Amélie Mauresmo è il nuovo coach di Andy Murray

Focus

Amélie Mauresmo è il nuovo coach di Andy Murray

Pubblicato

il

 
 

TENNIS – Dopo tante voci, arriva la conferma ufficiale. Amélie Mauresmo, campionessa a Wimbledon nel 2006, sarà il coach di Andy Murray. Ma solo sull’erba, per ora. All’interno le dichiarazioni di Amélie in conferenza stampa a Parigi.

 

 

 

Le prime voci sono comparse qualche giorno fa e oggi è arrivata la conferma. L’ex tennista francese Amélie Mauresmo, 35 anni il mese prossimo, sarà il nuovo coach di Andy Murray. La notizia arriva da Neil Harman del Times.
Harman specifica che la soluzione è per ora provvisoria e che Mauresmo si occuperà inizialmente della stagione sull’erba. Dopo Wimbledon, quindi, si tireranno le somme.

 

 

Mauresmo è anche il coach della squadra francese di Fed Cup (a febbraio la Francia giocherà proprio contro l’Italia nei quarti del World Group). Ad ogni modo si tratta di un impegno poco gravoso, che porta via poche settimane all’anno. Questo non dovrebbe quindi costituire un ostacolo al prolungamento della collaborazione. È comunque curiosa la scelta di Mauresmo, perché come giocatrice non era che sopportasse molto bene la pressione o che dimostrasse di avere particolarmente discernimento tattico. Gran rovescio, come Murray, buon servizio.

Queste le prime parole di Murray: “Sono felice per la possibilità che mi può dare questa partnership. Amélie è una persona che ho sempre ammirato“. “Ha dovuto affrontare molte difficoltà ma è stata una giocatrice fantastica che ha vinto molti titoli tra cui Wimbledon. Ho già un team molto valido ma penso che Amélie possa darmi un po’ della sua esperienza per migliorare ancora“.

Andy è un giocatore straordinario” ha detto a caldo Amélie. “Sento di avere molto da offrirgli. Non vedo l’ora di cominciare ad aiutarlo a vincere altri Slam“.

La tennista francese ha poi indetto una conferenza stampa a Parigi per spiegare la scelta e i termini della collaborazione, che non sarà una collaborazione full-time: “Abbiamo parlato tempo fa ma la decisione è arrivata ora. Per me è una grossa sfida. L’ho visto giocare molte volte e abbiamo avuto occasione di parlare del suo gioco ma dobbiamo ancora conoscerci bene. Sono felice di questa sfida e voglio aiutarlo a vincere altri Slam, questo è il mio unico obiettivo. La sua priorità è difendere il titolo a Wimbledon ma i frutti del lavoro si vedranno a medio termine. Lui comunque non sta pensando ad un coach full-time, piuttosto qualcuno che lo segua per metà stagione“.

“So che sta cercando delle emozioni diverse rispetto a quando lo allenava la madre, ma questo non mi interessa. Nessun giocatore francese mi hai mai cercato, tranne Marion Bartoli ma non ero compatibile…”

Non ho ancora parlato con Lendl. Dovevo occuparmi del torneo di Tolosa ma non si sa ancora che destino avrà il torneo. La Fed Cup non è un problema: devo ancora incontrare le mie ragazze, lo farò a Wimbledon. Le due cose sono conciliabili“.

Se scegliere una donna come coach è una rarità nel circuito WTA, nel circuito maschile la scelta è ancora più difficile da riscontrare. Proprio Murray rientra tra i giocatori maschi che hanno scelto in passato di affidarsi ad una donna dato che la madre Judy, anche quando è subentrato Ivan Lendl, ha sempre avuto un’importanza ben precisa nell’angolo dello scozzese. Evidentemente lo scozzese è uno tra i più convinti del “girl power” e questa sua preferenza per i coach donna è stata subito sottolineata dai giornalisti inglesi presenti in sala stampa al Roland Garros.

Mauresmo, comunque, non è alla prima esperienza come coach di un tennista. La francese, infatti, venne assunta nel 2010 come vice-coach da Michael Llodra proprio per la stagione sull’erba, esattamente come ha deciso di fare Andy. La collaborazione tra i due funzionò piuttosto bene: Llodra raggiunse i quarti al Queen’s, vinse ad Eastbourne e perse al secondo turno di Wimbledon contro Andy Roddick.

