WTA Ranking: Mladenovic n.10, Barty n.20. Chi sarà numero 1?

Ranking

WTA Ranking: Mladenovic n.10, Barty n.20. Chi sarà numero 1?

Kiki approfitta della caduta di alcune ex grandi per entrare in top 10. Barty +305 posti da inizio anno. Il n.1 questione a tre (Halep-Muguruza-Pliskova). Poche chance per Svitolina

Pubblicato

il

Molti stravolgimenti nella classifica pre-Masters, dovuti, essenzialmente, alla scadenza dei punti delle Finals e di Zhuhai di un anno fa. Questo comporta grossi crolli in classifica di giocatrici, anche blasonate, che furono le protagoniste del finale di stagione 2016, e la salita, di conseguenza, di altre, anche senza meriti particolari ma per puri “aggiustamenti” di ranking. Nulla di nuovo, nulla di scandaloso.

I FLOP DELLE BIG – Cos’hanno in comune Kuznetsova, Kerber, Cibulkova, Radwanska e Kvitova? Oltre a un palmares di tutto rispetto, la caduta più o meno verticale nel ranking di oggi.

Kuznetsova, che perde solo 3 posti (n.11), è quella che riesce a tamponare al meglio l’emorragia di punti (470 di Mosca e 650 del Masters). Per le altre quattro la situazione è davvero drammatica, non solo perché sono destinate a concludere la stagione lontano dalle posizioni di vertice ma anche per gli interrogativi che si pongono sul prosieguo della loro carriera.

 

Kerber, 29 anni e mezzo, l’anno scorso terminava la stagione da indiscussa n.1, quest’anno faticherà a restare in top20. Oggi perde 8 posti ed è n.19. L’ultima speranza di riguadagnare terreno è il Master B di Zhuhai.

Cibulkova e Radwanska sono state le ultime due maestre in ordine di tempo. La slovacca era la campionessa uscente a Singapore e non è riuscita nemmeno a qualificarsi per difendere il titolo. I migliori risultati di una stagione sostanzialmente da dimenticare sono la finale a  New Haven, le semifinali a Doha e S. Pietroburgo e i quarti a Tokyo e Brisbane. Dominika oggi perde 14 posti e passa dal n.12 al n.26 della classifica.Aga, se possibile, è reduce da un 2017 ancora più disastroso. Ha aperto l’anno con i quarti a Shenzhen e la finale a Sydney, dopodiché non è riuscita a combinare più nulla di buono: solo una semifinale a New Haven questa estate poi tutte uscite prima dei quarti di finale. È inevitabile che la classifica odierna (-9, n.28) rispecchi l’andamento davvero negativo della stagione di Radwanska.

Infine Kvitova, quella più giustificata considerato le sue disavventure. La ceca scala i 700 punti della vittoria al Master B 2016 ma ha saltato metà della stagione, ed è in definitiva questo il motivo della retrocessione in classifica (-12, n.29). Petra può contare solo su 11 risultati utili su 16 (di cui tre sono primi turni) e ha saltato 2 Slam, tre Premier Mandatory e due Premier 5. Ha dato anche segnali positivi, alternate a prestazioni deludenti: la vittoria a Birmingham, i quarti agli US Open, e la semifinale a Pechino. Peccato non sia sufficiente per andare a Zhuhai a difendere il titolo.

NOMI NUOVI AI VERTICI Una settimana fa ci si meravigliava dell’ingresso in top ten di Mladenovic (+3, n.10) a fronte delle numerose uscite al primo turno. Kiki entra tra le dieci solamente perché tre giocatrici che le stavano davanti sono retrocesse in classifica: Kerber, Cibulkova e Kuznetsova, di cui abbiamo già parlato. La francese raggiunge il best ranking per fisiologiche compensazioni di ranking. Quindi nulla di cui scandalizzarsi. Tali movimenti ci sono sempre stati e sempre ci saranno, sono comuni sia alla classifica femminile che a quella maschile e non esiste alcun metodo di calcolo che possa scongiurarli. Mladenovic sale al n.10 con soli 2856 punti: sette giorni fa sarebbe stata al n.14, a conferma della particolare circostanza di cui sta approfittando la francese. Condizioni di contorno che hanno agevolato anche altre giocatrici: raggiungono il best ranking senza risultati di rilievo nell’ultima settimana anche Coco Vandeweghe (+2, n.12), Anastasija Sevastova (+6, n.15) e Ashleigh Barty (+3, n.20), che entra in top 20. L’australiana era n.325 a fine 2016. Sfiorano il best ranking Sloane Stephens (+2, n.13), Anastasia Pavlyuchenkova (+4, n.14) e Elena Vesnina (+3, n.17). Si guadagna invece sul campo il ritorno in top20 Julia Goerges (+9, n.18).

IL N.1 A FINE ANNO DI CHI SARÀ? – La lotta per il vertice della WTA, dopo i primi risultati a Singapore, sembra essere ristretta a Halep, Muguruza e Pliskova. Svitolina non è condannata dalla matematica ma ha poche, pochissime possibilità. Vediamo perché. Le considerazioni che andrò a fare non terranno conto, per semplicità, del ritiro di una o più delle otto partecipanti. Di seguito troverete però una tabella riassuntiva in cui riporto i punteggi anche in caso di eventuali rinunce a torneo iniziato.

Con la sconfitta nel match d’esordio, Venus e Ostapenko sono praticamente fuori dalla corsa per il n.1. Infatti entrambe possono ancora vincere il Masters ma non a punteggio pieno: l’americana arriverebbe a 6017 punti, mentre la lettone a 5885 punti. Questi non sarebbero comunque sufficienti a superare Muguruza o Halep, anche se perdessero i restanti due match del Round Robin (6135 punti per Garbiñe, 6175 per Simona).

La vittoria di Halep contro Garcia nel girone eliminatorio ha condannato anche Wozniacki. La danese può raggiungere al massimo quota 6140 punti, vincendo il torneo senza perdere un match. Come abbiamo visto poco fa, Halep con due sconfitte e una sola vittoria nel Round Robin avrebbe comunque 6175 punti, più che sufficienti a stare davanti a Wozniacki a fine torneo.

Infine che chance avrebbe l’ucraina? Svitolina ha solo un risultato utile a sua disposizione: la vittoria del torneo. Una finale, anche con percorso netto nel Round Robin, equivarrebbe a 6080 punti, che non basterebbero per il n.1 (sia Muguruza sia Halep le sarebbero davanti con 1 vittoria e 2 sconfitte). In caso di vittoria del titolo senza perdere match (6500 punti), sarebbe più facile per lei  non trovarsi davanti nell’atto conclusivo né Simona Halep (6630 per una finale con 1 sconfitta nel RR, 6505 con 2 partite perse nella fase iniziale) né Muguruza (6715 per una finale senza sconfitte precedenti o 6590 con un match perso). Le possibilità diminuiscono drasticamente se il titolo di maestra arrivasse a Elina con delle sconfitte nei match del girone:

  • con una sconfitta (6375 punti), Muguruza o Halep  la sopravanzano con tre vittorie nel RR
  • con due sconfitte (6250 punti), a Muguruza o Halep basterebbero due vittorie nel RR

La tabella con tutti i punteggi:

CHI ANDRÀ A ZHUHAI – Si era detto che l’unica possibilità per Goerges di andare a Zhuhai era vincere Mosca. La tedesca centra  il risultato ed esclude Barty dalla rosa delle qualificate. L’entry list dell’Elite Trophy è:

10           Kristina Mladenovic 2885
11           Svetlana Kuznetsova 2856
12           Coco Vandeweghe 2819
13           Sloane Stephens 2722
14           Anastasia Pavlyuchenkova 2425
15           Anastasija Sevastova 2295
16           Madison Keys 2213
17           Elena Vesnina 2195
18           Julia Goerges 2060
19           Angelique Kerber 2042
20           Ashleigh Barty 2031
WC         Shuai Peng 1745

Le riserve saranno Barbora Strycova e Magdalena Rybarikova. Johanna Konta ha già dato forfait e non parteciperà all’evento.

