Darderi, la “stesa” con Ruud non rovina il giudizio su un grande torneo. Quello spettatore sfrontato…

Torneo da ricordare per l'italo-argentino che a Roma raggiunge la prima semifinale in un Masters 1000 a suon di prestazioni convincenti

Di Giuseppe Di Paola
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Luciano Darderi – ATP Roma 2026 (foto: Francesca Micheli/Ubitennis)

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La prima semifinale in un Masters 1000, davanti al pubblico di casa che ti acclama e ti supporta, nonostante le energie fisiche siano ormai al lumicino. Per Luciano Darderi, quelle di Roma, saranno due settimane difficili da dimenticare. Il ventiquattrenne nato a Villa Gesell, nella sua splendida avventura agli Internazionali BNL d’Italia, ha ricordato a tutti – e a sé stesso – quanto possa essere pericoloso sulla terra battuta.

Un percorso che si è concluso a un passo dalla finale – che sarebbe stata la sua prima in un torneo di questo livello-, ma con pochissimi rimpianti per l’italiano. Nel corso della semifinale contro Ruud, l’azzurro ha cercato con ogni disperato tentativo di scuotere un corpo che aveva ormai esaurito ogni briciolo di energia. Il tabellone a fine match recita un severo 6-1 6-1 a favore del norvegese, ma il punteggio maturato in un piovoso sabato pomeriggio romano non deve ingannare: Darderi è un lottatore nato. Lo ha dimostrato lungo tutta la sua cavalcata al Foro Italico, uscendo tra gli applausi e iniettando una massiccia dose di fiducia in vista del Roland Garros.

Il peso della stanchezza nella semifinale contro Rudd

Il verdetto della semifinale è stato netto: un match scivolato via rapidamente, nonostante la lunga interruzione per pioggia. Contro un regolarista come Casper Ruud, Darderi ha pagato un dazio pesante agli sforzi fisici profusi nei turni precedenti. La brillantezza e l’energia che lo avevano spinto fino al penultimo atto degli Internazionali BNL d’Italia si erano ormai esaurite, impedendogli di affrontare l’ostacolo norvegese al massimo delle proprie possibilità.

I numeri dell’incontro fotografano chiaramente le difficoltà del nativo di Villa Gesell: appena il 59% di punti vinti con la prima di servizio e un deficitario 23% con la seconda. A pesare sono stati anche i troppi errori non forzati (ben 23) a fronte di soli 9 vincenti. Nemmeno la sosta forzata di due ore a causa della pioggia poteva consentire all’azzurro di ricaricare le batterie.

Mi dispiace anche per la gente che oggi è venuta a vedere, perché non sono riuscito a dare il massimo. Ma ho dato tutto me stesso per l’intero torneo; oggi non avevo proprio benzina, ero a zero“, ha ammesso Luciano in conferenza stampa. Dichiarazioni lucide, senza drammi, che mostrano la maturità di chi è consapevole di aver compiuto, nonostante tutto, una splendida impresa.

Lo spettatore sfrontato e l’abbraccio del Centrale

Che Darderi stesse dando fondo a ogni singola goccia di energia era evidente a tutti gli spettatori del Centrale. O meglio, a quasi tutti. Sul punteggio di 6-1, 5-1, 15-30, con l’azzurro al servizio, uno spettatore, indispettito dal punteggio e dalla velocità con cui stava scivolando via la partita, ha stuzzicato il tennista urlando dalle tribune: “Abbiamo pagato!“. La reazione degli spalti è stata immediata: il pubblico ha preso subito le difese del proprio beniamino, sommergendo di fischi l’uscita maleducata.

La replica di Darderi – che sul campo dà sempre il massimo, come mostrato nei turni precedenti – è stata fulminea, complice la frustrazione accumulata per la stanchezza: Forza, vieni tu a giocare al mio posto!“, ha gridato più volte verso la tribuna, mimando il gesto di porgere la racchetta. Una reazione verace, accolta dagli applausi scroscianti del Centrale. Per tutta risposta, nello scambio successivo l’italiano ha messo a segno un vincente, girandosi poi per lanciare un bacio ironico all’indirizzo dello spettatore critico.

Un siparietto, durato pochi secondi, che ha però certificato una cosa: al netto di una singola voce sfrontata, il pubblico romano era perfettamente conscio della situazione psico-fisica dell’azzurro e lo ha protetto e supportato sino alla fine.

Le notti magiche: dal capolavoro con Zverev ai fumogeni contro Jódar

Per comprendere realmente quanto fatto da Darderi e la rilevanza del tennis espresso dall’italo-argentino, bisogna riavvolgere il nastro di qualche giorno. Darderi aveva capitalizzato al meglio la trasferta sudamericana con il titolo a Santiago del Cile (il quinto della sua carriera) e la finale a Buenos Aires, ma era arrivato al Foro Italico dopo una striscia di risultati altalenanti nei successivi tornei europei sul rosso: le eliminazioni precoci a Monte Carlo, Monaco e Madrid, unite al rammarico di Marrakech (sconfitto in semifinale da grande favorito). Davanti al pubblico di casa, però, l’azzurro ha saputo ritrovare la sua versione migliore, trasformando ogni match in una battaglia d’altri tempi.

Solamente l’esordio contro Hanfmann si è rivelato un turno agevole, archiviato con un doppio 6-4. Già al terzo turno è arrivata la sfida contro Tommy Paul, un giocatore capace di raggiungere la semifinale al Foro Italico per due anni consecutivi. Una partita che sembrava un ostacolo insormontabile: Darderi ha rischiato di abbandonare Roma prematuramente, sotto di un set e di un break contro uno statunitense in totale controllo. Nel corso del secondo parziale, spinto dal ruggito del pubblico e dalla sua proverbiale tenacia, nella mente dell’azzurro è scattato qualcosa: prima ha riaperto l’incontro strappando il secondo set, poi è entrato in modalità rullo compressore, spazzando via Paul nel terzo.

Da quel momento, il percorso di Darderi è diventato un crescendo. Se contro Paul era stata una rimonta di carattere, la sfida contro Alexander Zverev si è trasformata in pura magia. Copione identico: sotto di un set e di un break, e debilitato da un malessere fisico tra i due parziali, l’italiano è riuscito ad annullare ben quattro match point prima di far letteralmente tremare le tribune di una gremita BNP Paribas Arena, rifilando un clamoroso 6-0 nel terzo set che ha annichilito il tennista tedesco.

Quando si pensava che il successo su Zverev potesse rappresentare l’apice della sua avventura romana, ecco una notte destinata a rimanere nella memoria collettiva del torneo: il quarto di finale contro lo spagnolo Rafael Jódar. Una battaglia fisica e mentale conclusasi oltre le due del mattino, con i due giocatori avvolti nell’umidità della notte romana e costretti a convivere con i fumogeni provenienti dal vicino stadio Olimpico. Una foschia densa che ha mandato in tilt persino il sistema tecnologico di arbitraggio. Dopo 3 ore e 8 minuti di lotta – e nonostante il possibile contraccolpo psicologico di due match point falliti annullati dallo spagnolo nel secondo set – “Luli” si è trasformato ancora una volta in un rullo compressore, rifilando un altro pesantissimo 6-0 al giovane e talentuoso avversario, trascinato dal boato di un pubblico rimasto sugli spalti a oltranza solo per lui.

Best ranking e prospettive in vista di Parigi

Il bilancio finale per Darderi è comunque ottimo. Grazie a questa semifinale – la sua prima in carriera in un Masters 1000 – Darderi compie un balzo importante in classifica: il ranking che verrà pubblicato lunedì 18 certificherà infatti il nuovo career high per il tennista italiano. Darderi si attesta virtualmente al numero 16 del mondo (posizione che potrebbe diventare la numero 17 nel caso in cui Ruud vincesse il torneo). Con i 400 punti conquistati a Roma, l’azzurro guadagna anche 9 posizioni nella Race to Turin, arrampicandosi fino all’undicesimo posto.

La prossima fermata per Darderi sarà Parigi (con uno stop precedente ad Amburgo). Nonostante la terra rossa sia la sua superficie d’elezione, a Bois de Boulogne vanta finora una sola vittoria (contro Hijikata nel 2024) a fronte di due sconfitte (contro Griekspoor nel 2024 e Korda nel 2025), statistica che rende lo Slam francese quello in cui il tennista di Villa Gesell ha raccolto meno successi nel tabellone principale.

Tuttavia, il balzo in classifica cambierà radicalmente le carte in tavola: Darderi si presenterà a Parigi per la prima volta con lo status di testa di serie. Al di là dei numeri, il Foro Italico gli ha regalato una certezza: quella di poter battere i big del circuito sul rosso. L’avventura romana si sarà anche chiusa con un punteggio severo nel match contro Ruud, ma Darderi lascia la Capitale con uno zaino pieno di note positive, una nuova consapevolezza nei propri mezzi e un messaggio chiarissimo spedito a tutti gli avversari: da oggi in poi, nessuno potrà più permettersi di sottovalutarlo.

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