Wimbledon: Kecmanovic, dal n. 1 Junior alle difficoltà del circuito ATP. Chi è l’avversario di Sinner al primo turno

Jannik Sinner inaugura il Campo Centrale con Miomir Kecmanovic. Chi è il tennista serbo, cresciuto nel mito di Djokovic (con cui ha discusso per Troicki)

Di Beatrice Becattini
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Miomir Kecmanovic – ATP Roma 2024 (foto via Twitter @atptour)
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Quando sei il numero 1 del mondo Junior, inevitabilmente gli occhi del mondo focalizzano la propria attenzione su di te. Quelle luci sono al contempo un riflettore puntato in cerca di nuovi talenti e un faro da sala degli interrogatori. Un terzo grado che serve a capire chi ha la stoffa del futuro campione. Perché non tutti i protagonisti del circuito Junior si rivelano altrettanto vincenti nel mondo dei grandi.

Miomir Kecmanovic è stato esattamente tutto questo. Perlopiù in uno Stato in cui il tennis non è forse lo sport nazionale, ma che ha allevato una delle leggende della racchetta e che ne va cercando l’erede.
Lunedì 29 giugno alle ore 14.30 il serbo ha il compito di inaugurare il Campo Centrale dell’All England Club. Il sorteggio del tabellone di Wimbledon gli ha regalato Jannik Sinner all’esordio. Come ha ricordato il numero 1 del mondo, la data e l’orario del debutto del campione uscente è nota da un anno. Un istante dopo la compilazione del main draw neppure Kecmanovic ha dovuto attendere il programma delle varie giornate. Una magra consolazione per un accoppiamento assai difficile.

Chi è Kecmanovic: dal n.1 Junior alle difficoltà del circuito ATP

Kecmanovic nasce a Belgrado nel 1999. È un periodo complesso per quella regione del mondo, dilaniata da anni di conflitti, durante cui ogni fonte di vita è essenziale per sopravvivere.
Miomir si fidelizza al tennis sin da piccolo, quando a 6 anni prende in mano una racchetta per la prima volta. Durante l’adolescenza lascia la Serbia per approdare in Florida, che individua come il luogo ideale per porre le basi della propria carriera.

I risultati a livello giovanile sono strabilianti. Nel 2015 vince a soli 16 anni l’Orange Bowl nella categoria under 18 e 12 mesi dopo completa il back to back, divenendo il terzo giocatore nella storia della competizione a centrare la doppietta – gli altri sono Harold Solomon e Billy Martin.
A livello Slam non riesce ad affermarsi, ma conta una finale allo US Open nel 2016, persa contro Felix Auger-Aliassime, e una semifinale al Roland Garros nel 2017. Risultati questi che gli consegnano, tra gli altri, la vetta del ranking Junior.

Il salto dal tennis fanciullo ai tornei dei grandi cela qualche difficoltà anche per il migliore degli Under 18. A Kecmanovic la gavetta nel circuito minore non ha mai spaventato. Perché senza fondamenta solide non si costruisce alcunché. Così, nel pantano dei Challenger e degli ITF Miomir si fa le ossa, contro giocatori sempre affamati di vittorie e punti di fondamentale importanza per le loro classifiche.

Nel 2018, a 19 anni, il serbo ottiene la prima qualificazione per un tabellone principale a Houston. Tuttavia per la prima vittoria ATP deve attendere l’anno successivo, quando a Brisbane riesce a fermare Leonardo Mayer all’esordio. Non solo. L’Australia è la terra delle prime volte per il classe 1999 di Belgrado, che all’Australian Open accede a uno Slam in maniera inedita, pur non ottenendo il successo. Affermazione in un Major che avviene al Roland Garros.
In una stagione di crescita costante non può mancare la prima finale ATP. Sull’erba di Antalya Kecmanovic si inchina a Lorenzo Sonego all’ultimo atto, ma dà prova di miglioramenti e di avere un tennis che si adatta a tutte le superfici. A Cincinnati arriva la prima delle sei vittorie contro un top 10, ovvero Alexander Zverev.

Il serbo inaugura la propria bacheca nel 2020, sulla terra di Kitzbuhel, mentre il best ranking risale a tre anni dopo, quando si issa fino alla posizione numero 27.
In cinque finali sul circuito maggiore, Kecmanovic conta due trofei vinti. Dopo Kitzbuhel, Miomir si impone a Delray Beach nel 2025, tornando ad assaporare la vittoria dopo tante montagne russe di rendimento.
A livello Slam i migliori risultati sono gli ottavi all’Australian Open del 2022 e del 2024.

L’idolo Djokovic e la diatriba per Troicki

Se sei nato in Serbia e vuoi fare il tennista, inevitabilmente devi confrontarti con l’ingombrante presenza di Novak Djokovic.
Kecmanovic non si sottrae e ammette di aver sempre ammirato il connazionale, tanto da innalzarlo a icona da seguire e non potrebbe essere altrimenti.
“I suoi consigli e il modo in cui mi ha spronato a lavorare ogni giorno nel migliore dei modi, sono stati fondamentali per la mia crescita” ha detto in un’intervista del 2019. “Non posso che ringraziarlo. Novak è una persona straordinaria, confrontarmi con lui è un privilegio“.

Tennisticamente Kecmanovic ha forgiato la propria identità con colpi puliti e piatti, alla ricerca dell’anticipo soprattutto dal lato del diritto. Non è estroso, non è un genio folle.
Negli anni ha potuto godere dell’appoggio di Nole e di un’altra figura di spicco del tennis balcanico: Viktor Troicki.
L’ex giocatore è l’attuale capitano di Coppa Davis della compagine serba, nonché allenatore a fasi alterne.

Ma coach di chi? Troicki aveva accettato la panchina di Kecmanovic. Quando, però, Djokovic lo ingaggia per il Roland Garros, Viktor non esita ad abbandonare il 26enne per aiutare il 24 volte campione Slam nel compimento di quel sogno che è il Major numero 25.
La decisione di Viktor mi ha lasciato senza parole, anzi mi ha proprio scioccatoha ammesso durante l’Open di Francia. “Ho vinto il Challenger di Valencia e il giorno successivo mi è stato detto che la collaborazione era terminata. Di lì a poco saremmo dovuti partire per Parigi, ma ho scoperto che lui era già sullo Chatrier insieme a Novak. Sono davvero deluso, non c’è altro da aggiungere”. Una situazione che avrà trovato una distensione nelle settimane seguenti, ma che deve aver scatenato una discreta agitazione all’interno del team di Davis.

Insomma, una situazione a tinte fosche che non ha lasciato indifferente Miomir in una stagione in cui le difficoltà superano i momenti positivi. In campo e fuori.
A gennaio, infatti, il tennista dei Balcani ha raccontato come la perdita della nonna a Natale lo abbia destabilizzato tanto da rivalutare la centralità del tennis nella propria vita.
In un 2026 avaro di soddisfazioni, se non quel Challenger di Valencia sopracitato, in cui il ranking si fa impietoso, tanto da spingerlo ai margini della top 80, Kecmanovic risale la china all’ATP 500 di Acapulco. In Messico torna a battere un giocatore tra i migliori 10 del mondo, sempre il solito Alexander Zverev, e si fa largo fino alla semifinale, fermato poi da Flavio Cobolli.

Attualmente staziona alla 51esima posizione della classifica, in una zona di relativa tranquillità, anche se i fasti di qualche anno avanti sembrano definitivamente svaniti.

I precedenti: Sinner conduce con un perentorio 4-0 su Kecmanovic

Lunedì 29 giugno Kecmanovic sfiderà Jannik Sinner per la quinta volta in carriera. I precedenti parlano da soli. Quattro sconfitte e un solo set vinto – un parziale particolare dato che si tratta di un match della Next Gen ATP Finals.

Oltre a Masters dei giovani prospetti, l’azzurro ha incrociato la racchetta con il serbo nell’ATP 250 di Melbourne del 2021 e a Cincinnati nel 2022, partita terminata con il ritiro di Miomir. L’ultimo testa a testa è, forse, il più dirimente in vista dell’esordio a Wimbledon. Nel 2024 si sono affrontati al terzo turno dei Championships, con un assolo da parte dell’altoatesino.
Tra l’altro il terzo turno rimane anche il miglior risultato di Kecmanovic sui prati dell’All England Club, ottenuto in tre circostanze.

Se Sinner ha scelto, dopo il Roland Garros, di riposarsi e allenarsi senza prendere parte a tornei preparatori, il numero 51 ATP si è destreggiato tra Halle e Maiorca, con un’eliminazione al debutto in Germania e i quarti di finale alle Baleari.
Il primo turno di uno Slam è intrinsecamente insidioso. La curiosità di rivedere Jannik in una gara ufficiale è tanta. Non per capire se il malessere di Parigi possa avere strascichi, ma per comprovare quanto il lavoro di queste settimane trovi riscontro immediato in campo. E Kecmanovic può rappresentare un ottimo banco di prova da cui dare avvio alla difesa del titolo.

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