Anche Mikhail Kukushkin è allenato da una donna, sua moglie Anastasia. Altre collaborazioni di questo tipo sono quelle tra Donald Young e la madre Ilona e quella tra l’uzbeko Istomin e la madre Klaudiya. Nel passato uno degli esempi più lampanti è Gloria Connors, madre e coach di Jimmy (anche se poi il coach ufficiale sarebbe stato l’ecuadoriano Pancho Segura) e naturalmente la madre di Marat Safin, Raissa. Ma se usciamo dal perimetro famigliare, la scelta di Murray è qualcosa di quasi inedito. Due precedenti simili alla collaborazione Mauresmo-Murray sono quelli di Billie Jean King, che per un breve periodo allenò Tim Mayotte nel 1991, e di Tatiana Naumko, il coach che sfidò i pregiudizi. La russa allenò per ben 14 anni Andrei Chesnokov portandolo a vincere sette tornei tra i quali anche Montecarlo e Montreal.
—————————————
Questa la conferenza stampa integrale di Amélie Mauresmo, tradotto da Yelena Apebe.


Benvenuta nel tennis Britannico.

Grazie.

Qual è stato il momento in cui hai pensato che saresti subentrata come coach di Andy Murray? Cosa ti ha attratto di questo lavoro?

Andy mi ha contattato qualche settimana fa e abbiamo iniziato a parlare della possibilità di lavorare insieme. In realtà, quando ho smesso di essere una tennista, non stavo pensando a una cosa simile. In seguito abbiamo parlato un po’ di più su come poter lavorare sul suo gioco e abbiamo discusso di diverse cose. Abbiamo ipotizzato una nostra collaborazione con volontà da parte di entrambi, formulando un’ ipotesi.

Puoi dirci qualcosa riguardo al fatto evidente che tu sei una donna e lui un uomo. Pensi che questo non abbia alcuna rilevanza o pensi che forse per te possa essere un vantaggio?

Direi di sì. Probabilmente dovresti chiedere a lui perché ad un certo punto abbia fatto questa scelta. Sappiamo tutti che sua madre è stata molto importante nella sua carriera tennistica. Penso che forse stia cercando qualcosa di diverso, emozioni e sensazioni diverse. Ad essere sincera,in realtà a me non interessa, fa parte della storia. Ciò che mi interessa è essere in grado di aiutarlo nel raggiungere i suoi obiettivi. È tutto. Il resto per te è solo storia da scrivere, suppongo. Ma certo, per me è una sfida. E voglio affrontarla.

Puoi dirci in quali aspetti pensi di poter aiutare maggiormente il gioco di Andy?

Non penso sia questo il momento di entrare nei dettagli. Penso che prima dobbiamo conoscerci e iniziare a lavorare insieme. Forse ad un certo punto ne parleremo.

Sicuramente ha delle scelte da fare e persone da tenere in considerazione.  Quando ti ha contattato per la prima volta ti ha detto “ Amélie, ho deciso che saresti la persona giusta perché puoi portarmi a raggiungere questo o quell’altro”? Ti ha dato una motivazione sul perché ha pensato a te?

Sì, l’ha fatto.

Puoi dirci qual è?

In realtà no ( ridendo). Forse più avanti sarà lui a dirtela.

Hai osservato il suo gioco nel corso degli anni? Hai avuto qualche tipo di rapporto con lui? Sei rimasta sorpresa quando ti ha contattato?

Non abbiamo mai parlato se non per salutarci o cose simili. E sì, l’ho visto giocare molte volte. Ripeto, abbiamo già parlato un po’ del suo gioco. Penso che presto entreremo più nel dettaglio.

Eri sorpresa quando ti ha chiamata?

Ad essere onesta sì. È stata un po’ una sorpresa.

Penso che la ragione per cui Andy ha smesso di lavorare con Ivan lendl sia perché Ivan ha detto che non aveva molto tempo per seguirlo. Tu sarai disposta a viaggiare con Andy per tutto l’anno?

