US Open, uomini: bene Wawrinka e Murray. Nishikori avanti in quattro, Thiem rischia contro Millman

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US Open, uomini: bene Wawrinka e Murray. Nishikori avanti in quattro, Thiem rischia contro Millman

Seconda giornata degli US Open: Juan Martin del Potro continua a mostrare un’ottima forma. Nishikori rischia qualcosa con Becker, Wawrinka liquida Verdasco, ma la sorpresa è la sconfitta di Goffin, travolto da Donaldson. Dimitrov, Kyrgios e Zverev al secondo turno, Thiem si salva in cinque set

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[WC] J.M. del Potro b. D. Schwartzman 6-4 6-4 7-6(3) (da New York, Luca Baldissera)

Sono le 16.15 ora di New York quando Juan Martin del Potro e il connazionale Diego Schwartzman entrano nel catino bollente del Louis Armstrong Stadium per dare il via al derby argentino di primo turno. Nessun precedente tra i due. Il solleone porta la temperatura a livelli vicini al limite di sopportazione, i giocatori che stanno sul cemento surriscaldato non sono da invidiare. Nonostante la calura, il pubblico è numeroso, e acclama a gran voce la “torre di Tandil”.

Parte Schwartzman al servizio, il tema tattico è chiaro da subito: Diego spinge al massimo e cerca il rovescio di Juan Martin, per evitare le tremende bordate di dritto del finalista Olimpico. In avvio la strategia paga, portando Diego a palla break nel secondo game, ma la reazione di Juan Martin è immediata, sale la spinta, e sale “Palito” fino al 4-1 e servizio, pur dovendo annullare altri 2 break point. Qui Juan Martin concede ancora due opportunità, sulla seconda restituisce un break a Diego, 4-2, poi senza altri scossoni chiude del Potro per 6-4. Buon Schwartzman, ma Juan Martin ha saputo far valere la qualità e la potenza quando necessario. Pausa con fisioterapista per Diego, poi subito avanti ancora del Potro con break al primo game, 2-0, ma Juan Martin è discontinuo oggi, e subisce il rientro di Schwartzman che piazza tre game di fila e va 3-2 dopo aver annullato la palla del 3-1 per l’avversario. Finalmente conincia a far meno caldo. Sul 3 pari, altro break del Potro, che va a chiudere 6-4 un secondo set fotocopia del primo, con qualche distrazione di troppo, ma senza essere mai stato veramente in difficoltà. Il terzo set procede più regolarmente, con entrambi i giocatori molto solidi nei game di servizio, fino al 5 pari. Qui Juan Martin brekka e va a servire per il match, ma incappa in un passaggio a vuoto con tre gratuiti di dritto, e si fa trascinare al tie-break. Dopo uno scambio di minibreak, del Potro sale ancora di concentrazione e allunga dal 2-2 fino al 6-3, chiudendo con l’undicesimo ace. Ora per lui la sfida con Steve Johnson.

 

[2] A. Murray b. L. Rosol 6-3 6-2 6-2 (Alberto Prestileo)

Bella vittoria per Andy Murray, che si sbarazza agevolmente in tre set di Lukas Rosol. Per il fresco campione olimpico si è trattata d’una partita abbastanza semplice, senza troppi sussulti, vinta contro un giocatore particolarmente fastidioso, sia per il suo gioco che per il suo carattere. Proprio la difficoltà per Murray nel “digerire” il cieco ha fatto sì che il britannico fosse più scatenato del solito, avendo ancora davanti gli occhi il siparietto avuto proprio con Rosol lo scorso anno a Monaco di Baviera, quando Murray disse all’avversario d’essere il più odiato nel circuito. Insomma, tra la vecchia ruggine presente tra i due e un comunque ampio dislivello tecnico, Andy Murray vince agevolmente ed ottiene il pass per il secondo turno contro Granollers, contro il quale è avanti 6 a 1 nei precedenti.