ALTRI MOVIMENTI – Si avvicinano alla top20 Magdalena Rybarikova (+4, n.22) e Daria Kasatkina (+4, n.24). In forte ascesa Carina Witthoeft (+22, n.51) dopo il titolo in Lussemburgo, Natalia Vikhlyantseva (+13, n.54), Monica Puig (+11, n.58), che raddrizza una stagione non brillante. Altre atlete in progresso: Irina-Camelia Begu (+12, n.44), di ritorno in top50, Aliaksandra Sasnovich (+13, n.87), Pauline Parmentier (+19, n.82), di nuovo in top100, e Heather Watson (+7, n.74). In forte discesa, invece, Donna Vekic (-9, n.56) e  Timea Babos (-12, n.57), che salutano le cinquanta, e Monica Niculescu (-34, n.100), prossima a uscire dalla cento.

LE ITALIANE – Ritorna tra le prime 150 del mondo Sara Errani (+35, n.145), dopo la vittoria a Suzhou. Potrà non piacere come gioca o come personaggio, ma va riconosciuto a Errani di aver fatto più lei in 2 settimane di molte altre nostre connazionali in un anno di attività. Perdono 7 posti sia Francesca Schiavone (n.91) sia Roberta Vinci (n.109).

Pos. Giocatrice Punti Tornei Diff. fine 2016 Diff. dal 16/10/17
1 Simona Halep 5675 17 3 0
2 Garbiñe Muguruza 5635 20 5 0
3 Karolina Pliskova 5105 19 3 0
4 Elina Svitolina 5000 18 10 0
5 Venus Williams 4642 15 12 0
6 Caroline Wozniacki 4640 22 13 0
7 Jelena Ostapenko 4510 20 37 0
8 Caroline Garcia 3795 23 15 1
9 Johanna Konta 3610 20 1 1
10 Kristina Mladenovic 2885 25 32 3
11 Svetlana Kuznetsova 2856 17 -2 -3
12 Coco Vandeweghe 2819 17 25 2
13 Sloane Stephens 2722 10 23 2
14 Anastasia Pavlyuchenkova 2425 25 14 4
15 Anastasija Sevastova 2295 24 20 6
16 Madison Keys 2213 14 -8 0
17 Elena Vesnina 2195 24 -1 3
18 Julia Goerges 2060 23 36 9
19 Angelique Kerber 2042 21 -18 -8
20 Ashleigh Barty 2031 17 305 3

Teen Ranking

Sale al n.5 Natalia Vikhlyantseva. Bellis scalza al n.3 Konjuh. Il Teen-Ranking si ottiene limitando la classifica alle giocatrici nate dopo il 1° gennaio 1997.

Pos. Giocatrice Anno Class. WTA Diff. dal 16/10/17
1 Jelena Ostapenko 1997 7 0
2 Daria Kasatkina 1997 24 0
3 Catherine Bellis 1999 42 1
4 Ana Konjuh 1997 45 -1
5 Natalia Vikhlyantseva 1997 54 2
6 Marketa Vondrousova 1999 67 -1
7 Naomi Osaka 1997 68 -1
8 Aryna Sabalenka 1998 77 0
9 Sofia Kenin 1998 114 0
10 Francoise Abanda 1997 122 0

Nation Ranking

La Russia supera la Repubblica Ceca al n.2. Le cece sono ora tallonate da vicino dalla Francia, pronta a superarle al n.3. Rientra in classifica l’Ucraiana al n.10. Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione.

Pos. Nazione Punteggio Diff. dal 16/10/17
1 Stati Uniti 30 0
2 Russia 42 1
3 Repubblica Ceca 55 -1
4 Francia 56 0
5 Romania 82 2
6 Germania 85 0
7 Australia 86 -2
8 Cina 109 0
9 Spagna 127 1
10 Ucraina 133

Casa Italia

Invariata la top20 italiana rispetto a una settimana fa. Il ranking medio delle top 5 italiane è 111,6.

