Quinzi 2.0: "Ho una nuova corazza, sarà un grande 2018"

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Quinzi 2.0: “Ho una nuova corazza, sarà un grande 2018”

Gianluigi si racconta a Supertennis Magazine. Le NextGen Finals, il lavoro con coach Gorietti e l’esperienza a Foligno, gli obiettivi per il 2018. “La strada è quella giusta”

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Avevamo lasciato Gianluigi alle NextGen Finals di Milano, con tante buone indicazioni e anche qualche bella novità. Intervistato in merito da Alessandro Nizegorodcew per SuperTennis Magazine, Quinzi si è dichiarato molto contento del lavoro che sta svolgendo, soprattutto con Fabio Gorietti, il coach che lo segue attualmente e con il quale sembra aver trovato un feeling ottimo: “Mi dà ordine e una grandissima sicurezza. Parliamo tanto, sia di tennis che di argomenti che vanno oltre il campo, se per qualche motivo sono teso vado a cercarlo, parlo con lui. Sono contento perchè era da anni che non riuscivo ad instaurare un rapporto così con un allenatore, mi sto aprendo come mai prima d’ora. Sento di aver trovato la strada giusta”. Un marcia in più in questi mesi è sembrata arrivare anche dal lavoro svolto alla Tennis Training School di Foligno, il cui ambiente Quinzi ha sempre “… trovato piacevole e stimolante. Qui si allenano ottimi tennisti come Thomas Fabbiano e Stefano Travaglia, c’è un gruppo affiatato di lavoro, senza invidie e privo di rivalità. Il luogo perfetto per crescere e migliorare, e poi è a solo un’ora da casa mia”.

Il 2017 è stato un anno indubbiamente positivo per Gianluigi, che grazie ad una nuova consapevolezza è riuscito a far intravedere un inequivocabile salto di qualità. Ad averlo frenato più del dovuto sono stati però gli infortuni, che hanno condizionato una parte non indifferente della stagione, e su questo c’è ancora da lavorare: “Ho aumentato molto la massa muscolare e stiamo lavorando tanto anche sulla postura. A livello atletico ho sempre sfruttato poco il bacino e le caviglie, sempre troppo rigide. Facevo quindi troppa fatica a piegarmi, utilizzando troppo il braccio e poco il fisico. Al servizio ora ho le spalle molto più aperte, riuscendo ad infondere molta più potenza al colpo. Per quanto riguarda il dritto abbiamo e stiamo lavorando molto per accorciare il movimento, accorciare lo swing e usare di più la mano destra per puntare il colpo e la posizione al momento dell’impatto è più orientata all’open stance. Ma in generale credo di essere migliorato tanto nelle ultime settimane, attacco meglio e soprattutto riesco a difendere con notevole profondità”.

 

Il suo parere sulle NextGen Finals? Gianluigi era uscito a testa alta da quel torneo, ma lui stesso ammette che come costanza di rendimento ancora non c’è paragone con gli altri partecipanti del torneo. “Ad avermi impressionato è stata la loro capacità di rimanere sereni nel gioco, sia dopo le vittorie che dopo le sconfitte. Entrano in campo e si divertono, senza pressione”. Chiusura sulla programmazione per il 2018: “Dovrei iniziare da alcuni Futures in Germania, che si giocano sul cemento indoor, per poi passare ai Challenger e, spero, qualificazioni e main draw ATP. Con le superfici non ho più i problemi che avevo in passato, e ora riesco a destreggiarmi bene dovunque. Ma se potessi scegliere direi che il massimo sarebbe il cemento outdoor di Flushing Meadows”.

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ATP Miami: Wawrinka sconfitto con rimpianti, niente rivincita con Federer

Lo svizzero cede gli ultimi 5 punti nel tie-break decisivo contro Krajinovic, niente derby con Federer

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Una sconfitta rocambolesca per Stan Wawrinka che cede al tie-break decisivo a Filip Krajinovic dopo essere stato avanti 5-2 con due punti al servizio per chiudere il match. Lo svizzero ha ceduto invece 5 punti consecutivi di cui 3 al servizio per lasciare all’esordio il Miami Open. Non ci sarà dunque l’ennesima sfida contro Roger Federer che era stato sorteggiato nel suo terzo turno. Sarà invece il serbo a giocare con l’elvetico qualora Roger battesse più tardi il qualificato Albot sul Campo Centrale.

Wawrinka parte forte, centrato con i colpi da fondo e efficace al servizio. Rapidamente lo svizzero si porta avanti 4-1 e si procura addirittura tre consecutive palle del 5-1. Sfumate queste occasioni, Wawrinka perde un po’ di brillantezza: si muove in maniera un po’ svogliata, confidando eccessivamente nella qualità del suo braccio, e anche con la battuta si fa sempre meno incisivo. Krajinovic molto intelligentemente cerca di proporre un palleggio sostenuto, ma a minimo tasso di rischio, aspettando fiducioso gli errori dell’avversario. In breve la parità è ristabilita e anzi il serbo rischia anche di andare a servire per il set, ma una violenta combo servizio-dritto gli nega tale possibilità. Nel dodicesimo gioco però, dopo due vincenti consecutivi di Stan, Krajinovic si fa prendere dalla tensione e regala break e set con un doppio fallo e un gratuito di rovescio.

 

Nel secondo Stan ha una palla break nel secondo gioco non sfruttata e poi cede malamente la battuta in quello successivo. Il set non avrà più storia visto che Krajinovic chiude 6-2 con doppio break a suo favore. Stan riorganizza le idee nel terzo e si porta avanti un break sul 3-1. Un break che restituisce immediatamente nel gioco successivo. Poi salva a sua volta due palle break sul 3-3 per rimanere avanti e arriva poi più volte a due punti dal match senza mai arrivare a match point. Vicenda che si ripeterà nel tie-break decisivo quando tutto ormai sembrava deciso a suo favore sul 5-2 con due turni di battuta a disposizione.

Non un Sunshine Double memorabile per Wawrinka che sembra aver ritrovato sì la condizione atletica e tecnica ma non ancora quella mentale.

Risultati:

[6] K. Anderson b. J. Munar 6-4 3-6 6-3
J. Sousa b. [31] S. Johnson 7-6(6) 6-4
[24] G. Dimitrov b. F. Lopez 6-1 6-3
J. Thompson b. [10] K. Khachanov 6-2 6-3
[13] D. Medvedev b. A. Mannarino 6-2 6-1
[21] D. Schwartzman vs [Q] R. Opelka
F. Krajinovic b. [30] S. Wawrinka 5-7 6-2 7-6(5)
[4] R. Federer vs [Q] R. Albot
[8] S. Tsitsipas vs [LL] M. McDonald
L. Mayer b. [26] G. Pella 6-2 6-4
[20] D. Shapovalov b. [LL] D. Evans 4-6 6-1 6-3
[9] M. Cilic vs [Q] A. Rublev
[14] M. Cecchinato b. D. Dzumhur W/O
[18] D. Goffin b. P. Andujar 6-4 6-1
[28] F. Tiafoe vs [WC] M. Kecmanovic
[2] A. Zverev vs [WC] D. Ferrer

Il tabellone completo

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Miami: si ritira Serena Williams

Problemi al ginocchio sinistro per la campionessa statunitense

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Serena Williams, pic from Twitter @MiamiOpen

da Miami, il nostro inviato

Mi dispiace dover rinunciare a proseguire nel torneo“, ha detto Serena, otto volte vincitrice del titolo qui. “Mi sono fatta male al ginocchio sinistro. Giocare nell’Hard Rock Stadium è stata un’esperienza incredibile quest’anno, e vorrei ringraziare l’organizzazione del Miami Open per aver saputo mettere su un evento del genere, incredibile. Spero di poter ritornare l’anno prossimo, per giocare questo torneo unico, davanti ai fantastici fans qui a Miami“.

 

La testa di serie numero 18, la cinese Quiang Wang, avanza così al quarto turno.

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La fortuna sorride a Cecchinato: è al terzo turno senza giocare. Affronterà Goffin

Il ritiro di Dzumhur (problema alla schiena) promuove l’italiano, che si ritrova a una sola vittoria dagli ottavi di finale pur senza aver ancora giocato

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Marco Cecchinato - Australian Open 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nonostante non abbia ancora vinto un set – né una partita, ma ne ha giocata solo una – in alcuno dei tornei del Sunshine Double, Marco Cecchinato si qualifica per il terzo turno del Miami Open. Come ci sia riuscito senza giocare un 15 in Florida è presto spiegato con il forfait di Damir Dzumhur, l’avversario che avrebbe dovuto affrontare al secondo turno dopo il bye che la sua 14esima testa di serie gli ha portato in dote per il primo.

Il tennista bosniaco aveva già palesato più di qualche incertezza fisica durante il tiratissimo terzo set contro Eubanks, vinto poi al tie-break; Dzumhur si era avvalso dell’aiuto del fisioterapista per un problema alla schiena durante l’ultimo cambio campo, concludendo la partita a denti stretti, e non è riuscito a recuperare in tempo per affrontare Cecchinato.

Marco ringrazia e può già prepararsi per affrontare David Goffin al terzo turno. Il belga ha sconfitto piuttosto nettamente Andujar al secondo turno ma non sta vivendo un momento di forma eccelso. Più ancora della versione largamente battibile di Goffin che è scesa in campo nelle ultime settimane, però, è il dolce ricordo dell’ottavo di finale vinto lo scorso anno a Parigi che può motivare il tennista italiano. Va detto che il palermitano è apparso molto opaco contro Ramos-Vinolas a Indian Wells (seconda sconfitta consecutiva dopo quella all’esordio a Rio de Janeiro) e ha confermato tutti i dubbi sulla sua adattabilità a questa superficie.

Chissà che questo abbraccio della buona sorte, che vale a Cecchinato anche un altro paio di giorni di allenamenti sui nuovissimi campi di Miami, non possa aiutarlo a piazzare un colpo di coda nell’ultimo torneo su cemento prima dell’inizio della transizione verso la terra battuta. Intanto il terzo turno gli frutta 45 punti che però non vengono incamerati in classifica, poiché si sostituiscono ai 45 dei quarti di finale di San Pietroburgo; lo scorso anno Marco non aveva la classifica per giocare a Miami, dunque la casella del 1000 statunitense era stata occupata da un altro torneo.

Nei confronti diretti Goffin conduce comunque 2-1 se si considera anche il 6-4 6-0 in favore del belga nel terzo turno delle qualificazioni di Casablanca nel 2014. Limitatamente alle sfide nel circuito maggiore il parziale è di 1-1, poiché Goffin ha battuto Cecchinato a Roma nel 2018 al termine di una partita comunque molto combattuta.

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