[3] S. Wawrinka b. F. Verdasco 7-6(4) 6-4 6-4  (Gabriele Ferrara)

Buona vittoria per Stan Wawrinka, che supera in tre set lo spagnolo Fernando Verdasco. Al secondo turno lo attende Giannessi, che ha vinto al quinto contro Kudla. All’inizio del match nessuno dei due cede la battuta, con Verdasco che è bravissimo a sfruttare, oltre al proprio dritto mancino liftato, il servizio slice, non consentendo a Wawrinka di essere pericoloso nei propri turni di battuta. Il numero 3 del seeding con la sua risposta in back non riesce ad ottenere quasi nulla, faticando poi spesso nello scambio sulla diagonale sinistra. Si arriva al tiebreak, dove il madrileno smarrisce i due colpi che lo avevano portato fin lì: lo svizzero invece sul 3-2 trova uno splendido rovescio lungolinea chiudendo poi 7 punti a 4. Nel secondo parziale si procede sempre a ritmi piuttosto bassi, ma nel terzo gioco il numero 3 del mondo entra con i piedi dentro al campo con il rovescio e, sfruttando qualche distrazione dell’avversario, centra il break. Il tennista elvetico riesce a variare molto bene la direzione della battuta, con il numero 46 del mondo che soffre nello spostarsi lateralmente per rispondere ai servizi esterni del rivale, il quale archivia il set senza problemi con lo score di 6-4. Nel terzo set si procede senza sussulti fino al 3 pari, quando Stan trova uno splendido rovescio vincente, approfittando poi di tre gratuiti da fondocampo dello spagnolo, che perde così il servizio per la seconda volta nel match. Verdasco non si muove più come ad inizio partita, consentendo dunque allo svizzero di chiudere la contesa con il punteggio di 7-6(4) 6-4 6-4 in due ore e diciassette minuti di gioco.

[6] K. Nishikori b. B. Becker 6-1 6-1 3-6 6-3 (Chiara Nardi)

Kei Nishikori, testa di serie n. 6, supera in quattro set il tedesco Benjamin Becker. Il tennista nipponico gioca i primi due set in maniera quasi impeccabile. Il primo scorre via veloce, con Nishikori che sbaglia poco e risponde molto bene, costringendo il tedesco a rischiare col servizio e il doppio fallo sul set point ne è la conferma. Il secondo set è simile al primo, con Nishikori che gioca molto bene soprattutto con il dritto e se lo aggiudica con pochi problemi. Nel terzo set Nishikori non sfrutta due palle break sul 2-2 e accusa un passaggio a vuoto inaspettato nell’ottavo game che successivamente gli costa il parziale, a causa anche di qualche errore di troppo. All’inizio del quarto parziale Becker prende fiducia, spinge bene da fondo campo e nel terzo game strappa il servizio al giapponese. L’ottimo momento per il tedesco non dura molto, che infatti perde subito il break conquistato e nell’ottavo game cede nuovamente il servizio ad un Nishikori che in finale di set ritrova la brillantezza messa in mostra nei primi due parziali, chiudendo al game successivo il match con un ace. Al secondo turno se la vedrà con il russo Kachanov.

[8] D. Thiem b. J. Millman 6-3 2-6 5-7 6-4 6-3 (Giovanni Vianello)