Pos. Giocatrice Class. WTA Diff. dal 16/10/17
1 Camila Giorgi 78 0
2 Francesca Schiavone 91 0
3 Roberta Vinci 109 0
4 Jasmine Paolini 135 0
5 Sara Errani 145 0
6 Georgia Brescia 184 0
7 Martina Trevisan 198 0
8 Deborah Chiesa 212 0
9 Jessica Pieri 253 0
10 Cristiana Ferrando 275 0
11 Giulia Gatto-Monticone 292 0
12 Camilla Rosatello 302 0
13 Martina Di Giuseppe 322 0
14 Stefania Rubini 338 0
15 Martina Caregaro 372 0
16 Anastasia Grymalska 388 0
17 Alice Matteucci 393 0
18 Camilla Scala 425 0
19 Gaia Sanesi 479 0
20 Lucrezia Stefanini 496 0

LE TOP 50

Legenda: nelle top 50 trovate, in ogni riga: classifica-variazione ripeto alla settimana precedente-nazionalità-giocatrice- anni-punti-tornei

1          0          [ROU]  Simona Halep 26        5675    17
2          0          [ESP]    Garbiñe Muguruza     24        5635    20
3          0          [CZE]   Karolina Pliskova        25        5105    19
4          0          [UKR]   Elina Svitolina 23        5000    18
5          0          [USA]   Venus Williams          37        4642    15
6          0          [DEN]  Caroline Wozniacki    27        4640    22
7          0          [LAT]   Jelena Ostapenko       20        4510    20
8          1          [FRA]   Caroline Garcia          24        3795    23
9          1          [GBR]  Johanna Konta            26        3610    20
10        3          [FRA]   Kristina Mladenovic   24        2885    25
11        -3         [RUS]   Svetlana Kuznetsova   32        2856    17
12        2          [USA]   Coco Vandeweghe     25        2819    17
13        2          [USA]   Sloane Stephens         24        2722    10
14        4          [RUS]   Anastasia Pavlyuchenkova     26        2425    25
15        6          [LAT]   Anastasija Sevastova  27        2295    24
16        0          [USA]   Madison Keys 22        2213    14
17        3          [RUS]   Elena Vesnina 31        2195    24
18        9          [GER]   Julia Goerges  28        2060    23
19        -8         [GER]   Angelique Kerber       29        2042    21
20        3          [AUS]   Ashleigh Barty            21        2031    17
21        3          [USA]   Serena Williams         36        2030    9
22        4          [SVK]   Magdalena Rybarikova          29        1999    19
23        2          [CZE]   Barbora Strycova       31        1965    24
24        4          [RUS]   Daria Kasatkina          20        1950    22
25        -3         [AUS]   Daria Gavrilova          23        1865    23
26        -14       [SVK]   Dominika Cibulkova   28        1860    22
27        2          [CHN]  Shuai Peng      31        1745    26
28        -9         [POL]   Agnieszka Radwanska            28        1715    20
29        -12       [CZE]   Petra Kvitova  27        1653    15
30        2          [CZE]   Lucie Safarova            30        1650    20
31        -1         [NED]  Kiki Bertens    25        1610    28
32        2          [CRO]  Mirjana Lucic-Baroni 35        1605    18
33        0          [RUS]   Ekaterina Makarova  29        1580    22
34        1          [EST]    Anett Kontaveit          21        1535    22
35        3          [BEL]   Elise Mertens 21        1489    29
36        -5         [CHN]  Shuai Zhang    28        1470    28
37        0          [ROU]  Sorana Cirstea            27        1455    25
38        1          [FRA]   Alizé Cornet    27        1422    24
39        -3         [SUI]    Timea Bacsinszky       28        1362    12
40        0          [ESP]    Carla Suárez Navarro 29        1341    23
41        0          [AUS]   Samantha Stosur        33        1211    22
42        2          [USA]   Catherine Bellis          18        1205    21
43        7          [UKR]   Lesia Tsurenko           28        1200    25
44        12        [ROU]  Irina-Camelia Begu    27        1194    27
45        3          [CRO]  Ana Konjuh     19        1176    19
46        0          [CHN]  Qiang Wang   25        1165    22
47        4          [USA]   Lauren Davis   24        1160    24
48        1          [GER]   Tatjana Maria            30        1129    36
49        2          [GER]   Mona Barthel 27        1103    28
50        2          [CZE]   Katerina Siniakova     21        1100    25

