US Open: chi succederà a Flavia Pennetta?

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US Open: chi succederà a Flavia Pennetta?

A Flushing Meadows non è solo in palio un titolo dello Slam ma anche il primo posto del ranking. Dopo la finale tutta italiana del 2015 il torneo americano saprà ancora sorprendere?

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Si avvicinano gli US Open, e si comincia a ragionare sulle possibilità di vittoria delle migliori giocatrici: come stanno le favorite? Dobbiamo aspettarci sorprese? In vista del sorteggio ho provato a riepilogare la condizione delle prime sedici teste di serie, e a individuare possibili outsider. Ricordo che mancherà la numero 7 del ranking Azarenka, ferma per maternità.

1. Serena Williams
Risultato agli US Open 2015: SF
Miglior risultato in carriera agli US Open: 6 vittorie (1999, 2002, 2008, 2012, 2013, 2014).
Dodici mesi hanno profondamente cambiato la situazione di Serena Williams. Nel 2015 aveva vinto i tre Major dell’anno ed era quindi a un passo dal Grande Slam, poi mancato a causa della sconfitta contro Roberta Vinci in semifinale. In questa stagione invece si è aggiudicata “solo” Roma e Wimbledon: significa che non ha ancora vinto un torneo sul cemento. Dopo la sconfitta contro Svitolina alle Olimpiadi ha dato forfait a Cincinnati per un problema alla spalla destra. È alla ricerca del ventitreesimo Slam, per staccare Graf e avvicinarsi ai 24 di Smith Court, ma le sue condizioni di forma sono una incognita assoluta.

2. Angelique Kerber
US Open 2015: 3T
Miglior risultato: SF (2011)
Se per Serena sono i pochi match disputati a suscitare dubbi sulle sue condizioni, per Kerber la situazione è opposta: le incertezze derivano dalle tante partite affrontate di recente (finale a Rio e finale a Cincinnati); la settimana di riposo basterà per recuperare sufficienti energie psico-fisiche? Flushing Meadows offre ad Angelique una doppia opportunità: non solo la caccia alla vittoria nel torneo, ma anche al primo posto del ranking; sul piano aritmetico è leggermente avvantaggiata rispetto a Serena, visto che scalando i punti degli US Open 2015 si troverebbe davanti (se non sbaglio 6730 a 6270).

 

3. Garbiñe Muguruza
US Open 2015: 2T
Miglior risultato: 2T (2015)
Gli US Open sono lo Slam in cui Muguruza ha finora raccolto i peggiori risultati: su tre partecipazioni (2012, 2014, 2015) ha vinto un solo match, l’anno scorso contro Carina Witthoeft. Una notevole differenza rispetto agli altri Major, nei quali Garbiñe vanta una vittoria (Parigi) una finale (Wimbledon) e un quarto turno (Melbourne). I numeri però sono ancora molto piccoli, per cui mi sembra prematuro sostenere che ci sia sicuramente un problema di adattabilità al torneo.
Negli ultimi due impegni del 2016 (Olimpiadi e Cincinnati) Garbiñe ha subito due nette sconfitte (6-1, 6-1 da Puig e 6-3, 6-1 da Pliskova) ma va ricordato che le avversarie sarebbero poi risultate le vincitrici del torneo.

4. Agnieszka Radwanska
US Open 2015: 3T
Miglior risultato: 4T (2013, 2012, 2008, 2007)
A differenza di Muguruza, nel caso di Radwanska dieci partecipazioni cominciano a rappresentare una serie abbastanza significativa: i dati ci dicono che gli US Open sono l’unico Slam in cui non è mai riuscita a raggiungere i quarti di finale; peggio della terra battuta di Parigi. Forse gli scarsi risultati dipendono anche dal fatto che in questa fase di stagione Agnieszka è spesso arrivata in riserva per i tanti match disputati. Gli ultimi risultati (terzo turno a Montreal, primo turno alle Olimpiadi, quarti a Cincinnati) non sono stati straordinari, ma se non altro le hanno consentito di risparmiare energie: un piccolo vantaggio rispetto a molte delle precedenti stagioni. Prima degli US Open ha però deciso di partecipare al torneo di New Haven.

5. Simona Halep
US Open 2015: SF
Miglior risultato: SF (2015)
Halep ha deciso di non giocare le Olimpiadi e quindi ha vissuto un percorso di avvicinamento agli US Open “standard”; vale a dire partecipazione a Montreal (torneo vinto) e a Cincinnati (semifinale persa da Kerber), senza viaggi in Sud America. Tenendo conto che l’anno scorso a New York era stata capace di arrivare in semifinale, appare come una delle più credibili candidate a fare molta strada nel torneo. A meno che, al dunque, non si faccia schiacciare dal peso della responsabilità, problema a cui è andata incontro diverse volte nel recente passato.

6. Venus Williams
US Open 2015: QF
Miglior risultato: 2 vittorie (2000, 2001)
Prima delle Olimpiadi Venus sembrava in un ottimo momento: di nuovo top ten dopo diverse stagioni complicate, semifinalista a Wimbledon e finalista a Stanford. Poi però è arrivato il torneo olimpico, con una eliminazione al primo turno sia in singolare che in doppio, al termine di due match giocati piuttosto male. Non credo basti la finale nel doppio misto a cancellare la sensazione di difficoltà che ha lasciato l’ultima Venus.
Vedremo se la pausa successiva a Rio è stata sufficiente per tornare ai livelli precedenti. Ricordo che l’anno scorso a Flushing Meadows aveva perso ai quarti di finale in tre set dalla sorella Serena, in piena corsa per il Grande Slam.

8. Roberta Vinci
US Open 2015: F
Miglior risultato: F (2015)
Gli US Open 2015 sono stati il torneo che ha consegnato alla storia Roberta Vinci, capace di sconfiggere Serena Williams in semifinale, interrompendone la corsa al Grande Slam. Allora Roberta era numero 43 del mondo e la finale raggiunta a New York era stato il propellente decisivo per la risalita in classifica fino all’ingresso in top ten, obiettivo mai raggiunto prima.
Oggi le cose sono cambiate: Vinci non appare in un momento di grande forma (sconfitta al primo turno a Rio da Schmiedlova e a Cincinnati al secondo impegno da Suarez Navarro) e in più deve difendere i punti in scadenza per non scendere troppo in classifica. La mia sensazione è che l’esito dei prossimi US Open potrebbe essere molto importante per la decisione sul futuro della sua carriera.
Ha scelto di giocare nella settimana precedente allo Slam, nel torneo di New Haven: una programmazione che spesso ha adottato anche in passato (2015 incluso).

9. Madison Keys
US Open 2015: 4T
Miglior risultato: 4T (2015)
Keys è reduce da un periodo di buona continuità di risultati. A essere critici si deve però rilevare che pur essendo arrivata in fondo a quasi tutti i tornei ha vinto solo a Birmingham. Sotto questo aspetto le Olimpiadi sono state paradigmatiche: quarto posto conclusivo, dopo la sconfitta in semifinale da Kerber e nella finale per il bronzo da Kvitova. Negli Slam è reduce da quattro quarti turni consecutivi, una serie inaugurata proprio a New York l’anno scorso, quando venne sconfitta da Serena Williams.
Rimango convinto che prima o poi arriverà il “botto” in un Major, ma va detto che il suo percorso di avvicinamento non è stato dei migliori, dato che è uscita abbastanza provata dalle Olimpiadi: ha dato forfait prima a Cincinnati e poi anche a New Haven, per dolori al collo. Come per le altre due statunitensi ai vertici del ranking (Serena e Venus Williams) anche per lei nessun match post-olimpico e qualche dubbio sulle condizioni fisiche.

10. Svetlana Kuznetsova
US Open 2015: 1T
Miglior risultato: vittoria (2004)
Rientrata in top ten dopo alcune stagioni di flessione, Kuznetsova si presenta al via degli US Open senza avere punti da difendere, visto che nel 2015 era stata sconfitta al primo turno da Kiki Mladenovic. Quest’anno ha mostrato di poter ancora giocare ad altissimi livelli (vittoria a Sydney, finale a Miami); e non va dimenticato che a New York una volta ha già saputo vincere. Ma rispetto alla giocatrice di dieci-dodici anni fa per lei è diventata molto più frequente la giornata storta. Direi che non è tanto calata in termini di picchi di gioco, quanto piuttosto nella continuità nell’arco del torneo, nella consistenza necessaria turno dopo turno. Per questo fare previsioni su di lei risulta particolarmente difficile.

11. Karolina Pliskova
US Open 2015: 1T
Miglior risultato: 3T (2014)
Come Halep, anche Pliskova ha rinunciato alle Olimpiadi. Vincitrice a Cincinnati, dove ha perso un solo set, sembrerebbe essere in forma, pronta per lo Slam. Ma per lei il condizionale è d’obbligo visto che in un Major non è mai riuscita ad andare oltre al terzo turno; un record negativo che ormai è diventato un complesso. A questo punto ragionare sui mezzi tecnici non credo abbia molto senso, la questione è soprattutto mentale: penso che per lei sia diventato quasi impossibile affrontare i Major con la giusta serenità. Mi auguro che prima o poi arrivi la volta buona, visto che è un peccato che una tennista del suo valore non riesca mai a essere protagonista nei grandi tornei.

12. Carla Suarez Navarro
US Open 2015: 1T
Miglior risultato: QF (2013)
Agli US Open 2015 Suarez Navarro aveva perso al primo turno da Denisa Allertova: stava vivendo un momento critico determinato dai troppi match disputati nella prima parte di stagione, che l’avevano lasciata senza energie per l’estate. Quest’anno Carla sembra essersi gestita meglio; per questo, anche se non è in un momento di forma straordinaria, dovrebbe avere più chance di fare strada, sorteggio permettendo.

13. Dominika Cibulkova
US Open 2015: 3T
Miglior risultato: QF (2010)
Il 2015 era stato un anno difficile per Cibulkova, costretta a fermarsi nel mezzo della stagione agonistica a causa di una operazione al tendine di Achille; uno stop che inevitabilmente l’aveva fatta precipitare in classifica.
Ma poi con il recupero fisico sono tornati anche i buoni risultati: è tredicesima nel ranking, e addirittura sesta nella race del 2016. Ha rinunciato alle Olimpiadi per un problema al piede, che non le ha però impedito di giocare a Cincinnati. Storicamente, a parte il quarto di finale del 2010, ha spesso faticato a New York (massimo il terzo turno); forse questa potrebbe essere la volta buona per tornare ad approdare alla seconda settimana del torneo.

14. Johanna Konta
US Open 2015: 4T
Miglior risultato: 4T (2015)
Rivelazione dell’ultimo periodo, Konta ha drasticamente alzato il proprio rendimento a metà del 2015 e si sta confermando anche nel 2016. Ha vinto il primo torneo WTA in luglio, a Stanford; se a questo si aggiungono i quarti di Montreal e il terzo turno di Cincinnati si ottiene il primato nelle US Open Seres.
Agli US Open dell’anno scorso era passata dalle qualificazioni e poi aveva sconfitto Muguruza e Petkovic nel main draw, prima di perdere solo al quarto torno da Kvitova: sette partite giocate in totale, sei vittorie. Mi pare che quest’anno ci siano tutti gli elementi per considerarla una solida candidata per la seconda settimana del torneo.

15. Petra Kvitova
US Open 2015: QF
Miglior risultato: QF (2015)
Petra Kvitova sta vivendo la peggiore stagione degli ultimi cinque anni: nella race è al trentatreesimo posto, è uscita dalla top ten e non ha ancora vinto un torneo; non accadeva dal 2010 che a questo punto dell’anno fosse ancora a zero nella casella dei tornei vinti. Una serie di dati negativi piuttosto preoccupanti in vista degli US Open, ai quali forse può opporre solo il fatto che nel 2015 era riuscita per la prima volta in carriera a raggiungere la seconda settimana dello Slam americano. Mi pare difficile riesca a bissare il risultato dell’anno scorso, a meno che nei primi turni non trovi una combinazione favorevole di avversarie adatte e di clima accettabile.
Come sempre negli ultimi anni è impegnata a New Haven (torneo che ha vinto nel 2012, 2014, 2015).

16. Timea Bacsinszky
US Open 2015: 1T
Miglior risultato: 3T (2008)
Nel 2015, anno del suo ritorno nel circuito ad alti livelli, Bacsinszky aveva giocato moltissimo in primavera-estate e ne aveva pagato le conseguenze dopo Wimbledon: nelle US Open Series era stata eliminata sempre al primo turno (Toronto, Cincinnati, New Haven) e lo stesso era accaduto a New York (battuta 7-5, 6-0 da Barbora Strycova).
Anche in questa stagione non si presenta a Flushing Meadows in un momento di forma scintillante, ma le rimane ancora il torneo di New Haven per migliorare la condizione rispetto alla scorsa stagione.

17. Samantha Stosur
US Open 2015: 4T
Miglior risultato: vittoria (2011)
Dei due Slam sul cemento (Australia e Stati Uniti) Flushing Meadows è senza dubbio quello in cui Stosur ha storicamente fatto meglio. Oltre alla vittoria (in finale contro Serena Williams) del 2011, vanno ricordati anche due quarti di finale e il quarto turno del 2015, quando Samantha aveva perso dalla futura vincitrice Pennetta, avversaria che non ha mai digerito (0-7 negli h2h).
Probabilmente Stosur non ha più i picchi di gioco di qualche anno fa, ma penso che a New York possa ancora fare un buon torneo.

Possibili outsider
Mai come in questa stagione sembra difficile definire un quadro di insieme chiaro e compiuto della situazione. I tornei preparatori americani, le cosiddette US Open Series, sono state messi in crisi dalla posizione in calendario delle Olimpiadi: Stanford e Montreal sono stati parzialmente snobbati, mentre a Cincinnati hanno disertato tre finaliste di Rio su quattro; e alle loro defezioni si sono aggiunte le giocatrici con qualche problema fisico sorto in Brasile. Quindi le indicazioni sono meno attendibili del solito.
Se si scorre il ranking, a ridosso delle migliori (dal numero 35 in poi) si trovano molte giocatrici “nobili”: Safarova, Makarova, Bouchard, Jankovic, Petkovic, Wozniacki. Tutte recenti top ten, capaci in un passato non lontano di arrivare in fondo agli Slam. Possibile che nemmeno una abbia la forza di rovesciare una stagione negativa, tornando protagonista?

A loro si deve aggiungere la curiosità per Monica Puig (numero 34 del ranking, di fatto 33 per l’assenza di Azarenka) che avrebbe bisogno di un’altra defezione per entrare fra le trentadue protette nel sorteggio. Come arriverà Puig a New York? Si sarà ripresa dall’euforia dopo il successo olimpico? Sarà in grado di confermarsi ad alti livelli?
Infine ci saranno da seguire le giovani in crescita (Ostapenko, Putintseva, Gavrilova, Friedsam etc) e le giocatrici di casa, che potrebbero trovare ulteriori energie dalla spinta del pubblico.

Italiane
Chiudo con le tenniste italiane. Sara Errani è in un momento difficile, ma il numero 29 del ranking potrebbe aiutarla a evitare sorteggi impossibili. Deve augurarsi di trovare avversarie non irresistibili che le potrebbero consentire di recuperare progressivamente fiducia e convinzione.
Dopo i discreti risultati di Montreal, Camila Giorgi ha perso subito a Cincinnati e poi è andata incontro a una doppia sconfitta a New Haven (nelle qualificazioni e anche nel tabellone principale, dove era entrata come lucky loser). Non avendola vista giocare è difficile valutare quali siano i suoi problemi, ma certo perdere da avversarie di ranking inferiore (Knapp e Sakkari) non è un buon segnale.
Francesca Schiavone e Karin Knapp hanno avuto un pizzico di buona sorte: l’entry list per Flushing Meadows, infatti, è stata definita in base al ranking del 18 luglio 2016, in cui Schiavone è risultata la penultima ammessa direttamente (numero 104). A Karin è andata bene per un altro verso: lei è entrata ampiamente nel main draw, visto che era numero 87; però la settimana successiva è scesa al 106mo posto, e oggi si trova al numero 131. In pratica quella del 18 luglio è stata proprio l’ultima classifica utile per evitare di essere obbligata alle qualificazioni.
Per entrambe c’è da augurarsi che il sorteggio del tabellone sia altrettanto fortunato, consentendo di passare alcuni turni per risalire la classifica.

P.S. Come in occasione dei precedenti Slam, questa rubrica si ferma durante i quindici giorni degli US Open. Ritornerà fra tre settimane, al termine di Flushing Meadows.
Buon torneo a tutti.

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Il fallimento di FTX costa caro a Naomi Osaka

Grave perdita economica per la tennista giapponese Osaka, che aveva investito nella criptovaluta FTX

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Non un gran momento per la ex numero 1 al mondo Naomi Osaka. Oltre alle sconfitte sul campo di gioco, per la pluricampionessa Slam i problemi provengono anche dalle finanze. È, infatti, una delle azioniste di FTX, un’azienda per lo scambio di criptovalute che ha dichiarato bancarotta l’11 novembre.

Non solo Osaka, ma sono tanti gli sportivi che hanno visto andare in fumo i propri proventi dal fallimento di FTX. L’azienda era riuscita ad acquistare così tanta credibilità da riuscire a mettere il proprio logo sulle vetture e le divise di Lewis Hamilton e George Russel, piloti della Mercedes in Formula 1; e anche a vedersi intitolato lo stadio NBA dei Miami Heats.

Il valore di mercato di FTX ha subìto un grave crollo negli ultimi sette giorni, passando da $22 a $1.40. Il CEO di FTX Sam Bankman-Fried – ora sotto investigazione per come ha gestito l’azienda fondata nel 2019 – ha già dichiarato fallimento a seguito dell’enorme svalutazione della criptovaluta.

 

Osaka aveva firmato l’accordo con FTX nel marzo 2022 mentre era negli Stati Uniti impegnata per l’Indian Wells e il Miami Open. La tennista ha acquistato delle azioni di FTX e nell’accordo era previsto che la tennista giapponese fosse ambasciatrice nel mondo dell’azienda, per influenzare quante più persone possibili a credere in loro. L’accordo di Naomi Osaka includeva anche la sua partecipazione nella creazione di contenuti multimediali per promuovere la criptovaluta. Non sono state ufficializzate le cifre riguardanti la perdita subita dalla tennista.

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International Hall of Fame: Cara Black la più votata dai tifosi di tennis

Cara Black, dieci volte campionessa di Slam in doppio e misto, ha superato Ana Ivanovic e Carlos Moya nel voto popolare

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International Hall of Fame - Newport (foto Ubitennis)

Gli appassionati di tennis hanno espresso il loro giudizio: Cara Black, la dieci volte campionessa di Slam in doppio e doppio misto, merita di essere inserita nell’International Tennis Hall of Fame. La campionessa zimbabwese ha preceduto Ana Ivanovic e Carlos Moya.

Votazione di grande successo, con decine di migliaia di tifosi ad aver votato, provenienti da 150 paesi.

Il giudizio degli appassionati di tennis  è solo una componente del multiforme processo elettorale della Hall of Fame. Oltre al voto dei tifosi, ci sarà la votazione dei giornalisti di tennis, degli storici e degli Hall of Famers.

 

Ciascun candidato riceverà punti percentuali in base al gruppo di provenienza dell’elezione. Black riceverà tre punti percentuali in più, Ivanovic due punti percentuali in più, Moya guadagnerà un punto percentuale in più. “La votazione dei tifosi è giunta al suo quinto anno e rappresenta un tassello importante nel motore di questo sport. Il numero elevato dei votanti e la loro provenienza da tutto il mondo testimonia quanto affetto c’è per questa disciplina”, afferma Todd Martin, CEO, International Tennis Hall of Fame

Durante i suoi 17 anni di carriera, Black ha vinto 60 titoli WTA di doppio, di cui tre a Wimbledon e uno agli Australian Open e agli US Open. Con 163 settimane in testa alla classifica di doppio della WTA, Black è dietro solo a Martina Navratilova e Leizel Huber di tutti i tempi. Nel doppio misto, è tra le giocatrici più affermate della storia, conquistando cinque titoli importanti con due partner. Black è una delle sole tre donne nell’era Open ad aver ottenuto un Career Grand Slam nel doppio misto.

Sono orata del giudizio dei tifosi e del loro voto. Essere inseriti nella International Tennis Hall of Fame è  un traguardo che tutti i tennisti vorrebbero tagliare”, afferma Cara Black.

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Wimbledon, le lacrime di Katie Boulter e il segreto rivelato a fine partita

Boulter ha confidato che sua nonna è venuta a mancare martedì, il giorno della sua vittoria al primo turno. Ora punta alla seconda settimana

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Katie Boulter (GBR), Wimbledon. Credit: AELTC/Ian Walton

La 25enne Katie Boulter sta vivendo in assoluto il suo miglior Wimbledon, dove alla sua sesta partecipazione (qualificazioni incluse) ha raggiunto il terzo turno per la prima volta. Tuttavia per certi versi questo non si può definire il suo torneo più felice. Ieri infatti, dopo la vittoria in rimonta su Karolina Pliskova per 3-6 7-6(4) 6-4, la tennista britannica visibilmente commossa ha spiegato, nell’intervista rilasciata in campo davanti al pubblico del Campo Centrale, la situazione di lutto familiare che l’ha toccata. Il successo su Pliskova, finalista della passata edizione infatti, è stato dedicato da Boulter a sua nonna venuta a mancare martedì, proprio il giorno in cui lei ha disputato il primo turno (vinto in due set con Burel). La madre della tennista ha deciso di non informarla della cosa fino al termine del match, per assicurarsi che la sua prestazione non venisse influenzata emotivamente. “Non sapevo nulla fino a dopo il mio primo incontro in cui mia madre mi ha praticamente preso da parte e me lo ha detto” ha spiegato Boulter.

Come si legge su The Thelegraph, anche suo nonno in lutto Brian Gartshore, visibilmente commosso, ha viaggiato da Leicestershire per essere nel box giocatori sugli spalti ed esultare per il match della nipote vinto ieri. L’impatto della famiglia, e soprattutto dei nonni, è stato fortissimo nella formazione di Boutler. Basti pensare che sua nonna era una campionessa regionale di tennis, e viveva vicino al club di tennis dove Katie ha colpito le sue prime palline da bambina; mentre il nonno – un inventore che ha inventato il cartellino dei negozi antifurto – è un punto di riferimento per lei. “È letteralmente il mio idolo, qualcuno che ammiro” ha spiegato poi Boutler. “Ha installato le luci degli aeroporti di Gatwick e Heathrow, è un tipo dannatamente intelligente. E abbiamo delle conversazioni davvero fantastiche su cose che non hanno nulla a che fare col tennis. È una piccola opportunità di distrazione”.

A contribuire a rendere serena l’atmosfera attorno alla n.118 del mondo c’è anche il suo fidanzato Alex de Minaur, anche lui tennista che ieri ha battuto sul campo 1 il britannico Jack Draper dopo un match palpitante. Tutta questa serenità sta spingendo la 25enne Katie Boulter avanti nel torneo, e anche le imprese di certe sue connazionali fungono da sprone. “Quello che ha fatto [Raducanu] è stato sorprendente. È scesa in campo, ha sorpreso tutti e ha giocato a tennis senza paura. Questa è la cosa così impressionante. Spero di poter andare là fuori e fare lo stesso. Mi piacerebbe fare quello che ha fatto lei. Non si sa mai, un giorno potrebbe succedere”. Il prossimo avversario di Boulter sabato sarà Harmony Tan, la francese che ha sconfitto la sette volte campionessa Serena Williams al primo turno.

 

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