In un match a tratti molto spettacolare e nel punteggio combattuto fino all’ultimo, l’austriaco Dominic Thiem (attuale n.10 della classifica e t.d.s. 8) sconfigge in cinque set l’australiano Millman (n. 66 del mondo). Nel primo set Dominic sembra poter fare quel che vuole. Opera il break nel gioco d’apertura sfruttando al massimo un’uscita dagli spogliatoi un po’ fredda di Millman, poi l’austriaco si limita a gestire il vantaggio fino al nono game, quando Thiem strappa per la seconda volta nel parziale la battuta all’australiano. Nel primo set Thiem appare in brillante condizione fisica e colpisce potente e profondo. Era difficile immaginare quello che sarebbe accaduto dopo, dal terzo game della seconda frazione l’austriaco comincia a mostrare segni di stanchezza (non arriva in maniera ottimale sulla palla) e di conseguenza trova sempre meno il campo. Il secondo set, dal già citato terzo game in poi, è quasi un monologo di Millman, che infila un parziale di 5-1 e si aggiudica la seconda partita 6-2. Nella seconda frazione Millman mostra un vigore atletico ed una fase difensiva nettamente migliore di Thiem, Millman che spesso viene chiamato a correre in avanti da volèe corte dell’austriaco, volèe che vengono quasi sempre ribattute da Millman con passanti vincenti. Nel terzo set Thiem continua a giocare a sprazzi, anche se sono più i momenti di gioco poco efficace dell’austriaco che non quelli in cui Dominic impone il gioco ed è più che altro grazie a qualche regalo di Millman che Thiem riesce a raggiungere il 4-4. A questo punto, l’austriaco accusa un passaggio a vuoto che lo porta sotto 0-40 ed infine lo costringe a cedere la battuta a 15. Millman subisce un Thiem ritrovato nel decimo gioco e non sfrutta la prima possibilità di servire per il set, ma lo stesso austriaco sul 5-5 gioca nuovamente male e concede un altro break. Questa volta l’australiano non si fa pregare e tiene la battuta, portandosi a casa il terzo set ed andando quindi in vantaggio nel conto dei parziali.

Il quarto set è molto combattuto e si assiste, soprattutto in finale di frazione, ad un Thiem in maggiore fiducia. Inizialmente l’austriaco si ritrova indietro di un break, ma sul 2-1 e servizio per Millman Dominic trova il contro-break. Il gioco segue poi i servizi fino al 4-3 con Thiem che è quello a rischiare di più sul proprio servizio. Sul 4-3 per l’austriaco, però, è lo stesso Thiem ad andare avanti di un break, conquistandosi l’opportunità di servire per il set. Dominic non la sfrutta, ma sul 5-4 riesce a variare bene il gioco e trova un altro break, questa volta decisivo ai fini del parziale. Si va quindi al quinto set. La quinta frazione vede l’austriaco ritrovarsi (quest’anno Thiem ha perso una sola partita al parziale decisivo). Finalmente Thiem trova il campo con continuità e varia anche spesso il gioco con il back di rovescio, riuscendo a disincastrarsi dalla ragnatela di scambi da fondo in cui in precedenza l’avversario l’aveva fatto incagliare. Thiem da 2-2 va avanti 5-2, a questo punto su servizio Millman ha due match-point consecutivi, ma l’australiano annulla con caparbietà e prolunga di un game la partita. Nel nono gioco Thiem ha altri due match point e chiude 6-3 il quinto set. Al prossimo turno per Thiem una partita molto probabilmente più agevole contro il vincente di Jaziri-Berankis

[14] N. Kyrgios b. A. Bedene 6-4 6-4 6-4 (Raffaello Esposito)

Un rodaggio tecnico, ma soprattutto emotivo, e nulla più. Questo è stato l’esordio agli US Open 2016 di Nick Kyrgios, opposto al n° 77 ATP Aljaz Bedene, ventisettenne inglese di origine slovena con un best rank di 56 raggiunto poco meno di un anno fa. Per chi  a vent’anni aveva battuto sia Rafa che Roger non era  certo un Everest ma è proprio quando mancano forti motivazioni che l’australiano è più vulnerabile. All’inizio è stato bravo ad intimidire l’avversario fin dal primo attacco in risposta, ha bruciato le tappe fino al 5-1 giocando profondo e pesante. Bedene fa quel che può ma la velocità dello scambio troppo sopra i suoi ritmi. Poi Nick si addormenta per tre games e un indolenzimento lo costringe ad un massaggio al cambio campo, prima di chiudere 6-4 il primo set. Qualcosa ci deve pur essere perché l’inizio del secondo parziale deve attendere il suo rientro in campo dagli spogliatoi però l’andamento del punteggio non ne risente. L’inglese prova giusto l’ebbrezza di mettere il naso avanti ma pochi minuti dopo una stupenda risposta d’incontro gli toglie servizio e di fatto il set perché Kyrgios conferma salvandosi con un ace dal 30-40 e non si volta più indietro. L’ultimo parziale corre sulla falsariga dei precedenti. Break immediato, governo veloce dei propri turni senza soverchi problemi, sensazione di impotenza per Bedene. Solo il tempo di una polemica con il giudice arbitro e il match finisce. Al secondo turno Nick affronterà il mancino argentino Horacio Zeballos, con all’orizzonte un ottavo di finale al primo sangue contro Stan Wawrinka.  Un amicone.

