Ons Jabeur: che peccato se ve la siete persa!

Al femminile

Ons Jabeur: che peccato se ve la siete persa!

Pubblicato

il

 
 

Ons Jabeur è stata forse la protagonista della prima settimana di Indian Wells, dove pur perdendo contro Caroline Wozniacki ha colpito tutti per il suo tennis atipico e creativo

Non capita spesso di riuscire a colpire gli spettatori perdendo una partita; a maggior ragione se si è una giovane qualificata e si finisce per non raccogliere nemmeno un set.
Eppure chi ha assistito al match di sabato scorso tra Caroline Wozniacki e Ons Jabeur converrà con me che, almeno per un giorno, con il suo gioco straordinario la quasi sconosciuta 130 del mondo ha rubato la scena alla numero 5.
Dico quasi sconosciuta perché in realtà stiamo parlando di una piccola stella del tennis giovanile, visto che nel suo palmares vanta una vittoria al Roland Garros junior 2011, la finale del 2010, una semifinale agli US Open 2011, un quarto a Wimbledon 2010, e il quarto posto nel ranking.
Qualche nome di avversarie sconfitte da junior? Bouchard, Svitolina, Garcia, Stephens, Puig, Cepelova, Beck, Witthoeft…

Nel periodo dei successi parigini era seguita da un coach italiano, Luca Appino, che allora lavorava per la federazione tunisina e che in precedenza come talent scout per la Babolat aveva messo sotto contratto, da giovanissimi, futuri campioni come Nadal, Roddick, Clijsters, Safina.
Insomma, Jabeur non è proprio un nome uscito dal nulla, ma comunque la sua fama è limitata agli esperti di tennis giovanile.

 

Per quanto mi riguarda non è una novità assoluta, dato che l’avevo vista giocare per la prima volta tre anni fa, in una delle prime occasioni di confronto con le professioniste. Purtroppo  non riesco a seguire il tennis giovanile, per cui di solito mi limito a questo: cerco di rimanere aggiornato sui risultati dei tornei junior più importanti in modo da individuare le giocatrici più promettenti, e comincio a vederle quando passano professioniste.
Ons è tunisina, ed essendo una delle pochissime tenniste di qualità di cultura araba, ha potuto usufruire di tre wild card dagli organizzatori del torneo di Doha (dal 2012 in poi); un palcoscenico importante per misurarsi con il meglio del tennis mondiale. Così la prima volta l’ho scoperta contro Virginie Razzano nel 2012 (partita persa 3-6, 6-2, 3-6).
Mi aveva colpito immediatamente per due ragioni: la straordinaria qualità del suo braccio e la condizione fisica del tutto insufficiente.

In molti replicheranno che nel circuito femminile ci sono altre giocatrici che non sono certo al massimo della forma; e spesso il primo nome che si cita è quello di Taylor Townsend. Per quanto mi riguarda definirei Townsend una giocatrice chiaramente sovrappeso ma con una preparazione atletica a livello professionale che la rende in grado di muoversi rapidamente in campo, e di affrontare senza problemi un match di tre set. Certo, se non si portasse dietro dei chili di troppo sarebbe meglio, ma quando gioca si capisce che può reggere il confronto.

Invece la prima volta che ho visto Jabeur avevo avuto la sensazione di una ragazza non pronta agli sforzi del circuito pro. Anche lei non era certo asciuttissima (ma meno sovrappeso di Taylor) ma il problema vero era che in molte occasioni finiva per perdere il punto per l’evidente deficit fisico che le impediva di reggere lo sforzo che gli scambi richiedevano.
In compenso il controllo di palla era sicuramente di livello superiore; tutto quanto richiedeva tocco e manualità più che prestanza atletica, Jabeur lo eseguiva come poche.

