Road to Lille: francesi favoriti, ma Goffin e Darcis sono temibili

Coppa Davis

Road to Lille: francesi favoriti, ma Goffin e Darcis sono temibili

A Lille il pronostico arride ai padroni di casa, ma la sfida è molto più equilibrata di quello che sembra. Solo il doppio francese appare nettamente favorito

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Road to Lille:

Ed eccoci all’atto finale della stagione 2017 del circuito tennistico maschile. A Lille si incontrano le nazionali di Francia e Belgio per contendersi la 106° edizione della Coppa Davis. Per chiunque riuscirà a portarsi a casa il trofeo sarà un successo storico. I francesi in caso di vittoria andrebbero in doppia cifra nell’albo d’oro, perché sarebbe per loro il 10° successo nella manifestazione. L’impresa sarebbe ancora più clamorosa se venisse realizzata dai belgi, comunque alla loro seconda finale in 3 anni. Il Belgio infatti non ha mai vinto la competizione ed ha perso sin qui le due finali giocate, quella nottetempo del 1904 e quella per l’appunto di due anni fa contro la Gran Bretagna di Andy Murray. Entrambi i capitani hanno confermato il quartetto schierato nelle due semifinali, quindi le scelte di Noah e Van Hercke vanno nel segno della continuità, di un gruppo ormai conclamato e unito che proverà a chiudere nel migliore dei modi questa stagione.

I francesi non vincono la coppa dal 2001 e tornano (per quanto riguarda le finali) sul luogo del delitto, visto che risale al 2014 l’ultima finale giocata che si disputò proprio a Lille, nello stadio Pierre Mauroy (che si trasforma all’occorrenza in una splendida arena pronta ad ospitare match di tennis con una capacità di ben 27500 posti). Gli avversari furono in quell’occasione gli svizzeri che vinsero 3-1 grazie alle imprese di Federer e Wawrinka che portarono per la prima volta nella loro storia la coppa a casa, guarda caso la stessa impresa che cercheranno di realizzare i belgi. Faranno bene i transalpini a non sottovalutare la tignosità dei loro prossimi avversari, Goffin e Darcis in Davis sono davvero duri a morire. Vediamo nel dettaglio i componenti dei singoli team ed il loro stato di forma.

 

FRANCIA

Quartetto confermato, Tsonga e Pouille singolaristi, Herbert e Mahut coppia imprescindibile per il doppio, Yannick Noah, che cerca a Lille la sua terza insalatiera da capitano (da giocatore giocò la finale di Grenoble dell’82 contro gli Usa di John McEnroe), non ha avuto dubbi sulle scelte da effettuare. Lontani dalla forma migliore Monfils, Simon e Gasquet, troppo in là con l’età Julien Benneteau che però è stato aggregato come quinto dopo la splendida semifinale di Parigi-Bercy. Tsonga è l’unico reduce della finale del 2014, ha un bilancio nella manifestazione di tutto rispetto, con 20 vittorie ed appena 6 sconfitte in singolare ed un ancor più probante 6-1 in doppio (guarda caso l’unico perso proprio contro gli svizzeri nella finale di Lille). Attualmente nr. 15 del ranking ATP, sono ben 4 i titoli vinti quest’anno (Rotterdam, Marsiglia, Lione e Anversa) ai quali va aggiunta anche la finale persa a Vienna (contro Pouille, suo compagno a Lille). Maluccio negli Slam, da rimarcare solo i quarti di finale a Melbourne. La superficie veloce lo rende molto temibile (basta guardare dove ha vinto i tornei quest’anno), se in forma difficile da arginare.

Lucas Pouille, nr.18 delle ultime classifiche mondiali, è il nuovo (23 anni) che avanza in terra francese. Abbastanza continuo, versatile, bravo un po’ su tutte le superfici, ha saputo conquistarsi nel tempo la fiducia di Noah ed oggi è a pieno titolo il secondo singolarista francese. Tre titoli per lui nel 2017 (Budapest, Stoccarda e Vienna), da non dimenticare però anche la finale di Marsiglia e soprattutto le semifinali a Dubai e Montecarlo. Negli Slam 4° turno agli US Open il miglior risultato. Deve farsi perdonare l’inopinata sconfitta in semifinale sempre a Lille nel primo singolare della sfida contro la Serbia, quando si fece sorprendere da Dusan Lajovic. Allora la tensione di aprire la contesa giocò un brutto scherzo, vedremo se stavolta sarà diverso. Herbert e Mahut sono invece praticamente coppia fissa nel circuito di doppio e grandi esperti della specialità, con il secondo che fa da sostegno e chioccia al primo. Oramai veterano Mahut (35 anni), in piena maturità agonistica Herbert (classe 1991). Quest’anno non hanno brillato negli Slam ma hanno vinto tre tornei, Roma, Montreal e Cincinnati, guadagnandosi anche la partecipazione al Master di Londra. Sulla carta il loro doppio è l’unico punto dove la Francia sembra nettamente favorita.

BELGIO

È inutile dire che gira tutto attorno a David Goffin, recente finalista al Masters di Londra. Certo, anche Steve Darcis in Davis si sa far rispettare, ma il nr. 7 del ranking dovrà saper recitare fino in fondo il ruolo del leader perché solo così il Belgio potrà finalmente vincere la sua prima Coppa Davis ed evitare di raggiungere il non invidiabile record di Romania e India, uniche altre due nazioni a non aver mai vinto la coppa nonostante abbiano giocato almeno 3 finali. Al fianco di Goffin e Darcis, capitan Van Herck ha confermato Ruben Bemelmans e Arthur De Greef, con il primo probabile doppista in coppia con Darcis il sabato.

David Goffin ha chiuso l’anno alla grande, come detto finalista al Masters con tanto di best ranking (nr. 7 ATP), vittorie a Shenzen e Tokyo ma anche finali a Sofia e Rotterdam, oltrei ai quarti di finale agli Australian Open. Ricordiamo inoltre il grave ed incredibile infortunio patito al Rolana Garros, quando per recuperare un colpo di Horacio Zeballos, il tennista belga era inciampato in uno dei teloni che servono per riparare il campo dalla pioggia procurandosi una distorsione della caviglia. Infortunio che lo ha tenuto per oltre 2 mesi lontano dai campi, ma quella pausa gli ha forse consentito di arrivare fresco al finale di stagione che tante soddisfazioni gli ha regalato. In Davis Goffin ha vinto 15 degli ultimi 16 incontri in singolare, battuto solo da Andy Murray nella finale di 3 anni fa. Steve Darcis o Mr. Davis Cup come lo soprannomina qualcuno, nr. 76 del ranking, spalla di primissimo livello in Davis di David Goffin. Ma anche in sua assenza il tennista nativo di Liegi si sa far rispettare. Vanta nella manifestazione un ruolino di tutto rispetto in singolare, 22 vittorie e 9 sconfitte ed ha guidato il Belgio negli ottavi di finale di quest’anno, quando in assenza di Goffin ha recitato in pieno il ruolo da numero 1, battendo prima in 5 set Philipp Kohlschreiber e poi nell’ultima giornata Sascha Zverev. Un vero leone nella manifestazione, non molla mai, avversario ostico da superare. Nel circuito da segnalare appena tre quarti di finale in questa stagione, è stato capace comunque di raggiungere a maggio di questa il suo best ranking alla posizione nr.38.

Ruben Bemelmans, nr. 118 in singolare e 276 in doppio, è nella sostanza il doppista della squadra, nonostante un record non eccellente nella manifestazione (7 vinte e 7 perse). Negli ultimi match era stato schierato in coppia con De Loore, ma quest’ultimo è fuori uso da un po’ per un infortunio e quindi Van Herck dovrà capire a chi far fare coppia sabato contro i quotati Herbert e Mahut. Bemelmans ha giocato sia con Darcis che con De Greef in passato, ma con entrambi è ancora a secco di vittorie (0-3 con Darcis, 0-1 con De Greef). Dubbio non da poco quello della formazione di doppio, anche se come già scritto forse quello del sabato è l’unico punto della “tre giorni” della finale dove i padroni di casa sono nettamente favoriti. Arthur De Greef è il quarto uomo belga, senza classifica in doppio, che proprio quest’anno ha fatto il suo esordio in Davis. Speranze ridotte al lumicino di vederlo in campo sabato, vedremo come si giocherà le sue carte capitan Van Herck.

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI

Goffin è in svantaggio sia con Tsonga (che se in forma fa valere la sua esplosività nei colpi e la sua potenza fisica) che con Pouille con il quale ha perso tutti e 3 i precedenti, dato da non sottovalutare. Pouille e Darcis non si sono mai incontrati, se si dovessero sfidare sul 2-2 nell’ultimo singolare sarebbe davvero un incontro tutto da decifrare.

Tsonga-Goffin 4-2

2017 Rotterdam, hard, F, Tsonga 4-6 6-4 6-1
2015 Roma, clay, R32, Goffin 6-2 4-6 7-5
2015 Montecarlo, clay, R32, Tsonga 6-3 6-4
2014 Metz, hard, QF, Goffin 1-6 7-6(5) 7-5
2014 Queen’s, grass, R32, 7-6(5) 6-2
2013 Wimbledon, grass, R128, 7-6(4) 6-4 6-3

Tsonga-Darcis 0-0 (1-0 nei challenger)

2002 France F17, hard, QF, Tsonga 2-3 rit.

Tsonga-Bemelmans 1-0

2017 Anversa, hard, SF, Tsonga 6-3 6-3

Non ci sono precedenti tra Tsonga e De Greef.

Pouile-Goffin 3-0

2016 Metz, hard, SF, Pouille 7-6(6) 6-1
2016 Madrid, clay, R64, Pouille 7-6(4) 2-6 7-7(7)
2016 Brisbane, hard, R16, 7-6(5) 4-6 6-3

Pouille-Bemelmans 2-1

2017 US Open, hard, R128, 6-3 6-4 6-4
2016 Dubai, hard, qual, Pouille 6-2 6-3
2013 Australian Open, hard, qual.,Bemelmans 6-4 6-1

Pouille- De Greef 0-0 (1-0 nei challenger)

2015 Ostrava, clay, R16, Pouille 7-5 6-4

Non ci sono precedenti tra Pouille e Darcis.

Herbert-Goffin 0-1

2017 Rotterdam. Hard, SF, Goffin 6-1 6-3

Herbert-Darcis 0-0 (0-1 nei challenger)

2013 Bordeaux, clay, R32, Darcis 7-5 4-6 7-6(4)

Herbert-Bemelmans 1-0 (1-0 nei challenger)

2017 Rotterdam, hard, qual, Herbert 6-7(7) 6-4 7-5
2016 Orleans, hard, QF, Herbert 7-6(3) 7-6(10)

Herbert-De Greef 0-0 (0-1 nei challenger)

2013 San Benedetto, clay, R32, De Greef 6-3 6-7(3) 6-2

Mahut-Goffin 1-3

2016 Bercy, hard, R32, Goffin 7-6(5) 6-3
2016 Metz, hard, QF, Goffin 6-3 6-7(6) 6-4
2015 ‘s-Hertogenbosch, grass, F, Mahut 7-6(1) 6-1
2012 Winston-Salem, hard, R64, 7-6(3) 6-1

Mahut-Darcis 0-1 (0-1 nei challenger)

2014 Rennes, hard, F, Darcis 6-2 6-4
2013 Bucarest, clay, qual, Darcis 6-4 6-3

Mahut-Bemelmans 0-0 (2-2 nei challenger)

2015 Le Gosier, hard, R32, Bemelmans 7-6(6) 6-3
2014 Orleans, hard, R32, Bemelmans 6-3 6-4
2013 Rennes, hard, R32, Mahut 6-3 5-7 7-6(3)
2011 Courmayeur, hard, QF, Mahut 7-6(1) 1-6 7-6(2)

Non ci sono precedenti tra Mahut e De Greef.

PRONOSTICO

Tra i singolaristi sembra nettamente favorito Tsonga su Darcis nella prima giornata, per il resto tutti gli altri match sono quanto mai aperti (come detto Pouille e Darcis non si sono mai incontrati e Goffin è sotto nei precedenti con entrambi i francesi). Visto che la coppia francese appare nettamente favorita su qualsiasi tipo di combinazione possa scegliere Van Herck sulla sponda belga, tutto ruota attorno agli eventuali exploit di Goffin e Darcis. Il nr.1 belga avrà smaltito le tossine delle performance nel Masters di Londra? È talmente alta la posta in palio che siamo portati a credere che i due belgi daranno la morte sul campo, ma riteniamo favoriti padroni di casa. È anche vero però che potrebbe bastare un nulla per sovvertire il pronostico e modificare gli equilibri in campo, comunque vada prevediamo spettacolo ed emozioni come solo la Davis sa regalare.

FRANCIA 60% – BELGIO 40%

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Coppa Davis

Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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