Aryna Sabalenka non è ancora andata oltre la semifinale a Wimbledon e nemmeno negli altri tornei sull’erba è mai riuscita ad alzare il trofeo. Con nove diverse vincitrici nelle ultime nove edizioni, magari questa volta tocca a lei, la numero 1 del mondo. Nel frattempo, Aryna parla di protesta e montepremi, di Serena Williams, della possibilità di perdere la vetta della classifica, della tattica (ottima e facile) per superare le sconfitte più dure.
D. (Domanda sull’aumento del montepremi.)
ARYNA SABALENKA: È un ottimo inizio che abbiano aumentato il montepremi. È davvero un ottimo inizio. Se guardate agli ultimi 10 anni, se confrontate il montepremi con quello del 2016, è più o meno lo stesso, perché poi è diminuito. È un ottimo inizio. Spero davvero che finalmente possiamo sederci al tavolo e concludere davvero qualcosa, arrivare a una soluzione che renda tutti soddisfatti. Spero che non dovremo mai più rifarlo.
D. So che stai mettendo in relazione il montepremi con i ricavi generati da Wimbledon e dagli altri Slam. Come pensi che questo venga percepito dal pubblico, che paga ogni anno sempre di più per i biglietti, mentre voi ricevete un aumento del 20% e siete comunque insoddisfatti?
ARYNA SABALENKA: Come ho detto poco fa, se guardate al montepremi degli ultimi 10 anni, è rimasto più o meno lo stesso [di nuovo, è la percentuale rispetto alle entrate a essere paragonabile a quella di dieci anni fa; viceversa, il montepremi nel 2016 era di 28,1 milioni di sterline e quest’anno è di 64,2 milioni, ndr]. Ancora una volta, spero che non si arrivi di nuovo a parlare di boicottaggi.
Ascoltate, lo facciamo per il tour, non lo facciamo per noi stessi. Lo facciamo per il resto dei giocatori che fanno fatica perfino ad assumere un allenatore. Non è una vita facile per i giocatori che sono più in basso nel ranking. Quindi lo facciamo per loro [la persona addetta alle trascrizioni non ha aggiunto note, quindi immaginiamo che Sabalenka lo abbia detto rimanendo seria, ndr]. Spero davvero che il pubblico ci capisca, e sono più che sicura che ci capisca. Noi giochiamo le partite, siamo lì, offriamo lo spettacolo. Adesso stiamo solo limitando i nostri impegni con i media [il boicottaggio consiste nel limitare un impegno che qualche tennista forse eviterebbe del tutto, ndr]. Stiamo solo cercando di arrivare davvero a qualcosa che renda tutti soddisfatti.
D. Dopo il Roland Garros hai ripreso a lavorare con la tua psicologa alcune volte. Stai lavorando con lei a tempo pieno? Quanto è importante l’aspetto mentale nel tennis?
ARYNA SABALENKA: Sento che il gioco riguarda soprattutto la componente mentale. Quando ho iniziato a lavorare con la psicologa, ne abbiamo parlato con il mio team, ed era chiaro che a un certo punto sarei tornata da lei. Sarebbe successo. L’ho contattata. Non volevo cercare qualcun altro, perché altrimenti devi ripercorrere tutta la tua storia, devi raccontare tutto da capo, fare in modo che un’altra persona ti capisca più a fondo.
Sono andata da una persona che mi conosce molto bene. Per ora stiamo lavorando di nuovo insieme. Sento semplicemente di aver bisogno di qualcuno con cui riversare tutti i miei pensieri, in un certo senso per schiarirmi un po’ la mente prima di un grande torneo.
D. Dopo la sconfitta a Berlino, come hai affrontato quella sconfitta e come l’hai elaborata?
ARYNA SABALENKA: In modo molto divertente.