Alla seconda occasione avevo avuto la stessa identica sensazione: gran braccio, ma fisico insufficiente.
E qui devo confessare che avevo cominciato a trarre delle conclusioni; mi ero detto, forse un po’ brutalmente: “Nel tennis contemporaneo si può avere anche il braccio migliore del mondo, ma se non si raggiunge un livello almeno accettabile di condizione atletica non si hanno speranze di poter competere davvero. A distanza di un anno questa ragazza è sempre uguale, forse le manca il fisico necessario per stare nella WTA. Non tutti nascono con un corpo adatto per fare sport professionalmente”.
Una valutazione molto dura, e affrettata. Forse se avessi cercato di saperne di più avrei potuto almeno mitigare il pessimismo; avrei così scoperto che nei due anni successivi al passaggio tra le adulte era andata incontro ad alcuni infortuni che l’avevano penalizzata, impedendole di prepararsi correttamente, e di giocare nei tornei con continuità.
Comunque l’attenzione al suo nome quando mi capitava di incrociarla nei tabelloni c’era sempre, ma non avevo più cercato di seguirla in TV.

In compenso aveva fatto notizia nell’occasione in cui era riuscita per la prima volta a raggiungere i quarti di finale di un torneo WTA (Baku, 2013, sconfiggendo fra l’altro la campionessa in carica Jovanovski) perché si era ritirata mentre conduceva 6-3, 4-1. Grande sfortuna? In realtà andando a guardare nel dettaglio il tabellone si scopriva che la sua avversaria in semifinale sarebbe stata la giocatrice israeliana Shahar Peer, e che magari l’infortunio non era così serio.

Del resto questo è un dubbio che ha riguardato recentemente un altro giocatore tunisino, Malek Jaziri, ugualmente ritiratosi mentre era in vantaggio, senza così poter affrontare l’israeliano Sela al turno successivo. E Jaziri sempre in quello stesso anno, il 2013, si era ritirato in situazione analoga: in quella occasione l’ITF era intervenuta sospendendo la Tunisia per una anno dalla Coppa Davis.
Tre ritiri essendo in vantaggio, e sempre quando nel turno successivo arriva un israeliano. Per quanto mi riguarda, al di là delle dichiarazioni ufficiali dei tennisti, la mia idea ce l’ho e mi piacerebbe soltanto sapere se certe decisioni sono prese d’accordo con i giocatori o se invece è la federazione che si fa sentire con argomenti persuasivi.

Tornando però a Jabeur, che qualcosa forse fosse cambiato nella sua situazione avevo cominciato a sospettarlo all’inizio di quest’anno, quando aveva passato spedita le qualificazioni agli Australian Open.
Quando si è ripetuta nelle qualificazioni di Indian Wells, e in più ha sconfitto Kaia Kanepi al primo turno, ho deciso di tornare a seguirla in TV. E mai scelta è stata meglio ripagata.

Contro Wozniacki, si è presentata una giocatrice non ancora nella forma ideale, ma finalmente pronta per reggere il confronto anche sul piano fisico. Elastica di gambe, più reattiva che resistente, in grado di giocare il suo tennis senza andare in debito di ossigeno al primo scambio un po’ più lungo del solito. E gli effetti si sono visti. La partita è finita 7-6 (3), 6-4, per Wozniacki, ma nel primo set le cose sarebbero potute andare diversamente se fosse riuscita ad essere soltanto un po’ più concreta.

Comincio con la battuta: malgrado non sia molto alta (1,67 per la scheda WTA) quello che sorprende è la capacità di  generare velocità inattese, vicine ai 190 km/h, grazie ad una accelerazione di braccio eccezionale. Non ricorre frequentemente ai questi servizi “a tutta”, ma è una risorsa che Jabeur utilizza in momenti particolari del match, e che alterna a battute meno potenti e più cariche di spin:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=729

Un po’ come le accade anche con il dritto: passa da palle lavorate a improvvise accelerazioni; in queste occasioni partono dei traccianti davvero impegnativi da controllare, posto che l’avversaria riesca a raggiungerli. E questo sia con il dritto classico che con quello inside out:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=289

Di rovescio non sembrerebbe in grado di spingere con la stessa potenza, ma poi si scopre che invece sa eseguire sulle palle a rimbalzo alto un rovescio “al salto”, che normalmente è un colpo rarissimo nel tennis femminile, e con cui invece ottiene un surplus di velocità inatteso:

https://www.youtube.com/watch?v=96rEQ68Zrx0&feature=youtu.be&t=85

In più dispone di uno slice ad una mano che alterna al colpo bimane e che le consente di variare le situazioni di gioco:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=149

