open di Francia. Atleti tricolore in ascesa, altri in una fase di stallo, come Jasmine Paolini, che non vivendo un periodo particolarmente positivo in termini di risultati. Ma la campionessa di Flushing Meadows ha pochi dubbi: “A volte bisogna toccare il fondo per risalire la china. Penso che questo torneo possa essere la fiamma per riaccendersi“.
“Cobolli? Adesso la gente si aspetta che faccia risultato, è lì la parte difficile…”
Flavio Cobolli e Matteo Berrettini, invece, giungono a Wimbledon col vento in poppa, specialmente il classe 2002, finalista al Roland Garros: “Giocare una finale Slam ti dà uno sprint, una consapevolezza e una carica davvero importanti. Adesso, però, deve essere molto bravo nella gestione”, ha detto Pennetta sul talento nativo di Firenze. Poi conclude: “Adesso la gente si aspetta che Flavio faccia risultato. Ed è lì la parte più difficile: analizzare sé stessi, essere consapevoli di chi si è, farsi scivolare le cose addosso e mantenere lucidità”. Su Berrettini, invece, l’ex tennista azzurra dichiara: “Se Matteo fosse una testa di serie non lo vorrei beccare mai. Credo che Wawrinka sia uno di quei giocatori che in determinate occasioni riescono a tirare fuori il meglio. Un po’ quello che è successo a Fabio l’anno scorso contro Alcaraz”.
“Williams? È pazza…”
E a proposito di atleti all’ultima chance… In realtà è complicato decifrare la dinamica di Serena Williams. Il suo, vuole essere un nuovo inizio? Vuole un epilogo migliore rispetto all’addio del 2022? L’ex numero uno del mondo, classe ’81, è tornata nel circuito da poche settimane, iscrivendosi in doppio al Queen’s e a Berlino, collezionando una sola vittoria. A Wimbledon, le è stata concessa la wild card per il singolare, ed esordirà contro una tennista 25 anni più giovane di lei, Maya Joint (classe 2006). Federica Cocchi de La Gazzetta Dello Sport, sfruttando la coetaneità tra Serena e Flavia, ha domandato all’azzurra se volesse seguire le orme della statunitense, ritornando a sorpresa nel circuito WTA. Ma Pennetta ha risposto: “No, per carità. Lei è pazza scatenata! (Williams, Ndr) Secondo me non ha neanche avuto il tempo di tornare davvero a competere. Se Serena dovesse andare avanti, ritengo che non sarebbe una grande immagine per il tennis femminile, significherebbe che una campionessa può competere e vincere a 45 anni”.