D. Qual è il processo per andare avanti?
ARYNA SABALENKA: A livello di gioco mi sento davvero bene. Stavo lavorando su un paio di cose in vista di Wimbledon. A Berlino tutto ha iniziato a funzionare, soprattutto nel secondo set contro Jess. Nel terzo set lei ha giocato in modo incredibile. Io cercavo di fare del mio meglio. Ho sentito che aveva trovato quel ritmo che non riuscivo a spezzare. Sì, non ha funzionato. Onestamente, dopo quel terzo set mi sono messa a ridere. Mi sono detta: “Okay, ecco con cosa abbiamo a che fare in questo momento”.
Non voglio soffermarmi troppo su quei set, su quei numeri. Cerco solo di lavorare su me stessa, sul mio gioco. Durante quel torneo mi sono sentita davvero bene. Ho avuto qualche difficoltà qua e là. Ma nel complesso sento che tutto sta tornando a incastrarsi.
D. Per gran parte dei media questa sala conferenze è l’unico momento in cui possiamo sentirti parlare. Come avete deciso di limitare questa parte dei vostri impegni mediatici piuttosto che altri?
ARYNA SABALENKA: Ragazzi, voglio che capiate che vi rispetto tutti e apprezzo davvero il vostro tempo. Senza di voi sarebbe stato difficile sopravvivere nell’angolo dei social media. Non riguarda affatto voi. Vi rispetto davvero. Stiamo solo cercando di lottare per qualcosa di più grande, per gli altri giocatori. Stiamo cercando, in pratica, di aiutare i giocatori a sopravvivere in questo mondo.
D. Posso chiedere: so che alcuni giocatori non sapevano che Wimbledon avesse proposto l’idea di un consiglio dei giocatori all’inizio dell’anno. Ve ne era stato parlato? Pensi che ci sia stata una qualche interruzione nella comunicazione tra i vostri rappresentanti e Wimbledon?
ARYNA SABALENKA: Non credo. Penso che stiamo tutti guardando insieme nella stessa direzione. Sento che siamo molto ben informati. Ancora una volta, spero che ci sederemo a un tavolo, che negozieremo qualcosa e che non dovremo mai più tornare a parlare di boicottare i media o boicottare qualsiasi torneo. Spero davvero di arrivare a qualcosa di positivo. [Gli Slam avevano proposto un incontro per parlare della creazione di un consiglio dei giocatori, una delle richieste dei tennisti, ma i top player lo hanno rifiutato, ndr]
D. Sono sicuro che sai che Elena ha la possibilità di superarti in cima al ranking. Quanto ti preoccupa?
ARYNA SABALENKA: A questo punto della mia carriera non mi concentro davvero sul ranking. Penso di aver imparato nel corso degli anni che nel momento in cui inizi a concentrarti sul ranking, le cose… come si dice… ti sfuggono di mano? Si dice così, giusto? Scusate, ragazzi. Mi concentro solo su me stessa. Qualunque cosa faccia lei qui, è la sua vita, la sua storia. Io mi concentro su me stessa, sulla mia storia. Spero, alla fine di questo torneo, di poter restare al vertice.
D. Alla fine del Roland Garros a un certo punto hai detto: “In questo momento ho voglia di smettere di giocare a tennis.”
ARYNA SABALENKA: Sì. Domanda stupida, risposta stupida. Cioè, come pensi che mi sentissi? Ovviamente mi sentivo malissimo.
D. Quanto tempo ci è voluto perché non ti sentissi più così? Come ci arrivi?
ARYNA SABALENKA: Un paio di sacchetti di patatine, qualche dolce e sono pronta a ripartire (risate). Non lo so. Direi un paio di giorni. Ho solo bisogno di lasciare il posto in cui è successo tutto, e poi mi sento un po’ meglio (sorride).
D. Serena Williams, a 44 anni, torna a competere. Fin dove pensi possa arrivare nel torneo?
ARYNA SABALENKA: Non so fin dove. Sono super entusiasta di vederla giocare. È incredibile. Ho sentito che ha detto di farlo perché i suoi figli possano vederla giocare. Per loro è davvero emozionante. È straordinario quello che sta facendo. Inoltre è Serena Williams, e tutti parlano di questo. Sta portando ancora più attenzione sul tennis. È una cosa positiva per il tennis. Sono davvero entusiasta di vederla giocare. Grazie, ragazzi.