Con il back riesce anche a gestire in modo accettabile le situazioni difensive, che comunque non sono certo il suo punto forte, anche perché è evidente quanto preferisca assumere il controllo dello scambio per assecondare al meglio il suo estro.
Servizio, dritto, rovescio. Detto questo, per moltissime giocatrici si potrebbe aver descritto quasi tutto del loro gioco. Ma non per Jabeur, visto che utilizza molte altre soluzioni: palle corte, gioco di volo, colpi al rimbalzo nei pressi della rete.

Nello spazio di un articolo non si riesce ad entrare nel dettaglio di tutto quanto Ons ha mostrato nella sola partita contro Wozniacki. Colpi di tocco calibrati al centimetro, palle corte mascherate alla perfezione, attacchi inattesi:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=676

e in più anche idee un po’ folli, come uno smash trasformato in una smorzata.

La stessa Wozniacki nell’intervista in campo a fine match, al momento di commentare il gioco della sua avversaria, ad un certo punto ha fatto ricorso alla comunicazione gestuale: ha cominciato a mulinare le braccia in aria, per indicare che non c’erano parole sufficienti per sintetizzare tutto quello che aveva dovuto fronteggiare nei set appena conclusi.

Contro Caroline il punto debole di Jabeur è stata sicuramente la risposta: e visto che Wozniacki in questo periodo non sta servendo in modo trascendentale, è un aspetto del gioco che andrebbe migliorato per poter progredire.
L’altro aspetto che potrebbe fare la differenza è la riduzione del numero degli errori non forzati. E’ chiaro che quando si gioca un tennis del genere  l’errore è fisiologico, ma oltre un certo numero i gratuiti diventano una zavorra determinante.

Come dicevo prima, Jabeur ha mostrato che sul piano fisico si sta preparando con concreti risultati: ha retto più che decorosamente il confronto contro la peggiore avversaria possibile sul piano della resistenza: e in alcune occasioni ha anche saputo vincere palleggi lunghi. A metà 2014 è passata all’Academy di Mouratoglou che infatti, nel secondo set, si è presentato tra il pubblico per seguirla. Le cose stavano andando bene, e quindi una capatina in tribuna per farsi vedere non guastava… ma questa è una mia malignità del tutto irrilevante.

Sul piano tattico devo confessare che per tutto il match sono rimasto con un dubbio che deriva dalla mia limitata conoscenza di Jabeur. Mi spiego: molta parte degli scambi da fondo si è svolta sulla diagonale dei rovesci, e a mio avviso questo non ha deposto a suo favore, visto che Wozniacki soffre invece il gioco sull’altra diagonale.
Se è accaduto questo direi che ci possono essere tre possibili spiegazioni:

1) anche Jabeur ha una predilezione per il gioco di rovescio tale da farle assecondare la situazione (cosa che a me non sembrerebbe proprio)
2) le mancava la sicurezza necessaria per utilizzare con la dovuta frequenza il rovescio lungolinea per cambiare le geometrie
3) non si è del tutto resa conto che troppo spesso insisteva sul colpo migliore dell’avversaria.

Su questo sospendo il giudizio: credo andrà rivista in altre situazioni per approfondire ulteriormente le sue capacità tattiche.

Sul piano della personalità le cose invece sono sembrate subito chiare; affrontava per la prima volta una top ten, e malgrado questo Jabeur ha mostrato di non farsi per nulla intimorire. Ecco ad esempio dove si posiziona per rispondere su una seconda di Wozniacki:

