Wimbledon: la migliore versione di Sinner annienta Djokovic e vola in finale

Con una prestazione superlativa Jannik Sinner batte in tre set Novak Djokovic e torna in finale a Wimbledon. Adesso Zverev per confermarsi campione, intanto l'azzurro è già certo della qualificazione per le ATP Finals

Di Beatrice Becattini
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Jannik Sinner - Wimbledon 2026 (foto Ubitennis)
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[1] J. Sinner b. [7] N. Djokovic 6-4 6-4 6-4

Jannik Sinner abbandona definitivamente la versione arrugginita mostrata nella prima settimana di Wimbledon e annienta Novak Djokovic in tre set.
D’altronde il numero 1 del mondo lo aveva detto. Gli Slam non si vincono nei primi sette giorni. Pazienza e carattere hanno accompagnato l’azzurro nei primi turni, in partite complesse anche quando terminate 3 set a 0. Un livello di gioco latente, che si è fatto più vivace match dopo match. Fino al 6-4 6-4 6-4 odierno.

Colpi violenti, un servizio ormai impeccabile e una risposta sempre profonda sono l’arsenale balistico sfoderato per porre fine alle speranze di Djokovic di vincere quello Slam numero 25 divenuto l’ossessione del capitolo finale della sua carriera leggendaria. Sinner costruisce la vittoria su profondità, potenza e una costanza disarmante, con soli 15 errori non forzati a fronte di 40 vincenti. Numeri che certificano una prestazione superlativa, sostenuta da 16 ace e l’88% di punti portati a casa con la prima.
Jannik conquista la sua settima finale in un Major, la prima di questa stagione, e andrà a caccia della conferma del titolo a Wimbledon.

Per il serbo sfuma il 39esimo ultimo atto in uno Slam in un incontro in cui davvero non può niente. A differenza di quanto fatto in semifinale all’Australian Open, la testa di serie numero 7 non riesce a cancellare tutte le palle break – ben 13 concesse – e in risposta è pressoché inesistente.
Sinner ridistanzia Djokovic nei testa a testa, portandosi avanti per 7-5, e pareggia gli incroci su erba per 2-2, dopo le vittorie di Nole del 2022 e 2023 e il successo dell’azzurro dello scorso anno.
Tra il favorito del seeding e il quinto titolo dello Slam c’è solamente Alexander Zverev, battuto nove volte consecutive – 10-4 i precedenti totali. Sarà la prima sfida tra i due sull’erba. Intanto per Sinner c’è già la matematica qualificazione per le ATP Finals.

Primo set: Sinner alza subito il livello, Djokovic cede nel nono game

(Di Jenny Rosmini)

Il primo set si apre con un’intensità altissima, quasi a voler fissare subito i termini della sfida. Sinner spinge forte al servizio, viaggia su medie molto elevate e cerca immediatamente l’opportunità per entrare con il colpo successivo. Djokovic risponde provando a non arretrare, ma la sensazione è che entrambi partano con lo stesso messaggio: nessuno vuole concedere all’altro il controllo dello scambio. È una partita tecnica, certo, ma anche profondamente psicologica, una sfida di presenza e coraggio in cui il servizio e la potenza da fondo dominano i primi game.

La scelta tattica è chiara: entrambi spingono molto, ma spesso in zona centrale, per non aprire troppo gli angoli e non offrire all’avversario la possibilità di incidere per primo. Il primo vero momento di tensione arriva nel quinto game, quando Djokovic, avanti 30-0, si complica la vita con un doppio fallo e poi subisce due scambi comandati da Sinner, bravo a muoverlo da una parte all’altra del campo. L’azzurro si procura così la prima palla break del match, ma il serbo la annulla con grande controllo, prima di chiudere il game con un ace e salire 3-2.

Sinner però resta lì, sempre più dentro la partita. Nel nono gioco torna a mettere pressione in risposta e si procura due palle break. Sulla prima costruisce benissimo il punto, arriva allo smash con il campo aperto, ma mette incredibilmente in rete un colpo che sembrava già fatto. L’errore non lo scuote: pochi istanti dopo si rifà con un passante fulminante, trova il break e va a servire per il set sul 5-4. Al di là di quello smash sbagliato, colpisce la lucidità con cui l’italiano sembra costruire ogni punto: sa dove vuole portare Djokovic, sa quando accelerare e dà l’impressione di avere una consapevolezza estrema dei propri mezzi.

Chiamato a chiudere il parziale, Sinner non trema. Djokovic prova a opporre resistenza, strappa un paio di punti in risposta, ma non arriva mai davvero vicino alla palla break. L’italiano chiude 6-4 in 40 minuti un primo set praticamente perfetto, in cui non concede nulla al servizio (solo 4 punti concessi) e conferma un livello decisamente superiore rispetto alle precedenti partite del torneo, nelle quali non aveva sempre convinto. Djokovic tiene anche percentuali alte di prime, ma paga moltissimo con la seconda: 71% di punti vinti con la seconda per Sinner, appena 14% per il serbo.

Secondo set: Sinner insiste, poi trova il break decisivo

(Di Jenny Rosmini)

Il secondo set propone subito situazioni nuove per Sinner, costretto prima sul 30 pari e poi, nel quarto game, sotto 15-30 sul proprio servizio. In entrambi i casi l’italiano risponde con grande lucidità: prima incisiva per uscire dai guai, poi ace e palla corta per togliere ritmo a Djokovic, che continua invece a soffrire sulla seconda.

Il primo vero strappo possibile arriva nel quinto gioco, quando Sinner, grazie alla solita profondità di palla e al calo di prime del serbo, si procura due palle break. Djokovic si salva dal 15-40 rischiando molto e resta avanti 3-2, ma l’azzurro non accusa il colpo: nel game successivo risale da 0-30 senza concedere palle break, tenendo un turno di servizio pesante.

La pressione in risposta torna a premiare Sinner nel settimo game. L’italiano si procura altre due palle break e questa volta chiude con una palla corta che sorprende nettamente Djokovic: break per il 4-3. Subito dopo lo consolida con un turno autorevole, impreziosito da tre ace, salendo a quota dieci complessivi e portandosi sul 5-3.

Da lì Sinner non concede più nulla. La velocità che imprime allo scambio, anche in risposta, costringe Djokovic a giocare spesso fuori equilibrio. L’italiano chiude il parziale tenendo il servizio a zero: 6-4 anche nel secondo set, dopo un’ora e venti minuti complessivi. Due set costruiti con potenza, lucidità e una gestione impeccabile dei momenti chiave.

Terzo set: un anno dopo è ancora finale per Sinner a Wimbledon

In avvio di terzo set i problemi per Djokovic si moltiplicano. La velocità di crociera a cui Sinner muove la palla si conferma intrattabile per Nole, che offre subito due palle break. Il serbo tenta di rimanere attaccato alla partita salvandosi con dapprima con la battuta poi con una combinazione servizio e diritto. Tuttavia, con un passante di rovescio Jannik si spalanca il campo per il secondo fendente a chiudere. Anche la terza occasione sfuma grazie all’aggressività del numero 8 del mondo, che è sempre costretto al rischio massimo se vuole portare a casa il punto. La quarta possibilità è, però, per l’azzurro quella buona. Djokovic si avventura in un serve and volley sulla seconda, che termina con il colpo al volo in mezzo alla rete.

Confermato il break con un turno di servizio a 15, Sinner torna a premere sull’acceleratore in risposta, con una palla del 3-0. La profondità con il colpo di inizio gioco, spesso centrale, fa la differenza e disarma il gioco dell’ex numero 1 del mondo. Tuttavia, Novak si appiglia ancora alla battuta e, con una prima vincente, scongiura il doppio break di svantaggio.
E proprio a un passo dal baratro Djokovic trova il modo di spingere Sinner per la prima volta ai vantaggi. Ma non solo. Sul 2-1 si guadagna anche la chance di controbreak. Jannik non si scompone e, perseverando nell’attitudine assunta da inizio torneo, si salva con un ace centrale. Anche sul 3-2 il serbo minaccia in risposta, ma non si spinge oltre il 30-30, cui l’italiano reagisce con un ace e un’accelerazione di diritto.

Nel settimo gioco Djokovic annulla ancora una palla del doppio break con un ace, ma le difficoltà in risposta che hanno caratterizzato tutto il match rendono pressoché impossibile per lui anche solo pensare a un abbozzo di rimonta.
Dopo essere stato a per due volte a due punti dal match sul 5-3, l’azzurro finalizza la vittoria con un turno di servizio a 0.
Sinner batte Djokovic per la settima volta e domenica potrà difendere il titolo di Wimbledon.

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