Tennis Training School: da Foligno a Melbourne con Vanni e Fabbiano

Focus

Tennis Training School: da Foligno a Melbourne con Vanni e Fabbiano

Una giornata ospiti della Training Tennis School di Foligno. Dal Direttore della scuola – il maestro Fabrizio Alessi – e dai professionisti di casa – Thomas Fabbiano e Luca Vanni – ci siamo fatti raccontare come è nato questo ambizioso progetto e perché la federazione quest’anno ha scelto proprio loro come i migliori d’Italia

Pubblicato

il

“[…] i migliori in questo campo siamo noi”. Così cantava Edoardo Bennato in una delle sue composizioni più celebri ed è quello che, se solo non fossero baciati dall’umiltà di chi nella vita si è sudato ogni singolo traguardo, potrebbe dire di sé lo staff della Tennis Training School di Foligno, a cui la federazione ha attribuito proprio di recente l’ambito riconoscimento di miglior scuola tennis italiana per l’anno 2016. Lungo la strada del Sagrantino, in questo incantevole spicchio d’Umbria che dalla piana di Foligno – “lu centru de lu munnu” secondo la tradizione – si inerpica tra filari di viti, cantine e uliveti fino a Montefalco, più che nei collodiani gatto e la volpe ci si può dunque imbattere nel triumvirato, tutto sostanza, allegria e competenza, composto da Fabrizio Alessi, Fabio Gorietti e Federico Torresi. Maestri, nell’accezione più ampia del termine, che non più tardi di una decina di anni or sono hanno dato il là all’ambizioso progetto di portare il tennis già presente in Villa Candida su livelli di assoluta eccellenza. E non poteva esserci location più azzeccata per puntare così in alto se non, appunto, quella assicurata dal celebre edificio settecenteso griffato dal Piermarini – architetto, tra l’altro, anche del Teatro alla Scala di Milano e della Villa Reale a Monza – che lo sport, grazie alla passione della Tennis Training School, ha restituito al suo antico splendore. Che dire, missione compiuta e un valido motivo – per noi di Ubitennis – per celebrare questa bella realtà tutta italiana.

Se tutto intorno il verde ordinato dei prati strizza l’occhiolino al blu cobalto di un cielo per l’occasione eccezionalmente terso, varcata la soglia d’ingresso ci si spalanca un mondo nel quale, ben prima del tennis, è proprio l’uomo con tutte le sue esigenze ad essere il coccolato epicentro. Un mondo in cui l’organizzazione rigorosa dei tempi e degli spazi propria delle attività d’avanguardia come questa, anziché reprimerlo, riesce ad esaltare il concetto basilare di famiglia che qui, entro le mura di Villa Candida che trasudano storia, funge da indissolubile filo conduttore e riecheggia nei pensieri di tutti coloro che abbiamo avuto il piacere di incontrare. Professionalità sì, ma a misura d’uomo. La sensazione positiva che un avventore benché occasionale riesce a percepire rimbalzando tra playground e club house è quella di tornare nella propria città natia al termine di un lungo viaggio, per poi scoprire come tutto, in barba all’incedere inesorabile del tempo, sia rimasto proprio come lo si era lasciato il giorno dell’arrivederci. Quindi, persone indaffarate di tutte le età casualmente si incontrano, si abbracciano e si salutano con un sorriso spontaneo, ed è solo allora che, animate da questo spirito, scendono in campo. Per lavoro o per diletto, per una sessione di allenamento o per un’ora di svago, professionisti affermati o semplici aficionados della racchetta. Tutti, senza alcuna distinzione.

Il compito di far gli onori di casa è toccato a Fabrizio Alessi, Direttore della scuola, socio fondatore nonché tecnico nazionale di lunga data. Approfittando di una disponibilità non comune lo abbiamo intervistato a lungo e quella che segue è la sintesi del nostro incontro.

