Gianni Clerici ricorda Bassani: “Giorgio, ultrà nella sfida Pietrangeli-Panatta”

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Gianni Clerici ricorda Bassani: “Giorgio, ultrà nella sfida Pietrangeli-Panatta”

Ferrara celebra Giorgio Bassani nel centenario della nascita. Il profilo tennistico dell’autore de “Il giardino dei Finzi Contini” viene affidato a Gianni Clerici. Lo Scriba ricorda a modo suo gli intrecci passati con Lea Pericoli, Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta

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Il 2016 è un anno importante per la città di Ferrara, non solo perché la Spal – la squadra di calcio locale, che negli anni ’60 è stata parte integrante della Serie A annoverando tra le sue file anche un giovanissimo Fabio Capello – è riuscita dopo 23 anni a tornare in serie B; è un anno importante perché segna il centenario della nascita dello scrittore Giorgio Bassani (4 marzo 1916). Figura primaria della letteratura italiana del Novecento, Bassani è l’autore de “Il Giardino dei Finzi Contini” che racconta la storia di una famiglia ebrea dell’alta borghesia ferrarese travolta dall’orrore del nazifascismo. L’opera di Bassani è molto nota anche per la trasposizione cinematografica del 1970 diretta da Vittorio De Sica, pellicola di successo che si aggiudicò l’Oscar per il miglior film straniero. Gli scritti di Bassani vanno molto oltre questo lavoro, basti pensare a “Gli occhiali d’oro”, “Una notte del ’43” e “L’airone”.

Il giardino dei Finzi Contini” consente però di apprezzare da vicino la passione dell’autore per il tennis. Come molti sanno (basta aver visto anche solo alcune scene del film di De Sica), parecchie situazioni narrate hanno come sfondo il campo in terra battuta della casa dei Finzi Contini, dove i protagonisti vivono i momenti più formativi dell’adolescenza, prima che la loro vita esca dai binari della normalità e precipiti nel dramma della persecuzione razzista. La passione di Giorgio Bassani per il nostro sport è confermata da molte persone più o meno note che lo conoscevano e lo ricordano anche come assiduo praticante, prima a Ferrara nel Tennis Club Marfisa d’Este e poi a Roma, dove lo scrittore si trasferì fino alla morte, il 13 aprile 2000. In questo contesto, la città di Ferrara e il circolo frequentato da Bassani hanno voluto ricordare il loro concittadino in quattro incontri, l’ultimo dei quali incentrato proprio sul suo amore per il tennis, sia come spettatore che come praticante. Chi chiamare, si sono chiesti al Marfisa d’Este, per celebrare lo scrittore che amava così tanto la racchetta?

“Gianni Clerici è il nostro uomo! Chi meglio di lui può ricordare Giorgio su un campo da tennis o su una tribuna di un torneo?” Difficile, per non dire impossibile, scegliere uno più titolato per parlare di tennis e di Bassani. Lo Scriba è stato grande amico del letterato ferrarese, oltre che attento allievo quando, giovane autore in erba, muoveva i primi passi di una carriera da scrittore (e da giornalista) che tutti conosciamo bene. Così il gentile Gianni, lo scorso sabato 24 settembre, ha cominciato a raccontare ai numerosi presenti presso il loggiato degli Aranci del Tennis Club Marfisa d’Este. “Non ho certo la proverbiale memoria di Rino Tommasi, ma ricordo bene la prima volta che venni a Ferrara, era il 1947 e giunsi per un torneo di tennis proprio qui al Circolo Marfisa, ma non chiedetemi che torneo fosse… Un’immagine ancora nitida mi vede appena fuori dagli spogliatoi, dopo qualche giornata di partite alternate a lunghe discussioni con avversari e organizzatori, quando mi si avvicina un signore distinto tendendomi la mano: ‘Complimenti, lei è bravo a tennis ma anche nell’uso dei condizionali’”. Già la prima stilettata, solo apparentemente altezzosa, permette di riconoscere lo Scriba, quello che non risparmia critiche agli sportivi che non sono mai stati in un museo.