[27] A. Zverev b. [LL] D. Brands 3-6 6-1 6-4 7-6(4) (Pierluigi Maienza)

Il programma odierno sul campo 5 degli US Open si apre con il derby tedesco tra Daniel Brands ed il minore degli Zverev, Alexander. Nonostante il netto divario in classifica Brands arriva al match in vantaggio negli scontri diretti per 2-0 sul rivale in forza delle vittorie del 2014 in finale a Vienna e del 2015 nel challenger di Braunschweig. Il tema dell’incontro mostra subito un Brands impegnato a mantenere la profondità del proprio diritto mentre alterna slice e top col rovescio e Zverev impegnato a sottrarsi alla pressione dell’avversario per mettere a frutto il proprio potenziale tecnico. L’inizio della partita è segnato dalla maggiore concentrazione di Brands nell’eseguire il proprio disegno tattico: il servizio efficace ed il diritto profondo creano problemi al suo avversario che resta distante dalla linea di fondo. Brands coglie il passaggio a vuoto di Zverev all’ottavo gioco per aggiudicarsi il primo set 6-3 dopo aver annullato, nel nono gioco, l’unica palla break concessa nel set.

Il secondo set si apre con uno Zverev più deciso nelle soluzioni tattiche: la maggiore profondità che riesce a guadagnare soprattutto in risposta induce Brands a commettere un maggior numero di errori; così soprattutto sul proprio servizio, Brands non riesce ad opporsi efficacemente alle risposte spesso sui piedi di Zverev finendo per mettere la palla fuori. In questo modo matura che il tedesco più giovane si aggiudica per 6-1. Il terzo set si sviluppa in equilibrio sulla solidità dei rispettivi servizi fino all’accelerazione di Zverev che strappa il servizio nel quinto gioco. Da questo momento l’impressione è di un Brands che lotta più per evitare il secondo break che per recuperare la parità. Il tedesco meno giovane alterna in questa fase errori grossolani ad ottime soluzioni come il dritto spedito in rete in avanzamento che regala un’ulteriore palla break al suo avversario e il successivo diritto lungolinea che la annulla egregiamente. Senza ulteriori sussulti il set si conclude 6-4 a favore di Zverev che dà l’impressione di aver definitivamente girato il match a proprio favore. Il quarto set procede sul motivo del precedente: servizi solidi con Zverev che coglie l’unica opportunità per guadagnare il vantaggio decisivo. Al servizio sul 5-4, un errore di diritto di Zverev, un doppio fallo e due ottimi diritti di Brands riportano la partita in parità. Nel tie break Brands si dimostra meno freddo perdendo il vantaggio del 2-1 con due diritti lunghi, recupera con un attacco tagliato che costringe Zverev all’errore ma mette nuovamente fuori il diritto che consente al suo avversario di ottenere un vantaggio non più recuperabile. Con 7 punti a 4 nel tie break del quarto set, Zverev supera il connazionale Brands accedendo al secondo turno dello Slam statunitense.

D. Dzumhur b. [17] B. Tomic 6-4 6-3 4-6 7-6(0) (Manuel Dicorato)

Un match di tennis femminile giocato da due uomini. Questo è stato il terzo incontro della seconda giornata disputato sul vecchio Grandstand tra Tomic e Dzumhur. 16 games ai vantaggi, 34 break point, 120 errori gratuiti, 13 doppi falli ed almeno un break per parte in ogni set. Il derby balcanico tra il bosniaco di Sarajevo e l’australiano nativo di Stoccarda ma di origine croata è stato il classico incontro tra due giocatori di sangue slavo: follia. Follia pura. Il match ha offerto quattro versioni differenti di Tomic, una per ogni set: nel primo la testa di serie numero 17 è stato tatticamente sciagurato, in balia dell’avversario e dei colpi poco potenti ma molto precisi di Dzumhur. Nel secondo set è parso svogliato, quasi demotivato per poi risorgere nel terzo set mostrando il meglio del suo bagaglio tecnico. Nel quarto invece è stato sciupone: avanti di un break si fa raggiungere dall’avversario sul 4-3 per poi trascinarsi stancamente al tie-break necessario per capitolare sette punti a zero. Il bosniaco dal canto suo ha giocato un match tanto discontinuo quanto solido nei momenti importanti. Numerose le discese a rete (161, contro le 130 di Tomic) per chiudere i punti rapidamente, i colpi a foglia morta per far perdere ritmo a Tomic e le palle corte per farlo correre; mai un colpo uguale al precedente, soprattutto nei primi due set. Questa vittoria consente al numero settantadue del mondo di vincere la prima partita agli US Open e la settima in uno Slam e di vendicare la sconfitta al primo turno del 2015 proprio contro lo stesso avversario di oggi. Per Tomic invece, si tratta dell’ennesima bocciatura, soprattutto perché prima del torneo aveva dichiarato di sentirsi pronto a vincere il primo slam della carriera.

[16] F. Lopez b. B. Coric 3-4  rit. (dalla nostra inviata a New York, Chiara Gheza)

È la prima volta che Feliciano Lopez, veterano del circuito al suo cinquantanovesimo torneo Slam, e il diciannovenne Borna Coric si fronteggiano in carriera. Agli US Open del 2015 il giocatore spagnolo si erse a vendicatore del connazionale Rafael Nadal eliminando Fabio Fognini. Coric si presenta in campo con una vistosa fasciatura al ginocchio destro. L’incontro inizia all’insegna dell’equilibrio. Feliciano alterna giocate di classe a errori gratuiti soprattutto quando va a colpire con il dritto. Borna gioca al contrario in modo molto regolare tanto da riuscire a strappare il servizio allo spagnolo nel corso del quinto game. Tutto finisce però nell’ottavo gioco quando dopo un servizio Coric si tocca il ginocchio bendato. Prova a giocare un altro scambio ma il dolore è troppo forte. Borna si rivolge al suo angolo e segnala di non poter continuare. L’incontro finisce qui. Ritiro di Coric, mentre Lopez avanza al secondo turno dove incontrerà il portoghese Joao Sousa che ha sconfitto nettamente Victor Estrella Burgos.

[11] D. Ferrer b. A. Dolgopolov 6-5 rit. (Aris Alpi)

Altro primo turno di qualità che vede contrapporsi sul campo 11 David Ferrer e Alex Dolgopolov, che dal 2010, anno in cui Dolgopolov ha iniziato a prendere parte con regolarità nel circuito maggiore, i due si sono affrontati in tutto in 13 occasioni, delle quali ha avuto la meglio lo spagnolo per 8 volte a 3 e che, curiosamente, ha affrontato l’ukraino classe ’88 solamente una volta al quinto set: hanno infatti giocato solo una volta oltre i tre parziali, a Wimbledon 2013, dove vinse l’iberico dopo più di tre ore di lotta. In questo incontro, ormai sono passati diversi anni, pare lampante come i due variegati atleti siano accomunati però dalle stesse incognite tecniche: Ferrer ormai da un anno lotta con gli infortuni mentre il codino, stabile ancora al numero 57 del ranking, come al solito, ha abituato gli appassionati a prestazioni a dir poco altalenanti. È però dopo sei game che la regolarità di un match ancora acerbo viene spezzata dalla chiamata del fisioterapista da parte dell’ukraino: Dolgopolov chiama un medical time-out non si sa se per un dolore al piede, forse a cause delle sollecitazioni dovute al caldo cemento americano di questi giorni: campeggia infatti a fianco alla panchina del ventottenne un secchio pieno di acqua e ghiaccio. Dolgopolov rientra dopo pochi minuti in campo mostrando apparentemente di aver risolto il suo problema, cosa che però si dimostra non essere vera benché si ritirerà sotto di un break 6-5. Il problema al piede pare dunque essere più serio del previsto.

Risultati:

[3] S. Wawrinka b. F. Verdasco 7-6(4) 6-4 6-4
[2] A. Murray b. L. Rosol 6-3 6-2 6-2
[6] K. Nishikori b. B. Becker 6-1 6-1 3-6 6-3
J. Tipsarevic b. [29] S. Querrey 7-6(4) 6-7(0) 6-3 6-3
[WC] J.M. del Potro b. D. Schwartzman 6-4 6-4 7-6(3)
[19] S. Johnson b. E. Donskoy 4-6 1-6 7-6(2) 6-3 6-3
[Q] J. Donaldson b. [12] D. Goffin 4-6 7-5 6-4 6-0  
D. Young b. J.L. Struff 6-37-5 4-6 7-5
[27] A. Zverev b. [LL] D. Brands 3-6 6-1 6-4 7-6(4)
[16] F. Lopez b. B. Coric 3-4 rit.
D. Dzumhur b. [17] B. Tomic 6-4 6-3 4-6 7-6(0)
[14] N. Kyrgios b. A. Bedene 6-4 6-4 6-4
N. Mahut b. [25] P. Kohlschreiber 6-3 7-5 1-0 rit.
[8] D. Thiem b. J. Millman 6-3 2-6 5-7 6-4 6-3
D. Evans b. [WC] R. Ram 6-2 4-6 7-5 6-1
M. Granollers vs J. Monaco 7-6(5) 7-6(2) 6-4
J. Chardy b. [WC] M. Mmoh 6-4 6-4 6-1
P.H. Mathieu b. [Q] C. Harrison 6-0 6-2 6-1
P. Carreno Busta b. [Q] I. Ivashka 6-0 7-5 6-2
J. Sousa b. V. Estrella Burgos 6-0 6-1 6-1
[21] I. Karlovic b. Y.H. Lu 4-6 7-6(4) 6-7(5) 7-6(4) 7-5
I. Dodig b. I. Marchenko 6-3 6-4 6-7(4) 7-5
F. Fognini b. T. Gabashvili 6-7(9) 3-6 7-6(5) 7-5 6-4
R. Berankis b. M. Jaziri 3-6 7-6(4) 6-4 6-2
[22] G. Dimitrov b. I. Cervantes 6-2 6-4 7-6(7)
[11] D. Ferrer b. A. Dolgopolov 6-5 rit.
[Q] A. Giannessi b. D. Kudla 0-6 6-4 6-1 1-6 6-0
[30] G. Simon b. [Q] R. Stepanek 6-3 6-1 6-4
V. Troicki b. R. Albot 5-7 3-6 6-4 6-4 7-6(5)
P. Lorenzi b. C. Berlocq 6-4 6-2 6-1
[Q] K. Khachanov b. [Q] T. Fabbiano 6-3 6-3 4-6 6-3
H. Zeballos b. F. Mayer 6-3 6-4 7-6(7)

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ATP

US Open, il CDC allenta le misure anti-Covid. C’è speranza per Djokovic? Intanto si cancella da Cincinnati

Negli ‘States’ i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Si attende la decisione sui viaggi internazionali, in cui spera Novak Djokovic

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Novak Djokovic - Bercy 2021 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua inesorabile il countdown verso lo US Open 2022, al via il prossimo 29 agosto. Già il primo Masters 1000 della stagione estiva su cemento nordamericano si avvia verso la conclusione, quello di Montreal, e subito un altro sta per cominciare a Cincinnati. Insomma, è quasi la vigilia dell’ultimo Slam dell’anno. Quasi fosse una storia da racchiudere in un romanzo, come accaduto in Australia, Novak Djokovic sembra costretto alla rinuncia, dal momento che ad oggi, 12 agosto, gli Stati Uniti non accettano stranieri senza doppia dose di vaccino contro il Covid-19. Tuttavia le probabilità di vedere il fresco campione di Wimbledon in campo, che fino a non molte ore fa erano vicine allo 0, sono aumentate.