E nemmeno il grande torneo l’ha intimidita. Anzi: è evidente che quando è in campo ama il rapporto con il pubblico:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=662

e le piace l’idea di divertirlo con il suo repertorio fuori dal comune. Però qualche volta la sua estroversione rischia di trasformarsi in un gusto per il colpo spettacolare che potrebbe andare a discapito della concretezza:

https://www.youtube.com/watch?v=96rEQ68Zrx0&feature=youtu.be&t=450

Intendiamoci, come spettatore sono felicissimo di assistere a scelte del genere, ma se fossi il suo manager le chiederei di badare un po’ di più al sodo. Anche perché si può fare spettacolo solamente con efficaci colpi di volo, vista la rarità con cui nel tennis contemporaneo capita di vederli eseguire come si deve:

https://youtu.be/96rEQ68Zrx0?t=486

Estroversa in campo, quanto misurata in altre occasioni, come in questa intervista, se non sbaglio rilasciata dopo il successo allo Slam Junior (purtroppo non capisco l’arabo, se qualcuno vuole aiutare, è più che ben accetto):

E per il futuro? Se si fa fatica a fare ragionamenti a lungo termine per giocatrici più standardizzate, farlo per Jabeur è ancora più arduo.
Innanzitutto bisogna considerare la tendenza all’infortunio che ha mostrato negli anni passati. Non vorrei sembrare uno iettatore, ma qualsiasi ragionamento per le stagioni a venire credo non possa prescindere da periodi sufficientemente lunghi di completa efficienza fisica.

A questo bisogna aggiungere che un gioco come quello che ha mostrato, pieno di estro e creatività, è particolarmente difficile da praticare con continuità. Giorno dopo giorno, partita dopo partita, nel circuito WTA si rischia di venire consumate mentalmente, e non c’è niente di peggio della routine per un tipo di tennis del genere, che richiede massima freschezza mentale.

C’è anche da ricordare che per i giocatori che dispongono di un arsenale di colpi molto vasto è molto più difficile imparare a fare la scelta giusta nelle diverse situazioni. Per cui, inevitabilmente, la maturazione sul piano tattico è più lunga e complessa rispetto a chi pratica un tennis scarno e ripetitivo.

Per parte mia, cercherò di seguirla appena possibile, sperando che sia in grado di esibirsi altre volte ai livelli di sabato scorso.
E per chi non ha avuto la fortuna di vedere l’intero match, questi sono almeno gli highlights:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=8JxYYDBUlAM#t=3

 

 

Continua a leggere
Commenti

Al femminile

Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

Pubblicato

il

Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

Continua a leggere

Al femminile

La coppia Monfils-Svitolina aspetta una bambina. Anche Konta incinta

I due tennisti Gael Monfils e Elina Svitolina annunciano via social la lieta notizia. La settimana scorsa era stato il turno di Johanna Konta

Pubblicato

il

Gael Monfils e Elina Svitolina (foto Twitter @Gael_Monfils)

Mentre gli Internazionali BNL d’Italia giungono all’appuntamento conclusivo di questa edizione con due finali non troppo incerte, il mondo del tennis extra-campo si ravviva con la notizia divulgata via social dalla coppia composta da Elina Svitolina e Gael Monfils. I due infatti hanno annunciato di aspettare una bambina, il cui parto è previsto per ottobre. “Con il cuore pieno di amore e felicità, siamo lieti di annunciare che aspettiamo una bambina ad ottobre” queste le parole con le quali si sono espressi sia l’ucraina sia il francese, il quale è alle prese con un anno ricco di novità anche per quanto riguarda il piano professionale, visto il passaggio ad Artengo, il brand di Decathlon, per quanto riguarda la racchetta.

L’ultimo match disputato da Svitolina è il primo turno di Miami del 24 marzo perso al tiebreak del terzo set da Heather Watson, mentre la sua ultima vittoria risale al 4 marzo a Monterrey contro la bulgara Tomova. Attualmente n.27 del mondo, non rivedremo la 27enne Elina in campo per un po’.

Risale alla settimana scorsa invece – per la precisione al 9 maggio – la notizia simile diffusa da Johanna Konta. “Sono impegnata a cuocere il mio piccolo muffin in questo momento”, aveva scherzato la britannica sui social, sposatasi a dicembre 2021 poco dopo il ritiro dal tennis professionistico a 30 anni.

Continua a leggere

Al femminile

Come Barty solo Henin: le reazioni dei colleghi. E n.1 chi diventa?

