Non c’è pace per Taylor Fritz. Tornato a giocare da poche settimane dopo un infortunio al ginocchio che lo aveva tenuto lontano dal circuito per circa due mesi, il tennista americano ha subito una ricaduta nel quarto di finale di Wimbledon contro Alexander Zverev, che aveva sconfitto negli ultimi sette precedenti. Dopo uno swing su erba molto positivo – ha raggiunto le finali a Stoccarda e ad Halle, oltre che il turno dei migliori otto ai Championships lasciando per strada solamente un parziale -, l’attuale numero 7 del mondo è quindi crollato sul più bello, cedendo in tre set al tedesco. Di seguito, le parole di Fritz in conferenza stampa dopo l’uscita ai quarti di finale.
D: Cosa non ha funzionato contro Zverev?
Taylor Fritz: “Non so proprio cosa dire. Mi sembra che, dopo tre game dall’inizio dell’incontro, lui fosse già in vantaggio di un break. Dopo tre giochi ho però anche iniziato a sentire dolore al ginocchio. Penso che avrei potuto giocare molto meglio, nonostante il problema. Non so che differenza avrebbe fatto nel match. Sarebbe stato comunque estremamente difficile da battere, visto come sta servendo. È stato molto aggressivo sia con il diritto che con il rovescio. Ha colpito la palla alla grande, ha giocato davvero bene. Non è stata la partita che mi aspettavo. Direi che mi sarebbe piaciuto sentirmi al 100% e provare a dargli del filo da torcere. Non so cosa dire, non so perché oggi mi sentissi così”.
D: Era abbastanza chiaro fin dall’inizio che avessi dei problemi al ginocchio. Ti faceva già male prima di scendere in campo?
Taylor Fritz: “In un certo senso vorrei quasi averlo saputo prima, così mi sarei potuto preparare a giocare una partita in cui avrei dovuto in qualche modo andare avanti nonostante il dolore. Come ho detto, mi è sembrato di iniziare a sentire qualcosa solamente dopo tre game. Ero già sotto di un break. Ero in preda al panico, non me lo aspettavo proprio.
Gli unici segnali che avevo avuto erano un po’ di dolore verso la fine della partita con Bublik. Ero già in vantaggio di due set e un break. Ho pensato che forse non fosse il segnale migliore il fatto di sentire qualcosa dopo quella partita, perché non era stata particolarmente impegnativa fisicamente. Ma in genere la tendinite è così: a volte si infiamma un po’, ma se la lasci riposare poi va meglio. Mi aspettavo di sentirmi bene oggi, dopo che ieri era stata una giornata leggera. Durante il riscaldamento mi sentivo davvero bene. Mi sembrava fosse andato alla grande. Quindi, non ho spiegazioni sul perché dopo tre game la situazione sia cambiata”.
D: Stai pensando a qualcosa di diverso per prenderti cura del tuo ginocchio?
Taylor Fritz: “Il riposo non è il modo giusto per curare la tendinite al ginocchio. Non si tratta di sottoporlo a un certo carico, il che ovviamente comporta un periodo di pausa dalle partite davvero intense dal punto di vista fisico. Questo comunque aiuta. Ma non è che quando sono a casa e non gioco nei tornei, mi riposo. Mi alleno molto per rafforzarlo, e bisogna spingersi oltre i limiti. C’è un certo livello di dolore che è accettabile quando si cerca di rafforzare e far ricrescere il tendine. È quello che ho fatto. È quello che hanno mostrato tutte le mie scansioni da novembre in poi: sto riuscendo a rafforzare il tendine. A novembre c’era solo un buco.
Sono sorpreso per quanto sia successo oggi, perché pensavo che se avessi dovuto mostrare segni di una ricaduta, sarebbero arrivati prima. Ho giocato nove partite in undici giorni tra Stoccarda e Halle. Credo che cinque o sei di queste fossero partite da tre set. Ecco perché oggi sono davvero deluso e triste. È difficile da spiegare, è proprio un infortunio strano. Solo perché ho dolore non significa comunque che non sia molto meglio di prima. Farò un’altra ecografia e vedrò a che punto sono. C’è una probabilità molto alta che sia stata proprio tutta questa attività fisica a far riacutizzare il problema. Se mi prendessi un paio di giorni di riposo probabilmente tornerei alla situazione di partenza”.