Abbiamo già parlato di questo. Sì, non per tutto l’anno ,ma per gran parte delle settimane che abbiamo concordato e dovrebbe andare bene per entrambi.

Dal tuo punto di vista, cosa ti aspetti di realizzare con Andy e cosa renderebbe questo lavoro un successo per te?

Beh, per me è piuttosto facile rispondere a questa domanda e lui è molto chiaro su questo aspetto. Vuole vincere più Grandi Slam, perciò penso sia questa la risposta ad entrambe le domande.

Da commentatrice eri in una posizione comoda.

Sì, stavo seduta. Adesso sarò…

Sarai pressoché  sotto pressione quanto Andy. Le aspettative saranno alte. Perciò, per quale motivo hai accettato una sfida così grande?

Prima di tutto, penso sia lui ad essere più sotto pressione. È ovvio quando sei un giocatore e so di cosa parlo, hai un’enorme pressione sulle spalle. Questo rimarrà uguale. Diciamo che cambierà un po’ la mia vita e ritarderà il mio ritiro. Ma sono appassionata di questo sport e amo le sfide. Non so, mi piace mettermi alla prova e vedere cosa riesco a fare.

Sappiamo tutti che grazie a Billie Jean, una grande parte della WTA, abbiamo assistito a una legittimazione delle donne e delle loro opportunità? Tutti sappiamo anche che è estremamente difficile per le tenniste. Cosa hai pensato riguardo alle affermazioni dell’altro giorno di Ernests Gulbis ,cioè che non vorrebbe che le sue sorelle diventassero delle tenniste perché è molto dura e perché dovrebbero concentrarsi sulla famiglia?

Lo conosco un po’. Penso che anche voi lo conosciate piuttosto bene. È provocatore a volte. Non sono sicura che la pensi esattamente così. Più tardi ha spiegato il perché l’ha detto. Io non ne sono rimasta sconvolta perché lo conosco. So come è fatto.

Quanto dura il tuo impegno con Andy?

Affronteremo la stagione sull’erba e in seguito ne parleremo.

Diventerai coach di un tennista inglese. Potremmo domandarci se un tennista francese ti abbia fatto la stessa proposta. Perché uno straniero? È perché i tennisti francesi non vorrebbero venire da te?

No, è vero. Non ho mai ricevuto una simile proposta da un tennista francese.

E riguardo le tenniste?

No. Marion Bartoli voleva, ma non eravamo compatibili. Mettiamola in questo modo.

Adesso, cosa puoi dirci relativamente alla Fed Cup? Sei il capitano.

Beh, non cambierà nulla per quanto riguarda la Fed Cup. Per prima cosa dobbiamo discuterne con le ragazze a Wimbledon prima che inizi il torneo. Sai, avrei voluto farlo qui ma non siamo riuscite a incontrarci. Comunque è una buona cosa. È da due anni che sono il capitano. È una buona cosa prendersi una pausa per vedere dove stiamo andando e se tutti vogliamo continuare a lavorare insieme, ecc. Ma ho pensato che non avrei scelto o la Fed Cup o Andy Murray. Non ho mai pensato che sarebbe andata così. Se tutto procede senza problemi, se tutti sono disposti a continuare, possiamo continuare in questo modo.

Sei una delle prime donne o la prima donna a diventare coach di un giocatore Top 10. Cosa diresti a riguardo?

Niente. Beh, so che è un grande evento nel mondo del tennis e in generale nel mondo dello sport. Ma, sai cosa? Per me è un traguardo professionale. È ciò che mi interessa. Non è una cosa facile. Devo essere all’altezza di questa sfida. Dedicherò tutta la mia energia e mi concentrerò su questo e se riuscissimo anche a cambiare la situazione sarebbe una cosa positiva.

Hai parlato con Ivan Lendl? Se si, cosa ha detto? Se no, parlerai con lui?

No, non ho ancora parlato con lui, ma forse lo farò.

Andy ha vinto Wimbledon; ha vinto tutto; c’è molta pressione. Cosa ci dici di te?

