Flavio Cobolli e l’altra faccia della medaglia: tutte le sconfitte più gravi da inizio 2025

Flavio Cobolli è numero 9 del mondo virtuale e quarto nella Race. Ma la sconfitta contro Arthur Fery a Wimbledon ci porta a ragionare su una sua tendenza negativa

Di Andrea Binotto
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Flavio Cobolli - Wimbledon 2026 (foto Ubitennis)
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Con Wimbledon che si dirige verso le fasi finali, siamo ormai al giro di boa di questo 2026. A comandare nella Race c’è sempre il solito Jannik Sinner, una sentenza nei 1000 stagionali. L’azzurro è però tallonato da un Alexander Zverev, finalmente campione Slam al Roland Garros, che sembra aver trovato fiducia anche ai Championships, dove non aveva mai raggiunto prima i quarti di finale. Poi c’è Carlos Alcaraz, vincitore dell’Australian Open, fermo però da metà aprile a causa dell’infortunio al polso che lo sta tenendo lontano dal circuito. Quindi ecco la (provvisoria) medaglia di legno, che ora come ora non va a Novak Djokovic, né a Daniil Medvedev e nemmeno a Ben Shelton. Ma a Flavio Cobolli, che nei primi sei mesi dell’anno ha raccolto numerose soddisfazioni.

Il titolo ad Acapulco, la finale a Monaco, i quarti a Madrid e anche a Wimbledon, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla finale al Roland Garros – la sua prima a livello Slam – rappresentano indubbiamente risultati da top 10 qual è Flavio. Grazie soprattutto a questi piazzamenti il 24enne romano ha accumulato un bottino di 3020 punti da inizio 2026. Se da una parte non si può che gioire per i traguardi tagliati da Cobolli, attualmente in top 10 come Djokovic aveva predetto, dall’altra è giusto anche analizzare alcune battute d’arresto inaspettate. L’ultima è quella che l’ha visto uscire sconfitto in tre set contro Arthur Fery ai quarti di finale di Wimbledon.

Cobolli: “Sentivo che poteva essere una buona occasione per me”

“Penso di non aver giocato bene fin dal primo punto della partita”, ha dichiarato Flavio in conferenza stampa dopo il match, terminato con il punteggio di 6-4 7-6(4) 6-0 in favore del suo avversario. Forse ero un po’ nervoso, forse ho sentito una pressione che normalmente non sento. Giocare un quarto di finale contro un ragazzo […] con una classifica più bassa della mia, mi ha fatto pensare che oggi potesse essere una buona occasione per me, ha continuato il numero 9 del mondo virtuale, che però non pensa di aver preso la sfida sottogamba.

“Non ho mai sottovalutato nessuno. Però è capitato diverse volte quest’anno di perdere con giocatori con una classifica nettamente più bassa della mia. Quindi, il mio inconscio magari pensa: ‘Cavolo, io sono un giocatore forte da battere’. Invece poi mi ritrovo a combattere i miei mostri in campo. […] Non credo che a inizio anno mi sarei mai immaginato di trovarmi in un quarto di finale Slam da favorito”.

Anche perché, a Wimbledon 2025, dal lato opposto della rete c’era un certo Novak Djokovic al turno dei migliori otto. Tenendo sempre conto che nella passata stagione Cobolli è salito di dieci posizioni rispetto alla sua classifica di inizio anno – da 32 ha concluso in 22esima piazza -, alcune sconfitte a sorpresa hanno però iniziato a creare alcuni dubbi nella sua testa. Perché giocare con i pronostici contro (per sua stessa ammissione) gli dà energia, ma scendere in campo da grande favorito sembra essere per lui ancora un ostacolo mentale piuttosto impegnativo da superare.