 

Se ripenso al Giorgio Bassani tennista, i risultati parlano di un distinto Terza Categoria Universitaria, per usare le classificazioni dell’epoca, ma io lo ricordo bene per il suo innato senso geometrico del gioco, aveva chiaro in testa che cosa si dovesse fare in ogni zona del campo dove si trovava a colpire la palla. L’immagine che più lo rappresenta nel suo rapporto con la racchetta risale a una sfida che lo vide spettatore, a Bologna alla Virtus, di un match tra Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta”. Parlando del palcoscenico dell’evento, è importante sottolineare che cosa è stata e che cos’è tuttora la sezione tennis della Virtus Bologna. Nata nel 1925, la Virtus Tennis in più di ottant’anni di storia ha annoverato tra i suoi iscritti gente del calibro di Giuseppe Merlo, Orlando Sirola e Ferruccio Bonetti nell’immediato dopoguerra, passando dagli anni’70 in poi per Paolo Bertolucci, Raffaella Reggi, Omar Camporese, Tatiana Garbin e da ultimo Simone Bolelli. Un palcoscenico di questa levatura è dunque tra i più adatti a ospitare un match che sa molto di passaggio di consegne generazionale “tra il quarantenne Pietrangeli e il ventenne Panatta. Clerici lo colloca quasi in una dimensione fuori dal tempo, senza citarne anno e torneo, nel pieno del suo stile. In realtà, il match era niente meno che la finale dei Campionati italiani assoluti di tennis del 1970. Usciamo quindi dal contesto della cronaca per viverlo o riviverlo attraverso le parole dello Scriba.

Nicola era un vecchio leone che sapeva farsi valere anche contro un avversario molto più giovane e atletico di lui. Si portò avanti 2 set a 1, ma nel quarto parziale la stanchezza si fece sentire e Adriano stava recuperando con grande decisione. Era ormai avviato a una vittoria in cinque set, quando assistetti a ciò che non avrei mai immaginato. Ad ogni errore di Panatta, Bassani si metteva ad applaudire: ‘Forza Nicola, coraggio!’. Allibito, mi avvicinai:
‘Giorgio, ma che ti prende? Proprio tu ti metti a esultare sull’errore dell’avversario?’
‘Ma Gianni, non te ne rendi conto? Hai visto che sta succedendo?’
‘Sì, il giovanotto sta giocando molto bene e alla fine vincerà al quinto.’
“Appunto! Ma non capisci? Qui se ne va la nostra vita! Noi siamo i Nicola Pietrangeli, non siamo gli Adriano Panatta!
L’autore di “500 anni di tennis” ferma il racconto proprio qui, al culmine narrativo, lasciando i numerosi astanti a riflettere sul significato di quelle parole così apparentemente esagerate. Qualcuno, appassionato e in là con gli anni a rispecchiarsi e riconoscersi in questa disamina generazionale e molti altri, alcuni più giovani ma anche molti attempati praticanti, a cercare un significato che pare sfuggente, almeno nell’immediato.

Il secondo aneddoto è meno profondo, ma certamente molto coinvolgente e consente a Clerici di parlare anche di altre persone, come fa in tutti i passaggi della sua eterografia (come ama definirla lui stesso) “Quello del tennis. Storia della mia vita e di uomini più noti di me”, che Ubitennis ha recensito offrendo due punti di vista molto diversi, uno più critico e letterario e uno da appassionato del tennista incompiuto divenuto grande scrittore. “Per venire qua sufficientemente preparato, non ho esitato a chiamare alcuni amici comuni a me e Giorgio per avere qualche bel contributo. Giusto ieri ho sentito Lea Pericoli, che mi ha rivelato un episodio molto curioso, riguardante il suo primo Wimbledon. ‘Certo che ricordo da vicino Giorgio Bassani, ha rischiato quasi di farmi espellere dai Championships!’ La Lea (come la chiama Gianni, alla maniera lombarda, accompagnando i nomi di persone conosciute con l’articolo determinativo) mi ha raccontato che alla sua prima esperienza a Church Road, quindi ben prima di essere riconosciuta come la Signora del tennis, per la sua grazia ed eleganza, oggi note da tempo anche fuori dal nostro paese… Sappiate che alcuni suoi completini sono esposti tuttora al Victoria and Albert Museum di Londra… ma dov’ero rimasto?

Eccolo il dottor Divago, per usare una delle più felici intuizioni di Rino Tommasi, quando durante le loro telecronache, oggi così rimpiante, Gianni si perdeva in digressioni dalle quali non avrebbe fatto più ritorno non fosse stato per Rino! A proposito, andando a spulciare la biografia di Bassani, si scopre come per magia che fu proprio lo scrittore ferrarese, ai tempi consulente editoriale della Feltrinelli, a pubblicare in Italia “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak, quasi come se Tommasi avesse intuito, nel suo acuto sfottò al collega di mille telecronache, il filo conduttore che lo legava a Giorgio Bassani…

Ah sì! Scusate, ogni tanto smemoro ma ora ho riannodato i fili della memoria. Dicevo, al suo primo Wimbledon, la Lea e Bassani s’incontrarono tra un campo e l’altro di Wimbledon e io ebbi buon gioco a presentarli. Una sera eravamo tutti e tre insieme, ma dovetti allontanarmi anzitempo per non ricordo più quale impedimento, così lei e Giorgio rimasero soli. Fu a quel punto che Bassani lamentò il dispiacere di non poter seguire le partite dalla tribuna stampa, visto che non figurava tra gli accreditati della stampa ufficiale. La Pericoli intervenne: ‘Professore, perché non usa il mio pass di giocatrice per sedere in tribuna stampa? Insisto!”. Giorgio non si fece per nulla pregare, anzi l’utilizzo del pass della Lea fu fin troppo disinvolto, al punto che dopo una, due, tre volte che filò tutto liscio, alla quarta un controllore più attento si accorse del trucco. La cosa era molto seria, come sapete gli inglesi con le regole non scherzano e cedere il pass di giocatrice a un conoscente era punito con l’immediata espulsione dal torneo. Lea passò un brutto momento, ma per una volta gli organizzatori non si fossilizzarono sulla forma e chiusero un occhio. Meno male!”  

L’incontro finisce qui, prestissimo, ed è un dolore forte quello che ti coglie quando uno spettacolo teatrale così coinvolgente ha termine, appena alleviato dalla passeggiata che ci consente di accompagnare lo Scriba per i campi del Tennis Club, dove le celebrazioni di Giorgio Bassani hanno portato il circolo ad organizzare alcune partite giocate con i lunghi abiti bianchi, le racchette in legno e le palline anch’esse bianche (come potete intuire dalla foto) che hanno caratterizzato il tennis prima dell’avvento dei materiali metallici. Quando il tennis tecnologico ha finito col deprimere il tocco e il talento e promuovere la potenza e la fisicità, cosa molto poco digerita da Gianni Clerici, figuriamoci da Giorgio Bassani…

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ATP

ATP Montreal: Evans di rimonta sfianca Paul, Draper dura solo un set con Carreno Busta

Seconda volta negli ultimi quattro di un Masters 1000 per Daniel Evans, al contrario Tommy Paul conferma una tradizione negativa perdendo il 7°quarto di finale sugli otto disputati nel 2022

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Daniel Evans - ATP Cup 2022 Sydney (foto Facebook ATP Cup)

D. Evans b. T. Paul 1-6 6-3 6-4

Dopo aver messo in fila gli scalpi di Hurkacz, Djokovic e Goffin nell’aprile 2021 a Montecarlo, Daniel Evans si ripete al Canada Open centrando la seconda semifinale della carriera in un Masters 1000. Un risultato ottenuto grazie alle vittorie sulle tds n. 5 e 10 di Montreal, Rublev e Fritz, e sigillato con il successo in rimonta – e in notturna – per 1-6 6-3 6-4 in quasi due ore e venti di gioco ai danni di Tommy Paul. Il tennista britannico dà così continuità al quarto di finale raggiunto settimana scorsa a Washington – due tornei nei quali ha battuto agli ottavi sempre lo stesso avversario – migliorando ulteriormente il suo piazzamento e soprattutto invertendo la rotta della propria stagione.

Infatti il 32enne della West Midlands sembrerebbe essere rinato in questa prima tranche dello swing estivo nordamericano, successivamente ad un primo semestre avaro di soddisfazioni e di risultati di rilievo. Basti pensare che il quarto conquistato nella capitale degli States, è stato il primo stagionale per il 39 ATP; mentre a proposito di quarti di finale, si conferma una tradizione alquanto infausta per l’americano. Il 25enne del New Jersey ha avuto infatti un rendimento molto costante nel 2022, senza tuttavia picchi di rendimento: degli otto quarti in stagione ne ha vinto soltanto uno, a Delray Beach, con un record che se allargato all’intera carriera parla di un bilancio negativo di 4 vittorie e 12 sconfitte.

 

Da lunedì potrà comunque consolarsi con il nuovo best ranking al n. 31 del ranking, l’americano era stato al massimo n. 32 meno di tre mesi fa. Migliore posizione di sempre che invece non toccherà ad Evans, dalla prossima settimana almeno n. 23, ma che non è escluso arrivi considerando lo squarcio basso del tabellone: un’occasione più unica che rara per Dan, con il sogno sempre più reale di rinverdire quella piazza di n. 22 raggiunta nel settembre dello scorso anno. Intanto si porta a più due nel differenziale del bottino stagionale: 19 partite vinte e 17 perse.

IL MATCH – Ad aprire il programma della sessione serale all’Omnium Banque Nationale Presente by Rogers, nella giornata dedicata ai quarti di finale, è il secondo accoppiamento della parte bassa del tabellone: il derby tra “cugini” anglo-statunitensi Daniel Evans e Tommy Paul. Si affrontano per la seconda volta: il primo scontro risale al 2018 e curiosamente andò scena proprio in Canada al Challenger di Vancouver, fra l’altro al via la prossima settimana. Una partita che prometteva grande spettacolo, e che soprattutto forniva alla vigilia diversi spunti d’interesse. Si affrontano infatti due giocatori dallo stile completamente opposto, da una parte la solidità del 25enne del New Jersey che rappresenta il classico prototipo del tennista di formazione Usa – anche se cresciuto sui campi in terra della Carolina del Nord – dotato di un portentoso dritto con il quale può comandare a piacimento gli scambi da fondo; dall’altra invece un’esponente del tennis anni ’80 con la sua spigliata capacità di variare costantemente il proprio gioco e di appoggiarsi sul peso della palla avversaria affinché possa avere il tempo necessario per scendere a rete.

Il primo momento di difficoltà per chi serve arriva nel quarto game, con il 32enne di Birmingham in battuta: fino a quel momento aveva tenuto il campo perfettamente il n. 39 ATP, riuscendo abilmente a rimandare dall’altro lato soluzioni sempre diverse e sfruttando in questo senso la varietà in suo possesso nel rovescio, alternando con cambi sistematici il proprio magistrale back al suo comunque ottimo ed elegante rovescio monomane; ma appena la prima di servizio è andata leggermente in affanno il tennista inglese ha cominciato a perdere parecchi metri e a dover remare come un forsennato sulle geometrie di Tommy. L’americano difatti avendo più tempo per preparare, inizia a spostarsi con più continuità dalla parte sinistra per poter smistare il palleggio attraverso lo sventaglio.

Il colpo anomalo di dritto, specie in lungolinea, fa veramente molto male e Daniel non può far altro che entrare in una spirale di problemi, senza soluzione di continuità, dinanzi alla regolarità delle aperture del giocatore statunitense. Questo perché, qualora il match dovesse dispiegarsi sul ritmo, semplicemente Evans sarebbe inerme e privo di qualsiasi possibilità di poter fare partita pari. Ma ciò che sta, sicuramente, prendendo la scena nella prima frazione dell’incontro è l’imperiale livello in risposta di Paul: le ribattute del n. 34 al mondo sono incredibilmente infuocate ed in grado di mettere costantemente pressione all’avversario. Dan ha certamente un atteggiamento invidiabile, non molla neanche un quindici, e regala agli spettatori perle al volo con autentici capolavori – una copertura della rete da volleatore di prima classe, con esecuzioni plananti.

Tuttavia la consistenza e la velocità del tennis dell’ex n. 3 junior è troppo superiore: centra un primo break sul 2-1 alla terza opportunità, per poi addirittura salire sul 5-1 breakkando ancora. In realtà la parte centrale del set vede tre giochi consecutivi risolversi ai vantaggi, i quali però vengono tutti vinti da Paul. Il campione del Roland Garros junior 2015, infatti, porta a casa due giochi in risposta, che gli valgono altrettanti strappi, ed uno al servizio – consolidando il primo break in rimonta dal 15-30 – ad oltranza. Quindi, nonostante un 6-1 in 39 minuti c’è stata comunque lotta ma ciò non toglie gli enormi meriti del tennista a stelle e strisce, che ha assolutamente mostrato un tennis degno di questo punteggio.

Un altro aspetto che il match sta fornendo in maniera chiara, sono i numerosi progressi compiuti da Paul dalla parte del rovescio. Miglioramenti che si sono rivelati fondamentali per mostrare il livello espresso nei suoi primi sei mesi di stagione. Sul campo questa nuova solidità del bimane americano si osserva molto bene, da un punto di vista tattico, quando il giocatore di Sua Maestà nel prendere la rete in controtempo, va ad attaccare sempre sul rovescio di Tommy – suo colpo storicamente meno sicuro – subendo però soltanto chirurgici e filanti passanti. Il nativo di Birmingham sa però, che questa canadese, è una ghiottissima occasione; perciò parte super carico in avvio di seconda frazione: dopo aver cancellato una pericolosissima palla break in apertura – che sapeva di match ball – ha avuto lui la chance per scappar via, ma un concreto 25enne di Voorhees l’ha frantumata con gran spavalderia. I come on di Evans di susseguono ma non sembrano incrinare in alcun modo le sicurezze acquisite dal n. 34, in questa settimana, così come non pare infastidire l’approccio in slice: su queste palle molto basse si disimpegna alla grande.

Adesso comunque Paul è visibilmente calato, in termini di visione periferica, essendo più impreciso nelle sue geometrie e nella costruzione del punto: ora fa estrema fatica a trovare l’angolo del campo sguarnito, propedeutico a muovere l’avversario. Dan è invece scatenato, e infilando Tom a rete con un bel passante in corsa di dritto, sfrutta il secondo break point del set in suo favore. Allungo giunto nel sesto game e prontamente confermato, per il 5-2 Evans. L’americano sì è incartato all’improvviso, inoltre anche sul piano fisico le cose si sono invertite, Daniel corre come un indiavolato al contrario del classe ’97 cresciuto in Carolina del Nord che è diventato lento a livello di reattività dei piedi, uno dei punti di forza del suo tennis e che venendo meno lo portano ad arrivare sulla palla con quella decisiva frazione di ritardo. Il britannico ha ritrovato brillantezza e quando un tennista del suo talento acquisisce anche questa dote è veramente un bel vedere oltre che difficilmente si può essere in grado di tenergli testa: così nel momento della verità, non trema e suggella il 6-3 in 43 minuti.

Il parziale finale si apre nel segno dell’equilibrio, previsto dalle anticipazioni della gara ma effettivamente mai pervenuto finora, dovuto ad un innalzamento generale del livello dell’incontro: si assiste infatti, in questo frangente di partita, ai punti più belli dell’intero match, con i due giocatori che si sfidano a colpi di fioretto e di reni tra pallonetti volanti, tocchi sopraffini e passanti girati di schiena. L’inerzia è però cambiata rispetto all’inizio: la rapidità di Evans crea il vuoto, insieme anche ad una crescita sostanziale del servizio british.

Puntuale il break di Dan sul 2-1, che sale ancora grazie ad un’isperata pesantezza del dritto. Il 32enne di Birmingham vede il traguardo avvicinarsi sempre di più, ma deve ancora soffrire nell’ottavo game: si complica maledettamente la vita a causa di un doppio fallo e va sotto 15-40. Sul secondo break point è bravissimo Evans, la cancella con un complicatissimo smash, tuttavia i rimpianti di Paul sono sulla prima dove un nastro beffardo gli porta via un dritto che sarebbe stato vincente. Tommy annulla un match point, nell’ennesimo quindici spettacolare del set, e ci prova fino alla fine; ma Dan è un treno che non si ferma più: chiude al secondo tentativo, 6-4 in 57 minuti.

A livello statistico, i numeri ci dicono che il match è stato comunque condotto complessivamente da Paul, autore di 40 winners mitigati da 30 unforced, nettamente più conservatrice la performance del nativo di Birmingham: -1 (15/16). Ciò nonostante il match, al di là dei numeri che a volte possono essere fuorvianti, è stato certamente molto godibile, con entrambi sempre pronti a verticalizzare e che si sono esibiti in grandi prodezze a rete o in scambi estremamente entusiasmanti. In sintesi, non ci si è per nulla annoiati.

P. Carreno Busta b. [Q] J. Draper 7-6(4) 6-1 (dal nostro inviato a Montreal, Vanni Gibertini)

È durato un set o poco più il sogno di Jack Draper di raggiungere la sua prima semifinale di un Masters 1000. Dopo un primo set molto combattuto e giocato con grande profusione di energie da entrambe i protagonisti, l’esperienza di Pablo Carreno Busta è venuta fuori e non ha lasciato scampo al suo giovane avversario, che comunque ha fatto vedere di non essere troppo lontano dai livelli di vertice.

Draper ha messo in mostra grande esuberanza fisica, la capacità di iniettare velocità nella pallina con grande efficacia e la capacità di utilizzare il vantaggio di essere mancino. Il tennis ha sicuramente trovato un altro protagonista che farà divertire.

IL MATCH – Dopo la varietà di schemi e le ripetute discese a rete di Evans-Paul, il pubblico serale dell’IGA Stadium ha dovuto tornare ad apprezzare un tipo di gioco più abituale nel tennis moderno fatto di potenti scambi da fondo e ritmo sui palleggi. Si tratta di un terreno di battaglia sul quale Carreno Busta ha sicuramente molta più esperienza di Draper, e infatti all’inizio del match sembrava che lo spagnolo potesse staccarsi agevolmente. Tuttavia, annullando ben sei palle break nei primi due turni di battuta, Draper è comunque riuscito a tenere egregiamente il campo contro il suo più esperto avversario facendo leva un po’ sulla battuta ma soprattutto sul suo rovescio mancino “alla Sock”, con una rotazione molto accentuata e una traiettoria simile a quella prodotta da Norrie ma con molta più velocità.

Ci è voluta più di mezz’ora per completare i primi quattro game, poi però Draper ha cominciato un po’ a pagare la desuetudine a giocare partite di questa intensità concedendo il break per primo al settimo gioco. Tutto sembrava seguire il copione, fino a quando, nel momento di servire per il set sul 5-4, Carreno Busta prima incassava un paio di bei colpi da parte di Draper, poi sulla prima palla break concessa nel match e nel torneo ha commesso doppio fallo regalando il 5-5.

Nel tie-break successivi ci sono stati quattro minibreak nei primi sei punti, poi sul 4-4 Carreno Busta si aggiudicava uno scambio di 31 colpi concluso con un recupero in corridoio su una palla corta, e dopo un’ora e 15 minuti poteva incamerare il primo set.

Su quello scambio lunghissimo probabilmente Draper ha lasciato parecchio di ciò che aveva nel serbatoio, più mentalmente che fisicamente. Carreno Busta iniziava il secondo set come se nulla fosse martellando sulla diagonale sinistra e volando subito sul 3-0, dando così il via alla fuga verso il parcheggio o verso la metropolitana di buona parte degli spettatori, dato che si erano ormai fatte le 23 di venerdì sera.

Il resto della partita è stata quasi una formalità: Draper ha fatto vedere qualche altro lampo di quello che probabilmente di mostrerà negli anni a venire, ma il presente è Carreno Busta, che ha chiuso il match raggiungendo in semifinale Daniel Evans per dar vita a una sfida che non ha precedenti ufficiali a livello ATP.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP

ATP Cincinnati, il tabellone maschile: difficile esordio per Berrettini con Tiafoe

Tabellone equilibrato a Cincinnati. Alcaraz dalla parte di Nadal. Sinner esordisce contro un qualificato, ci potrebbe essere di nuovo Carreno Busta

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Alexander Zverev (sinistra) e Andrey Rublev (destra) - Cincinnati 2021 (foto Twitter @cincytennis)

Sorteggiato a Mason, Ohio il tabellone principale del singolare maschile per il Western&Southern Open. Medvedev, Tsitsipas e Hurkacz nella parte alta; Nadal, Alcaraz e Ruud nella parte bassa in un tabellone tutto sommato piuttosto bilanciato.

In n. 1 del mondo Medvedev avrà al secondo turno (dopo il bye) il vincente tra Botic Van de Zandschulp e Maxime Cressy, poi dovrebbe incontrare chi esce da una zona piuttosto affollata con Dimitrov, Shapovalov, Paul e Brooksby. La testa di serie n. 2 Nadal esordirà contro il vincente tra Borna Coric e un qualificato, poi probabilmente Roberto Bautista Agut.

Matteo Berrettini ha un inizio complicato con Frances Tiafoe al primo turno e poi il vincente tra Khachanov e Korda. Sinner troverà invece un qualificato nel suo primo incontro (ricordiamo che ci sono tre italiani nelle qualificazioni: Musetti, Sonego e Fognini) e poi eventualmente Kecmanovic o la rivincita con Carreno Busta.

 

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1] D. Medvedev vs [16] G. Dimitrov
[11] T. Fritz vs [6] A. Rublev
[4] S. Ttsitsipas vs [13] D. Schwartzman
[12] M. Berrettini vs [8] H. Hurkacz
[5] C. Ruud vs [9] C. Norrie
[14] M. Cilic vs [3] C. Alcaraz
[7] F. Auger-Aliassime vs [10] J. Sinner
[15] R. Bautista-Agut vs [2] R. Nadal

IL SORTEGGIO DEGLI ITALIANI

[10] J. Sinner vs Q
[12] M. Berrettini vs F. Tiafoe

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 16 bye)
  • 44 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 7 qualificati
  • 4 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati, come tutti quelli di categoria Masters 1000, sarà trasmesso in diretta da SKY Sport. Le immagini in diretta saranno visibili anche sottoscrivendo l’abbonamento a NOW, la piattaforma streaming di SKY utilizzabili da ogni tipologia di dispositivo (notebook, tablet, smartphone e smart TV). Il pass Sport per un mese costa 9,99 euro.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

Prize money dell’ATP Cincinnati 2022

  • R1: 25.110$
  • R2: 45.315$
  • R3: 84.510$
  • QF: 157.995$
  • SF: 289.655$
  • F: 529.710$
  • V: 970.020$

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Flash

WTA Cincinnati, il tabellone: primo turno esplosivo Serena Williams-Raducanu

Al Western&Southern Open di Cincinnati primo turno complicato per Camila Giorgi contro Bianca Andreescu. Martina Trevisan esordirà con una qualificata

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Ashleigh Barty con il trofeo - WTA Cincinnati 2021 (via Twitter, @CincyTennis)

L’urna del Western&Southern Open di Cincinnati ha riservato un primo turno di singolare femminile davvero di grande fascino: la 23 volte campionessa Slam Serena Williams, alla sua ultima partecipazione al torneo dell’Ohio e al suo penultimo torneo prima del ritiro dal professionismo, sarà opposta al primo turno alla campionessa uscente dello US Open Emma Raducanu.

Esordio non banale per la n. 1 Swiatek, che al secondo turno (dopo il bye al primo) se la vedrà con la vincente del match tra Sloane Stephens e Alizé Cornet. Per lei possibile incontro nei quarti con la n. 11 Coco Gauff, che appare più in forma della n. 8 Muguruza.

La n. 2 Kontaveit inizierà la sua campagna contro una qualificata per poi avere sulla sua strada eventialmente la n. 13 Fernandez e la n. 6 Sabalenka o la n. 9 Kasatkina.

 

Sorteggio non benevolo per Camila Giorgi: la maceratese troverà al primo turno la canadese Bianca Andreescu, mentre Martina Trevisan, l’altra italiana presente nel tabellone, se la dovrà vedere con una qualificata.

Il link al tabellone (aggiornato quotidianamente)

Il tabellone – parte alta

Il tabellone – parte bassa

OTTAVI TEORICI

[1]I. Swiatek vs [16] J. Ostapenko
[11] C. Gauff vs [8] G. Muguruza
[3] P. Badosa vs [15] S. Halep
[12] B. Bencic vs [5] O. Jabeur
[7] J. Pegula vs [10] E. Raducanu
[14] Ka. Pliskova vs [4] M. Sakkari
[6] A. Sabalenka vs [9] D. Kasatkina
[13] L. Fernandez vs [2] A. Kontaveit

IL SORTEGGIO DELLE ITALIANE

C. Giorgi vs B. Andreescu
M. Trevisan vs Q

INFORMAZIONI SUL TORNEO

  • tabellone a 56 giocatori (16 teste di serie, 8 bye)
  • 43 giocatori entrati per accettazione diretta
  • 8 qualificati
  • 5 wild card

Copertura televisiva

Il torneo di Cincinnati verrà coperto quotidianamente in chiaro dal canale SuperTennis (numero 64) a partire da lunedì 15 agosto in diretta dalle 17 italiane. Da lunedì al sabato la programmazione inizierà alle 17, mentre la domenica, giorno della finale, si inizierà alle 19:30.

Calendario di gioco

Sabato 13 agosto: primo turno qualificazioni (dalle 16 italiane)
Domenica 14: turno finale qualificazioni

Domenica 14: primo turno sessione serale
Lunedì 15: primo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Martedì 16: primo e secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Mercoledì 17: secondo turno (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Giovedì 18: ottavi di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Venerdì 19: quarti di finale (sessione diurna dalle 17, sessione notturna dall’una)
Sabato 20: semifinali (sessione diurna dalle 17, sessione notturna da mezzanotte)
Domenica21 : finali maschile e femminile (sessione diurna, le due finali a partire dalle 18)

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