Infatti il CDC (Centre for Desease Control and Prevention) oltreoceano ha annunciato giovedì 11 agosto un alleggerimento delle misure anti-Covid. Niente più obbligo di quarantena se venuti in contatto con un soggetto positivo, oltre a un ridimensionamento del sistema di screening su chi non ha sintomi e modifiche ai regolamenti scolastici sui test per gli alunni. Greta Massetti del CDC ha dichiarato che in seguito ad avvenuta infezione o vaccinazione, ormai si stima che il livello di immunità della popolazione sia al 95%. I tempi sono dunque maturi per “responsabilizzare” la popolazione. Ciò che risulta più rilevante nelle indicazioni del CDC è che i non vaccinati seguiranno le stesse linee guida dei vaccinati. Ancora però non è stato comunicato nulla riguardo gli ingressi ai non vaccinati, in particolare da viaggi esteri. Tale comunicazione verrà data “nelle prossime settimane” si legge alla fine del comunicato del CDC.

Come detto però, mancano poco più di due settimane al via dello US Open. Che sia ora il momento dell’USTA per spingere verso un’accelerazione delle procedure per avere Djokovic a Flushing Meadows? Ricordiamo che per quanto concerne la Federazione statunitense Novak potrebbe giocare comunque il torneo. Certo è che, visto questo rilassamento delle misure contro il virus, la scelta di consentire l’accesso anche ai non vaccinati provenienti dall’estero è tutt’altro che improbabile. Djokovic sarebbe sicuramente pronto a volare negli States anche a ridosso del torneo, ma una tempestiva comunicazione da parte degli organismi in gioco scongiurerebbe episodi simili a quello avvenuto in Australia. Almeno dal punto di vista tennistico, dove non si rischia di avere un tabellone influenzato dal forfait di Djokovic, nel caso in cui al momento del sorteggio la questione sui viaggi internazionali sia ancora aperta. Non ci sono gli elementi per pronosticare cosa succederà.

 

Tra il sapere e il non sapere, Novak sta continuando ad allenarsi su cemento, il che dimostra che lui ci ha creduto sin dall’inizio. Ha però sempre ribadito che se non è certo di poter passare la frontiera, non viaggerà. Ecco perché ha dovuto cancellarsi dal Masters 1000 di Cincinnati (di cui si conoscono le teste di serie). Al suo posto entrerà Brandon Nakashima nella lista. Il sorteggio del tabellone principale è in programma alla mezzanotte tra venerdì e sabato, ora italiana (le 18 in Ohio).

Intanto a Cincinnati è arrivato invece Rafael Nadal, che potrebbe anche conquistare la prima posizione mondiale al termine dell’evento. Deve vincere il titolo e sperare che Medvedev non raggiunga i quarti. Rafa si è subito allenato con Marc Lopez

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ATP

US Open, spiraglio per Djokovic? Dal Congresso degli Stati Uniti chiedono a Biden di farlo giocare

Alcuni rappresentanti del congresso degli USA hanno ufficialmente richiesto di far entrare sul suolo statunitense l’ex numero uno del mondo

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Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)
Novak Djokovic – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @rolandgarros)

Da poche ore è arrivata la notizia ufficiale del forfait di Novak Djokovic dalla Rogers Cup, impossibilitato a partecipare al torneo di Montreal per le note restrizioni sui vaccini anti-covid. Un’altra rinuncia a causa della sua ostinazione a rifiutare l’ipotesi di vaccinarsi contro il Covid, che sta compromettendo la sua stagione. Per come stanno le cose oggi, il serbo è destinato a saltare anche il successivo ‘1000’ di Cincinnati e, soprattutto, l’ultimo slam della stagione, al quale comunque per ora è regolarmente iscritto.

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dello US Open e per l’ex numero uno del mondo potrebbe aprirsi un piccolo spiraglio. Due rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, infatti, hanno formalmente richiesto al presidente Joe Biden che venga concesso ai tennisti stranieri non vaccinati di entrare negli USA. Si tratta di Claudia Tenney e Louie Gohmert, entrambi repubblicani, con la prima in particolare che insiste affinché “Novak Djokovic e ogni altro atleta internazionale possano disputare lo US Open”, definendo ridicola la legge attualmente in vigore. Questo perché la manifestazione è ritenuta di interesse nazionale.