Le cadute più rumorose

Il 2025 è stato l’anno dei primi sigilli: prima Bucarest, poi Amburgo. L’altra faccia della medaglia mostra però alcune delusioni, che nonostante vengano molto spesso rimpiazzate dalle vittorie anche in questo 2026, non possono passare inosservate. Flavio, infatti, dall’inizio della passata stagione ha perso 20 volte contro tennisti fuori dalla top 50, a fronte di 41 vittorie. Arrotondando, in media Cobolli ha vinto due volte su tre contro questi giocatori. Una percentuale forse un po’ troppo bassa per un tennista che aspira a rimanere tra i primi 10. Allo stesso tempo, però, ogni sconfitta va calata nel suo contesto e nel momento di forma che il romano (e chi era di fronte a lui in quei giorni) stava vivendo in quel determinato periodo.

E allora, elenchiamo intanto tutte le sconfitte patite da Cobolli contro avversari fuori dalla top 50, da inizio 2025 a oggi, in ordine cronologico (in grassetto la classifica dei giustizieri di Flavio).

Attenuanti

Queste 20 sconfitte si possono dividere a metà, dato che 10 sono arrivate contro tennisti con una classifica dal 51 al 100, mentre le altre 10 Flavio le ha incassate contro giocatori fuori dalla top 100. Una tendenza che si è ripetuta nelle ultime due stagioni è stata la partenza piuttosto lenta di Cobolli a inizio anno. Infatti, il romano ha rimediato ben 9 sconfitte complessive nei primi tre mesi del 2025 e 2026. Questo perché nella passata stagione non era riuscito a svolgere una buona preparazione in vista del nuovo anno – a causa in un infortunio -, mentre a inizio 2026 ha fatto fatica a trovare una buona costanza di rendimento (su questo però dovrà migliorare in futuro).

È poi giusto sottolineare che problemi fisici di vario genere avevano condizionato Flavio nei match contro Nardi a Auckland, contro Smith a Indian Wells, contro Duckworth ad Almaty e contro lo stesso Fery all’Australian Open. In altri casi, invece, Cobolli è stato fermato da tennisti che poi avrebbero dimostrato di essere in gran forma in quel determinato torneo, nel quale sarebbero arrivati fino in fondo (non contiamo le sfide ai quarti di finale… troppo facile così): vedi Atmane a Cincinnati (semifinalista), Tien a Pechino (finalista) e Buse ad Amburgo (vincitore). Aggiungiamo anche la sconfitta a Montecarlo contro Blockx, che sebbene nel Principato si sia poi fermato agli ottavi, a Madrid pochi giorni dopo avrebbe raggiunto la semifinale.

Cosa c’è che non va?

Ora passiamo però ai tasti dolenti. Il primo ha un nome e un cognome, e si chiama Luca Nardi. Il pesarese è amico di Flavio da quando sono ragazzini, e seppur non abbia ottenuto neanche lontanatemene ciò che sino ad ora ha intascato Cobolli in carriera, quando entra in campo contro di lui può sfruttare una sorta di buco psicologico del romano. Altrimenti, il 4-1 nei testa a testa non si spiegherebbe. Poi c’è il nodo degli Internazionali d’Italia, torneo di casa per Flavio. E proprio per questo un evento che non è ancora riuscito a gestire al meglio, per le aspettative personali e per l’emozione di giocare davanti al pubblico di casa.

Il punto focale, però, riguarda una dinamica che sembra ripetersi nel corso del tempo. E non si tratta di una tendenza negativa legata a una specifica superficie di gioco (dato che ha subito almeno due di queste sconfitte su ogni terreno). Quanto piuttosto al fatto che in 15 dei 20 insuccessi riportati qui sopra Cobolli è tornato a casa senza aver conquistato nemmeno un set. Inoltre, tutti gli 8 insuccessi patiti da Flavio nel 2026, contro tennisti fuori dalla top 50, sono arrivati in straight sets come direbbero gli anglofoni.

Un segno, questo, di un vuoto mentale che Cobolli stesso vuole che venga colmato quanto prima. Specialmente ora che ha uno status da top player. “Bisogna imparare a gestire queste cose. Dobbiamo capire dove si può migliorare, perché non voglio che riaccada più. Probabilmente gestisco ancora in maniera sbagliata le partite in cui mi vedo favorito, o in cui tutti vedono favorito me. È importante cambiare questa cosa. Solo riuscendoci potrà puntare ancora più in alto.

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