Il tennis, si sa, vive di suggestioni, ma quando l’account ufficiale del torneo più prestigioso del mondo si espone in prima persona, la suggestione si trasforma rapidamente in cronaca. Il ritorno alle competizioni di Serena Williams, avvenuto questa settimana sui campi del Queen’s all’età di 44 anni e dopo quasi quattro stagioni di assenza, ha subito un brusco stop a causa del brutto infortunio al ginocchio patito dalla sua giovane compagna di doppio Victoria Mboko. Ma a fare rumore, più del ritiro forzato della coppia dopo l’ottimo esordio contro Melichar-Martinez e Routliffe, è stato un commento apparso su Instagram sotto al post di saluto dell’americana. “Victoria ti auguriamo una pronta guarigione. Ci vediamo a SW19 per i Championships, Serena”, ha scritto il profilo ufficiale di Wimbledon.
Quel codice postale, introdotto durante la Prima Guerra Mondiale per mappare la crescita di Londra e l’area dell’All England Club, è risuonato immediatamente come una mezza ufficialità, anche perché da sempre rappresenta uno dei soprannomi del prestigioso torneo britannico.
La diplomazia e l’entusiasmo dei vertici londinesi
Le parole cariche di entusiasmo della macchina organizzativa dei Championships non hanno fatto altro che gettare benzina sul fuoco del reboot mediatico di Serena. Sally Bolton, amministratrice delegata dell’All England Club, ha commentato all’agenzia Reuters lo scenario con pragmatica euforia: “È evidente quanto entusiasmo abbia generato il ritorno in campo, in particolare sull’erba, di Serena Williams. Si può solo immaginare cosa significherebbe se partecipasse ai Championships”. Una dichiarazione di facciata che nasconde una forte spinta commerciale e romantica. Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzata la presidente Debbie Jevans, che ha ricordato il peso specifico della leggenda statunitense: “Quando il comitato si riunirà la prossima settimana per decidere le wild card, sono certa che non ignorerà i suoi successi a Wimbledon”. E d’altronde, come si potrebbe ignorare una sette volte campionessa in singolare (dal primo trionfo del 2002 all’ultimo del 2016) e sei volte regina del doppio?
Scalo a Berlino con Muchova (?) prima del verdetto
In attesa delle decisioni ufficiali della commissione di Church Road, l’inossidabile Serena non ha alcuna intenzione di fermarsi a guardare. La sua programmazione sull’erba prevede una tappa immediata la prossima settimana al WTA 500 di Berlino (VANDA Pharmaceuticals Tennis Open). Smaltito il forfait londinese del Queen’s, Williams scenderà nuovamente in campo nel tabellone di doppio. Sebbene non vi sia ancora il timbro dell’ufficialità sulla nuova compagna, un’indiscrezione lanciata dal prestigioso quotidiano The Times di Londra suggerisce che al suo fianco ci sarà la talentuosa ceca Karolina Muchova. Un test probante e di altissimo livello per saggiare i riflessi e la tenuta fisica di un’atleta tra le più iconiche del tennis (e dello sport) mondiale.
Si avvicina il giorno della verità
Il countdown per l’ufficialità è ormai agli sgoccioli. Sarà martedì prossimo il giorno della verità, la data cerchiata in rosso sul calendario del tennis mondiale in cui l’All England Club svelerà l’elenco dei giocatori che beneficeranno degli inviti per l’edizione 2026. L’ipotesi più accreditata, stando anche ai corridoi del circuito, vede Serena Williams blindata per un posto nel tabellone di doppio, ma gli appassionati continuano a cullare il sogno di un clamoroso e romantico pass anche per il singolare. Che si tratti di una suggestione di inizio estate o di un piano meticolosamente studiato a tavolino, il verdetto è vicino: l’erba di Wimbledon è pronta a riabbracciare la sua regina o, quantomeno, a concederle l’ennesima passerella da record in una carriera che non smette di stupire.