Per Djokovic, dunque, le speranze di partecipazione aumentano, nel senso che c’è chi lo sta spalleggiando in via ufficiale (anche perché, a dire il vero, prima erano prossime allo zero…). Con un atto formale come l’esenzione chiesta da Tenney e Gohmert, infatti, potrebbe aprirsi un iter ufficiale per permettergli di competere.

 

È bene ricordare che lo US Open – come ogni altro torneo ATP – non impone alcun obbligo vaccinale per poter giocare. Di conseguenza, il problema del 21 volte campione Slam non è formalmente dato dal torneo, quanto piuttosto dalla (attuale) impossibilità ad entrare negli Stati Uniti. Sono infatti stati diversi i commenti di tennisti che hanno preso le parti del serbo, da Millman a Isner passando per Sandgren. Quest’ultimo non è vaccinato ma è statunitense, quindi potrà regolarmente scendere in campo per lo US Open (lui stesso definisce ridicola questa situazione).

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ATP

John Millman, il Covid negli USA e il caso Djokovic: “Non capisco perchè lui non possa giocare”

L’australiano ha poi aggiunto: “Se tutti rispettassero le regole sarei favorevole a leggi più restrittive, ma se i cittadini non vaccinati possono giocare…”

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John Millman - Eastburne 2022 (foto: profilo Instagram @johnnyhm)

Con ogni probabilità Novak Djokovic non prenderà parte ai più importanti tornei estivi, dato che questi si disputano negli Stati Uniti. Niente Open del Canada, Cincinnati e US Open dunque per l’ultimo vincitore di Wimbledon, dato che le politiche di entrata negli USA sono piuttosto severe e restrittive. Nessuno straniero, infatti, può mettere piede sul suolo statunitense se – come Djokovic – non è vaccinato.

Non è la prima volta che si vengono a creare dibattiti a tal proposito, visto che ad inizio anno è stato fatto tanto clamore mediatico per l’ingresso in Australia (e la successiva espulsione) dell’ex numero uno del mondo. A schierarsi dalla parte di Djokovic, nelle ultime ore, è stato proprio un australiano: John Millman.

L’attuale numero 76 ATP è stato costretto al ritiro dall’ATP250 di Los Cabos (qui il tabellone aggiornato) per via della sua positività al Covid-19. Il 33enne di Brisbane ha contratto il virus proprio negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana era impegnato ad Atlanta (sconfitto 7-6 6-4 da Nakashima al secondo turno).

 

Millman ha dunque avuto il tempo necessario per farsi un’idea di quanto (poco) negli USA siano rispettate le norme anti-covid, come da lui stesso spiegato via twitter. A questo punto, l’australiano si è chiesto perché, nonostante il relativo disinteresse per il contenimento del virus, Novak Djokovic non possa giocare i tornei negli Stati Uniti. Tornei ai quali, fra l’altro, possono partecipare cittadini statunitensi non vaccinati, poichè non sono le organizzazioni degli eventi a frapporre questo tipo di restrizione.

Ho contratto il covid – spiega Millman sul suo profilo twitter ufficiale. “Ero negli USA e non mi è sembrato che qui molte persone rispettassero raccomandazioni e indicazioni. Per me non è un problema, ma a questo punto non capisco perché Novak Djokovic non possa competere.

L’australiano, per evitare fraintendimenti, ha poi proseguito e chiarito: “Voglio essere chiaro: se tutti seguissero le regole io sarei favorevole ad una politica vaccinale restrittiva in entrata. Tuttavia, per quel che ho potuto vedere, nessuno se ne curava molto. Inoltre, i tornei permettono di giocare ai cittadini non vaccinati e solo il 30% dei giocatori ha la dose booster– conclude Millman, che qualche ora dopo ha anche commentato: “Twitter è pieno di persone con opinioni diverse su questioni differenti, ma se un atleta dà un giudizio su qualcosa che esula dal suo sport gli viene ripetuto di pensare al proprio sport”.

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