ATP Finals: l’ordine di gioco di domenica

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ATP Finals: l’ordine di gioco di domenica

Alle 16:30 italiane la finale del doppio tra Kontinen/Peers e Kubot/Melo. Alle 19 Dimitrov-Goffin. Chi sarà Maestro?

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Dopo la conclusione della stagione WTA con le vittorie di Caroline Wozniacki nelle Finals di Singapore e di Julia Goerges nel Masters B di Zhuhai, si abbassa il sipario anche sul 2017 ATP. Saranno David Goffin e Grigor Dimitrov a giocarsi l’ultimo match dell’anno sul palcoscenico della O2 Arena di Londra (non prima delle 19). 4-1 i precedenti in favore di Grigor. Il bulgaro ha trionfato nei primi tre disputati (US Open 2014 in quattro set, Australian Open 2017 in tre set e Sofia 2017 in due set). Goffin ha vinto invece quest’anno a Rotterdam, nei quarti di finale (6-4 1-6 6-3). L’ultimo confronto diretto è quello disputato pochi giorni fa nel girone: vittoria netta di Dimitrov per 6-0 6-2. Grisha, ancora imbattuto nel torneo, ha lasciato per strada due set: uno contro Thiem all’esordio e uno nella semifinale di ieri contro Sock. Goffin (come detto una sconfitta nel girone proprio contro Dimitrov), è stato capace di superare al debutto un seppur menomato Nadal, e in semifinale Roger Federer (è il sesto tennista in grado di riuscirci nella stessa settimana)Chi la spunterà fra David e Grigor? Il Direttore punta su Goffin…

Prima della finale fra Dimitrov e Goffin, spazio a quella del doppio (non prima delle 16:30). A giocarsi il titolo di Maestri saranno i campioni in carica Kontinen/Peers (teste di serie numero 2) e la coppia che ha chiuso l’anno al numero 1 (Kubot/Melo, primi favoriti del seeding). Kontinen/Peers hanno vinto tre dei precedenti quattro confronti diretti, tutti giocati quest’anno (Roma, Washington e Shanghai). Kubot/Melo hanno invece prevalso nel match disputato sull’erba di Wimbledon. Non accadeva dal 2008 che a giocarsi il titolo di Maestri fossero le prime due teste di serie: in quell’occasione, Nestor/Zimonjic (tds numero 2) superarono i gemelli Bryan, primi favoriti del seeding. Kontinen/Peers puntano a diventare la prima coppia capace di vincere il titolo per due anni consecutivi da Bob e Mike Bryan nel 2003-2004.

  • non prima delle 16:30 italiane – [1] L. Kubot/M. Melo vs [2] H. Kontinen/J. Peers (H2H 1-3)
  • non prima delle 19 italiane – [6] G. Dimitrov vs [7] D. Goffin (H2H 4-1)

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Doppia festa in casa Seppi: compleanno e… fiocco rosa!

È nata negli Stati Uniti la primogenita di Andreas Seppi

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Dopo la finale disputata al New York Open domenica scorsa, Andreas Seppi è corso a Boulder, in Colorado, dove da qualche tempo risiede con la moglie Michela, pronto a festeggiare il 36° compleanno che sarebbe arrivato venerdì di questa settimana.

Prima del compleanno, però, è arrivato un enorme regalo atteso da tempo: la nascita della sua prima figlia, la piccola Liv. Andreas è diventato padre proprio il giorno prima di compiere 36 anni: “Il regalo è arrivato in anticipo, ma non avrei pensato ad un regalo migliore – ha scritto Andreas sul suo profilo Instagram – grazie Michela per essere una fantastica moglie, e per essere già diventata una fantastica mamma”.

Naturalmente sono arrivati gli auguri da parte di tanti colleghi e amici del mondo del tennis, con in testa Fabio Fognini che si è distinto con un poetico “E mo… so cazzi! Auguri ragazzi!”.

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Bublik è convinto che i giornalisti facciano domande sciocche ‘tutte le volte’

MARSIGLIA – Il giovane kazako, già protagonista di un’intervista pepata a L’Equipe qualche giorno fa, ribadisce i concetti… e rincara la dose. Intanto, giocherà la sua terza semifinale ATP

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Alexander Bublik - ATP Marsiglia 2020 - Foto di Cristina Criswald

da Marsiglia, la nostra inviata

Dopo la vittoria conquistata al terzo set contro Denis Shapovalov (7-5 4-6 6-3), che gli è valsa la qualificazione alla sua terza semifinale nel circuito maggiore, il kazako Alexander Bublik non si è risparmiato in conferenza stampa ripetendo i concetti già espressi qualche giorno fa nell’intervista rialsciata a L’Equipe. Incalzato dai giornalisti sull’argomento, Alex infatti ha ribadito senza remore le ragioni che l’hanno spinto a diventare un tennista professionista:

Ho detto che mi piace giocare, colpire la palla, ma non lo farei mai se non si guadagnassero soldi” afferma Alex con un certo cipiglio alla domanda un po’ sibillina di un giornalista francese, “Anche tu non faresti un lavoro che non ti fa guadagnare perché non potresti avere da mangiare (cit: ‘bread on the table’). È molto semplice. Devi allenarti, poi ti fai male al ginocchio (indicandosi il ginocchio dolorante su cui gli è stato applicato un impacco di ghiaccio, ndr), devi sacrificare la tua vita privata, ma devi andare avanti, devi ascoltare cose di m…. sui social (qualcuno ha scelto di abbandonarli, infatti, ndr) o dai giornalisti che ti chiedono cose stupide. Ripeto, mi piace giocare ma non sacrificherei mai la mia vita se non guadagnassi denaro“.

 

Per Alexander allora i giornalisti fanno domande sciocche? “Oh sì, tutte le volte!” risponde un imperturbabile e spavaldo Alex. Di sicuro il coraggio delle opinioni non gli manca.

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Kevin Anderson operato al ginocchio destro

La rottura del menisco mediale costringe il sudafricano a un nuovo intervento chirurgico

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Kevin Anderson - Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Continua il periodo sfortunato di Kevin Anderson che, tramite Instagram, ha comunicato di essersi sottoposto a chirurgia a causa della rottura del menisco mediale del ginocchio destro, lesione occorsa durante la off season. Dal 2016, Kevin colleziona suo malgrado infortuni sparsi su ogni zona del corpo: caviglia (con annessa chirurgia), ginocchio sinistro, spalla destra, inguine, anca, coscia sinistra. Lo scorso anno, si sono aggiunti il gomito e il ginocchio destro. Proprio quest’ultimo aveva costretto il trentatreenne di Johannesburg a chiudere in anticipo la scorsa stagione in modo da concedersi del tempo per recuperare, salvo poi decidere per l’intervento chirurgico.

Dopo un promettente avvio di 2020 in ATP Cup (due vittorie e la sconfitta contro Djokovic in due tie-break) e l’uscita al secondo turno a Melbourne dopo dieci set, Anderson ha annunciato il ritiro da Acapulco e dai due Masters 1000 di marzo senza tuttavia rivelarne il motivo. L’ipotesi che fosse ancora il ginocchio a creargli problemi si è purtroppo rivelata corretta, come evidenzia la foto postata nella giornata di venerdì in cui il 203 cm si mostra comunque sorridente e combattivo. Non ce ne vorrà il buon Kevin se sdrammatizziamo immaginando che è stato pure costretto a ritardare l’annuncio perché un’altra operazione gli ha rubato la scena.

Attorno alla metà dello scorso mese di dicembre, durante la preparazione nella off-season, mi sono infortunato al ginocchio destro. Ho cercato di resistere allenandomi e giocando comunque, ma non è migliorato.
La diagnostica per immagini fatta in Australia ha purtroppo mostrato che ho subito una rottura del menisco mediale. Dopo essermi consultato con i medici e con il mio team, abbiamo deciso che la chirurgia era la soluzione migliore. Mi sono sottoposto all’intervento mercoledì.
È oltremodo difficile e frustrante dover affrontare questo dopo tutte le battute d’arresto che ho avuto lo scorso anno. Ma so che è la decisione giusta per farmi tornare dove voglio ed essere certo che farò tutto quanto in mio potere per arrivarci.
Grazie a tutti voi per il continuo sostegno e non vedo l’ora di rivedervi là fuori il più presto possibile.

Inevitabilmente sceso al 121° posto dopo i guai del 2019, l’ex n. 5 del mondo non sarà in grado di difendere i quarti di Miami, perdendo così 180 dei 445 punti ora al suo attivo. Per quanto precisissimo nel riportare l’esatta natura dell’infortunio, Anderson non si è sbilanciato sui tempi di recupero e sulla possibile data di rientro nel Tour, ma è almeno probabile un ritorno in coincidenza con l’inizio della stagione verde come per Federer.

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