È cresciuto sulla terra rossa, ha sviluppato il suo tennis su cemento e ora si appresta a giocare su erba, a Wimbledon, contro Jannik Sinner, campione in carica. Nuno Borges non arriva a questa sfida senza fiducia. Il 29enne portoghese pochi giorni fa ha raggiunto la semifinale a Maiorca, dopo aver battuto Luciano Darderi. Sconfitto Tristan Boyer in tre set all’esordio dei Championships, il lusitano affronterà per la prima volta un numero 1 del mondo. E accadrà, se non sul Centre Court, almeno sul Court 1 dello Slam più prestigioso di tutti. Per molti di quelli che conoscono Nuno da tempo, un qualcosa di impensabile fino a una decina di anni fa.
Dal college al titolo a Bastad in finale su Nadal
“È curioso, perché sembrava che non fosse abbastanza bravo quando giocava da junior”, ha dichiarato Miguel Seabra di Eurosport, in un’intervista esclusiva rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta. “Mi ricordo che lo vidi giocare qua a Wimbledon. Sentiva di non essere ancora pronto per il Tour. Decise quindi di andare negli Stati Uniti e di diventare una star al college. Là il circuito è comunque molto competitivo, e lui era uno dei migliori giocatori. Ci sono molti tennisti che hanno avuto un passato al college: lui è uno di questi”.
Trascorsi quattro anni alla Mississipi State University, dove si è laureato in chinesiologia, Borges ha poi deciso di provarci nel mondo dei professionisti, che lo aveva già visto disputare qualche incontro internazionale a partire dal 2014. “Ha scelto di provare a sfondare nel Tour quando si sentiva più maturo”, ha detto Seabra. “E questo ha funzionato. Non ha ancora i numeri che riuscì a conquistare Joao Sousa, il quale è ancora considerato il miglior tennista portoghese di tutti i tempi. Lui arrivò al numero 28, Borges al 30esimo posto. Nuno ha messo in bacheca un titolo ATP battendo in finale Rafa Nadal: è successo a Bastad nel 2024. Ora riesce a vincere regolarmente alcuni incontri negli Slam, specie su cemento, che è probabilmente la sua superficie preferita”.
Stile di gioco e precedente con Sinner
Ottavi di finale sia all’Australian Open che allo US Open nel 2024. Questi sono i migliori piazzamenti di Nuno negli Slam. Se a Melbourne il portoghese riuscì a strappare un set a Daniil Medvedev, il russo non gli lasciò scampo invece a New York, dove perse per strada solamente quattro giochi. Anche su erba, però, Borges non se la cava poi così male. “L’anno scorso qui a Wimbledon servì per il match contro Karen Khachanov. Quindi, sa come giocare su erba. Ha un buon servizio e un buon dritto. Poi il suo rovescio è molto piatto e rimbalza basso su questi campi. Sa anche giocare a rete. Mi sento di dire che è un tennista piuttosto completo, ma la vedo dura per lui riuscire a vincere un set o due contro Jannik, anche se al primo turno non abbiamo visto la miglior versione di Sinner. Sarà comunque un bell’incontro. Spero che lo mettano sul Centre Court”.
Sarà la seconda sfida tra i due, dopo quella andata in scena sul cemento indoor di Sofia nel 2022. “Jannik ha detto che avrebbe lavorato su un paio di cose che non hanno funzionato nel suo match d’esordio. Poi domani (oggi, ndr) farà un po’ di ricerca su Borges perché ha detto di non sapere nulla su di lui, anche se quattro anni fa a Sofia giocarono contro e vinse Jannik 6-3 6-4. Nuno mi ha detto che si ricorda di non aver avuto molte chance in quel match. Non è mai arrivato a palla break”.
Origini e bilancio negativo contro i top 10
Nato il 19 febbraio 1997, Nuno ha iniziato a giocare a tennis a sei anni. “Lui proviene da Maia, che è una cittadina vicino a Porto”, ha raccontato Seabra. “Suo papà era un pallavolista, è molto alto. In quel paesino c’è comunque una struttura che nel 1995 e 1996 ospitò un torneo. Lui iniziò a giocare lì, così come Henrique Rocha, che è il terzo giocatore portoghese in classifica dopo Nuno Borges e Jaime Faria”.
Pasticciere provetto e grande amante dei Coldplay, nonostante sia parzialmente sordo dall’orecchio sinistro, Borges ha però sempre preferito il tennis, che oltre al titolo a Bastad gli ha regalato anche 10 sigilli negli ITF e 6 nei Challenger. Mai oltre gli ottavi di finale (raggiunti quattro volte) anche a livello 1000, il portoghese non si è però mai scoraggiato, anche quando nel 2019 si dovette operare al polso sinistro. “Sono cresciuto giocando sulla terra battuta, a Maia, ma oggi è più naturale per me esprimermi sul cemento”, aveva detto qualche tempo fa in un’intervista. Oltre ai due ottavi di finale Slam sul duro, infatti, è importante citare la prestazione offerta contro Carlos Alcaraz all’Australian Open 2025, quando Nuno gli rubò un set.
Quanto a vittorie contro i top 10, invece, l’attuale numero 48 al mondo non vanta un gran record. Due successi e diciassette sconfitte per lui, uscito vittorioso solamente contro un Casper Ruud malconcio al Roland Garros 2025 e contro un Felix Auger-Aliassime che all’Australian Open 2026 si ritirò quando era in svantaggio due set a uno. Ora, a Wimbledon, gli toccherà Jannik Sinner. Con questo storico alle spalle, Borges non potrà fare altro che godersi il palcoscenico e giocare senza pressioni. E chi lo sa, se qualche astro si allineerà magari potrà anche impensierire uno Jannik non nella miglior giornata. Se c’è riuscito Miomir Kecmanovic, perché non ce la può fare lui?