Continua a leggere
Commenti

Focus

Uno sguardo alla geografia dell’ultima classifica ATP

Dal 16 marzo non ci sono aggiornamenti su questo fronte, e non ce ne saranno per molte altre settimane. Vediamo cosa ci dice la top 100 a livello geografico e anagrafico, dal più vecchio (Federer) al più giovane (Sinner)

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Come è ormai noto, la classifica ATP (come del resto quella femminile) è cristallizzata all’ultimo aggiornamento del 16 marzo, e così rimarrà fino al momento in cui sarà possibile riprendere a giocare – e quindi ad accumulare punti, scalare posizioni ed eventualmente battere primati. A quest’ultimo discorso è particolarmente interessato Novak Djokovic, che senza l’interruzione per l’epidemia di COVID-19 avrebbe probabilmente già scavalcato Pete Sampras al secondo posto della classifica dei tennisti che hanno trascorso più settimane in testa al ranking.

Poco male per Nole, che raggiungerà comunque quota 286 e si lancerà all’inseguimento di Federer, primo con 310 settimane. Se riuscirà a raggiungere anche il campione svizzero lo scopriremo nei prossimi mesi, per adesso possiamo concentrarci su quello che ci dice la classifica ATP che abbiamo a disposizione. Perché per diverse settimane ancora rimarrà immutata. Lo facciamo con l’aiuto del lavoro grafico svolto da Paolo Brunello, che ringraziamo, e che ci fornisce un ottimo spaccato della ripartizione geografica della top 100 maschile.

I grafici sono tre, tutti interattivi, e potete ‘giocarci’ qui se navigate da mobile o direttamente nell’articolo, se ci leggete da computer. Cliccando su ogni nazione, vi comparirà l’anagrafica degli atleti e il loro ranking.

 

Il giochino delle percentuali è semplice, poiché il campione è esattamente 100 e dunque ogni numero corrisponde anche a una percentuale. Il 68% degli attuali top 100 è europeo, e il blocco Francia-Spagna-Italia contribuisce con ben 29 atleti, quasi un terzo del totale. Gli otto atleti italiani corrispondono al numero di quelli statunitensi, un risultato molto ragguardevole se si considera la differenza di estensione e di popolazione (gli USA sono oltre cinque volte più popolati dell’Italia).

Tutto il nord America (Stati Uniti + Canada) vanta gli stessi top 100 – dodici – della Francia, nazione leader di questa statistica, così come l’intero continente americano assomma gli stessi atleti assommati da Francia e Spagna, 21. Sono invece 19 le nazioni che vantano un solo tennista in top 100, la maggior parte delle quali (14) sono europee; si aggiungono Bolivia (Dellien), Brasile (Thiago Monteiro) e Uruguay (Cuevas) per il sud America oltre a Corea del Sud (Soonwoo Kwon) e Sudafrica (Harris).

NON HO L’ETA’ – Nonostante Zverev sia convinto che il ricambio generazionale – pur sfavorito dallo stop – sia dietro l’angolo, gli under 21 in top 100 sono appena sette, se consideriamo come limite l’anno di nascita 1999 che dunque esclude i giocatori che compieranno 22 anni entro la fine del 2020 – ovvero i classe ’98 Tsitsipas, Ruud, Humbert e Ymer. Il più giovane in classifica è ovviamente Jannik Sinner, e siamo abbastanza convinti che possiate indovinare anche il più anziano. Dopo Roger c’è Feliciano Lopez, nato un mesetto più tardi, e a seguire il trittico Verdasco-Kohlschreiber-Seppi. L’età media della top 100 è 27,34.

I giocatori fermati nel loro miglior momento, ovvero coloro che occupano al momento il best ranking, sono sette: si tratta di Thiem (3), Fritz (24), Evans (28), Humebrt (42), Paul (57), Balazs (76) e Dennis Novak (85).

Per ciò che concerne le possibilità future, ovvero come l’ATP potrà gestire la ripresa dell’attività agonistica a livello di classifica, abbiamo fatto un po’ di ipotesi in questo articolo.

