Alcaraz e Rune si allenano insieme a Murcia: due sospirati rientri e molta cautela

Lo US Open si avvicina, ma i punti di domanda su Alcaraz e Rune restano: ci saranno a New York?

Di Carlo Galati
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Carlos Alcaraz (sinistra) e Holger Rune (destra) - Barcellona 2025 (foto X @bcnopenbs)

Uno sta verificando la tenuta del polso destro, l’altro sta completando il recupero dalla rottura del tendine d’Achille. Carlos Alcaraz e Holger Rune si sono allenati insieme lunedì mattina sui campi in cemento del Club de Campo di Murcia, a El Palmar. Una sessione dal significato particolare per entrambi, accomunati da due infortuni differenti ma anche dalla necessità di ritrovare ritmo, fiducia e continuità.

Rune, soprattutto, è reduce dal problema più grave. Il danese non disputa una partita ufficiale dallo scorso 18 ottobre, quando durante la semifinale di Stoccolma contro Ugo Humbert riportò la rottura completa del tendine d’Achille. Quasi dieci mesi di assenza e un rientro rinviato più volte, perché tornare a colpire la pallina non significa ancora essere pronti a sostenere gli spostamenti, le accelerazioni e le frenate richieste dal circuito.

Dall’altra parte della rete, per Alcaraz, non c’era quindi un semplice sparring, ma uno dei migliori giocatori della loro generazione. Per Rune, invece, l’allenamento con il murciano ha rappresentato un test di altissimo livello per verificare la risposta del tendine e dell’intero corpo a un’intensità più vicina a quella della competizione.

Per Alcaraz si tratta di un altro passo nel lungo percorso verso il rientro. Lo spagnolo non disputa una partita ufficiale da metà aprile, quando il problema al polso destro lo costrinse a fermarsi dopo l’esordio vincente a Barcellona. Da allora ha saltato il resto della stagione sulla terra, tutta quella sull’erba, Montreal e infine Cincinnati. Lo staff ha sempre spiegato che la rinuncia al torneo dell’Ohio è stata dettata dalla prudenza, con l’obiettivo di non compromettere il possibile – seppure complesso – ritorno allo US Open, al via il prossimo 30 agosto.

Un test più credibile, non una garanzia

Allenarsi con Rune ha inevitabilmente un valore diverso rispetto a qualche scambio da fondo campo ripreso per pochi secondi. Il danese colpisce presto, toglie tempo, cambia rapidamente direzione e costringe l’avversario a reagire sotto pressione. Proprio il tipo di lavoro utile per verificare la risposta del polso, ma anche quella del resto del corpo dopo quattro mesi senza competizioni.

Rune, del resto, non è un compagno di allenamento qualsiasi. Nell’ultimo confronto ufficiale tra i due sconfisse Alcaraz nella finale di Barcellona del 2025, imponendosi 7-6(6) 6-2. Affrontarlo, anche soltanto in allenamento, significa misurarsi con ritmo e intensità da vertice del circuito.

Resta però necessaria la cautela. Non conosciamo la durata della sessione, il carico di lavoro sostenuto o se i due abbiano disputato set completi. Qualche giorno fa erano bastati pochi fotogrammi di Alcaraz impegnato da fondo campo per alimentare conclusioni forse troppo ottimistiche. L’allenamento con Rune rappresenta un segnale più consistente, ma non può ancora diventare un certificato di piena guarigione. Un conto è colpire per qualche ora, un altro affrontare uno Slam al meglio dei cinque set dopo oltre quattro mesi senza partite.

Anche Rune cerca la strada del ritorno

Per Rune l’incognita principale non riguarda più soltanto il tendine, ma la capacità di sopportare carichi elevati per più giorni consecutivi. Il danese ha già saltato Roland Garros, Wimbledon e Cincinnati. A giugno aveva spiegato che il tendine e il ginocchio stavano rispondendo bene, ma che serviva ancora tempo per recuperare esplosività, rapidità e sicurezza negli spostamenti.

La sessione con Alcaraz assume quindi un valore persino superiore per il danese. Colpire con uno dei giocatori più intensi e imprevedibili del circuito significa essere costretto a muoversi in ogni direzione, cambiare ritmo e reagire continuamente. Tutto ciò che Rune deve tornare a fare senza timore prima di considerarsi davvero pronto.

Per lui New York rimane una possibilità, più che una certezza. Per Alcaraz, invece, lo US Open è il vero obiettivo: il sette volte campione Slam dovrebbe difendere il titolo conquistato lo scorso anno battendo Jannik Sinner in finale.

L’allenamento di Murcia non scioglie definitivamente le riserve, ma racconta due recuperi arrivati a un livello più avanzato. Alcaraz e Rune sono tornati a condividere un campo e a misurarsi con un avversario vero; per capire quando saranno pronti a condividere nuovamente anche un tabellone, invece, bisognerà aspettare ancora.

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