 

Direttore buongiorno, innanzitutto grazie per l’ospitalità. Ci vuoi raccontare un po’ di questa Tennis Training School?
La Tennis Training School è innanzitutto una scuola tennis che poi è anche circolo. Rispetto a come in genere sono strutturati gli altri club, la nostra può essere definita essenzialmente una scuola – di tennis ma non solo – con una appendice sociale, i soci che giocano. La predominanza è, appunto, la scuola e la nostra missione è insegnare e allenare e ogni nostra risorsa a disposizione è quindi finalizzata a quello. La nostra location è quella di Villa Candida che è stata inaugurata nel 1982 e ha sempre avuto un percorso proprio caratterizzato da una scuola tennis classica; noi come Tennis Training School, invece, abbiamo preso il via da zero, o quasi, solo nel 2007. Io, Fabio Gorietti e Alessio Torresi abbiamo ereditato la situazione precedente con soli otto bambini e da lì ci siamo chiesti se fosse possibile fare qualcosa di innovativo qui in Umbria. La storia di Villa Candida è quella di una ventina di appassionati di tennis che all’epoca rilevarono una villa abbandonata con del terreno intorno e vi crearono un club. Con un lavoro porta a porta hanno cercato i soci che poi sono diventati anche azionisti. Per 10-15 anni il club è quindi andato avanti col volontariato degli stessi azionisti poi la proprietà ne ha dato in gestione le strutture a delle associazioni. Ora c’è la Tennis Training School che, ripeto, sostanzialmente svolge una funzione di insegnamento.

Prima scuola d’Italia 2016 nella classifica stilata dalla federazione. Cosa significa?
Un grande orgoglio. Siamo stati giudicati migliori d’Italia perché ci sono, tra i criteri di assegnazione, dei parametri oggettivi legati sia all’attività individuale dei ragazzi che delle squadre. Ogni ragazzo che si allena qui da noi porta un certo punteggio, poi c’è l’attività dei professionisti a portare anch’essa un punteggio. E così via. Comunque non è stata una sorpresa. L’anno scorso siamo già arrivati secondi dietro al Parioli e per una scuola giovane come la nostra – a Foligno, in Umbria che è una regione di soli ottocentomila abitanti come un solo quartiere di Roma – era già un risultato eccezionale. Essere primi, però, ha significato trovare il nostro nome sulle locandine dei giornali in edicola e finalmente anche la città Foligno si è accorta di noi, di cosa facciamo, della nostra portata. Sembra paradossale ma, se gli addetti ai lavori di tutta Italia già da tempo ci conoscevano e riconoscevano la bontà del nostro operato, era proprio nella nostra città che difettavamo di popolarità ma ora con questo riconoscimento abbiamo colmato questa lacuna. Il Comune, proprio di recente, nella persona del Sindaco ed alla presenza del presidente regionale del CONI e di tutti i nostri ragazzi, ci ha premiato consegnandoci il gonfalone con riprodotto il simbolo di Foligno. Hanno speso parole molto belle che ci hanno fatto enormemente piacere.

Sempre a proposito di visibilità, una mia curiosità. Perché la scelta di rinunciare a priori alla possibilità di creare qui a Foligno una squadra per disputare i campionati nazionali? Non sarebbe un traino prezioso per la vostra immagine?
L’obiettivo dichiarato, come ti dicevo, è quello di allenare perché noi siamo una scuola. La strada è quella dell’alleniamo ma non tesseriamo. Certamente una squadra che disputi la seria A, o la serie B, sarebbe per noi un plus di visibilità ma il mio pensiero a riguardo è che per un socio, un ragazzo che gioca qui da noi o un bambino che inizia un percorso, sia più formativo vedere un Luca Vanni, per esempio, che si alleni qui tutti i giorni. Ammirarne il comportamento, la serietà e la professionalità giorno dopo giorno piuttosto che vederlo scendere in campo sporadicamente giusto qualche week-end all’anno e solo in occasione dei campionati. Siamo come una struttura  matrioska: i ragazzi più grandi osservano e carpiscono i segreti dai professionisti e a loro volta sono presi ad esempio da i più piccoli che si affacciano al tennis. Così si forma un effetto traino benefico per la scuola.

Com’è il vostro rapporto con la Federazione?
Da tre anni siamo anche centro federale (precisamente un Centro Tecnico Permanente, ndr) perché la federazione per l’allenamento dei migliori Under 17, nell’ottica di decentrare l’attività di Tirrenia allargando la base del movimento, ha scelto quattro posti in Italia che sono Bari, Palazzolo sull’Oglio, Vicenza e, appunto, Foligno. Nel nostro caso lo ha fatto probabilmente per la centralità geografica e, soprattutto, perché alle spalle c’è un movimento consolidato di tecnici e giocatori, anche professionisti. Il nostro centro pertanto vive di continue sinergie con il nucleo della federazione. I rapporti sono quindi sempre ottimi intanto perché come ti dicevo poc’anzi ci hanno scelto come sede e di questo non possiamo che essere orgogliosi. Ti faccio un altro esempio. Alessio Torresi, un nostro socio fondatore, da quest’anno è stato assunto proprio dalla federazione e qui ha la sede del Centro Periferico di Allenamento che segue l’attività regionale dei ragazzi di età compresa tra 11 e 15 anni. Torresi, quindi, durante i week end organizza i raduni qui da noi per conto della federazione e così tiene sotto controllo la crescita una cerchia di ragazzini di massimo interesse.

Mi rendo conto sia difficile pensare a come migliorarsi quando si sono raggiunti i vostri livelli di eccellenza. Tuttavia se dovessi fissare un obiettivo per il 2017 cosa sceglieresti?
Il nostro obiettivo è intanto quello di mantenerci su questi livelli e poi di ampliare, in accordo con la proprietà, ulteriormente la struttura. C’è già un progetto in atto e che stiamo ultimando con un amico architetto che prevede la formazione di altri quattro campi in cemento e di creare una foresteria interna alla struttura. Ci auguriamo con ciò di far lavorare meglio sia i ragazzi che i maestri e, perché no, di dare qualche spazio in più ai nostri soci che attualmente non hanno a disposizione tantissime ore di gioco. Mi parli di sponsor? Quali sponsor? Anzi se ne hai ne tu qualcuno da suggerirmi lo annoto volentieri (ride). Sono periodi tutt’altro che floridi anche se limitatamente al tennis non è un brutto momento in quanto a popolarità. Rispetto alla mole di lavoro che svolgiamo abbiamo pochissimi aiuti, qualcosa solo grazie alla generosità di qualche amico. Come scuola abbiamo in atto piccole collaborazioni ma ci auguriamo che per il futuro qualche azienda possa farsi avanti.

Ho avuto il piacere di conoscerli di persona e di vederli allenare. Cosa mi dici dei tuoi professionisti, fiore all’occhiello della Tennis Training School?
Stupendi, con tutti. Nemmeno sembra che siano stati e siano giocatori tra i primi e più bravi al mondo. Sono persone squisite e di grande disponibilità con i ragazzi più giovani. Guarda, ho dietro di te che scorre in televisione l’immagine del calcio, penso che un giocatore di Serie B, tra virgolette, se la tiri molto di più di un tennista che può essere il numero cento al mondo (ride). Gli addetti ai lavori lo sanno bene ma forse il tifoso non conosce appieno la differenza tra i sacrifici che compie un tennista rispetto a quelli, per esempio, di un calciatore ed è forse questa fatica quotidiana che li rende così disponibili, così umili. Non vivo ogni giorno la realtà del calciatore ma mi è capitato in più circostanze di poterlo constatare di persona. Tornando alla scuola, la nostra è una grande famiglia della quale fanno parte dai figli maggiori – i nostri Pro – fino ad arrivare ai nipotini che si approcciano con il tennis. Sono tutti preziosi allo stesso modo e non bisogna mai trascurare nessuno. La storia di Luca (Vanni, ndr) lo dimostra, a 16 anni era solo un quarta categoria eppure col tempo ha ottenuto i risultati che sappiamo.

A proposito di ragazzini, quanto è difficile per le famiglie sostenere le spese connesse all’attività del figlio? E più in generale, c’è nel mondo del tennis un problema irrisolto legato a costi e ricavi?
Il tennis, non è una novità, è uno sport costoso. Non è solo l’allenamento a pesare sul bilancio, ci sono i tornei, le trasferte. Anche i più piccoli adesso sono in giro per l’Europa. L’attività è impegnativa, in base a quanto la famiglia può investire si può creare un percorso ad hoc per il ragazzo. Ultimamente c’è da dire  che la federazione – che non può ovviamente aiutare tutti – i ragazzini di un certo livello prova a supportarli nelle spese. Ma i costi sono alti. Più che a livello nazionale, a livello internazionale si dovrebbe anche trovare un sistema di premiare di più, e meglio, i giocatori che gravitano fuori dai primi 200-300 al mondo. E qui veniamo alla questione montepremi che lontano dai grandi palcoscenici andrebbe a mio parere risolta. Io sono per la meritocrazia, ci mancherebbe, ma sarebbe forse opportuno mettere un limite ai guadagni dei più forti, la questione morale è proprio questa. Uno guadagna uno, due, dieci milioni di euro e poi basta, dai, quanto vuoi guadagnare? Se si mettesse questo tetto, contemporaneamente si potrebbe destinare di più per la seconda fascia di tennisti. Non è possibile che un atleta che vinca un Challenger, che è comunque torneo di alto livello, si porti a casa seimila euro lordi. Non va bene. Secondo me questi giocatori che non sono tra i primissimi dovrebbero essere maggiormente incentivati a continuare nella loro attività e con ciò ne beneficerebbe tutto il movimento. Anche se non so se realmente ci sia questo interesse ad ampliare la base perché, come nel calcio gli ascolti li fa la Champions League e non la Lega Pro, l’interesse ruota tutto intorno alle principali competizioni.

Capitolo finale: ringraziamenti di rito. Carta bianca…
Per cominciare ringrazio tutti i maestri, a partire da Fabio (Gorietti, ndr) in giù. Il lavoro del maestro è prezioso, una passione senza la quale non potrebbe essere svolto 365 giorni all’anno, feste incluse come hai potuto constatare in questi giorni. Poi ringrazio i professionisti che danno l’esempio e che spiegano con i fatti cosa significhi essere un giocatore e, ovviamente, ringrazio la proprietà che ci supporta e ci ha promesso ulteriori aiuti. Ecco, mi viene in mente una cosa che non si fa quasi mai. Spesso non si ringraziano a sufficienza i genitori che sono fondamentali. Mi spiego. In uno sport individuale come il tennis se non ci fossero i genitori sarebbe dura perché, per esempio, ogni ragazzino gioca circa 60 partite l’anno e non sempre può essere seguito direttamente dai maestri e quindi subentrano mamma e papà. Un grazie sentito va dunque ai genitori, disposti a modificare il proprio stile di vita pur di assecondare la grande passione del figlio.

Dopo aver assistito alla sessione mattutina di allenamento, abbiamo più o meno casualmente intercettato – sempre a proposito di disponibilità – Thomas Fabbiano e Luca Vanni.

Thomas, ti rubo solo un minuto. Dimmi quel che ti va sulla Tennis Training School…
Sono arrivato qui ormai quattro anni fa e dal primo momento ho subito trovato l’ambiente giusto, il migliore d’Italia in questo momento, per potermi allenare. La parola più adatta per la nostra scuola è a mio avviso qualità. Il giusto numero di campi e di maestri, tutti preparati e che vanno nella stessa direzione. A Foligno si vive bene. Mi manca la Puglia soprattutto per il clima perché il freddo non è tra le cose che preferisco, ma qui posso sopperire alle mancanze che ci sono dalle mie parti. Il punto forte della nostra scuola è la capacità di migliorarsi di continuo grazie ai piccoli investimenti che ogni anno si fanno. Mi chiedi se chiudo qui la carriera? Può succedere (ride). Per ora ci sono le condizioni migliori per continuare a lavorare.

Chiudiamo con te, Lucone. Stessa cosa, una battuta sulla scuola la vuoi fare?
Non voglio dire la solita ovvietà preconfezionata ad uso giornalistico ma davvero la prima cosa che mi viene da dirti pensando alla nostra scuola e quel che rappresenta è il concetto di famiglia. Qui siamo tutti dei seri professionisti – penso (ride) – chi più bravo e chi meno bravo, ma quello che conta è che ci consideriamo e siamo considerati tutti allo stesso modo, dal primo all’ultimo. É la verità, la cosa che mi viene dal cuore se parlo della mia esperienza nella Training Tennis School è proprio questa.

Per finire, un doveroso ringraziamento va a Roberto Fabbiano che si è adoperato nell’organizzazione della giornata.

Continua a leggere
Commenti

Italiani

WTA Palermo: imprese di Cocciaretto ed Errani, male Paolini

Giornata piena di gioia per i colori italiani a Palermo, Cocciaretto ed Errani volano ai quarti di finale

Pubblicato

il

Elisabetta Cocciaretto al Palermo Ladies Open 2020 (foto Twitter @LadiesOpenPA)

PAOLINI KO – È Jasmine Paolini la prima italiana a scendere in campo a Palermo, contro la numero 116 del mondo Aliaksandra Sasnovich. Nonostante la differenza di classifica Sasnovich si presentava alla partita dopo la grandissima vittoria contro Mertens e non si può dire che la partita non abbia rispettato le aspettative. Paolini viene dominata completamente nel primo set, dove vince solo 6 punti su 19 al servizio e subisce un pesante 6-0 senza appello. Non migliora molto la situazione nel secondo set, dove subisce subito il break e ha un sussulto solamente nel sesto game, dove non sfrutta 5 palle break per tornare dentro la partita. Sasnovich scampa il pericolo e chiude comodamente con 6-2.

Molto lucida Paolini nella sua analisi post-partita Paolini: “In queste situazioni è molto difficile. Ho provato a incitarmi, a rimanere vicina nel punteggio ma quando parti male e l’altra parte molto bene è difficile. L’atteggiamento però è quello giusto, oggi purtroppo non è andata: lei mi è salita subito sopra“. Sasnovich sfiderà la vincente tra la numero 1 del seeding Petra Martic e Samsonova per un posto in semifinale.

ERRANI IN RIMONTA – Sfida inedita quella tra Sara Errani e Krystina Pliskova ed è la tennista italiana a volare nei quarti del Palermo Ladies Open. La tennista ceca, reduce da una grandissima vittoria contro Maria Sakkari, non rispetta le previsioni della vigilia e cede ad una Sara Errani che parte male ma che carbura col passare dei game.

 

L’inizio non è appunto dei migliori. La Pliskova vince ben 13 punti di fila ad inizio partita portandosi abbastanza comodamente sul 3-0. Sembra una partita dall’esito scontato, sulla falsariga di quella di Jasmine Paolini, ma Errani ha il merito di rimanere dentro la partita. Paradossalmente Errani non sembra soffrire tanto al servizio quanto in risposta, dove non riesce mai a mettersi in posizione di comando nello scambio e subisce perennemente l’iniziativa di Pliskova.

Nonostante la situazione pesante di punteggio sembra essere scattato qualcosa in Sara, che dopo il quarto game salvato aumenta i giri del motore in risposta e rende sempre la vita difficile a Pliskova sin dal primo colpo dopo il servizio. E il break arriva per l’italiana, dopo aver salvato tre set point. Ma bastano due seconde attaccabili di Errani per portarsi a due palle break e un rovescio affondato a rete vale il set per la ceca.

Lo spartito del match cambia completamente nel secondo set. Errani non sbaglia praticamente niente da fondocampo e Pliskova non riesce più a dominare lo scambio con il suo dritto. In un attimo la tennista ceca si ritrova sotto 0-2 e rischia anche il doppio break, ma una bellissima demi-volée di dritto la tiene a galla. Una riga profonda salva Pliskova da un pericoloso set point ma non basta, Errani va a servire per il set sul 5-4 e chiude con autorità un secondo set pienamente meritato. Un set in cui Sarita non ha mai perso il servizio.

Il momentum della tennista bolognese continua nel terzo set, con Errani che continua a dominare da fondocampo e a tenere medie accettabili al servizio. Chiuderà la partita con il 78% di prime in campo e il 59% di punti vinti con la prima. L’italiana trova il break nel quinto game e non si guarda più indietro. Tiene la concentrazione nonostante il rain delay sul 5-3 e chiude il match con l’ennesimo break. Troverà una Fiona Ferro in grandissima forma nei quarti, ma visto il livello tenuto in questo inizio di torneo tutto è possibile. “Ho cercato di rimanere concentrata durante la pausa per la pioggia – ha detto Errani a fine match -. Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno, sono sempre dentro la partita. Ferro prossima avversaria? Questa mattina ci siamo allenate insieme. È giovane e molto potente”.

SORPRESA COCCIARETTO – Elisabetta Cocciaretto si conferma il nostro miglior prospetto femminile e sconfessa i pronostici della vigilia battendo Donna Vekic dopo un’ora e mezzo di battaglia. È la prima vittoria contro una top30 e la seconda contro una top100 nell’arco di due giorni. La tennista italiana ha fatto valere la sua maggiore solidità da fondocampo e soprattutto al servizio, dove nonostante non abbia brillato particolarmente per potenza è stata molto più costante dell’avversaria.

La partita è dura sin da subito. Cocciaretto deve salvare due palle break in un game di dieci minuti e la stessa Vekic soffre parecchio al servizio in altri due game interminabili. È Cocciaretto però a spuntarla grazie al suo dritto. L’italiana si porta a palla break con un bellissimo dritto in corsa e si prende il 4-2 grazie ad un errore non forzato della croata. Vekic non trova mai il ritmo da fondocampo e soprattutto ha un servizio troppo poco incisivo per creare problemi a Cocciaretto. L’italiana è estremamente aggressiva sulle seconde della numero 24 del mondo e non ha problemi a sfruttare il servizio timoroso della Vekic, portandosi a casa break e set per il 6-2.

Le distrazioni della tennista croata non si fermano nel secondo set, dove viene breakkata subito e mostra un linguaggio del corpo che non lascia presagire niente di buono. Nonostante ciò ha un sussulto e tanto basta per riaprire il set, approfittando di un passaggio a vuoto di Cocciaretto al servizio. L’italiana non si perde d’animo e tiene senza problemi i suoi turni di battuta, per poi trovare il break decisivo nel decimo game e lanciare la racchetta al cielo per quella che è la più grande vittoria della sua carriera finora. Saranno i primi quarti a livello WTA per Elisabetta Cocciaretto, che troverà la vincente tra Kontaveit e Siegemund.

Risultati:

[Q] A. Sasnovich b. J. Paolini 6-0 6-2
[WC] S. Errani b. Kr. Pliskova 3-6 6-4 6-3
[WC] E. Cocciaretto b. [6] D. Vekic 6-2 6-4
F. Ferro b. [8] E. Alexandrova 7-5 6-2

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere

Italiani

WTA Palermo: Camila Giorgi completa il poker azzurro

Convincente esordio per Camila Giorgi a Palermo contro Rebecca Peterson. Prossimo impegno contro Juvan. Fuori la n. 2 Vondrousova

Pubblicato

il

Camila Giorgi - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

Ritorno vincente per la n.1 italiana Camila Giorgi (n. 89 del ranking) che ha fatto il suo rientro sul circuito WTA aggiudicandosi il suo in contro di primo turno al Palermo Ladies Open contro la svedese Rebecca Peterson (n. 44 WTA) con il punteggio di 7-5 6-4. Nel suo primo match sulla terra battuta da più di due anni a questa parte, la marchigiana ha fatto un po’ fatica all’inizio del match a trovare il ritmo partita e ha dovuto recuperare da 1-3 e servire per rimanere nel set sul 4-5. Da lì però ha infilato ben sette giochi consecutivi che hanno segnato il destino del match. “Mi sono allenata qualche settimana sulla terra, mi sono trovata molto bene – ha spiegato Giorgi -. I primi punti sono stati un po’ difficili per il ritmo, poi ho iniziato a muovermi meglio. Il pubblico è stato fantastico”.

La vittoria di Camila completa l’en-plein azzurro al primo turno della competizione palermitana, raggiungendo Errani, Cocciaretto e Paolini che avevano superato il loro primo impegno nella giornata di lunedì. Il prossimo turno per Giorgi sarà contro la slovena qualificata Kaja Juvan (n. 121 WTA) che nel primo incontro della giornata sul campo centrale aveva eliminato la testa di serie n.2 Marketa Vondrousova (n. 18 WTA), finalista lo scorso anno al Roland Garros.

Negli altri incontri di martedì da segnalare il facile ingresso del torneo della testa di serie n.1 Petra Martic, che ha lasciato solamente tre giochi alla belga Van Uytvanck, e l’affermazione di altre tre giocatrici provenienti dalle qualificazioni: la russa Samsonova, che ha superato Flipkens, la bielorussa Sasnovic che ha eliminato la n. 5 del seeding Elise Mertens e la lucky loser Dodin che ha avuto la meglio di Zidansek.

 

I risultati:

[1] P. Martic b. A. Van Uytvanck 6-0 6-3
[Q] L. Samsonova b. K. Flipkens 6-4 6-2
[Q] A. Sasnovich b. [5] E. Mertens 6-4 6-1
F. Ferro b. [Q] N. Podoroska 6-2 6-1
[LL] O. Dodin b. T. Zidansek 2-6 6-4 6-4
C. Giorgi b. R. Peterson 7-5 6-4
[Q] K Juvan b. [2] M. Vondrousova 1-6 7-5 6-4

Il tabellone aggiornato

Il programma di mercoledì 5 agosto

Campo centraleore 16
[8] E. Alexandrova vs F. Ferro
J. Paolini vs [Q] A. Sasnovich
[WC] S. Errani vs Kr. Pliskova
[WC] E. Cocciaretto vs [6] D. Vekic

Continua a leggere

Italiani

Il lunedì azzurro di Palermo: avanti anche Paolini

La toscana rimonta Kasatkina e attende la vincente di Sasnovich-Mertens. Sakkari unica testa di serie ko, avanti Alexandrova e Yastremska. Martedì l’esordio di Camila Giorgi

Pubblicato

il

Jasmine Paolini - Palermo 2020 (via Twitter, @LadiesOpenPA)

A Palermo torna il tennis: gioia Errani e Cocciaretto

Il percorso netto delle azzurre nella prima giornata del WTA International di Palermo lo completa Jasmine Paolini. Dopo i successi di Errani e Cocciaretto, anche la toscana si mette al collo il pass per il secondo turno dove troverà la vincente tra la quinta testa di serie Elise Mertens e la qualificata Aliaksandra Sasnovich (con la bielorussa avanti 2-1 nei precedenti). Il successo della campionessa degli Assoluti su Daria Kasatkina è maturato oltre la mezzanotte dopo tre ore di battaglia, con la legittima soddisfazione per aver superato in rimonta una ex top ten (oggi 66 del mondo). Ed essersi presa la rivincita, dopo il ko nelle qualificazioni dell’ultimo Roland Garros.

Sapevo che sarebbe stata una partita molto dura – ha commentato a caldo la numero 95 WTA – conosco bene la mia avversaria, so che non molla mai e che contro di lei bisogna dare il massimo su ogni punto. Francamente non mi aspettavo di giocare così tanto. Avevo un affaticamento alla coscia, per questo ho servito più piano. Nel terzo set il servizio non ha aiutato nessuna delle due. Ho risposto meglio e penso che questo mi abbia aiutato a fare i break“.

ASPETTANDO CAMILA – C’è da dire che se Jasmine ha tramutato in punto appena il 51% delle prime di servizio, la russa è stata capace di fare peggio (45%) senza sfruttare le debolezze dell’avversaria (concretizzate appena 10 palle break su 34). Sul campo centrale, a beneficio del pubblico rigorosamente distanziato, il programma si è concluso a notte fonda – erano le due – con la sconfitta di Maria Sakkari (3 del seeding, 20 WTA), superata con un doppio 6-4 da Krstyna Pliskova.

La greca è stata l’unica testa di serie a cedere il passo nel day 1: avanti Ekaterina Alexandrova (8) che ha ribaltato il buon primo set di Kiki Mladenovic lasciando alla francese solo un game nel secondo e nel terzo parziale. Senza particolari affanni Dayana Yastremska (7) che ci ha messo un’ora e tre quarti per liberarsi in due set della spagnola Sara Sorribes Tormo. L’ucraina è lì nello spicchio basso di tabellone di Camila Giorgi, attesa oggi (terzo match sul centrale) all’esordio contro Rebecca Peterson (1-1 i precedenti nel 2019, entrambi sul veloce, ma a Wuhan l’azzurra si ritirò dopo un set). Il poker azzurro agli ottavi è l’obiettivo di giornata.

 

Risultati primo turno:

[6] D. Vekic b. A. Rus 6-1 6-2
L. Siegemund b. I. Begu 6-3 6-4
[WC] S. Errani b. S. Cirstea 7-5 1-6 6-4
[WC] E. Cocciaretto b. P. Hercog 7-6(1) 6-3
[8] E. Alexandrova b. K. Mladenovic 5-7 6-0 6-1
J. Paolini b. D. Kasatkina 5-7 6-4 6-4
[7] D. Yastremska b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-4
Kr. Pliskova b. [3] M. Sakkari 6-4 6-4

Il tabellone aggiornato

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement