[1] A. Rublev b. [2] L. Darderi 6-4 6-3
Andrey Rublev scippa la corona del Nordea Open a Luciano Darderi e mette in bacheca il titolo numero 18 in carriera, il settimo sulla terra.
6-4 6-3 il punteggio con cui l’azzurro cede il titolo dell’ATP 250 di Bastad al russo.
In un match per lunghi tratti equilibrato, Rublev fa la differenza sui pressure point. Due palle break su due cancellate al servizio e altrettante convertite per il numero 16 del mondo.
Darderi è attanagliato dal nervosismo, tanto che, sul finale del primo parziale, lancia la racchetta e, sprofondato indietro di un set, si strappa la maglia per sfogare la tensione.
La bacheca di Rublev diviene, così, maggiorenne, alla trentesima finale della carriera. Andrey riscatta il mancato successo di Barcellona, laureandosi campione di Bastad a tre anni di distanza dal primo titolo. Il russo non vinceva un torneo dall’ATP 500 di Doha dello scorso, mentre sulla terra l’affermazione mancava dal Masters 1000 di Madrid del 2024.
Per Darderi la sconfitta non significa solamente l’abdicazione in Svezia, ma anche la momentanea uscita dalla top 20.
Primo set: Darderi è attanagliato dal nervosismo, Rublev si porta in vantaggio con un break al fotofinish
Andrey Rublev apre il sipario sulla sua finale numero 30 in carriera tenendo la battuta a 15. Luciano Darderi osserva e studia come posizionarsi in risposta. Nei primi giochi l’azzurro opta per un colpo di inizio gioco centrale, in modo da non offrire angolo in uscita dal servizio all’avversario. La strategia ripaga, nel terzo gioco, con un 0-30 l’italiano, che, però, non riesce a dare seguito alla sua azione. La tattica paga dividendi sul 2-2, quando Luli si procura la prima palla break dell’incontro. Il russo non mette la prima e sulla seconda il numero 2 del seeding risponde ancora per vie centrali, senza disinnescare Rublev, il cui diritto in uscita dal servizio ha una traiettoria insidiosa che manda fuori gioco la difesa in back di Darderi.
Alla battuta Luciano lascia per strada appena tre quindici fino all’ottavo gioco. La prima non collabora per la seconda testa di serie e Andrey lo spinge ai vantaggi con una serie di risposte vincenti. Nonostante il nativo di Villa Gesell sbagli scelta ed esecuzione sulla palla game, con una smorzata non irresistibile, esce indenne dal primo momento di piccola difficoltà. Benché il match sia incanalato sui binari dell’equilibrio, Darderi combatte con il nervosismo e sul 5-4 incappa ancora in qualche errore di troppo.
Rublev ne approfitta per portarsi a set point, ma sbaglia una risposta di rovescio su una seconda, non certo la prima. Con un diritto inside out il 28enne di Mosca se ne guadagna un secondo. E stavolta va a segno. Il nastro corregge la traiettoria del diritto di Darderi e lo accompagna fuori. Luciano è fuori di sé e, dopo aver gettato con rabbia la racchetta, si strappa la maglietta, prendendosi il warning.
Secondo set: Darderi deve cedere, Rublev centra il titolo numero 18
Gli attimi di tensione per Darderi attraversano la pausa tra i due set e si trasferiscono nel secondo parziale. Con un doppio fallo l’azzurro regala due occasioni di 2-0 a Rublev. Se la prima è annullata da una prima vincente, sulla seconda possibilità commette il secondo doppio errore e cede il turno di battuta.
Nel terzo gioco Andrey deve gestire il tentativo virulento di rientro di Luciano. Il russo vanifica il 40-15 maturato ed è costretto ai vantaggi. Poi manca altre tre palle game, prima di offrire la chance di controbreak a Luli. Il russo reagisce con il solito diritto a uscire dalla traiettoria corta, che manda fuorigiri il colpo di Luciano. Così, alla sesta opportunità, dopo 16 quindici, il russo tiene il servizio e vola 3-0.
La fase centrale del set torna a strizzare l’occhio all’equilibrio. Darderi non riesce a richiudere il gap. All’italiano mancano i punti in risposta a instillare dubbi nella mente di Rublev, che procede spedito verso il 18esimo titolo.
Sul 5-3 il numero 18 ATP deve arrendersi al secondo match point, cedendo il passo per 2-0 nei testa a testa con Andrey. Darderi perde la seconda finale e manca l’appuntamento con il sesto trofeo ATP, il secondo della stagione.
