Roma, italiani: Sonego sfiora l'impresa, Seppi avanza ma è ancora disastro azzurro

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Roma, italiani: Sonego sfiora l’impresa, Seppi avanza ma è ancora disastro azzurro

Cronaca dell’ennesima débâcle italiana, stavolta particolarmente grave, visto che che si gioca in casa. Caruso conquista tre game, Knapp quattro, Schiavone cinque. Perde male Fognini, meglio Cecchinato ed uno splendido Sonego. Sara Errani preda di un malessere nervoso, crolla nel terzo set

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G. Garcia Lopez b. F. Fognini 6-1 7-6(2) (da Roma, Roberto Salerno)

In questa giornata nerissima ci si mette anche la sfortuna o, più probabilmente, la tensione che come nel caso di Sara Errani ha forse giocato un brutto scherzo a Fabio Fognini. Per quanto si possa essere scettici sulle capacità di Fognini un primo set così brutto è francamente inaspettato, visto che Fognini sembrava aver messo in qualche modo a posto pezzi del suo gioco. Magari niente grandissimi risultati, ma una presenza sul match abbastanza continua. E invece Garcia Lopez ha avuto gioco sin troppo facile sul servizio dell’italiano che ha vacillato in continuazione – per crollare 3 volte su 5, con palle break negli altri due turni – fino almeno all’intervento del fisioterapista. Cos’abbia fatto di miracoloso non lo sappiamo ancora e lo chiederemo in conferenza stampa, ma da quel momento in poi Fabio si è rimesso a giocare. Ha recuperato il break e con una serie di 14 punti a 2 sembrava aver messo la partita in binari più percorribili. Ma purtroppo non era giornata, Garcia Lopez è riuscito a rimanere aggrappato al proprio servizio e ha annullato anche i due set point del dodicesimo game con l’aiuto di Fognini che sul secondo ha sparacchiato un dritto qualsiasi. Che il tiebreak fosse segnato, a quel punto, lo sapevano quasi tutti qui, ciò non toglie che la volée che ha chiuso il match, dopo un’ace che aveva annullato il primo dei 5 match point, è stata una “fogninata”, giustamente fischiata dal pubblico. Peccato, perché davvero questo è un brutto passo indietro per il giocatore ligure.

J. Sousa b. [WC] L. Sonego 6-7(5) 6-3 7-5 (da Roma, Roberto Salerno)

Buona partita di Lorenzo Sonego che ha pagato alla fine un paio di difetti che potrebbero sparire col tempo: un rovescio non ancora all’altezza di dritto e servizio e la classica desuetudine di un giovane alle prese con un appuntamento importante, a giocar bene i punti fondamentali. Ma oggi è giusto sottolineare più le cose positive, che sono davvero tante e di cui proveremo a parlare più diffusamente stasera. Qui ci limiteremo a sottolinearne l’atteggiamento, davvero molto positivo, se è vero che ha vinto un primo set dopo essere stato sotto di due break, tributo da pagare all’emozione dell’esordio; e bravo, Sonego, lo è stato anche nel terzo, poco prima che le forze lo abbandonassero, quando sostenuto dal pubblico ha recuperato da 2 a 4 fino al 5-4 e addirittura 30 pari con uno splendido passante di rovescio. Sonego ha superato pure il fastidio di un warning che lo ha costretto a servire una delicatissima seconda palla sul 4 pari, e ha addirittura annullato la palla break che ne è scaturita per poi appunto portarsi in vantaggio.
Insomma, in un’altra giornata desolante, il giovane piemontese ha almeno mostrato che il futuro non è nerissimo. Certo, evitiamo adesso di scaricargli addosso il peso di un movimento in terribile crisi.

A. Seppi b. V. Pospisil 7-6(5) 7-6(2) (Diego Serra)

Vince in due set Andreas Seppi contro Vasek Pospisil, numero 46 ATP, avversario di un certo spessore, solo però su superfici veloci. Un buon test per Seppi al rientro dall’infiltrazione all’anca. I precedenti tra i due erano di due vittorie a testa, quelle di Pospisil sul cemento americano e di Sydney.

Primo set con dominio dei turni di servizi, poche le occasioni per chi ribatte, ritmo basso e gioco non proprio spettacolare. L’unico game combattuto è il decimo, dove il canadese costringe Seppi ai vantaggi, ma non si conta nemmeno una palla break nel set. Più scoppiettante l’inevitabile tiebreak, dove Seppi, ben sorretto dal servizio, porta a casa quattro minibreak, contro due concessi, e si porta a casa il tiebreak per 7 a 5. Secondo set che si gioca con lo stesso ritmo, ma con Andreas che pare più in difficoltà nei movimenti. Ne approfitta Pospisil per brekkare l’azzurro nel quinto game, ma poi è lo stesso canadese a giocare un disastroso game in battuta, riportando il set in parità. Poi di nuovo servizio e dritto per entrambi, e poco gioco per chi serve. Inevitabile il tiebreak. Seppi lo gioca di nuovo bene, come nel primo set, ritrova una certa efficacia nel ribattere il servizio dell’avversario, caratteristica che oggi non ha brillato. Infligge tre minibreak a zero a Pospisil, che invece proprio nel tiebreak si disunisce. Bravo il canadese solo a strappare un servizio ad Andreas, ma con la battuta seguente Seppi si porta a casa il match, ora sulla terra di Roma troverà Gasquet.

[Q] H. Watson b. [14] S. Errani 6-4 3-6 6-0 (Giovanni Vianello)

Ennesima delusione per il tennis azzurro oggi, forse la più cocente. Nel tabellone femminile di Roma infatti, dopo Schiavone e Knapp, esce anche Sara Errani, che era accreditata della testa di serie numero 14 e che era opposta ad Heather Watson, qualificata inglese n. 55 del mondo. Prosegue il brutto momento della romagnola, che dopo il forfait a Stoccarda e la sconfitta al primo turno con Camila Giorgi a Madrid, vede allontanarsi il momento del ritorno alla vittoria.

La partita era cominciata bene per Sarita, che nel primo set è stata sopra di un break sul 2-1 e servizio in suo favore, tuttavia la Errani ha immediatamente concesso il contro-break. Seguono diversi break e contro-break, con la Watson che all’ottavo gioco conquista il 5-3 sfruttando l’eccessiva passività della Errani. A questo punto, la nostra connazionale è costretta ad un medical time-out di circa tre minuti. Al ritorno in campo, la Watson sale 40-0 sul proprio servizio, viene riagguantata sul 40 pari ed ha altri tre set point, ma alla fine Sara opera l’ennesimo contro-break del parziale. Lo sforzo tuttavia risulta inutile, la romagnola nel proprio turno successivo di battuta subisce nuovamente il break e così la britannica si aggiudica il primo set 6-4. L’impressione generale del primo set è di una Errani un po’ scarica mentalmente e fisicamente, con molte palle che si fermano sul nastro, fatto inusuale per la nostra giocatrice, che viene spesso ingabbiata sulla diagonale sinistra, dove patisce il buon rovescio della Watson. Nel secondo set la musica sembra cambiare, Sarita comincia ad essere più incisiva nei game di servizio ed è molto più spavalda nei turni di risposta e si porta avanti 4-0. La Watson recupera fino a 4-3, ma il set si conclude 6-3 per l’italiana. La partita va così al set decisivo, in cui c’è tuttavia poco da raccontare. Sara non è mai veramente in campo, sembra aver esaurito le energie e perde addirittura 6-0.

[10] L. Safarova b. [WC] F. Schiavone 6-3 6-2 (Emmanuel Marian)

Francesca Schiavone è giunta a quel punto della carriera in cui ogni singolo momento è un momento da godere appieno, da assaporare fino all’ultimo, da vivere intensamente. Si pensava dunque che, qualora la tennista milanese avesse affrontato l’incontro di primo turno contro Lucie Safarova con il cuore leggero che si sarebbe potuta permettere, un minimo di equilibrio ci sarebbe stato. Inoltre, i precedenti su terra battuta, sebbene molto datati, autorizzavano qualche timida speranza, essendosi Francesca imposta sull’argilla tre volte su tre. Purtroppo non ci sono state né una partita vera, né una festa particolarmente divertente per i (pochi) convenuti: a godere della splendida giornata di sole e tennis al Foro è stata solo Lucie Safarova.

La mancina di Brno, recente campionessa a Praga e parsa del tutto restituita alla causa dopo aver sconfitto la tenace infezione batterica che a lungo l’aveva afflitta, ha in realtà subìto l’aggressività di una Schiavone molto determinata in avvio, e ha dovuto esibire le note doti da doppista per annullare una palla break nel secondo gioco con una complicata volée. Vicina alla linea di fondo, Francesca nelle prime battute del match ha provato ad aggredire la ceca mettendo in mostra il vasto campionario di variazioni tattiche in suo possesso, ma la luce ha iniziato a mostrare preoccupanti segnali d’intermittenza già nel quinto gioco, quando un dritto largo e un rovescio steccato in uscita dal servizio sono stati sufficienti a consegnare a Lucie un break di vantaggio e la tranquillità di cui necessitava. La partita è finita in quel momento: i colpi della numero 15 WTA sono divenuti via via impossibili da contenere per una Schiavone sempre costretta a colpire in corsa e sempre più in affanno, e la partita è scivolata via senza sussulti fino al 6-3 6-2 finale in un’ora e dieci minuti di gioco. La speranza è ora quella di vedere Francesca agli Internazionali almeno un’altra volta; la certezza è rappresentata dal fatto che rivedremo di sicuro Safarova: al secondo turno sarà opposta a Misaki Doi.

[10] M. Raonic b. [WC] M. Cecchinato 6-4 4-6 6-4 (Giovanni Vianello e da Roma, Roberto Salerno)

Un Marco Cecchinato sorprendente mette in seria difficoltà Milos Raonic sul centrale di Roma. Nel primo set la wild card italiana è il primo ad avere palla break, addirittura due consecutive sul 2-1 in favore del nostro conazionale, ma Milos le annulla entrambe e nel game successivo trova lui il break con un buon passante di rovescio incrociato. Marco avrà altre tre palle break nel corso del primo parziale, ma la frazione andrà comunque al canadese per 6-4.
Cecchinato tuttavia non demorde e nel secondo set riesce finalmente a trovare addirittura due break, anche se non sfrutta una chance di servire per il secondo parziale sul 5-3, ma sul 5-4 per l’italiano Raonic conferma di non essere in giornata eccezionale e concede un 15-40 sul proprio servizio, con Cecchinato che strappa la battuta a 30 e fa così suo il secondo set.

Nel terzo set Raonic soffre meno sul proprio servizio e Marco diventa via via più falloso. Nel quinto game è bravo a risalire da 15-40 e ad annullare una terza palla break, ma la sensazione è che la partita la faccia Raonic, nel bene (poco) e nel male (tanto da permettere a Cecchinato di fare partita pari). Nel game successivo una piccola polemica tra Cecchinato e il giudice di sedia scalda il già sin troppo caloroso pubblico del centrale, che prova a rinverdire fasti antichi, ma la gentrizzazione funziona, si odono solo un paio di fischi e un “a cecato” scagliato con poca convinzione. Sul 3 pari Marco va di nuovo 15-40, annulla ancora la prima palla break con un ottimo scambio sulla diagonale di dritto, ma quella successiva è la palla buona: un rovescio senza pretese vola fuori e Raonic può andare a servire col vantaggio che sarà decisivo. Ultimo sussulto quando il canadese serve per il match, con Marco che riesce a portarsi addirittura sullo 0/40. A Milos è sufficiente fare un po’ d’attenzione per chiudere al primo match point.

B. Strycova b. [WC] K. Knapp 6-2 6-2 (Andrea Lavagnini)

Esce all’esordio la wild card Karin Knapp per mano della ceca Barbora Strycova che la sconfigge per la terza volta su tre incontri. La prestazione dell’azzurra è stata fortemente condizionata da un po’ di tensione, ma soprattutto dai problemi al ginocchio che la tartassano da più di sette mesiLa settimana scorsa a Madrid, la tennista di Brunico era riuscita ad acquisire un po’ di fiducia grazie alla sua prima vittoria stagionale contro la Gasparyan. I troppi errori di oggi evidenziano però una condizione ancora non ottimale e una scarsa abitudine alla partita.
La Strycova sta invece vivendo un’ottima stagione: per lei quest’anno quarto turno a Melbourne, finale a Dubai persa con Sara Errani e vittorie di grosso calibro, come quella della scorsa settimana sulla Kerber.

Il pessimo avvio di Karin, con un solo punto vinto nei primi due game di servizio, consente alla ceca di portarsi subito avanti 4-0. L’altoatesina entra in partita solo in questo momento: spinge bene con il diritto ma nei momenti cruciali commette troppi errori. Karin tiene gli altri due turni di servizio, ma la Strycova è brava a fare lo stesso, annullando anche tre palle break; porta così a casa il set 6-2. Il gioco a fasi alterne dell’azzurra continua anche nel secondo set dove riesce a tratti a lasciare ferma la sua avversaria, ma non con continuità; cede altre due volte il servizio e nonostante lotti fino all’ultimo punto, è costretta ad arrendersi alle variazioni della Strycova che chiude 6-2 anche il secondo parziale.

N. Kyrgios b. [WC] S. Caruso 6-1 6-2 (Benedetto Napoli)

Niente da fare per l’azzurro Salvatore Caruso, numero 251 ATP, troppo forte il talento aussie no. 20 nel ranking Nick Kyrgios per le flebili speranze del tennista di Avola. Il fenomeno di Canberra viene dall’ottima prova di Madrid – eliminato ai quarti da Nishikori – mentre il siracusano si è guadagnato la wild card per il main draw grazie al torneo di pre-qualificazione

Nel primo set non c’è storia. Kyrgios è praticamente perfetto in tutti i fondamentali; di contro il siciliano è decisamente fin troppo falloso e ha nella seconda di servizio il proprio tallone d’achille. Per l’australiano è un gioco da ragazzi scappare dapprima sul 3-0 per poi chiudere in appena venticinque minuti il primo atto. Il secondo set si apre con il terzo break di Kyrgios, ma Caruso sospinto dal numero pubblico sul Grandstand si procura una palla per l’immediato contro break. Il giustiziere di Wawrinka in terra spagnola dopo aver annullato il pericolo fatica più del dovuto per conquistare il secondo gioco, battibeccando un po’ con il pubblico presente sugli spalti. Caruso conferma il proprio turno di servizio abbastanza agevolmente per poi farsi brekkare in quello successivo, ma incredibilmente contro brekka grazie a quattro errori macroscopici dell’australiano. Quest’ultimo restituisce immediatamente il favore lasciando al tennista di Avola solo tre quindici negli ultimi due game del match. Per Kyrgios prossimo turno contro Raonic. L’australiano conferma i progressi fatti in questi ultimi mesi, ma bisogna ammettere come quello di oggi per lui sia stato un allenamento più che un match e quindi bisognerà valutarlo in prove più impegnative. Per Caruso la strada verso i top 100 sembra essere ancora lunga. L’avversario era quello che era, ma solo il 13% di punti vinti con la seconda di servizio e i tanti gratuiti fanno intendere come ancora non sia pronto per questi palcoscenici.

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