Barty seconda regina del tennis femminile ad abdicare. Chiude con lo Slam di casa come Sampras, si ritira ad un anno da Borg

Pubblicato

il

Ashleigh Barty - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Stamani, 23 marzo 2022, il tennis si è svegliato con un colpo al cuore. Un fulmine a ciel sereno che si è abbattuto contro il mondo della racchetta, una data che sicuramente non dimenticheremo. La numero 1 del mondo, nonché campionessa Slam per tre volte, Ashleigh Barty ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal tennis professionistico; affermando di aver dato tutto e di essere pronta ad inseguire nuovi sogni. Una notizia shock, Ash infatti è solo la seconda regina del tennis femminile su 27 che, sedendo sul trono WTA, annuncia la propria decisione di porre fine all’attività agonistica a stagione in corso.

COME LEI SOLO HENIN – L’unico precedente si è avuto nel maggio 2008, quando l’allora n.1 del mondo Justine Henin annunciò la fine della propria carriera – salvo poi cambiare idea e comunicare il 22 settembre 2009 il ritorno alle competizioni a 27 anni – e seppur anche in quel caso lo scalpore fu tanto, Justine aveva avuto un pessimo avvio di stagione perdendo malamente all’Open d’Australia con Maria Sharapova. Dunque il ritiro della belga arrivò a termine di un periodo difficile, differentemente dalla tennista australiana che ha iniziato invece la nuova stagione con una striscia di 11 vittorie e 0 sconfitte mettendo in bacheca tre titoli, (trionfo in singolare e in doppio al torneo di Adelaide) compreso il primo Major dell’anno. Effettivamente, però la belga non riuscì più a rientrare nel circuito ad alti livelli a causa di un infortunio al gomito, annunciando il suo ritiro definitivo nel gennaio 2011. Ricordiamo, inoltre che Barty aveva deciso di non prendere parte al Sunshine Double; motivando tale scelta con il fatto di non aver recuperato pienamente dalle fatiche di Melbourne, che gli erano valse il suo terzo titolo Slam.

IL PRIMO RITIRO, COME JORDAN – Probabilmente, invece questo periodo di pausa tra Melbourne e Indian Wells è stato propedeutico per maturare la decisione finale di appendere la racchetta al chiodo. In realtà però se analizziamo nel dettaglio la carriera della 25enne di Ipswich ci si accorge che questa presa di coscienza fulminea e ai più inimmaginabile fino a qualche ora fa, non è proprio discostante dal personaggio, anzi; l’australiana si era già presa una pausa dall’attività agonistica nel settembre del 2014 quando si ritirò una prima volta per cercare d’intraprendere la carriera professionistica come giocatrice di cricket. Ma due anni più tardi ritornò sui suoi passi, riallacciando i legami con il suo primo grande amore sportivo. In un certo senso ci sono molte similitudini con quello che accadde al leggendario Michael Jordan, il quale dopo il primo three-peat (tre titoli NBA consecutivi: 1991, 1992, 1993) con i Chicago Bulls, annunciò il ritiro nel 1993 per cercare fortuna nella Major League baseball; per poi successivamente rientrare in NBA nel 1995.

 

AL SUO POSTO? – Il 2021 e l’inizio del 2022 erano stati a tratti dominati dalla talentuosa tennista australiana, e la sua permanenza in cima al ranking – escluse le settimane di congelamento della classifica a causa della pandemia – si è esteso a 112 settimane consecutive che la portano al quinto posto della striscia più lunga della storia dopo Steffi Graf e Serena Williams a 186 settimane, Martina Navratilova a 156, e Chris Evert a 113. Nel conteggio totale invece è al settimo posto con 119. Nel precedente datato 2008, Henin chiese di rimuovere il suo nome dal ranking e se Barty dovesse fare altrettanto ci sarà gran battaglia alle sue spalle per accaparrarsi la prima posizione mondiale. Al momento in testa a questa corsa c’è Iga Swiatek, circa 700 punti davanti alla ceca Krajcikova, e con l’andare avanti della stagione potranno trovare spazio anche Badosa, Sabalenka e Kontaveit. Tutte tenniste che non hanno mai ricoperto questo ruolo. In ogni caso si potrebbe avere una nuova leader già dopo Miami.

PRECEDENTI ILLUSTRI – A livello di gioco invece quello della 25enne sarà una perdita di proporzioni incolmabili. Il suo tennis sopraffino, paragonabile per tecnica a quello di Ons Jabeur incantava gli occhi degli appassionati, e abbinare al suo tocco delicato un servizio e un gioco da fondo così potente ed efficace la rendeva unica e speciale. Sfumano dunque tutti i sogni di possibili rivalità con tenniste dallo stile complementare al suo come Osaka e soprattutto Swiatek. Barty chiude la carriera trionfando nello Slam di casa come accadde a Pete Sampras nel 2002, ma per trovare un altro ritiro altrettanto sconvolgente si deve tornare indietro a quello di Bjorn Borg che lasciò il tennis un anno più anziano di Barty. Ovviamente lo svedese all’epoca era un’icona mondiale molto di più di quanto non lo sia ora Barty, ma il vuoto a livello tennistico che hanno lasciato entrambi è paragonabile.

LE REAZIONI DEI COLLEGHI – Ovviamente, questa notizia ha scosso i cuori di tutti gli appassionati e gli addetti aI lavori del mondo del tennis. Numerose sono state le reazioni al ritiro di Barty, soprattutto tra le giocatrici ma non solo.  Fra le testimonianze che hanno pullulato Twitter dall’alba, ci sono state quelle di altre campionesse dei Major; come Simona Halep che ha ricordato il rapporto speciale che la lega ad Ash: “ Ash, cosa posso dire, sai che ho le lacrime giusto? Amica mia, mi mancherai in tour. Eri diversa e speciale, abbiamo condiviso alcuni momenti incredibili. Qual è il tuo prossimo passo? Campione del Grande Slam nel golf? Sii felice e goditi la vita al massimo, tua Simona.”– o come Petra Kvitova, che invece è sembrata non aver ancora realizzato; ma ciò nonostante ha sottolineato le incredibili peculiarità di un personaggio unico nel tennis: “Ash, non ho parole… in realtà stai mostrando la tua vera classe lasciando il tennis in questo modo bellissimo. Sono così felice di aver potuto condividere il campo con te .. il tennis non sarà mai più lo stesso senza di te! Ti ammiro come giocatrice e come persona.. ti auguro solo il meglio!”. Come detto non solo tennisti, ma anche dirigenti; dalle dichiarazioni del CEO della WTA Steve Simon: “Auguriamo ad Ash solo il meglio e sappiamo che continuerà a essere una straordinaria ambasciatrice per il tennis, mentre inizierà un nuovo capitolo della sua vita. Ci mancherà”– fino alle parole del CEO di Tennis Australia e direttore degli Australian Open; Craig Tiley: “Congratulazioni Ash per la tua brillante carriera. Sei stata un modello incredibile, sia in campo che fuori e la comunità del tennis, specialmente in Australia sentirà molto la tua mancanza. Goditi il tuo ritiro dal professionismo ed il prossimo capitolo della tua vita. Non vediamo l’ora di supportarti in qualsiasi cosa tu scelga di fare”.

Nonostante il periodo complicato che sta vivendo, non ha voluto far mancare la sua voce anche Elina Svitolina: “Nient’altro che RISPETTO per te!!! Ti auguro il meglio per quello che verrà dopo e congratulazioni per la tua illustre carriera”. Infine concludiamo con il commento di Andy Murray, molto più laconico, ma altrettanto pieno di significato: “Felice per Ash Barty, distrutto per il tennis, che giocatrice”. Lo scozzese ci è già passato; con la differenza che il suo ritiro non è stata una scelta consenziente ma forzata dai problemi all’anca, tanto è vero che grazie alla sue tenacia è riuscito a rientrare nel tour.

Ma Ashleigh sembra aver preso questa decisione, con molta consapevolezza e serenità d’animo. Si vede che questa scelta la rende felice. E allora noi non possiamo solo che augurarle il meglio per i prossimi sogni che ha intenzione di raggiungere. Poi chissà, se mai dovesse ripensarci noi saremmo pronti a riaccoglierla a braccia aperte, e intanto ci gustiamo a ripetizione il suo ultimo punto giocato.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement