RG: Nole, 5 set di sofferenza. Thiem va ma non troverà Goffin

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RG: Nole, 5 set di sofferenza. Thiem va ma non troverà Goffin

Djokovic rischia non poco contro il piccolo Schwartzman. Thiem viaggia a vele spiegate. Agli ottavi non avrà David Goffin, fermato da un infortunio e costretto al ritiro. Pouille, anche lui malandato, cede al quinto a Ramos-Vinolas

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[2] N. Djokovic b. D. Schwartzman 5-7 6-3 3-6 6-1 6-1 (da Parigi, Antonio Garofalo)

Novak Djokovic è per l’ottava volta di seguito agli ottavi del Roland Garros ma se questo è Nole, Rafa Nadal può serenamente pensare a chi dovrà affrontare domenica 11 per aggiudicarsi la Decima. Se la tanto attesa semifinale della parte bassa del tabellone dovesse infatti giocarsi domani, non ce la sentiremmo di dare molte chance al serbo, ma gli Slam sono tornei particolari ed in una settimana possono succedere tante cose. Certo, la versione del campione uscente vista oggi contro un sì splendido Schwartzman, ma che è pur sempre numero 41 del mondo ed alla prima apparizione in un terzo turno di un major, lascia molto perplessi. Falloso, confuso e nervoso, alla fine se l’è cavata solo grazie alla maggiore esperienza rispetto al suo avversario, pur dovendo sudare per oltre tre ore e cinque set.

Non c’è Andre Agassi in tribuna, impegnato in eventi dei suoi tanti sponsor, e forse è meglio così, altrimenti si chiederebbe davvero chi glielo ha fatto fare di lasciare Las Vegas per provare a curare i mali di Nole. È infatti un primo set agghiacciante quello che gioca Djokovic, avanti 4-1 e apparentemente in controllo contro uno Schwartzman forse intimidito dal palcoscenico dello Chatrier, prima di inabissarsi in una serie di errori e di scelte tattiche completamente folli. L’accanita ricerca del drop-shot vincente di fatto gli costa il parziale – ne sbaglierà due che a stento arrivano a toccare la rete nello scellerato undicesimo gioco in cui perde a 0 la battuta – che l’incredulo argentino ha il merito di portare a casa se non altro per il coraggio e la pazienza con cui attende il quinto set point: due li annulla per la verità Nole con dei vincenti, gli altri due sono errori per troppa fretta di Dieguito. Esulta giustamente l’argentino bravo a tenere il palleggio profondo e ad azzardare di tanto in tanto con il rovescio lungolinea, mentre il numero 2 del mondo fa una smorfia di disgusto che è l’unico commento possibile ad un set condito da 21 dicasi 21 errori gratuiti di cui ben quindici di rovescio. Inizia a piovigginare e Novak quanto meno diminuisce il numero di errori, anche se si gioca ad un ritmo non proprio forsennato nel quale Schwartzman si trova alla perfezione. Arriva Agassi e nell’ottavo gioco Nole riesce a sperperare in modo incredibile cinque palle break prima di sfruttare uno dei rari errori dell’argentino e instradarsi per il 6-3 che impatta la situazione dopo un’ora e trentaquattro minuti. Un cronista (?) serbo che ha esposta sul desk la maglietta della Stella Rossa di Belgrado e mangia patatine in modo rumoroso in tribuna stampa, esulta con urlaccio agitando il pugno: per fortuna Gianni Clerici è in sala stampa… Il set vinto non tranquillizza il serbo (quello in campo, quello in tribuna dubitiamo possa mai accadere) che anzi dopo l’ennesima risposta di rovescio sbagliata, scaglia la racchetta al suolo prendendosi i fischi dello Chatrier ma non il warning, d’altra parte mica si chiama Fognini? Se i demeriti di Nole sono indubbi, Diego ci mette tanto di suo per aggiudicarsi il terzo set, non tanto per come strappa il servizio al suo generoso avversario nell’ottavo gioco, ma per come risale da 0-40 nel successivo annullando da campione le quattro palle del contro break – due diritti vincenti e una palla corta meravigliosa – e mettendo spalle al muro Djokovic dopo due ore e venti di partita con il pubblico che intona “Diego! Diego!” di maradoniana memoria. D’altra parte è argentino, si chiama ed è più o meno alto come il Pibe de Oro e mostra allo Chatrier anche un elegantissimo e prolungato palleggio con i piedi con la pallina da tennis…

 

Come ampiamente prevedibile però, l’aver giocato a ritmi e livelli superiori alle sue attuali capacità svuota l’argentino di energie più mentali che fisiche ad inizio quarto set e Djokovic, pur senza entusiasmare ma quantomeno giocando con un minimo di lucidità in più, porta a casa il parziale. Non senza aver litigato prima con l’arbitro a causa di un warning per time-violation e susseguenti insulti che scatenano gli ululati dello Chatrier. L’allievo di Juan Ignacio Chela cerca ristoro in un toilette-break, il pubblico inscena una ola ma il break arriva subito e la sensazione è che solo la pioggia che riprende a scendere con una certa intensità possa salvare l’argentino dal suo ineluttabile destino. Non accadrà, la schiena di Schwartzman ha bisogno di un trattamento ma il quinto set non ha storia e Nole può tirare un sospiro di sollievo. Un boato accompagna l’uscita dal campo di Diego, mentre il solito teatrino di Djokovic con i raccattapalle è un po’ più mogio. Il maxischermo inquadra Andre Agassi, il pubblico gli regala un’ovazione e lui ricambia con un bacio. Pare che domani ritorni in America, eppure la sensazione è che qui ci sia molto da lavorare.

[6] D. Thiem b. [25] S. Johnson 6-1 7-6(4) 6-3 (da Parigi, Ruggero Canevazzi)

Dominic Thiem continua imperterrito la sua marcia, giocando una partita di grande solidità e alcune palle corti per palati fini, superando in tre set la resistenza non indifferente di un Johnson impalpabile nel primo set ma poi molto convincente fino alla fine, ottimo servizio, bel rovescio in back e dritto solido.

Secondo incontro di giornata sul campo 1 coperto da un cielo plumbeo. Dominic Thiem deve superare l’ostacolo Steve Johnson, n.27 ATP, per proseguire la sua corsa verso la finale del torneo. Un solo precedente, vinto dal giovane campione austriaco nel 2014 sulla terra di Nizza ma in tre set sofferti. Nel primo set Thiem scappa subito sul 3-0, che diventa 6-1 nel giro di 25 minuti. Troppo evidente la superiorità nello scambio dell’austriaco mentre Steve, che dopo la vittoria con Coric ha commosso il pubblico, avrebbe bisogno del servizio di Isner per provare a fare qualcosa. Nel secondo parziale, però, mentre il cadono le prime gocce di pioggia, il barbuto yankee dimostra una maggiore solidità e c’è molta più partita. Quando con un bel dritto vincente sigla il 3-2, il pubblico applaude entusiasta. Successivamente, la Bastiglia sopra le nostre teste sembra sul punto di cedere alla cannonata di Giove Pluvio: un rombo dal cielo squarcia la quiete, Thiem e Johnson si guardano chiedendosi che fare, come fossero due amici al circolo vicino casa, poi continuano con gli spettatori esaltati. Ora il back di rovescio con cui il ventisettenne di Orange si difende dal dritto arrotato dell’avversario è eccellente. Anche il servizio è molto affidabile e gli permette di annullare due break-point non consecutivi sul 4 pari. Intanto il sole è tornato a baciare il Campo 1: niente male questa Bastiglia Celeste. Sul 5-4 Johnson, una stecca di dritto e un inopinato doppio fallo di Thiem consegnano al californiano due imprevedibili set-point, non seguiti da due risposte adeguate all’occasione. Lo stesso avviene a parti invertite nel lunghissimo game successivo, poi servizio sicuro del ventitreenne austriaco e tie-break. Il n.7 del mondo recupera da 0-2 a 5-2 con un gran dritto che costringe all’errore l’avversario e poi un punto concluso a rete, poi chiude sul 7-4 dopo 1 ora e 28 minuti. Nel terzo set, sul 2-1 Thiem, la tds n.6 indovina una risposta di rovescio fulminante e sale 15-40, Johnson annulla le palle break col servizio ma ai vantaggi, al quarto break-point, capitola con un dritto lungo. Steve non ci sta e indovina l’immediato contro break, ma subito dopo Dominic dimostra perché è un top ten e torna di nuovo avanti chiudendo il sesto gioco con un gran passante di dritto (4-2), poi chiude il match con una volèe bassa da cineteca su passante dell’avversario. Ai quarti affronterà Horacio Zeballos, che ha beneficiato del ritiro di David Goffin.

[19] A. Ramos Vinolas b. [16] L. Pouille 6-2 3-6 5-7 6-2 6-1 (Giovanni Vianello)

Partita dal difficile pronostico, almeno sulla carta, tra Lucas Pouille, t.d.s. 16, e Albert Ramos Vinolas, t.d.s. 19, match valevole per il terzo turno. Il francese ha un miglior ranking e ha dalla dalla sua il supporto del pubblico di casa, lo spagnolo vanta una finale a Montecarlo quest’anno. A conferma del difficile pronostico della partita, il match si è deciso solo al quinto set ed è terminato nelle mani di Ramos Vinolas, forse anche a causa di un infortunio del transalpino. Nel primo set, le cose si mettono subito male per Pouille, che parte con un bruttissimo game di servizio, in cui concede lo 0-40, recupera fino al deuce ma concede altre due palle break (complice anche un paio di doppi falli), subendo il break ai vantaggi. Ramos poi tiene bene i propri turni di battuta e nel settimo gioco opera un altro break, aggiudicandosi poi il set 6-2 tenendo il servizio nell’ottavo e conclusivo game. Il secondo parziale vede invece vincere Pouille per 6-3. Il transalpino sfrutta un passaggio a vuoto di Ramos nel secondo game, strappandogli la battuta e ha anche diverse chance di doppio break di vantaggio sul 4-1, ma non le sfrutta. Nel complesso, Pouille sembra più centrato, Ramos un po’ meno brillante che nel primo set. Da segnalare, nella seconda frazione, una brutta scivolata di Pouille, che rischia di infortunarsi alla caviglia destra. Nel terzo set, dal 2-1 per lo spagnolo in poi, si vedono 4 break consecutivi, poi Pouille è costretto a salvare un set point sul 5-4 (lo annulla con servizio e dritto), ma infine la spunta il francese per 7-5, dopo che Ramos, mancato il set-point, subisce un break e Pouille nel dodicesimo gioco tiene il servizio in un game molto lottato.

Nel quarto set Pouille cala di tono e Ramos ne approfitta, togliendogli il servizio nel quarto e nell’ottavo gioco ed infliggendogli, come nel quarto set, un pesante 6-2. Tra quarto e quinto set Pouille chiama il fisioterapista.
Forse proprio a causa di quest’infortunio, Pouille cala drasticamente di rendimento nel quinto set, subendo, dall’uno pari, cinque giochi consecutivi e perdendo così 6-2 3-6 5-7 6-2 6-1, servendo sempre più piano e tentando la via della rete con approcci sempre più frequenti ma troppo poco incisivi. Si interrompe così a 5 la striscia di vittorie consecutive al quinto set di Pouille, che oggi ha avuto anche un po’ di sfortuna tra l’infortunio sfiorato alla caviglia e quello reale accusato al termine del quarto set. Ramos Vinolas batte di nuovo il transalpino, dopo averlo sconfitto in semifinale a Montecarlo, e per il secondo anno consecutivo raggiunge almeno gli ottavi a Parigi (l’anno scorso arrivò ai quarti di finale). Al prossimo turno per Ramos ci sarà DjokovicVi ricordiamo la nostra intervista esclusiva a Ramos Vinolas, che potete leggere qui.

H. Zeballos b. [10] D. Goffin 4-5 rit. (Michelangelo Sottili)

Sesto giocatore della Race con ottimi risultati nei tre Masters 1000 su terra, i quarti di finale della scorsa edizione parigina e in vantaggio 3-1 nei precedenti: David Goffin si presenta così all’appuntamento con Horacio Zeballos, n. 65 ATP, per la prima volta al terzo turno in un major a testimonianza di una stagione finora rispettabile. Si rivelerà purtroppo una sfida molto sfortunata per Goffin. L’argentino in avvio rischia e sbaglia di più, soffre gli spostamenti laterali e, dopo la quarta parità del quinto game, cede la battuta con un errore di dritto a campo aperto; nel gioco successivo, spreca prima l’occasione per andare 15-40, poi una palla break concessa da un doppio fallo belga. Il set sembra ormai deciso quando “La Goff” serve sul 5-4 e 40-0 ma, dal nulla, Horacio si ritrova a giocare una palla break: due gran rovesci costringono il belga a un disperato recupero verso il fondo del campo che gli darà il punto, ma la sua scivolata si blocca sul telone di copertura antipioggia con conseguente danno alla caviglia che non gli permette di proseguire l’incontro. Accompagnato fuori dal campo, per fortuna sulle sue gambe, viene omaggiato dagli applausi scroscianti del pubblico. Il Roland Garros del Belgio maschile si conclude così, con il suo alfiere di punta costretto al ritiro prima di potersi giocare le sue carte contro Dominic Thiem. Dai primi esami sembrano scongiurati danni seri, ma a sfidare Thiem agli ottavi sarà comunque Horacio Zeballos.

Risultati:

[4] R. Nadal b. N. Basilashvili 6-0 6-1 6-0
[2] N. Djokovic b. D. Schwartzman 5-7 6-3 3-6 6-1 6-1
H. Zeballos b. [10] D. Goffin 4-5 rit.
[19] A. Ramos-Vinolas b. [16] L. Pouille 6-2 3-6 5-7 6-2 6-1
[20] P. Carreno Busta b. [11] G. Dimitrov 7-5 6-3 6-4
[6] D. Thiem b. [25] S. Johnson 6-1 7-6(4) 6-3
[5] M. Raonic b. G. Garcia-Lopez 6-1 1-0 rit.
[17] R. Bautista Agut b. J. Vesely 6-3 6-4 6-3

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Italiani nella notte del Roland Garros: Sinner non sbaglia, Trevisan stupisce

Vittoria di routine per Jannik Sinner: ora per lui c’è Coria. Grande affermazione di Martina Trevisan su Coco Gauff

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Martina Trevisan al Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

La serata finora più mite di questo Roland Garros 2020 autunnale è stata illuminata dalle vittorie di due ragazzi italiani che, quasi come due parentesi, hanno racchiuso tutto l’impianto del Bois de Boulogne portando a termine le loro fatiche di secondo turno quasi contemporaneamente e nei due campi agli estremi opposti dei ground parigini.

Sì perché mentre sul campo n. 14 Jannik Sinner procedeva con la cinica determinazione di un cyborg nella sua vittoria contro il qualificato francese Benjamin Bonzi (n. 227 ATP), dall’altra parte dell’impianto, sul campo Simonne Mathieu inaugurato solo lo scorso anno in mezzo alle serre d’Auteuil, Martina Trevisan confezionava la più prestigiosa vittoria della sua carriera battendo per 7-5 al terzo set la sedicenne Coco Gauff, n. 51 della classifica WTA ma da tutti considerata una predestinata alla corona di regina del tennis.

J. Sinner b. [Q] B. Bonzi 6-2 6-4 6-4

 

Due vittorie molto diverse per circostanze e per svolgimento: Sinner era ampiamente favorito ed ha rispettato il pronostico chiudendo il match in tre set affogando sul nascere ogni possibile ambizione del suo avversario francese, cui sarebbe bastato solo un minimo incoraggiamento per far incarognire la partita. E invece Jannik è partito a razzo nel primo set, annichilendo Bonzi evidentemente nervoso e incapace di tenere gli scambi da fondocampo con una regolarità accettabile.

Jannik Sinner al Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

Nel prosieguo del match l’altoatesino è stato molto abile a ottenere il break ad inizio parziale sia nel secondo sia nel terzo set in modo da poter fare gara di testa e non lasciar giocare Bonzi con la tranquillità del punteggio, dal momento che quando prende fiducia e lascia andare i colpi il transalpino può essere pericoloso. “Sono entrato in campo e ho colpito bene oggi, facendo pochi errori – ha spiegato Sinner dopo il match – certamente mi ha aiutato fare il break subito all’inizio di tutti i set, ma era anche quello che cercavo di fare. Nel primo set, quando ero avanti 5-0, volevo perdere il servizio e fargli subito il break dopo in modo da poter cominciare a servire nel secondo set. Non ci sono riuscito, ma magari avrei perso il servizio nel game iniziale del set”. Infatti all’inizio del secondo parziale ci sono stati subito tre break consecutivi, in quelli che poi si sarebbero rivelati i tre giochi più complicati dell’intero incontro. Passato quel momento Sinner ha sempre gestito il match con grande autorità, annullando le uniche palle break concesse con la battuta e proseguendo a dettare il gioco negli scambi da fondocampo. “Oggi non ho rischiato molto, perché non serviva fare di più – ha detto Jannik – sono rimasto molto sull’incrociato, tirando anche molto forte, perché vedevo che lui si sentiva in difficoltà, a volte provava a uscire sul lungolinea e a volte sbagliava direttamente”.

Al prossimo turno Sinner dovrà affrontare l’argentino Federico Coria (n. 99 ATP), il fratellino di quel Guillermo Coria finalista qui al Roland Garros nel 2004. “Ho visto un po’ della sua partita oggi – ha detto Sinner – sta giocando bene, si sta sentendo bene in campo, è un giocatore solido, fa molti sventagli, me la dovrò giocare bene”.

[Q] M. Trevisan b. C. Gauff 4-6 6-2 7-5

Dall’altra parte del Roland Garros, a buoni 20 minuti di camminata dal campo 14 (forse 15 minuti quest’anno dal momento che c’è molto meno “traffico” nei corridoi data la limitata presenza di pubblico), si è materializzata l’impresa di Martina Trevisan, già vincitrice di quattro partite in questo torneo (tre di qualificazione più quella vinta per ritiro contro Camila Giorgi), che ha messo in campo tutto il suo mestiere, tutta la sua grinta e tutta la sua tenuta mentale per avere la meglio della quotatissima Coco Gauff. La testa è stata fondamentale soprattutto nel rush finale della partita, quando una chiamata sciaguratamente sfortunata del giudice di sedia Marijana Veljovic l’ha privata di un punto che l’avrebbe portata a match point sul 5-3, 40-40. “Quando mi hanno fatto il furto non l’ho presa bene, perché era proprio fuori, non era nemmeno vicina. Inizialmente non l’ho presa bene, ma ho avuto la pausa del cambio di campo, mi sono detta che sono cose che capitano, è successo anche ieri a Mladenovic. Poi lei ha messo quattro prime nel game del 5-5, e da lì sono riuscita a resettare e andare avanti”. In quel frangente, con un meraviglioso game sul 4-3 Martina era riuscita ad andare a servire per il match sul 5-3, ed aveva pure rimontato dallo 0-40 annullando tre palle break. Sul punto successivo un diritto di Gauff era finito oltre la riga, ma al controllo del segno il giudice di sedia ha indicato un altro punto assegnando il “quindici” alla giocatrice americana.

Con la freddezza della veterana Trevisan si è scrollata di dosso la decisione avversa e ha giocato un altro splendido game sul 6-5 chiudendo questa splendida vittoria.

Dopo aver smesso di giocare per quattro anni ed aver esordito nel tabellone principale di uno Slam solamente lo scorso gennaio in Australia, Martina Trevisan si giocherà il terzo turno del Roland Garros contro la testa di serie n. 20, la greca Maria Sakkari.Sì, la conosco molto bene, ma per il momento non voglio pensare alla partita di venerdì. Per ora massaggio e riposo”,

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Roland Garros: un grande Travaglia batte Nishikori al quinto, si regala Nadal

Il giapponese aveva vinto le ultime 9 partite arrivate al quinto set. Travaglia ne ha di più fisicamente e avrà l’onore di giocare contro il 12 volte campione di Parigi

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S. Travaglia b. K. Nishikori 6-4 2-6 7-6(7) 4-6 6-2

Stefano Travaglia giocherà venerdì per la prima volta un terzo turno in un torneo del Grande Slam: questa già di per sè sarebbe una notizia ma arrivarci battendo Kei Nishikori in 5 set, per affrontare poi Rafael Nadal le dà tutto un altro sapore. L’azzurro di Ascoli Piceno a quasi 29 anni batte il giappnese, ex N.4 del mondo, un giocatore che in carriera prima di oggi vantava un incredibile bilancio di 23-6 al quinto set, avendo vinto anche le ultime 9 (ultima sconfitta contro Federer in Australia nel 2017). Ora quasi certamente giocherà sul Philippe Chatrier contro il padrone del torneo.

Una soddisfazione non da poco e più che mai meritata dato che nel quinto set la sua superiorità fisica nei confronti del suo avversario era palese, dato che tanto per cambiare Kei aveva già chiamato un medical timeout nel quarto set e in pratica non riusciva più a servire una vera prima palla di servizio limitandosi a una rimessa in gioco.

 

In realtà il crocevia del match è stato il tie-break del terzo set quando nel suo momento migliore Nishikori ha mancato 3 set point che lo avrebbero portato avanti due set a uno dando una direzione chiara al match. Travaglia ha prima recuperato da 4-6 e poi ne ha annullato un terzo col servizio a disposizione sul 6-7 prima di chiudere 9-7 grazie a un nastro beffardo che sposta la palla al giapponese pronto a colpire di dritto.

A quel punto sembra che nel quarto set un Nishikori in preda allo scoramento sia pronto alla resa e invece sfrutta le ultime energie buttandosi anche a rete appena ne ha la possibilità raccogliendone i frutti. Si porta 5-2 con due break di vantaggio prima di chiudere per 6-4, dando comunque i primi segnali di cedimento alla battuta.

E infatti un lungo game al servizio del giapponese nel secondo gioco del quinto dà l’indirizzo finale al match. Travaglia si porta avanti di un break spingendo sempre di più da fondo campo con Nishikori in affanno costante. Serve per il match su 5-1 non riuscendo a chiudere ma il giapponese non riesce più a servire e si arrende dunque nel game successivo dopo 3h53 di battaglia.

Adesso per Stefano resta solo da festeggiare e godersi venerdì una passerella da sogno contro il Mostro di Parigi.

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Roland Garros: Sonego e Cecchinato volano al terzo turno e fanno grande l’Italia

Lorenzo Sonego gioca una gran partita e disinnesca il tennis estroso di Bublik: giocherà il primo terzo turno Slam della carriera. Cecchinato prosegue nella sua rinascita

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Il primo pezzo d’Italia al terzo turno del Roland Garros, prima che si aggiungesse il nome di Travaglia, ha le fattezze di Lorenzo Sonego che supera in maniera piuttosto netta (7-6(6) 6-1 7-5) il talentuoso ma discontinuo Alexander Bublik. C’è ben poco da incolpare la sfortuna oggi per il tennista kazako, che ha giocato bene solamente il primo set e si è progressivamente spento con il passare dei minuti, dando segnali di vita solo quando era spacciato.

L’inizio non è dei migliori per Sonego, che deve subito salvare una palla break, ma alla fine sarà lui a ‘rischiare’ di vincere prima il set. Bublik deve salvare cinque palle set in un game lunghissimo, in cui il kazako fa ricorso a tutta la sua creatività per non andare sotto. Il fantasma delle occasioni passate non spaventa Sonego, che nel tie-break è il primo a subire il mini-break ma un bruttissimo errore a rete di Bublik lo rimette in partita. Bublik si guadagna due set point, ma l’italiano è bravo a sfruttare la sua maggiore solidità da fondo e vince il primo parziale anche grazie a un chop di dritto scellerato di Sasha che affonda a rete.

Il kazako risente parecchio del set perso e consegna il servizio a Sonego alla prima occasione. L’emorragia di punti continua a non arrestarsi, e Sonego accoglie un altro errore di dritto avversario e dilaga sul 3-0. Il tennis di Sonego sembra perfetto per denudare tutti i limiti tattici di Bublik, che per la verità di tattica sembra non occuparsi praticamente mai; il kazako punta tutto sull’improvvisazione ma i suoi colpi estemporanei oggi non sono accompagnati da sufficienti potenza e precisione. Il secondo set si chiude com’era iniziato, con l’ennesimo break subito da Bublik, la cui frustrazione si traduce in ulteriore insicurezza a rete – e un altro attacco molto azzardato vale il set per Sonego.

 

Alexander Bublik sceglie di prendersi una pausa, esce dal campo e gli istanti trascorsi fuori dal campo gli giovano perché è lui ad avere la prima occasione di breakkare; a salvare l’italiano ci pensa l’ennesimo dritto comodo sbagliato a due passi dalla rete. Sonego capitalizza un doppio fallo di Bublik per trovare quello che sembra l’allungo decisivo per il match. Il tennista torinese va a servire per il match sul 5-3 e sembra piuttosto in controllo, ma Bublik reagisce e ottiene un errore di dritto di Sonego che rimette il set in discussione.

Alexander Bublik – Roland Garros 2020 (via Twitter, @atptour)

L’equilibrio dura poco, perché sul 6-5 e servizio Bublik il kazako deve salvare i primi due match point della partita. Capitola sul secondo, in occasione del quale un potente passante di dritto di Sonego rende impossibile la sua volée: il torinese quasi non ci crede dalla gioia ma è tutto vero, giocherà il terzo turno di uno Slam per la prima volta in carriera. E contro Taylor Fritz, testa di serie numero 27, sarà una sfida certamente difficile ma non chiusa in partenza. Chi lo avrebbe ritenuto possibile due anni fa, quando Sonego entrava stabilmente tra i top 100?

Sarei rimasto comunque a lottare tutta la partita, ma vincere il primo set è stata la chiave, soprattutto vincere in quel modo” ha raccontato Sonego a fine partita. “Lui non ha giocato il secondo set e nel terzo non era molto lucido. Di solito non dà punti di riferimento, è molto talentuoso ma si abbatte quando le cose non vanno per il verso giusto. Non bisogna mai mollare la presa, perché se prende fiducia può anche ridicolizzarti. Il servizio da sotto? Ero attentissimo, ma l’unica volta che ho abbassato la testa di un centimetro mi ha fatto punto!“. Sul suo prossimo avversario, Fritz: “Ci ho giocato due volte sull’erba, è un giocatore completo, gran servizio e rovescio meglio del dritto. Sulla terra non ha fatto i risultati che ha fatto sul veloce, ma sulla terra non gioca male. Sarà una partita molto combattuta: per me è la prima volta al terzo turno, quindi non mi devo preoccupare. Verrà quel che deve venire“.

SUPER CECK – Altra prova molto convincente per Marco Cecchinato che regola in quattro set (6-3 6-2 5-7 6-2) un giocatore potenzialmente ostico sulla terra come Juan Ignacio Londero. Una partita quasi senza sbavature, se si eccettua la seconda metà del terzo set in cui Ceck ha tirato un po’ il fiato e rimesso in discussione un set che sembrava in ghiaccio; Londero ha approfittato del black-out per costringere il siciliano a giocare il quarto set, che però ha confermato la differenza di valori in campo. Marco ha sempre fatto corsa di testa fin dall’inizio prendendo le redini degli scambi sia col dritto che con il rovescio, forse la vera chiave del match oggi. Quello che di fatto è il suo colpo meno sicuro oggi ha prodotto ottimi vincenti e soprattutto non gli ha mai fatto perdere campo, nonostante il buon pressing di un terraiolo DOC come l’argentino.

Marco Cecchinato – Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Molti sono stati i palleggi estenuanti, ma la maggior parte ha premiato il tennista azzurro. Dopo 30 minuti, Marco aveva già intascato il primo set e dopo poco più di un’ora il vantaggio era già di due set. Il livello del match è stato buono da parte di entrambi, elemento che non fa che rimpinguare i meriti di Cecchinato dopo l’ottimo esordio contro de Minaur. Tornato a vincere due match di fila in uno Slam dopo la campagna parigina del 2018, Marco attende adesso Sascha Zverev – con la speranza di trovare un avversario prosciugato dallo sforzo dopo la faticosa vittoria in cinque set su Herbert.

Ha collaborato Lorenzo Colle

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