Continua senza intoppi la difesa del titolo per Ben Shelton. Al National Bank Open presented by Rogers il mancino americano ha liquidato Jakub Mensik con un sonoro 6-3 6-1. Nessuna palla break concessa e una prestazione di altissimo calibro per lo statunitense, che si presentava a questo torneo non avendo ancora raggiunto un ottavo di finale a livello 1000 in stagione. “È stata una serata fantastica per me”, ha raccontato il numero 10 del mondo nel post-partita.
“Penso che in giornate come questa, in cui tutto funziona alla perfezione, sia un po’ più facile. Per quanto riguarda l’atteggiamento mentale in campo, credo che sia molto più difficile performare nei giorni in cui si incontrano difficoltà o problemi dalla propria parte della rete. Penso che stasera io sia riuscito ad analizzare bene ciò che stava accadendo dall’altra parte del campo e a trovare il modo di essere efficace. Ho giocato davvero bene”, ha continuato Shelton, che ora se la vedrà con Learner Tien per un posto in finale. Prima, però, il 23enne di Atlanta è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei giornalisti. Di seguito, un estratto delle sue dichiarazioni.
D: Nel complesso è questa la partita di cui sei più soddisfatto sino ad ora nel torneo?
Ben Shelton: “Penso di sì. Credo che per il modo in cui sono entrato in partita, per la concentrazione che ho mantenuto dall’inizio alla fine, per la costanza che sono riuscito a dimostrare, per la capacità di metterlo sotto pressione in risposta, senza che io allo stesso tempo subissi break, è stata senz’altro la mia prestazione più completa finora questa settimana”.
D: Non hai ancora perso nemmeno un set nel torneo. Cosa ti sta aiutando qui in Canada? C’è qualcosa in questo evento che ti favorisce particolarmente?
Ben Shelton: “Penso che sia una combinazione tra il campo e le palline. È un campo in cemento lento, ma i rimbalzi sono davvero alti. Questo rende il mio servizio molto efficace, ma mi dà anche il tempo di creare e sviluppare il gioco con i miei colpi da fondo campo. Credo che la combinazione di tutti questi fattori mi renda un avversario difficile da affrontare, specialmente se riesco a rispondere bene e a mettere sotto pressione il servizio dell’avversario. Ho provato sensazioni molto simili a Toronto l’anno scorso. Penso che i campi abbiano caratteristiche piuttosto simili, il che è fantastico”.
D: In che modo cambiano le sensazioni dopo aver disputato almeno un paio di partite in un torneo? Ad esempio, la seconda settimana di uno Slam o di un 1000 ti sembra diversa ora, sia dal punto di vista mentale che fisico? Poi vorrei anche chiederti un parere sul gioco di Rafa Jodar. so che non hai mai giocato contro di lui. Lo hai osservato? Cosa ti colpisce?
Ben Shelton: “Prima di tutto, penso di essere decisamente un giocatore da grandi partite. Adoro disputare match importanti, in grandi stadi, davanti a enormi folle. Mi piace affrontare i migliori giocatori del mondo. A dire il vero, mi piace proprio affrontare una partita da sfavorito, è una cosa che mi diverte.
Penso di star imparando sempre meglio come affrontare questi primi turni, o come gestire un incontro nel quale non sono il favorito, ma in cui sono comunque uno con un bersaglio sulla schiena. Credo che sia qualcosa che ogni giocatore debba imparare ad affrontare. Sfidare poi avversari che colpiscono con potenza e giocano senza inibizioni penso che per me sia un aspetto fondamentale. Per quanto riguarda Rafa, sono rimasto davvero impressionato da come si è presentato nel circuito. Non mi aspettavo che in meno di un anno avrebbe scalato il ranking dalla posizione numero 500 alla 20. Probabilmente entrerà tra i primi 10 e mi supererà.
Penso che abbia un gioco fantastico, completo. È un ottimo atleta: dritto, rovescio, risposta, è al livello dei migliori al mondo. Quest’anno mi sono divertito tantissimo tutte e tre le volte che ho visto le sue partite contro Arthur (Fils, ndr). Colpiscono la palla in modo incredibile dalla linea di fondo. Sono felicissimo per lui. Non vedo l’ora di vedere la sua traiettoria e cosa farà nei prossimi diciotto mesi”.
D: Ora qual è l’obiettivo? A questo punto del torneo senti di avere un bersaglio sulla schiena?
Ben Shelton: “Non credo di vederla da quella prospettiva. Penso che ci sia molto di più da guadagnare stando qui. Ovviamente credo che il mio tennis sia migliorato sempre di più con ogni partita che ho giocato, e la cosa più bella di questi tornei è proprio che ti danno l’opportunità di continuare a sviluppare il tuo tennis e migliorare giorno dopo giorno. Tornare qui domani, avere un po’ di continuità e giocare due giorni di fila penso sia fantastico per il mio livello e per il mio gioco (tempo fa non avrebbe detto così, ndr). Non vedo l’ora di provare a migliorare ulteriormente domani”.