Beh, sai, per lui l’obiettivo principale è quello di vincere più Grandi Slam. Sicuramente dovrà difendere il titolo a Wimbledon. Questa è la prima priorità. Non sarà facile. Lo aiuterò più che posso. Quando mi ha contattato non ci siamo detti “ Ok, deve funzionare immediatamente”. Miriamo a una cosa graduale perché i miracoli non avvengono da un giorno all’altro. Anche se riesci a dargli nuove dinamiche di gioco, questo non darà risultati immediati. Voglio il meglio per lui.

Come ti senti adesso?

Beh, fa piuttosto caldo. No, sono entusiasta. Vorrei iniziare subito. Ecco come mi sento. Sai, ne stiamo discutendo. La cosa non si è ancora concretizzata, ma lo diventerà. Ma sai cosa mi piace? Rimboccarmi le maniche e agire. Perciò dobbiamo andare avanti.

Se adesso questa collaborazione si concretizzasse, saresti pronta a prendere borsa, zaino e seguirlo al 100% nel circuito?

No, non voglio lavorare full-time. Si tratta di lavorare per metà anno, e non è male.

Continua a leggere
Commenti

Flash

Roland Garros: primi ottavi parigini per Pegula, ritiro Badosa per un infortunio al polpaccio. Avanti Kasatkina, a casa Cornet. 17esima seconda settimana Major per Keys

Kasatkina prossima avversaria di Camila Giorgi. Fuori per ritiro la spagnola Badosa, dolori anche per Cornet. Agli ottavi si affronteranno Keys e Kudermetova, rispettivamente al quarto ed al secondo ottavo di finale nello Slam francese

Pubblicato

il

Paula Badosa - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua l’ecatombe delle teste di serie nel tabellone femminile del Roland Garros 2022, delle 32 presentatesi ai nastri di partenza del torneo ne sono rimaste in gara solamente 11. Ma ciò che sorprende maggiormente non è tanto il numero in sé, seppur assolutamente rilevante, bensì la qualità delle regine che depongono la corona. Sabato, infatti, con l’allineamento del torneo agli ottavi di finale sono uscite di scena anche le forze numero 3 e 7 del seeding: Badosa e Sabalenka. Dopo l’eliminazione della bielorussa per mano di una scintillante Camila Giorgi, il ritiro a partita in corso della spagnola – che non riuscirà dunque ad eguagliare i quarti raggiunti la scorsa edizione – ha sancito che nel quarto round dello Slam parigino saranno presenti solamente due delle prime 11 teste di serie.

PEGULA LA PIU ALTA CLASSIFICATA NEL RANKING, RIMASTA IN CORSA, PER FRONTEGGIARE SWIATEK – Questo perché, oltre all’inarrestabile marcia della n. 1 Swiatek – anche se nel suo terzo turno ha faticato più del previsto con la montenegrina Kovinic – Jessica Pegula (tds n. 11) ha superato la slovena e tds n. 24 Tamara Zidansek, che nel turno precedente ha potuto usufruire del walkover dell’egiziana Sherif, con lo score di 6-1 7-6(2) in quasi un’ora e mezza di gioco (1h29 per l’esattezza). La 28enne di Buffalo conferma, con l’ennesima ottima prestazione, la sua stagione positiva sulla terra battuta, che ha visto la statunitense centrare il traguardo più importante della sua carriera con l’ultimo atto conquistato nell’altura madrilena – che ha rappresentato per lei, la prima finale in un WTA 1000. La n. 11 del mondo si è qualificata per la prima volta al quarto turno del Major di Porte d’Auteuil, portandosi a casa un incontro dai risvolti diametralmente opposti nei due set. Il primo parziale è stato a senso unico in favore della figlia dell’imprenditore Terry Pegula, – proprietario delle franchigie dei Buffalo Bills della National Football League e dei Buffalo Sabres della National Hockey League, con un patrimonio stimato di circa 5 miliardi – che ha lasciato per strada un solo game, indirizzando inesorabilmente la frazione con uno sprint alla partenza da cinque giochi consecutivi. Il set sarebbe potuto essere ancora più rotondo, ma nel sesto game un calo di concentrazione di Jessica ha contribuito a mandare in frantumi tre set point permettendo così alla semifinalista dello scorso Open di Francia di evitare il bagel e di sbloccarsi in una sfida che fino ad allora l’aveva vista totalmente in balia dell’avversaria.

L’esito del parziale, però, non poteva essere messo in discussione viste le enormi difficoltà palesate dalla 24enne di Postumia e difatti Tamara nel game che segue si fa strappare il servizio per la quarta volta in altrettanti turni di battuta. Decretando così un 6-1 in mezz’ora, spaccata come un orologio svizzero, senza la minima discussione. Alla ripresa della contesa, il copione sembrava essere il medesimo del set inaugurale dopo il 3-0 di Pegula ad aprire le danze in men che non si dica. Invece, sul 3-1 la tennista newyorkese si distrae nuovamente come gli era già capitato quando aveva avuto la chance d’infliggere il bagel alla sua più giovane contendente. A questo punto il set prosegue sul sottile filo dell’equilibrio, con una sola palla break (per Zidansek) nei successivi 8 game. Si arriva così al tiebreak e anche nel jeu décisif, la n. 10 del seeding getta alle ortiche un vantaggio di 3-0 perdendo il servizio due volte di fila. Dopodiché però si scuote e vince i successivi quattro punti, ponendo fine al match. Tra le statistiche più rilevanti, da evidenziare il computo tra i vincenti e gli errori non forzati, nettamente favorevole all’americana (25/18 contro 16/31) con un +7 per lei ed un pesante -16 per la numero 25 del ranking. Un altro dato significativo è il rendimento del servizio, con il 63% di punti vinti con la prima per la tennista nordamericana e solo il 56% per la slovena, ma la vera differenza si è riscontrata sulla seconda: un perentorio 68% di trasformazione (17/25) a fronte di un misero 31%.

 

KUDERMETOVA APPROFITTA DEL PROBLEMA FISICO DI BADOSA – E’ invece durato soltanto un’ora e due minuti il terzo incontro di giornata sul Suzanne Lenglen tra la n. 4 delle classifiche, nonché n. 3 del tabellone Paula Badosa e la russa Veronika Kudermetova. Dopo un primo set vinto 6-3 dalla tennista senza bandiera, in cui ha a discapito di quello che potrebbe far pensare il punteggio c’è stata lotta vera con l’iberica che era partita meglio issandosi sul 2-0 e addirittura avendo a disposizione due break point per il 3-0 “pesante” in un game da 15 punti. La n. 29 WTA, salvatasi dallo spettro del 4-0, ha assestato una striscia, durissima da digerire per la spagnola, di 5 giochi a 1 con la quale ha messo le mani sul primo parziale. Sostanzialmente il match si è concluso qui, poiché dopo aver subito il break sull’1-1 del secondo set la campionessa dell’edizione ottombrina d’Indian Wells ha dovuto alzare bandiera bianca per via di un infortunio al polpaccio destro. Ricordiamo che con questo successo la 25enne di Kazan, si porta sul 4-2 nel bilancio degli scontri diretti. La russa infatti ha trionfato nei primi tre confronti diretti con l’ex n. 2 del mondo nativa di Manhattan; nel 2019 in California a livello di semifinale e replicando un anno dopo ad Abu Dhabi e in un altro penultimo atto sulla terra verde di Charleston. Poi però Badosa ha accorciato le distanze vincendo gli ultimi due H2H; (prima di oggi) prendendosi prima la rivincita nei quarti di finale del primo appuntamento del Sunshine Double del 2021 – dove Paula ha ottenuto il risultato più prestigioso della sua attività da professionista – e successivamente superandola nettamente qualche settimana fa in casa in quel di Madrid.

KEYS IN RIMONTA PER LA QUARTA VOLTA AGLI OTTAVI DI PARIGI – Ultimo terzo turno femminile di questa 126esima edizione del secondo Slam dell’anno, la sfida conclusiva del Day 7 sul Simonne Mathieu tra la tds n. 22 Madison Keys e la numero 16 Elena Rybakina. Scontro inedito tra le due giocatrici, che curiosamente hanno una classifica WTA che corrisponde al loro seed in questo torneo. Da una parte l’ex finalista dello Us Open 2017, che con il successo all’esordio su Kalinskaya ha posto fine ad una serie di cinque sconfitte consecutive contro Top 100 ed ha centrato la sua prima vittoria stagionale sul rosso. Dall’altra la kazaka, che proprio a Parigi lo scorso anno raggiunse il suo primo ottavo di finale in un torneo del Grande Slam e battendo Serena Williams divenne soltanto la terza tennista del suo Paese a qualificarsi per i quarti del Roland Garros. La 22enne di Mosca, naturalizzata kazaka, con il ko odierno ha purtroppo per lei confermato una certa tendenza negativa, che l’ha vista perdere 11 delle ultime 15 partite contro Top 50, di cui 6 delle ultime 7 partite. L’ex n. 7 del mondo si è vista scippare il primo set, grazie al break maturato nell’ottavo gioco, nel quale si sono materializzate le prime opportunità in risposta del match. Al momento di chiudere abbiamo assistito al game più combattuto del set, (15 punti giocati) dopo un’intera frazione nel segno dell’equilibrio e dei servizi, dove Elena ha dovuto fronteggiare tre palle del contro-break.

Annullate tutte e tre le occasioni, è riuscita a vincere il parziale al terzo set point. A questo punto è partita la rimonta di Keys che annichilisce l’asiatica 6-1, poteva anche essere 6-0 – set ball cancellato da Rybakina nel sesto game – e trascina il duello alla frazione finale. Un terzo set bellissimo, molto emozionante con nessuna delle due protagoniste che vuole scoprirsi troppo per non commettere l’errore fatale. Una sola palla break sul 4-4 per l’ex n. 12 del mondo, che convertita l’avrebbe portata servire per il match. Non colta la chance, si giunge al tiebreak; l’esito finale più giusto di un match ricco di pathos. Al super tiebreak conclusivo s’impone Madison per 10 punti a 3, un dominio frutto del 6-0 di apertura del gioco decisivo che ha reso sostanzialmente vano l’equilibrio perdurato nel set. Con questa affermazione per la 17esima volta nella carriera Keys si guadagna la seconda settimana nei Major, in un bilancio complessivo che a questo punto degli Slam recita 17-5. A Parigi è riuscita a sfondare il muro del terzo turno in tre occasioni; le ultime nel 2018 quando giunse in semifinale e un anno più tardi quando invece si fermò nei quarti.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Q. Zheng b. A. Cornet 6-0 3-0 rit. (Pellegrino Dell’Anno)

Qinwen Zheng non si ferma: dopo la sorprendente vittoria con Simona Halep (di mezzo anche l’attacco di panico della rumena), avanza al quarto turno superando la padrona di casa Alizè Cornet, costretta però al ritiro a inizio del secondo set. Il risultato finale è di 6-0 3-0, prima del forfait della francese, che aveva fatto sperare il pubblico dopo la bella vittoria al secondo turno contro Ostapenko, n.13 del seeding. I problemi della n.40 al mondo erano chiari già nel primo, non avendo vinto neanche un punto sulla prima della cinese, da parte sua brava tatticamente a usare ben 10 volte la smorzata per stancare la sua avversaria, che purtroppo nulla ha potuto contro i problemi fisici. E allora strada spianata ai giovani, verrebbe da dire: Zheng, classe 2002, all’esordio nello Slam rosso centra il quarto turno, prenotando soprattutto il posto dell’avversaria di Iga Swiatekla cannibale n.1 al mondo. Miracoli suoi e un po’ di fortuna finora per la n.77 al mondo, che se vorrà avere una flebile speranza contro la polacca dovrà attingere a piene mani da entrambi questi calderoni.

[20] D. Kasatkina b. S. Rogers 6-3 6-2

Non serve il ritiro dell’avversario invece a Daria Kasatkina, che prosegue l’ottimo momento di forma battendo senza neanche troppo sforzo 6-3 6-2 Shelby Rogers, giocatrice certo meno adatta alla superficie della russa. L’ex n.10 al mondo(qui già tra le migliori 8 quattro anni fa) fa la differenza sul servizio e sulla solidità. 72% di punti vinti con la prima e solo due palle break concesse a fronte di 11 (5 concretizzate), e soprattutto solo 7 errori non forzati, una miseria. Certo pochi i suoi 15 vincenti rispetto ai 28 dell’americana, che ha anche però regalato ben 41 punti, gettando lì la partita in pratica. Dunque vince e convince Daria Kasatkina, che al prossimo turno affronterà Camila Giorgi vittoriosa su Aryna Sabalenka, in una partita molto aperta, dove la russa, se aggiungerà un po’ di vincenti e qualche variazione alla solidità odierna, potrebbe anche essere leggermente favorita.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Continua a leggere

Flash

ITF Grado, Cocciaretto in semifinale: “Sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi” [ESCLUSIVA]

Semifinale raggiunta in Friuli con l’obiettivo Top100: “Devo ripartire da zero. Obiettivo fare più partite possibili”. In campo anche Errani

Pubblicato

il

Elisabetta Cocciaretto a Grado
Elisabetta Cocciaretto - Guadalajara 2021 (Foto Facebook Abierto Zapopan 2021)

L’attenzione degli appassionati di tennis è tutta concentrata su Parigi, dove il gotha del tennis femminile sta dando spettacolo, con molti colpi di scena, diverse teste di serie cadute e nomi nuovi che si stanno facendo luce. Tuttavia, per coloro che non sono rientrate tra le 128 elette del main draw dello slam parigino, il circuito ITF ha offerto una vasta possibilità di scelta con ben 12 tornei in contemporanea. I più importanti sono i due W60 in corso di svolgimento ad Orlando in Florida e il torneo italiano di Grado.

E proprio nel comune dell’Alto Adriatico, situato tra Trieste e Venezia brillano i colori italiani, con ben due nostre rappresentanti che hanno raggiunte le semifinali. Sara Errani, testa di serie numero 5 del tabellone, che ha sconfitta l’austriaca Haas ed Elisabetta Cocciaretto, testa di serie numero 4, che ha sconfitto la svizzera Waltert.

Al termine della sfida contro la numero 211 al mondo durata quasi due ore giocata in condizioni abbastanza complicate, Cocciaretto è stata intervistata dal nostro Massimo Gaiba: “C’era abbastanza vento, lei comunque è una giocatrice forte, serve bene, risponde bene, ha una palla abbastanza pesante quindi diciamo che ho avuto molti alti e bassi, però sono contento di aver vinto e di giocare un’altra partita”.

 

Cocciaretto, che ha abbandonato prematuramente Parigi dopo la sconfitta nel secondo turno di qualificazione contro la russa Selekhmeteva, ha scelto di giocare a Grado per trovare la giusta condizione: “Io sono venuta qui con l’obiettivo di migliorarmi, di fare più partite possibili e giocarne un’altra mi da l’opportunità di migliorare e giocare ancora, cosa che mi serve molto quest’anno”.

L’ultimo successo permetterà all’italiana, al momento numero 157 delle classifiche mondiali, di riprendere la cavalcata verso la top 100, fortemente penalizzata da una tendinopatia al ginocchio sinistro: “Sono stata ferma sette mesi, mi sono operata quindi devo ripartire da zero, per questo l’obiettivo è di fare più partite possibili.

Nella strada verso la finale Cocciaretto affronterà la slovena Jakupovic, numero 311 WTA ma con un best ranking al numero 69 datato novembre 2018. Nell’altra semifinale Errani affronterà la testa di serie numero 1 del torneo Ylena In-Albon.

Continua a leggere

ATP

C’è Holger Rune in Danimarca (e questa sera anche a Parigi)

Il giovane danese, che stasera giocherà il terzo turno del Roland Garros contro Gaston, sarà in futuro il grande rivale di Alcaraz? Nell’attesa, una digressione sul tennis danese

Pubblicato

il

Holger Rune - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Secondo Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, o almeno c’era quando scrisse “Amleto”.

A oltre 400 anni di distanza da quei giorni possiamo dire che nel presente e soprattutto nel futuro del regno di Danimarca c’è anche il tennis grazie a un ragazzo di 19 anni che fisicamente assomiglia così tanto al protagonista di Titanic, che se non avessimo visto più volte il film saremmo inclini a credere che Jack Crawford sia riemerso incolume dai fondali dell’Atlantico.

Ci riferiamo a Holger Vitus Nodskov Rune, numero 40 della classifica mondiale che questa sera scenderà in campo a Parigi per affrontare al terzo turno Hugo Gaston.

 

Sarà Rune il giocatore in grado di lanciare il guanto della sfida a Carlos Alcaraz e a dare vita nei prossimi lustri – magari in compagnia di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti – a una saga all’altezza di quella a cui hanno dato vita Federer, Nadal, Djokovic e Murray negli ultimi 15 anni?

Ce lo auguriamo per il bene del tennis, ma per il momento a suo proposito ci sentiamo solo di dire che ci sembra un buon giocatore, dotato di notevole temperamento, che studia per diventare un campione.

E dove studia il giovane Holger? Studia nella piccola, civilissima nazione citata in apertura di articolo e abitata da sei milioni di anime, che nei secoli scorsi ha dato i natali a illustri letterati e filosofi, ma che è sempre stata parca di tennisti. 

Caroline Wozniacki – numero 1 del tennis femminile tra il 2010 e il 2012 – rappresenta la classica eccezione alla regola.

Ma cosa risponderebbe Rune a un novello Farinata degli Uberti che gli chiedesse: “chi fuor li maggiori tuoi?” o, per dirla in prosa, “chi furono i tuoi predecessori?”

Nonostante Rune non ce lo abbia chiesto ci prendiamo la libertà di rispondere in sua vece.

Holger Rune è il giocatore danese arrivato più in alto nella classifica del singolare da quando l’ATP la introdusse nel 1973.

Scorrendo a ritroso l’album di famiglia del tennis danese, subito dietro di lui ci imbattiamo in un nome che non ci suona nuovo, ovvero quello di Kenneth Carlsen (ma forse ci confondiamo con il Diavolo, al secolo Kent Carlsson) che nel giugno del 1993 sull’onda degli ottavi di finale raggiunti in Australia toccò la posizione numero 41.

Carlsen è il solo danese insieme a Rune –  a maggio vincitore a Monaco del suo primo torneo –  ad avere vinto tornei ATP e quello che sino ad oggi ne ha conquistati di più: 3.

Oltre a Rune e Carlsen gli unici tennisti danesi ad essere riusciti ad entrare tra le prime 100 posizioni mondiali in singolare sono stati Kristian Pless (65), Frederik Fetterlein (75) e un giocatore di cui parleremo in chiusura di articolo.

La Danimarca vanta però un giocatore che nella specialità del doppio nel 2012 vinse il torneo di Wimbledon, ovvero Frederick Nielsen.

Al trionfo di Frederick non poté assistere suo zio Kurt poiché era  morto l’anno precedente. E chissà quante emozioni e quanti ricordi avrebbero attraversato quel giorno il cuore di Kurt Nielsen nel vedere il nipote giocare sullo stesso campo in cui aveva disputato e perduto la finale del singolare nel 1953 e nel 1955, prima contro Vic Seixas e poi contro Tony Trabert.

Kurt Nielsen alla luce dei risultati è il tennista più forte che la Danimarca abbia mai avuto. Per restare ai quattro major, oltre alle finali di Wimbledon già citate, Nielsen arrivò una volta ai quarti dello US Open e 5 volte agli ottavi del Roland Garros.

Non disputò mai l’Australian Open e non volle mai unirsi al circuito dei professionisti.

Quasi altrettanto forte fu il mancino Jan Leschly che nel 1967 fu sconfitto da Clark Graebner nella semifinale dello US Open .

Avevamo promesso di citare in chiusura di articolo il nome del quinto danese capace di raggiungere la top 100 nell’era Open.

Fedeli alla promessa  sveliamo il suo nome: Torben Ulrich, che insieme al fratello Jorgen nei ricordi del nostro Direttore costituiva una coppia di hippy ante litteram.

Ulrich fu un campione di longevità tennistica; nel 1968 a 40 anni arrivò sino agli ottavi di finale degli US Open e a 45 suonati al numero 96 della classifica ATP.

Non è però questa la ragione per la quale lo abbiamo tenuto a guisa di dulcis in fundo, bensì perché è il padre di Lars Ulrich; Lars Ulrich è il fondatore e batterista di uno dei più importanti gruppi della scena rock mondiale degli ultimi 40 anni,  i “Metallica” e concittadino di Holger Rune: entrambi sono infatti nativi di Gentofte. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement