Jannik Sinner e Alexander Zverev sono gli ultimi giocatori rimasti in gara a Wimbledon. La finale di domenica 12 luglio mette difronte chi si appresta a iniziare la sua ottantesima settimana in vetta al ranking e il numero 2 del mondo in pectore.
Grazie al successo su Arthur Fery, il tedesco, infatti, è già certo di tornare sul secondo gradino del podio, scavalcando l’ormai lungodegente Carlos Alcaraz. Intanto, l’azzurro, dalla sua, può festeggiare la matematica qualificazione alle ATP Finals, la più veloce della sua carriera.
Ranking: Sinner verso la settimana numero 80 al n. 1 con un margine importante
Sarà la sfida numero 15 tra i due, con i precedenti che pendono decisamente a favore dell’azzurro, capace di imporsi dieci volte, di cui nove consecutivamente. Il Roland Garros messo in bacheca pare aver consegnato a Zverev una nuova tranquillità, nel suo tennis e nella sua mente. Forse non sarà sufficiente per battere Sinner dopo quasi tre anni – il nativo di Amburgo non esce vincitore dallo US Open del 2023 -, ma aver centrato la finale anche sull’erba di Wimbledon, dove non era mai andato oltre gli ottavi, è un ulteriore segnale di maturità. O di maturazione definitiva avvenuta a 29 anni.
Quel che è sicuro è che l’ultimo atto dei Championships metterà in palio un titolo Major, il quinto per Sinner e il secondo per Zverev, ma non avrà ripercussioni evidenti sulla classifica.
L’azzurro conserverà, qualsiasi sia lo scenario, la testa del ranking, con la possibilità di un gap di 4970 punti di distanza sul secondo – 13450 punti a 8480. Se, invece, a trionfare all’All England Club dovesse essere il tedesco, Jannik si fermerebbe a 12750 punti, mentre Zverev salirebbe a 9180. Una distanza ancora abissale, costruita sul dominio messo in campo in primavera con il Career Golden Masters. Insomma, le 80 settimane di leadership, tante quante Lleyton Hewitt, che saranno inaugurate al prossimo aggiornamento sono destinate ad estendersi ancora.
Race: Zverev può portarsi a 10 punti da Sinner in caso di titolo a Wimbledon
Diverse sono le prospettive nella Race annuale. Innanzi tutto, c’è già un primo verdetto: Sinner è già a Torino.
La vittoria netta su Novak Djokovic ha ufficializzato la qualificazione di Jannik per le ATP Finals. Pur senza aver ancora sollevato un trofeo Slam, l’altoatesino si è laureato campione dei cinque Masters 1000 stagionali, record storico su cui si sorregge l’approdo aritmetico al torneo dei migliori otto della stagione.
A novembre, così, avrà l’opportunità di riconfermarsi Maestro per la terza edizione di fila. Sarà la sua quarta presenza consecutiva alle Finals, la quinta considerando quella del 2021, alla quale partecipò nelle vesti di alternate, subentrando a Matteo Berrettini. In questo 2026 la certezza matematica arriva con particolare anticipo rispetto alla tabella di marcia usuale per Sinner. Dopo la qualificazione ottenuta a ottobre del 2023, nelle ultime due stagioni Jannik aveva sempre atteso l’inizio di agosto per prenotare un posto a Torino.
43 vittorie, di cui 30 filate, e 3 sole sconfitte, che portano i nomi di Novak Djokovic, Jakub Mensik e Juan Manuel Cerundolo. Questo il parziale stagionale di Sinner, che guida la Race con 7250 punti.
Alla seconda posizione della graduatoria stagionale c’è sempre lui, Alexander Zverev con 6540. La finale di Wimbledon non sarà neppure un testa a testa per la vetta della classifica del 2026, però. Anche in questo caso, qualsiasi sia il risultato dell’ultimo atto dei Championships, l’azzurro è sicuro di rimanere al comando, con l’eventualità di schizzare a 7950 punti. Tuttavia, se dovesse perdere, il suo primato potrebbe vacillare, perché il numero 3 del mondo si porterebbe a sole 10 lunghezze di distacco. Il back to back Roland Garros-Wimbledon, oltre a ultimarne il cambio di dimensione, rilancerebbe le ambizioni di Sascha.
Il post Wimbledon è già qui
Senza voler anticipare i tempi, dato che domenica sarà l’ennesima giornata storica per il tennis italiano, il post Wimbledon è più vicino che mai.
Zverev non è davvero un personaggio parco a parole. Dopo aver finalmente infranto la maledizione Slam, Sascha non ha nascosto di avere ancora un sogno irrealizzato. “Ho ancora un obiettivo che non ho raggiunto: diventare il numero uno del mondo. Anche solo per una settimana” ha detto. Ecco. Traguardo difficile, ma non impossibile. Per quanto remoto, un encomiabile spaccato di stagione sul cemento potrebbe avvicinarlo al tetto del mondo tennistico, sfiorato nel 2022 prima dell’infortunio alla caviglia.
Sinner avrà da difendere le finali di Cincinnati e US Open, mentre il tedesco non è andato oltre la semifinale in Ohio e il terzo turno a New York. Per quanto riguarda il Masters 1000 del Canada, il numero 3 del mondo nel 2025 è arrivato fino al penultimo atto, mentre Jannik ha optato per il riposo dopo il dispendio di energie fisiche e mentali di Wimbledon.
L’altoatesino figura nell’entry list di Montreal, ma non sorprende visto che si tratta di un torneo obbligatorio. Con tutta probabilità la scelta definitiva sulla partecipazione all’Open del Canada arriverà nelle settimane a venire. Sarebbero comunque 1000 punti potenziali da aggiungere al bottino dell’italiano.
Poi la sfida a distanza si sposterà in Oriente, prima di fare ritorno sul cemento indoor europeo. E chissà quando e se si inserirà nuovamente Carlos Alcaraz, tornato ad allenarsi in questi giorni ma già out dal Masters 1000 canadese.
