WTA Finals: Muguruza in due set, Ostapenko si sveglia tardi

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WTA Finals: Muguruza in due set, Ostapenko si sveglia tardi

La spagnola controlla il match per un’ora poi rischia di subire la rimonta della lettone. Chiude al terzo match point

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Gruppo Bianco (1a giornata)

WTA Finals: gemella batte sorella, dominio Pliskova

[2] G. Muguruza b. [7] J. Ostapenko 6-3 6-4

 

Giovane, rampante, vincitrice slam e depositaria di enorme talento, a Ostapenko non è stata necessariamente data in sorte una poker face. Le buffe espressioni che l’hanno resa famosa dicono tutto di lei, e quelle messe in mostra oggi nella prima sfida della sua vita alle Finals raccontavano di una giocatrice incapace di spiegarsi i motivi alla base di cotanti disastri prodotti. Muguruza, apparentemente tornata in salute dopo la preoccupante forma esibita a Pechino, oggi recitante il ruolo di attrice non protagonista, non ha dovuto dannarsi l’anima per vincere una partita che le ha riservato qualche problema solo al momento di chiudere la contesa, e agganciare Karolina Pliskova in testa al cosiddetto raggruppamento bianco.

Garbine Muguruza – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Presto in affanno con la malcerta seconda di servizio, su cui Muguruza si è sovente avventata facendo due passi dentro al campo, la ventenne di Riga ha subìto due break nei primi due giri in battuta facendosi in entrambe le occasioni rimontare da 30-0, e nonostante il contro break acciuffato nel terzo game non ha potuto esimersi dal convocare al proprio capezzale un allarmato Andis Juska, suo accompagnatore nella trasferta a Singapore, quando si è ritrovata sotto per quattro a uno dopo diciotto minuti trapunti di gravi strafalcioni. Il colloquio si è rivelato in effetti fruttuoso, e Ostapenko, riportatasi a tiro in seguito al vittorioso turno in risposta nel settimo game, il più vibrante dell’intero incontro, esibendo il notorio dritto di graffiana memoria, è sembrata poter riportare in equilibrio il parziale, ma un altro disastroso passaggio al servizio subito dopo le è di fatto costato il primo set.

Sulla campionessa dell’ultimo Roland Garros è a quel punto scesa la notte. Definitivamente abbandonata dal rovescio e in generale mutilata da un discreto numero di errori non forzati  – a fine incontro se ne conteranno 25 – Alyona è finita sotto per cinque a uno, sballottata da un’avversaria ora poco incline, e ancor meno interessata, a dar sfogo ai classici schemi aggressivi della ditta, essendo gli abbondanti regali altrui più che sufficienti a garantirle i punti necessari a condurre in porto l’impegno. Non provvista di cuore leonino, Garbine si è però incartata al momento di chiudere i conti. Trovatasi a servire per il match nell’ottavo gioco, la tennista nata a Caracas ha perso la battuta rimontata dal 30-15, e nel decimo, di fronte a una lettone ormai priva di freni inibitori, si è dovuta affidare a Santa prima di servizio per venir fuori dal pantano dei pericolosi vantaggi in cui era finita dopo aver gettato alle ortiche i primi due match point.

Jelena Ostapenko – WTA Finals Singapore 2017 (foto Philip Cho)

Per Jelena, spesso notata in plastica ed eloquente posa, con tanto di braccia allargate, espressione interrogativa e racchetta al suolo, queste Finals non saranno presumibilmente un unicum alla fine della carriera. Ma se l’andazzo è quello visto nella giornata dell’esordio assoluto, la prima esperienza tra le maestre rischia di durare meno del previsto.

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WTA Courmayeur: forfait Giorgi, avanti Stefanini e Gatto-Monticone. Paolini sale ad alta quota

Match di esibizione per Paolini e Samsonova a 3.466 metri, battuto il record di Federer. Fuori Bronzetti

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Giulia Gatto-Monticone - Courmayeur 2021 (foto Francesco Peluso)

Ha terminato la sua stagione anzitempo Camila Giorgi rinunciando all’ultimo momento al Courmayeur Ladies Open, evento di categoria ‘250’ dove era testa di serie n. 2. La marchigiana ha dunque concluso l’anno con la sconfitta rimediata in semifinale a Tenerife e oltre a lei il torneo valdostano ha perso anche la testa di serie n. 1 Ons Jabeur; per la tunisina ci sarà da sperare che Kontaveit non vinca questa settimana il torneo di Transilvania altrimenti verrebbe sorpassata dalla giocatrice estone e rimpiazzata per le WTA Finals.

Ma passando al tennis giocato, a oltre 1.200 metri di altitudine lunedì si sono disputati i primi turni a Courmayeur con risultati ambivalenti per il tennis italiano. Al quarto tentativo in un main draw infatti ha centrato la sua prima vittoria nel circuito maggiore Lucrezia Stefanini che ha superato Mandy Minella 6-3 3-6 7-5, riuscendo con caparbietà a recuperare anche un break di svantaggio nel set decisivo. La 23enne toscana – ha compiuto gli anni una settimana fa – ha l’inusuale caratteristica di giocare entrambi i colpi a due mani e considerando la rarità di questi gesti, sicuramente al primo impatto le sue avversarie ci metteranno un po’ per adattarsi ai suoi angoli stretti e alle sue traiettorie. Attualmente n.188 del mondo, dopo aver scalato oltre 200 posizioni in questa stagione, Lucrezia attende ora la sua prossima avversaria e il nome verrà fuori dal derby azzurro tra Paolini e Di Giuseppe, in programma martedì non prima delle 18.

Altro successo azzurro è stata quella di Giulia Gatto-Monticone la quale è già alla sua terza vittoria consecutiva in Valle d’Aosta avendo superato anche le qualificazioni. Al primo turno ha battuto la connazionale wild card Martina Caregaro per 6-4 7-6(3). Lucia Bronzetti invece, decisamente più a suo agio sulla terra rossa rispetto alla resina Maipei su cui si gioca questo torneo, è stata eliminata al primo turno dalla 27enne ucraina Kateryna Kozlova per 6-1 6-3 nonostante come sempre abbia dato dimostrazione di grande grinta e determinazione. L’italiana n. 148 del mondo aveva avuto qualche chance dopo esser salita 2-0 nel secondo set ma la fortuna ha girato nel verso opposto e si è arresa alla n. 132.

In apertura di programma era arrivata la vittoria di un’altra giocatrice ucraina, Dayana Yastremska che ha preso il posto di Jabeur nel suo spicchio di tabellone. La 21enne n. 71 del mondo si sta dando un gran da fare per ritrovare la continuità dopo la lunga sospensione per doping terminata ad inizio estate quando è stata scagionata. Da quel momento ha preso parte a undici eventi (incluse Olimpiadi e US Open) perdendo in sei occasioni al primo turno, ma non è stato questo il caso avendo superato agevolmente Vitalia Diatchenko per 6-3 6-1.

Martedì per la seconda giornata del torneo scenderanno in campo anche altre italiane. Alle 14:30 circa sarà il turno della wild card Jessica Pieri impegnata contro la cinese Shuai Zhang mentre, dopo il derby Paolini-Di Giuseppe, la giornata verrà chiusa dalla sfida tra Martina Trevisan e Anna Kalinskaya alle 19:30 circa. Jasmine Paolini comunque è già scesa in campo nella giornata di ieri in un match d’esibizione decisamente particolare: la numero 3 d’Italia infatti si è recata a 3.466 metri di altitudine insieme a Ludmilla Samsonova per giocare un mini match a Punta Helbronner, punto più alto raggiungibile del Monte Bianco grazie alla funivia Skyway. Così facendo le due hanno superato di 12 metri il precedente record di match a maggiore quota stabilito da Roger Federer e Lindsey Vonn nel 2014.

 

Il tabellone aggiornato di Courmayeur e degli altri tornei della prossima settimana

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WTA Tenerife: primo titolo per Ann Li

La statunitense batte Osorio Serrano 6-1 6-4 e vince il primo trofeo in carriera. Entrerà per la prima volta in top 50 (al numero 48)

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Ann Li - Tenerife 2021 (foto Twitter @meftennisevents)

Ann Li è la campionessa del WTA 2021 di Tenerife. La statunitense classe 2000 domina la finale contro Maria Camila Osorio Serrano e conquista il primo titolo della sua giovane carriera. Il netto risultato con cui si è chiuso l’incontro è piuttosto sorprendente, se si considerano sia il livello dell’avversaria sia il fatto che Li era all’esordio in una partita che mette in palio un titolo WTA. Formalmente la statunitense era alla sua seconda finale in carriera, ma la prima, quella del Grampians Trophy, non si è mai giocata perché troppo a ridosso degli Australian Open (curiosamente la sua avversari designata di quel giorno, Anett Kontaveit, ha vinto proprio in questa giornata il torneo di Mosca).

Il match ha avuto poco da dire. Osorio Serrano ha provato a scappare nel primo set con un immediato break, prima di perdere la presa sullo scambio e subire un bagel virtuale. Dopo il 6-1 subìto del primo set, la colombiana ha dato un ultimo colpo di coda recuperando un break in apertura, ma ha dovuto poi soccombere alla lunga. Li ha mosso benissimo la palla per tutto l’incontro, lasciando poco tempo all’avversaria per tessere la sua tela. Contestualmente al primo titolo, la statunitense può festeggiare anche un nuovo best ranking e il primo ingresso in top 50: da lunedì sarà numero 48 (+12 posizioni).

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WTA Mosca: Kontaveit rimonta Alexandrova e vince il terzo titolo in due mesi

La russa, in vantaggio di un set e due break, si ferma a un paio di punti dalla vittoria. Sempre più vincente il sodalizio di Anett con Tursunov

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Anett Kontaveit – WTA Mosca 2021 (foto via Twitter @WTA)

La “quasi vince” due volte, Ekaterina Alexandrova, ma la finale del WTA 500 di Mosca va ad Anett Kontaveit che alza così il terzo titolo nell’arco di due mesi, vale a dire da quando ha iniziato a collaborare con Dmitry Tursunov. Il coach moscovita, che si è proposto di tirare fuori dalla sua nuova pupilla quell’aggressività nel gioco che non vedeva del tutto espressa, ha preso posto nell’angolo di Anett dal torneo di Cincinnati, dove la sconfitta all’esordio – la quarta di fila – era quasi una dichiarazione per cui un eventuale miglioramento dei risultati sarebbe stato da attribuire al lavoro svolto e non al caso. Da allora, due sole sconfitte (Swiatek allo US Open e Jabeur a Indian Wells) e i trofei alzati a Cleveland e a Ostrava, ai quali si aggiunge ora quello della Kremlin Cup. Da lunedì, Anett eguaglierà il proprio miglior ranking al 14° posto ottenuto due anni fa (era al 41° all’arrivo di Tursunov) e, non contando Barty, diventerà nona dalla Race a 139 punti da Jabeur.

Non bisogna però dimenticare i meriti di Alexandrova, autrice di una gran prestazione che l’ha portata avanti di un set e 4-0 nel secondo e a servire per il match nel terzo. “Stava spaccando la palla in lungolinea” dirà Anett dopo l’incontro riferendosi alla prima parte della sfida. “Io cercavo solo di rimanere in partita più a lungo possibile e non mi sono mai arresa cercando di combattere su ogni punto. Così, se avessi perso 6-4 6-2, avrei saputo di averci provato fino in fondo”. Anche nell’unico precedente, a Ostrava giusto un anno fa, Ekaterina aveva vanamente servito per chiudere e aveva poi avuto due match point consecutivi nel tie-break finale. Forse i fantasmi di quell’occasione persa si sono rifatti vivi sul più bello e questa volta la n. 37 WTA non è neanche arrivata al tredicesimo game per giocarsi le ultime carte, arrendendosi dopo due ore e ventidue minuti di godibilissima battaglia.

IL MATCH – Parte più forte Alexandrova, che al quinto gioco trasforma la settima palla break, regalatale da un nastro vincente, avventandosi con il drittone sulla debole seconda. Nessun problema per lei nel tenere i successivi turni di servizio, neanche quello decisivo che inizia con due ottime prime che la mettono subito in condizione di chiudere il punto, e sul 30-15 ringrazia della risposta sbagliata sulla seconda da parte di una Kontaveit che rimane perplessa per l’errore come se un armadillo rosa avesse appena attraversato il campo.

 

Subito il 6-4, Anett apre il secondo parziale con un doppio fallo, mentre l’altra è sempre centratissima nella sua spinta a partire dalla risposta e prende immediatamente il largo. Un bel largo, perché Kontaveit muove il punteggio quando è già sotto 0-4. Adesso, Anett riesce a rimanere di più nello scambio, muove bene l’avversaria che continua anche a produrre qualche altro fenomenale vincente di dritto in corsa ma, piegata in due e con errori sempre più frequenti, si vede prima raggiungere e poi superare da Kontaveit che infila sei giochi consecutivi e porta la sfida al terzo.

Nonostante il vantaggio sfumato, il match non scivola via tra le dita russe, anzi le due procedono appaiate per i primi otto game, poi l’equilibrio si rompe a favore di Ekaterina che può servire per il titolo. Comincia con una seconda a metà rete che, se mai ne avesse bisogno, dà all’avversaria speranze e soprattutto un 15 gratis che pesa tanto quando l’altra arriva a due punti dalla vittoria ma non oltre. Pochi minuti dopo, Alexandrova si trova a servire in ben altra condizione, vale a dire per agguantare il tie-break, ma neanche questa volta porta a termine la missione, tra la volée timidissima sulla palla del potenziale 40-15, un paio di occasioni annullate da Anett e il comodo dritto sopra la rete tirato parecchio lungo sul match point, con il viso di Kontaveit che, come nell’occasione fallita a fine primo set, esprime ancora un “non ci posso credere” eppure completamente diverso.

Terzo titolo dell’anno e quarto in carriera su undici finali raggiunte per Anett, che peraltro non ha potuto disputare quella del Grampians Trophy di Melbourne lo scorso gennaio perché… non programmata dagli organizzatori. L’avversaria sarebbe stata la statunitense Ann Li che, curiosamente, poche ore dopo Kontaveit ha anch’ella alzato un trofeo (per lei il primo), a Tenerife.

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