Dopo la sconfitta all’esordio in Canada, al Cincinnati Open Flavio Cobolli è partito con una vittoria. In tre set il numero 10 del mondo ha sconfitto Miomir Kecmanovic. Nonostante il serbo si sia trovato avanti di un break all’inizio del parziale decisivo, il 24enne romano è riuscito a risollevarsi. Sebbene la sua prima di servizio sia entrata solamente nel 49% dei casi, e i gratuiti da lui commessi siano stati 41 complessivamente (come il suo avversario), la settima testa di serie ha chiuso con l’87% di punti intascati con la prima e con 39 vincenti messi a segno (lo sfidante 12 soltanto), di cui 13 ace. Ora, per un posto agli ottavi, Flavio affronterà il belga Alexander Blockx.
Cobolli: “Le condizioni di gioco mi piacciono: fa caldo e il campo è velocissimo”
Intervistato da Tennis Channel dopo l’incontro, il numero 2 azzurro ha speso parole di stima verso Kecmanovic, avversario tostissimo se in giornata. “Non è mai facile giocare contro di lui. È un tennista davvero forte e faccio fatica a gestire il suo gioco, perché colpisce molto piatto e qui il campo è velocissimo. È difficile controllare la palla. Bisogna trovare il modo di direzionarla dove vuoi tu. Credo di aver giocato un tennis straordinario nella prima ora. Dopo l’interruzione sono rientrato con qualche difficoltà mentale e non ero pronto a ricominciare. Lui ha giocato meglio di me fino al primo game del terzo set, ma oggi sentivo davvero di voler andare avanti qui”.
E infatti, dopo oltre due ore di gioco, è arrivata la vittoria per Flavio, anche se la battuta ha funzionato a corrente alternata. “Come dicevo negli spogliatoi agli altri giocatori, è davvero difficile servire perché la mano suda continuamente. Fuori c’è molta umidità e non è facile controllare la racchetta. Però oggi, nei punti importanti, ho battuto molto bene. Penso però che l’aspetto che abbia funzionato meglio sia stata la risposta”.
Cobolli ha poi ammesso di gradire quando il caldo in campo fa diventare il match una lotta. “Le condizioni mi piacciono perché non soffro molto. Non sudo tanto, ma quando comincio a sudare un po’ non ci sono abituato. È qualcosa di nuovo per me e devo lottare anche contro questo, non solo contro l’avversario. Nella maggior parte dei casi mi piace giocare in queste condizioni, anche con il caldo. Penso siano perfette per me”.
Cobolli: “Penso alle Finals ogni giorno. Sento più pressione”
Negli ultimi due Slam il romano ha fatto vedere di che pasta è fatto. Se a luglio è riuscito a confermare i quarti di finale a Wimbledon, prima ancora a giugno si è spinto addirittura fino alla finale del Roland Garros. Nella vita di Flavio è quindi cambiato qualcosa a seguito di questi risultati? “La pressione. Mi metto molta pressione addosso. Ora tutti hanno iniziato a parlare di me anche in Italia. Sento un po’ più di pressione rispetto a prima. Anche perché Jannik e Lorenzo erano infortunati e, per la prima volta, ero il numero uno italiano. Non è davvero facile, anche perché penso alle Finals ogni giorno (è quinto nella Race, ndr), ed è qualcosa che non ero abituato a fare. Sto cercando di non pensarci, di andare avanti, di lavorare e continuare a lottare”.
Ci sono pressioni e pressioni. In alcune Cobolli ama trovarcisi all’interno. Altre invece sono per lui ancora un banco di prova piuttosto impegnativo. “Nella maggior parte dei casi amo la pressione, anche in campo, con il pubblico. Adoro giocare sui campi più importanti del mondo davanti a spalti pieni. Ma questa è una pressione diversa: devo trovare il tempo per imparare a gestirla”.
