Quattro ore e ventisei minuti. Questa la durata del match di ottavi di finale di Wimbledon tra Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina. In cinque set il canadese, numero 4 del mondo, è venuto a prendersi il successo, che gli vale il secondo quarto di finale in carriera ai Championships (dopo quello raggiunto nel 2021). “È una di quelle partite Slam che ti rimangono impresse”, ha dichiarato Auger-Aliassime nel post-partita. “Ne ho giocate alcune nel corso della mia carriera. Alcune le ho perse, ma questa era importante da vincere. Sono molto soddisfatto di come ho gestito la situazione, del modo in cui ho giocato e di come l’ho chiusa”. Di seguito, vi proponiamo le parole del canadese in conferenza stampa dopo il successo.
D: Alla fine del quarto set cosa ti ripetevi dentro di te per riuscire a superare quel momento?
Felix Auger-Aliassime: “Per me ciò che conta sono le intenzioni che hai in campo. Alla fine del quarto set avevo un break di vantaggio. A ogni punto riuscivo a ricominciare da zero e avevo le intenzioni chiare. Non ho rimpianti. Ero sul 15-40, lui ha tirato un rovescio sulla linea. Poi ho fatto un’ottima risposta. Ho valutato il rovescio e ho cercato il colpo forte incrociato. L’ho sbagliato. Alla fine, però, avevo l’intenzione giusta. Ovviamente è stato un peccato non essere riuscito a piazzare alcune prime di servizio. C’era un po’ di tensione. In ogni caso, penso che quella mentalità mi abbia aiutato ad andare avanti nel quinto set e a giocare nel modo giusto”.
D: Alla fine c’è stato uno scambio a rete tra voi due. Di cosa si è trattato?
Felix Auger-Aliassime: “Non voglio addentrarmi in questo argomento. Se lui vuole venire qui a parlarne, può farlo. Ma conosce la mia opinione. È una di quelle cose su cui ho divergenze con le persone che mi circondano nel Tour. Sanno cosa penso e questo è l’aspetto più importante. Ciò che posso dire è che credo che la regola debba essere cambiata. Penso che, fino a che sarà così, i giocatori la useranno a proprio vantaggio.
Credo che sia molto semplice: se sei gravemente infortunato – qualunque sia l’infortunio – mentre il gioco in battuta del tuo avversario è in corso e il cronometro è in funzione, devi perdere tutti i punti fino a che non puoi chiamare il fisioterapista. Se lui ti aiuta a riprenderti, poi giochi il tuo game al servizio. Se sei gravemente infortunato, allora ti ritiri. Ma fermarsi nel bel mezzo del turno di servizio dell’avversario, e poter chiamare il fisioterapista, penso che sia una regola vergognosa. Non vedo nessun altro sport in cui si possa fare una cosa del genere”.
D: Il tuo monologo interiore è sempre così chiaro come lo hai descritto?
Felix Auger-Aliassime: “Penso che sia diventato sempre più chiaro col passare degli anni. Credo sia perché cerco di essere molto disciplinato nel lavoro che svolgo, non solo in campo e in palestra, ma anche fuori dagli allenamenti. Mi preparo molto mentalmente per questi momenti. Quindi sì, sento che il mio dialogo interiore è diventato più stabile nel corso degli anni, oltre che più positivo. C’è anche da dire che in fin dei conti non ho ancora trent’anni, ma nella mia giovane carriera finora ho affrontato molte situazioni diverse”.
D: Non sfidi Novak da qualche anno. Cosa è cambiato nel tuo modo di giocare? Cosa ti aspetti da questa partita? Qual è il tuo punto di forza e qual è quello di Djokovic?
Felix Auger-Aliassime: “È semplice, devo giocare al meglio delle mie possibilità. Non ce la farò se non riuscirò a farlo. Il piano di gioco è piuttosto semplice. Spero di riuscire a dimostrare che sono migliorato come giocatore. È una grande opportunità e un grande onore per me disputare questa partita. Giocare qui è uno di quei match che vorresti disputare e per cui ti alleni e ti prepari.
Posso solo dire cose positive su Novak, perché ora che sono un tennista riconosco che, per quanto lavoro io abbia fatto sino ad ora, non mi avvicino nemmeno lontanamente a tutto il carico di lavoro che lui ha svolto nel corso degli anni. Credo che da ragazzino non apprezzassi abbastanza tutto ciò. Solo a pensarci, è pazzesco. Devo dire che è stato molto generoso con il suo tempo. L’ho contattato alcune volte per porgli delle domande, per attingere alla sua esperienza. Adoro ascoltare e imparare dai giocatori più anziani, dalle generazioni precedenti. Ho un enorme rispetto per lui, non solo come giocatore, ma anche come persona”.
