Non si fermano gli elogi per Jannik Sinner, fresco campione di Wimbledon e sempre più leader indiscusso del tennis mondiale. Il fenomeno azzurro sembra aver raggiunto una dimensione di gioco totale, ma a impressionare addetti ai lavori e rivali è soprattutto la spaventosa evoluzione del suo servizio. Quello che un tempo era considerato l’unico vero “punto debole” – o quantomeno il colpo meno solido del suo repertorio – si è trasformato in un’arma importante, capace di tracciare una linea di demarcazione netta tra il passato e un presente a dir poco dominante.
I numeri di una metamorfosi impressionante
I numeri del resto non mentono e certificano la clamorosa metamorfosi impressa dal lavoro con Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Se nel biennio 2024-2025 la percentuale di prime palle si era pigramente assestata intorno al 61-62%, nella prima metà del 2026 il dato è schizzato al 65%, con l’81% dei punti portati a casa sulla prima di servizio. Il dato più impressionante, tuttavia, riguarda gli ace: a metà stagione l’altoatesino ne ha già messi a segno ben 454, frantumando i 405 complessivi registrati in tutto il 2025.
L’analisi di Pegula: “Il servizio di Sinner è pazzesco”
Questa sorta di evoluzione non è certo sfuggita alle stelle del circuito WTA. Nel corso dell’ultimo episodio del podcast The Player’s Box, Jessica Pegula e Madison Keys si sono sbilanciate in un vero e proprio elogio del servizio del sunnominato numero uno del mondo. Pegula, attuale numero 3 del ranking mondiale, ha espresso tutto il suo stupore per l’efficacia balistica di Jannik: “È il colpo in cui si è più migliorato. Il suo servizio è pazzesco. Il suo servizio in diagonale sul lato dell’avversario è incredibile. Ogni volta che lo vedo, penso, ‘oh, so che questo è il suo servizio preferito’. Ed è un servizio di bassa percentuale. Pensi sempre ‘oh, non può farlo di nuovo’. Ma ogni volta fa un ace. Non capisco. Come ha fatto a migliorare così tanto il suo servizio?”.
Keys e il retroscena su Sinner: “Cahill ha deciso di osservare Isner”
Subito dopo è intervenuta Madison Keys, svelando un clamoroso retroscena legato alla genesi tecnica di questo cambiamento radicale, ispirato a uno dei più grandi battitori della storia del tennis: “Credo di aver sentito Darren Cahill parlare di questo quando ha iniziato con Jannik. Una delle cose importanti era migliorare il suo servizio. Ecco cosa fa. Fondamentalmente scegli qualcuno da osservare e cerchi di copiare il suo servizio. E lui ha osservato John Isner e ha detto ‘ok, capito. Quello è il mio tipo e il mio servizio di base’”. Insomma, un paragone suggestivo che rende perfettamente l’idea dell’impatto devastante che il servizio di Sinner ha oggi sui rivali.
Obiettivo tour americano: il n.1 prenota il cemento
Ora l’attenzione si sposta sul cemento nordamericano, superficie dove il servizio recita un ruolo storicamente fondamentale. Se Jannik dovesse riuscire a mantenere queste percentuali d’eccellenza anche nei Masters 1000 estivi e a Flushing Meadows, per gli avversari il cammino si preannuncia sin d’ora ripidissimo. La caccia al numero uno è aperta, ma questo Sinner in versione “bombardiere” fa decisamente molta paura.
