Krajicek: “Zverev può fare come Lendl. Fiducioso sul recupero di Alcaraz”

"Alcaraz? La domanda è quando tonerà in piena forma", ha detto Richard Krajicek. "Penso che comunque avverrà quest'anno"

Di Fabio Barera
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Alexander Zverev riuscirà da ‘brutto anatroccolo’ a trasformarsi in cigno? Questa è la domanda che tanti appassionati di tennis si sono posti dopo la conquista da parte di ‘Sascha’ del primo titolo Slam, al Roland Garros 2026 contro Flavio Cobolli. Da eterno sconfitto nelle finali Major, con l’episodio sempre a sfavore e l’andamento del match ribaltato spesso quando era a un passo dal successo, il tedesco sarà in grado di aggiornare la propria bacheca con altri trofei di prestigio? In tal senso si è esposto anche Richard Krajicek, ex n. 4 del mondo e vincitore di Wimbledon 1996 nonché direttore dell’ABN AMRO Open di Rotterdam. Il 54enne olandese, in un’intervista esclusiva rilasciata a ‘Tennis365’, ha detto la sua in merito al possibile dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nei prossimi anni.

“Devo dire che Zverev, che ha vinto quello Slam, ora è molto sicuro di sé. Ricordo quando Lendl vinse finalmente il suo primo Grande Slam, iniziò a vincerne molti altri. Alla fine ne ha vinti otto. Forse qualcosa del genere potrebbe accadere anche a Zverev. Credo che saranno Sinner, Alcaraz e Zverev a giocare ai massimi livelli nei prossimi tre, quattro o cinque anni”.

Krajicek: “Quando tornerà Alcaraz in piena forma?”

Molto interessante, poi, il parere di Richard Krajicek in merito all’infortunio al polso che sta tenendo Carlos Alcaraz lontano dal circuito ATP ormai dal Barcelona Open Banc Sabadell 2026 di Barcellona e sicuramente fino al National Banc Open 2026 presented by Roger di Montreal: Questi infortuni al polso o al gomito sono molto più gravi. Anch’io ho avuto un infortunio al gomito. È davvero difficile riprendere a giocare dopo un problema del genere. Bisogna ripartire un po’ alla volta, bisogna procedere passo dopo passo”.

“Non è così semplice come nel caso della rottura dei legamenti della caviglia, per la quale ci possono volere tre o quattro mesi di recupero, e alla fine sono sempre tre o quattro mesi, dopodiché si può tornare a giocare. In questo caso ci vuole un po’ di tempo, ma è giovane e penso che abbia una buona capacità di guarire. Non sono preoccupato per la sua partecipazione ai tornei, né per il suo ritorno alla piena forma. Ma la domanda è quando. Sarà per i tornei sul cemento in Nord America? Sarà a livello indoor? Comunque, penso che sarà quest’anno“.

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