GPTCA: i futuri coach a lezione. E Toni Nadal parlerà di Rafa

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GPTCA: i futuri coach a lezione. E Toni Nadal parlerà di Rafa

Circa 120 allenatori di tennis per il corso di formazione GPTCA al Centro Pavesi di Milano. Tra i relatori Alberto Castellani e Claudio Pistolesi. Ai quali, con l’inizio dell’International Tennis Symposium, si uniranno Toni Nadal e Josè Perlas

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In questi giorni Milano è indiscutibilmente una delle capitali del tennis mondiale: mentre a Rho i migliori giovani del tennis mondiale maschile si danno battaglia alle Next Gen ATP Finals, al Centro Pavesi si stanno svolgendo i corsi per coach di tennis della GPTCA, l’associazione internazionale dei coach di tennis riconosciuta proprio dall’ATP. L’associazione, presieduta dal famoso coach italiano Alberto Castellani, fa tappa per cinque giorni nel capoluogo lombardo per organizzare e tenere i corsi e gli esami per l’ottenimento di tutti e tre i livelli di qualifica GPTCA: A, B e C. Per il livello A (il più alto) è una novità assoluta: si tratta infatti del primo corso per il conseguimento di questa qualifica, dato che in precedenza veniva assegnata da una commissione sulla base del curriculum del coach (uno dei requisiti principali era quello di aver allenato giocatori professionisti almeno a livello Challenger). Gli ultimi dati forniti dalla segreteria della GPTCA confermano numeri importanti per l’evento formativo milanese: sono centoventi circa i maestri e gli istruttori di tennis che si sono iscritti al corso e sostenere l’esame ed ottenere la qualifica di International coach certified by ATP.

Da sabato, il corso di GPTCA si “fonderà” con la 19esima edizione dell’International Tennis Symposium organizzato dall’Associazione ProCamp Mgm Italia ed il numero di professionisti dell’insegnamento del tennis presenti raddoppierà,  dato che nel centro sportivo milanese arriveranno anche maestri e istruttori UISP, per i quali il Simposio è valido come corso di aggiornamento. Tra i relatori nomi di spicco: da ieri hanno già iniziato i loro interventi lo stesso Alberto Castellani e Claudio Pistolesi, ai quali da sabato si uniranno anche Josè Perlas e Toni Nadal. Sabato, in tarda mattinata, proprio lo storico coach (che fa parte del Comitato Direttivo della GPTCA) e zio del 16 volte campione Slam e attuale n. 1 del mondo verrà insignito della Laurea Honoris Causa dalla Newport Research University, prima di tenere il suo intervento che probabilmente interesserebbe un auditorio composto non solo da coach, ma anche dagli altri addetti ai lavori ed appassionati di tennis: “Il nuovo RAFA tornato n. 1 del mondo”.

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ATP Buenos Aires: Mager cede ad Andujar in due set

Una battaglia di oltre due ore non basta a Gianluca per superare lo spagnolo nel torneo argentino

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Si ferma al secondo turno l’avventura di Gianluca Mager al torneo ATP 250 di Buenos Aires (era l’ultimo italiano ancora in gara nei tornei maschili di questa settimana.

L’azzurro è stato battuto in due set molto lottati dall’espertissimo spagnolo Pablo Andujar, N.6 del seeding, per 6-4 7-6(5) in un match durato oltre due ore.

Un match equilibrato in cui però Mager ha sempre rincorso nel punteggio, non è mai stato avanti in nessuno dei due set perdendo la battuta in apertura in entrambi i parziali. Lo stesso è accaduto anche nel tie-break che ha chiuso l’incontro con Andujar avanti 3-1 e 5-3 prima di chiudere per 7 punti a 5.

 

Mager rimane dunque a ridosso della Top 100 mondiale anche se porta via dall’Argentina solamente 10 punti ATP

Il tabellone completo di Buenos Aires

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L’ATP sostenibile: aumenta ancora la base del prize money per i 250 e i 500

Stanziati 5,2 milioni di dollari per sostenere i giocatori non di prima fascia, anche grazie a Federer e Nadal. La somma deriva dalla rinuncia a parte dei bonus di fine stagione dei top 12 del ranking. Gaudenzi ringrazia il Player Council

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Rafa Nadal e Roger Federer a Città del Capo, 2020 (foto via Instagram @rafaelnadal)

Insieme al nuovo meccanismo di calcolo del ranking valido fino al 9 agosto 2021, l’ATP ha annunciato anche una rimodulazione del prize money per i tornei 250 e 500 che si disputeranno fino all’atteso ritorno di Wimbledon. La fascia minima di compenso per i partecipanti a questi tornei aumenterà rispettivamente dell’80 e del 60 per cento, rispetto al 50 già previsto dai provvedimenti straordinari in vigore. La cifra stanziata raggiunge complessivamente i 5,2 milioni di dollari. Questa modifica è stata resa possibile grazie alla rinuncia da parte dei primi 12 del ranking di parte del Bonus Pool di fine stagione. Una decisione approvata dal Player Council, con il consenso – tra gli altri – di Roger Federer e Rafael Nadal. La logica della mutualità, sostenuta dai vertici dell’associazione dei giocatori, punta a rendere sostenibile la vita nel circuito alla maggioranza dei protagonisti: i tennisti non di prima fascia.

SOSTEGNO – Andrea Gaudenzi, chairman dell’ATP, ha spiegato: “I ricavi dei nostri tornei continuano a essere influenzati dalle restrizioni sulla vendita dei biglietti, uno scenario che difficilmente potrà essere migliorabile prima della seconda metà della stagione. Il nostro obiettivo è garantire che il Tour possa continuare a sostenere il maggior numero possibile di giocatori. Vorrei ringraziare i tennisti top del ranking e il Player Council per averci supportato in questa misura che migliorerà le condizioni per la maggioranza dei giocatori nei prossimi mesi“. L’ATP ha anche annunciato lo stanziamento di 10mila dollari extra per ogni torneo del 2021, Challenger compresi, per andare a coprire spese extra di ospitalità derivanti da casi diretti di positività al Covid-19 o necessità di isolamento. Soprattutto a livello Challenger, un’assicurazione che potrà tornare utile.

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Marian Vajda: “Sono preoccupato per l’infortunio di Djokovic”

Lo storico coach del numero 1 del mondo non ha intenzione di perdersi altri successi del suo assistito e assicura: “Sarò al suo fianco al Roland Garros”

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Novak Djokovic e Marian Vajda - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Un paio di giorni fa era stato Goran Ivanisevic a parlare del suo assistito Novak Djokovic e a elogiarlo pubblicamente per il suo recente successo agli Australian Open, mentre adesso è il turno di Marian Vajda, storico allenatore del n. 1 del mondo il quale tuttavia non era presente a Melbourne. Parlando al tabloid serbo Kurir, Vajda ha ammesso: Mi è dispiaciuto molto non essere lì. Non dimenticherò mai il primo titolo che Nole ha vinto a Melbourne nel 2008. Ho assistito alla stragrande maggioranza dei suoi successi e non essere stato presente ad un titolo così importante per lui mi ha fatto molto arrabbiare”.

Il lavoro svolto insieme durante la off-season però ha dato i suoi frutti e i momenti passati insieme prima della trasferta oceanica, a Marbella, sono stati ben spesi. “Novak e io di solito stiamo insieme quasi ogni settimana” ha spiegato il coach slovacco. Siamo stati insieme durante il mese di dicembre. Per due settimane abbiamo deciso di fare un lavoro molto intenso, sia fisicamente che migliorando alcune cose che sembravano essere andate male negli ultimi tornei dell’anno. Abbiamo deciso di dare più enfasi al servizio, sia sulla prima che sulla seconda. È stato un piacere vedere da lontano come sia migliorato e come il lavoro sia servito a qualcosa”.

Ora il tour prosegue con due tappe in medio oriente (Doha e Dubai) alle quali però Djokovic non prenderà parte. Lo strappo agli addominali che ha accompagnato i suoi ultimi incontri in Australia gli impone cautela e persino il Masters 1000 di Miami è in dubbio. Ivanisevic preferirebbe un rientro direttamente sulla terra rossa e anche la visione Vajda non sembra troppo distante. “Dobbiamo vedere come sarà il suo programma dopo i recenti problemi” ha detto il coach slovacco. Sono molto preoccupato per il suo infortunio e stiamo valutando di ridurre il numero di tornei nel 2021. La sua salute è la cosa più importante in questo momento. Tra pochi giorni mi recherò a Dubai per vederlo e potrò parlare con lui faccia a faccia. Non so quando potrò accompagnarlo nei tornei, ma quello che so è che sarò al suo fianco al Roland Garros“.

 

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