Continua a leggere

Focus

Cosa significa che il ranking è congelato? Qualche ipotesi sul futuro

Le classifiche sono state bloccate fino alla ripresa della stagione, ma come verranno ri-organizzate alla fine della crisi?

Pubblicato

il

Novak Djokovic - Dubai 2020 (via Twitter, @atptour)

Come noto, ATP e WTA hanno congiuntamente annullato tutti i tornei previsti fino alla stagione su erba (che dovrebbe iniziare l’8 giugno), cosa che era già nell’aria, anche se indubbiamente lo spostamento del Roland Garros ha un po’ forzato la mano a entrambi i circuiti, titolari di una sfilza di eventi che avevano perso la loro funzione propedeutica.

All’annuncio è stata aggiunta una piccola postilla, vale a dire che entrambi i ranking verranno congelati almeno fino a quella data. Come ha spiegato il sito della WTA, questo significa che le classifiche del 16 marzo 2020 (che poi sono le stesse del 9) rimarranno invariate fino all’eventuale ripresa, senza che i punti ottenuti durante lo stesso periodo del 2019 vengano scalati – tautologicamente, “congelati” significa… “congelati”.

La domanda quindi è: come verranno stilate le classifiche quando e se si tornerà a giocare? L’unica certezza è che il consueto modello di confronti annuali fra le prestazioni delle varie settimane della stagione dovrà essere almeno parzialmente aggiustato, a meno che la stagione non venga cancellata del tutto, perché in quel caso si ripartirebbe sostanzialmente da capo nel 2021, con soli due mesi di stagione da scalare, due mesi che peraltro includono solo uno dei 14 tornei da almeno 1000 punti, vale a dire l’Australian Open.

 

Il grande scoglio è che, se si riprenderà durante l’estate, molti giocatori potranno ancora contare su alti punteggi ottenuti, di fatto, 18 mesi prima, mentre chi ha avuto una grande seconda metà di 2019 (un caso su tutti, Daniil Medvedev), rischierebbe di dover salvare il proprio ranking in un lasso molto breve.

CHE FARE? – Una soluzione potrebbe essere scalare una percentuale dei punti che non si sono potuti difendere questa primavera, così da non affossare giocatori che hanno ottenuto un’alta quota del proprio punteggio durante questo periodo, senza allo stesso tempo consentir loro di “vivere di rendita”.

Salomonicamente, se il 50% di quei punteggi venisse decurtato a fine 2020, giocatori come Lajovic, Fognini o Isner non crollerebbero in maniera ingiusta, e allo stesso tempo potrebbero cercare di rimontare i punti in uscita per ammortizzarli prima della fine dell’anno solare.

Una seconda soluzione potrebbe essere la desincronizzazione fra stagione e anno solare nei prossimi tre anni, organizzando due stagioni di 18 mesi: si concluderebbe la stagione 2020-21 la settimana prima con il Roland Garros (stile campionato argentino di Clausura), e si ripartirebbe subito con altri 18 mesi, concludendo l’accorpamento con le Finals torinesi del 2022. Lo scalo o incremento dei punti si rifletterebbe allo stesso modo, procedendo su coppie da sei Slam ciascuno, quindi in sostanza i punti dell’Australian Open 2020 si rifletterebbe su Wimbledon 2021, Wimbledon 2020 (a questo punto il secondo Slam di quest’anno in ordine cronologico) su US Open 2021 e così via, fino ai punti del Roland Garros 2021 che scalerebbero agli US Open 2022.

Il difetto principale, al di là dello scalo di punti su tornei diversi per superficie e punti, sarebbe l’unicità delle Finals (o dell’ATP Cup), che renderebbe gli scali temporanei un po’ disomogenei, anche se tutto si ribilancerebbe alla fine del 2022 – perciò la prima soluzione sembra decisamente più praticabile. L’unica cosa certa è che sarà bello tornare a preoccuparsi di queste cose, perché vorrà dire che questo periodo sarà solo un ricordo.

Teorie a parte, prima di vedere qualche numero relativo al congelamento, ripassiamo le due attuali top 20.

RANKING ATP

1 Novak Đoković 10220
2 Rafael Nadal 9850
3 Dominic Thiem 7045
4 Roger Federer 6630
5 Daniil Medvedev 5890
6Stefanos Tsitsipas4745
7Alexander Zverev3630
8Matteo Berrettini2860
9Gaël Monfils2860
10David Goffin2555
11Fabio Fognini2400
12Roberto Bautista Agut2360
13Diego Sebastián Schwartzman2265
14Andrej Rublëv2234
15Karen Chačanov2120
16Denis Shapovalov2075
17Stan Wawrinka2060
18Christian Garín1900
19Grigor Dimitrov1850
20Félix Auger-Aliassime1771


RANKING WTA

1Ashleigh Barty8717
2Simona Halep6076
3Karolína Plíšková 5205
4Sofia Kenin4590
5Elina Svitolina4580
6Bianca Andreescu4555
7Kiki Bertens4335
8Belinda Bencic4010
9Serena Williams3915
10Naomi Ōsaka3625
11Aryna Sabalenka3615
12Petra Kvitová3566
13Madison Keys2962
14Johanna Konta2803
15Petra Martić2770
16Garbiñe Muguruza2711
17Elena Rybakina2471
18Markéta Vondroušová2307
19Alison Riske2256
20Maria Sakkarī2130


FERMI IN VETTA – Innanzitutto, i due leader delle classifiche mondiali, Novak Djokovic e Ashleigh Barty, non aggiungeranno altre settimane al proprio bottino di testa, se si eccettua la settimana di bonus omaggiata da ATP e WTA con le classifiche del 16.

L’australiana si ferma per ora a 35, a quattro di distanza da Amélie Mauresmo, mentre Djokovic è a 281, a cinque da Pete Sampras e a 29 dal record assoluto di Roger Federer – una sfortuna che per il serbo è controbilanciata dai 4000 punti che il suo diretto inseguitore, Rafa Nadal, si troverebbe a difendere nello spazio d’un mattino fra Flushing Meadows e Porte d’Auteuil.

CUI BONO? – Per molti giocatori, impossibilitati a difendere i risultati dello scorso anno, il blocco previene una dolorosa uscita in termini di punti. Escludendo i punti del Roland Garros in quanto già fissato all’interno del calendario, i dieci più colpiti da un’eventuale stillicidio ad oltranza dei ranking sarebbero stati, fra gli uomini, Nadal (-2260), Thiem (-1970), Federer (-1960), Djokovic (-1915), Tsitsipas (-1400), Fognini (-1235), Medvedev (-815), Auger-Aliassime (-716), Lajovic (-696) e Isner (-690), mentre, fra le donne, Pliskova (-1831), Bertens (-1830), Barty (-1440), Halep (-1161), Andreescu (-1120), Kvitova (-1015), Bencic (-1006), Kerber (-990), Konta (-930) e Kontaveit (-885).

FERMATI SUL PIÙ BELLO – Questi sono i giocatori che si trovavano con la miglior classifica personale in Top 100 al momento del congelamento dei punteggi, escludendo ovviamente i due capofila, che per definizione esibiscono il proprio best ranking: fra gli uomini abbiamo Thiem (3), Berrettini (8), Rublev (14), Lajovic (23), Fritz (24), Evans (28), Humbert (42), Sonego (46), Paul (57), Balazs (76), e Novak (85); fra le donne Kenin (4), Rybakina (17), Sakkari (20), Zheng (34), Jabeur (39).

Ovviamente la posizione di classifica descrive una fase transitoria (o almeno, lo faceva), e molti di questi giocatori sono al proprio picco in termini di classifica grazie a congiunture temporali favorevoli (basti pensare a Berrettini, che ha ancora il best ranking pur avendo giocato solo due partite quest’anno), ma per quasi tutti questi giocatori lo stop ha spezzato un momento di forma.

In questo senso possiamo ricordare Evans semifinalista a Dubai, Fritz finalista ad Acapulco, Jabeur che ormai perdeva solo con le più forti, o Kenin che dopo un comprensibile appannamento e appagamento post-Slam era tornata a vincere a Lione e chissà che non fosse in procinto di lanciare un’OPA al primo posto del ranking, visti anche i punti che Barty avrebbe avuto in scadenza a Miami. Un peccato per questi giocatori e giocatrici, ma la speranza è che possano rifarsi presto.

Continua a leggere

Focus

Cosa succede ai punti ATP persi a Indian Wells?

I punti del torneo 2019 in California escono per tutti ma una deroga nel regolamento permette di ripescare punti non conteggiati di altri tornei, per chi li ha giocati…

Pubblicato

il

Dominic Thiem - Indian Wells 2019 (foto via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Tra le preoccupazioni di queste settimane legate al coronavirus, ce ne sono di più o meno serie. Essendo qua per parlare di tennis, uno degli interrogativi principali che la cancellazione del torneo di Indian Wells ha suscitato riguarda i punti validi per il ranking: cosa accade a quelli guadagnati un anno fa? Si perdono? I giocatori prendono “uno zero” come se avessero saltato un torneo obbligatorio? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Prima di tutto, in nessun comma o articolo del regolamento ATP viene nominato il diritto di difendere i propri punti; anzi, è proprio il concetto di “difesa” – tanto caro nell’uso quanto temuto nella realtà da tutti, dagli stessi tennisti ai fan – a non essere assolutamente preso in considerazione. Quindi, dopo 52 settimane, i punti vengono sottratti a prescindere dalla effettiva possibilità del giocatore di tornare in campo per riconquistarli. Tra due settimane, come è probabilmente chiaro a chiunque, a Dominic Thiem saranno sottratti i 1.000 punti del suo primo titolo pesante e a Roger Federer i 600 della finale. Il fatto che non si sia disputato l’evento, tuttavia, apre la finestra su una regola finora mai utilizzata, rimasta nelle pieghe del Rulebook a prendere polvere. Nella loro lungimiranza e sicuramente toccando ferro, gli estensori della lettera A del paragrafo 03, capitolo IX, hanno inserito la norma per cui, se “nel periodo del ranking non ci sono quattro Grand Slam e otto Masters 1000, il numero dei migliori risultati di un giocatore fra tutti i tornei idonei sarà adattato di conseguenza”.

Tradotto, significa che, se uno di quei tornei viene cancellato, il giocatore farà entrare nel proprio conteggio il miglior risultato fra quelli scartati. Ricordiamo infatti che, oltre ai dodici tornei citati (e alle eventuali ATP Finals e ATP Cup), ci sono i sei migliori risultati a costituire il monte punti totale di un tennista che, allora, potrà far valere anche il settimo. Tornando a Thiem, potrà quindi consolarsi con i 90 punti degli ottavi di Montecarlo, primo dei due tornei esclusi; così, ne perderà 910 – non una gran consolazione, in effetti. D’altra parte, sono (non tanto) lontani i tempi in cui scartava vittorie di tornei “250”.

 

Il meccanismo è chiaro, come è chiaro che i tre fenomeni non giocano abbastanza tornei da averne di non-countable dove pescare punti. E sì, sappiamo che la Laver Cup figura nell’apposita casella di due di loro. A titolo di curiosità, diamo invece un’occhiata a qualche altro mancato (non per sua colpa) protagonista. Daniil Medvedev va in pareggio: la sconfitta ai sedicesimi da 45 punti viene infatti esattamente compensata dai quarti raggiunti a Marsiglia che entrano come settimo miglior risultato. Lo stesso capita a Sascha Zverev (quarti a Monaco di Baviera). Stefanos Tsitsipas vede volentieri svanire i 10 punti della sconfitta all’esordio, sostituiti dai 90 del Queen’s. 10 sono i punti per la sconfitta prematura di Matteo Berrettini compensati da Montecarlo e altrettanti quelli di Fabio Fognini che, con le sconfitte al primo impegno in diversi tornei nel 2019, non trae benefici.

Va da sé che, se salta all’occhio la sfortuna per chi lo scorso anno era arrivato alle fasi finali, lo stesso può dirsi per chi, non avendo nulla o quasi da difendere, perde l’occasione di incrementare il proprio bottino.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement