Sydney/Hobart: il caldo prolunga la crisi di Kiki. Ostapenko non ingrana

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Sydney/Hobart: il caldo prolunga la crisi di Kiki. Ostapenko non ingrana

14esima sconfitta di fila per Kiki Mladenovic: questa volta è il caldo a metterla KO. Ostapenko ha iniziato male il 2018

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SYDNEY: KIKI NON VEDE LA LUCE, OSTAPENKO BALBETTA

Ad aprire il programma della Ken Rosewall Arena è stata la sfida inedita tra la wild card australiana Ellen Perez e Kristina Mladenovic. La numero 11 del mondo è incappata nella 14esima sconfitta consecutiva, la più grave in rapporto alla caratura dell’avversaria. Perez infatti al momento è alla posizione numero 343 del ranking e dopo aver vinto il primo set per 6-4 ha sfruttato il ritiro di Mladenovic (giunto sul 4-2 del secondo set) per poter festeggiare la prima vittoria nel circuito maggiore. La francese, prima di lasciare definitivamente il campo, ha richiesto numerose volte l’assistenza dei trainer. Il problema? La gestione dell’elevata temperatura. Per Kristina si tratta del primo ritiro nel circuito maggiore e come ha sottolineato lei stessa “quando abbiamo iniziato l’incontro c’erano 43°, mi dispiace per i tifosi”. Perez invece, 22enne mancina, ricorda ancora molto bene il suo esordio Slam di due anni fa a New York e dice: “lì mi capitò Shuai Zhang e fui massacrata (perse 6-1 6-1), quindi adesso è bello poter festeggiare una vittoria”. 

La vera sorpresa di giornata la mette a segno però Ekaterina Makarova, che al primo scontro diretto elimina Jelena Ostapenko. Per la campionessa in carica del Roland Garros si tratta della seconda sconfitta consecutiva al primo turno. Il primo set è stato un vero e proprio viaggio sulle montagne russe: Makarova, grazie anche alla solidità sul lato del rovescio, sembrava in grado di portare a casa il parziale e due volte ha servito per farlo. In entrambi i casi tuttavia la pressione ha giocato un ruolo determinante e il verdetto è stato rinviato al tie-break. Qui la lettone non ha risposto presente vincendo appena tre punti. Il secondo set è stata una vera tragedia per Ostapenko che ha persino messo a segno il game (im)perfetto: quattro doppi falli consecutivi. In risposta le cose non sono andate meglio, complici anche i servizi ben variati di Makarova che hanno generato una gran quantità di risposte sbagliate. Solamente un guizzo finale ha permesso alla 20enne di evitare il 6-0; anche in questa sconfitta sembra che il caldo abbia fatto la sua parte. Per la russa (decima vittoria su una top 10 negli ultimi 12 mesi) il tabellone si apre ora in maniera molto invitante. Rinviato quindi l’appuntamento di Jelena Ostapenko con la prima vittoria nel 2018: la numero 7 del mondo è apparsa troppo incerta e priva della solita verve. I punti in uscita nel primo trimestre non costituiscono un ammontare preoccupante e il margine sull’ottavo posto di Garcia, oltre 600 punti, le consentono tempo e modo di entrare in forma. Ma a Melbourne la attendiamo in ben altre condizioni.

 

Quello che doveva essere il primo match sul campo numero 1, si è invece trasformato nell’incontro di chiusura di giornata. Inizialmente Shuai Peng avrebbe dovuto sfidare la russa Vesnina, ma al ritiro della cinese ha liberato un secondo spot da lucky loser per Arruabarrena. La spagnola tuttavia non è mai riuscita a entrare in partita e ha perso il suo secondo incontro di giornata (dopo il turno decisivo delle quali contro Cepede Royg) con un doppio 6-2.

Paolo Di Lorito

HOBART: INDOMABILE BUZĂRNESCU, FUORI OSAKA

È ai blocchi di partenza il torneo WTA Moorilla Hobart International, che si gioca sul cemento outdoor nella capitale dello stato federale Tasmania, Hobart, e che insieme ai tornei di Sidney e Brisbane compone le Australian Open Series, culminanti negli Australian Open di Melbourne, al via il giorno 15 gennaio. Il torneo, attivo dal 1994, vanta un prize money di 250.000 dollari e detiene un insolito record: non è stato mai vinto due volte dalla stessa giocatriceLa campionessa in carica è Elise Mertens (tds n.2), che esattamente un anno fa era stata protagonista di un curioso caso di ritiri e sliding doors proprio qui in Tasmania, al secondo round; da lì in poi la carriera della belga sarebbe decollata, con il best ranking a fine anno (36°) e la finale a Istanbul (persa contro Svitolina). Nessuna italiana in tabellone, una sola giocatrice australiana è rimasta in gioco dopo l’eliminazione di Cabrera: è la giovane wild card Jaimee Fourlis (classe ’99 e n.325 WTA).

L’incontro più interessante della giornata è quello tra Mihaela Buzărnescu, n. 56 WTA, e la peperina Alizé Cornet,n. 38, vincitrice qui a Hobart nel 2016 e recentemente passata, non senza qualche polemica, dalla Lacoste al suo nuovo sponsor Lotto. La rumena, seppur coperta in più parti del corpo dal tape kinesiologico, sconfigge la francese di Nizza aggredendola senza pause con il suo tennis fulmineo ed efficace, fatto di anticipo e di angoli molto stretti. Buzărnescu detta a tutti gli effetti l’inerzia dell’incontro, comandando praticamente ogni scambio e togliendo tempo e fiato alla transalpina, spostandola e costringendola a coprire il campo e quindi a commettere spesso l’errore. Appassionante la storia della mancina rumena, che in una carriera segnata dagli infortuni è la giocatrice più anziana del tour ad aver raggiunto la top 100 e ha trovato il tempo di conseguire una laurea in Scienze dello sport. Di tutt’altra fattura il match vinto dalla statunitense di origine uzbeka Varvara Lepchenko contro l’ex campionessa del torneo tedesca Mona Barthel. Incontro non particolarmente spettacolare (appena cinque vincenti nel primo set) né troppo vibrante, caratterizzato dal vento e dagli errori gratuiti: tante risposte sbagliate per Barthel ma diversi regali anche da parte di Lepchenko, colpevole di essersi fatta portare addirittura al tie-break da una giocatrice assente per gran parte del match. Lepchenko incrocerà la vincitrice del derby rumeno Begu-Niculescu.

Lo scontro inedito tra Putintseva e Osaka, invece, delude i promotori del talento della giapponese. Fin da subito si nota la potenza dei colpi di Naomi, che martella la kazaka nel tentativo di spingerla fuori dal campo; risponde la Putintseva con intelligenti rotazioni, soprattutto di dritto, che costringono Osaka ad arretrare per non dover colpire la palla all’altezza delle spalle. Assieme alle variazioni in slice, costituiscono il tema tattico vincente per Putintseva. Osaka non trova mai la giusta profondità, aggredendo forse con troppa foga i colpi insidiosi della Putintseva, laddove la kazaka sfoggia concentrazione e lucidità. Si arriva rapidamente al 6-3, con addirittura due punti fotocopia: chiamata a rete da una palla corta, la Osaka affonda quasi consecutivamente due rovesci nella rete, nello stesso punto. Nel secondo set, sul punto che assegna il 4-3 alla kazaka, Osaka appare talmente abituata all’errore da fermarsi dopo aver tirato un dritto vincente, sulla riga. È il simbolo perfetto della resa: tanto potenziale, tanto punch, ma ancora scarsa lucidità in campo per Naomi Osaka.

Tra i match di domani, spicca la sfida tra la bielorussa Aryna Sabalenka, in grande ascesa, e la wild card Eugenie Bouchard che viceversa non sta attraversando un grande momento di forma.

Michele Blasina

Risultati:

SYDNEY

[WC] E. Perez b. [5] K. Mladenovic 6-4 4-2 rit.
E. Makarova b. [3] J. Ostapenko 7-6(3) 6-1
E. Vesnina b. [LL] L. Arrubarena 6-2 6-2

HOBART

B. Haddad Maia b. [WC] L. Cabrera 6-3 6-2
M. Buzarnescu b. [4] A. Cornet 6-2 6-4
V. Lepchenko b. M. Barthel 6-0 7-6(4)
Y. Putintseva b. N. Osaka 6-3 6-3

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WTA Mosca, la finale è Kontaveit-Alexandrova

La tennista estone batte Vondrousova, mentre la padrona di casa beneficia del ritiro di Sakkari (al primo turno anche Jabeur si era ritirata contro di lei)

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Anett Kontaveit conferma il proprio grande momento di forma battendo Marketa Vondrousova per 6-3 6-4 in 74 minuti e guadagnandosi così l’accesso alla finale della Kremlin Cup dove a sorpresa troverà Ekaterina Alexandrova, aiutata dal ritiro di Maria Sakkari (apparentemente per un calo di pressione, anche se la natura esatta del problema non è ancora stata chiarita) sul 4-1 per la tennista di casa. I confronti diretti fra le due finaliste sono sull’1-0 per Kontaveit, che lo scorso anno prevalse per 8-6 al tie-break del terzo set al 500 di Ostrava.

[9/WC] A. Kontaveit b. M. Vondrousova 6-3 6-4

Da quando ha iniziato a lavorare con Dmitry Tursunov, Anett Kontaveit ha letteralmente spiccato il volo, vincendo 20 partite su 22 e conquistando i tornei di Cleveland e Ostrava. La forma dell’estone non accenna a scemare per il momento, e una conferma di questa verità l’ha avuta oggi l’argento olimpico Marketa Vondrousova, battuta piuttosto rapidamente e con un punteggio “generoso” rispetto alla differenza vista in campo; Kontaveit è infatti scappata avanti di due break in entrambi i set, e solo qualche esitazione al momento di chiudere ha permesso alla rivale di contenere il passivo.

 

Vondrousova ha faticato terribilmente a tenere il servizio, in particolare nel primo set: partita 1-0 e servizio, ha perso cinque giochi di fila per il 5-1 Kontaveit. A quel punto la testa di serie n. 9 ha come detto tentennato, mancando due set point consecutivi in ribattuta e trovandosi 5-3 15-40 sul proprio servizio grazie ad una risposta di rovescio di Vondrousova resa imparabile dal nastro, una sliding door che avrebbe potuto riportare in partita la finalista del Roland Garros 2019. Kontaveit è però stata bravissima a ricomporsi, rubando una pagina dal manuale delle palle corte della rivale per salvare la prima e spingendo bene con il dritto sulla seconda, riuscendo così ad incamerare il set.

Nel secondo Vondrousova ha sprecato un’altra opportunità per cambiare il corso degli eventi: sul 2-1 in suo favore, si è procurata una palla break grazie ad un errore di dritto dell’avversaria, ma non è riuscita a far partire lo scambio. L’errore ha dato il là ad un parziale di 15-4 in favore di Kontaveit, che si è trovata quindi a servire per il match sul 6-3 5-2; anche in questa circostanza ha tremato, smarrendo uno dei due break e buttando due match point di fila in risposta, ma stavolta è riuscita a ritrovare il suo tennis potente (26 vincenti a 13) senza farsi lambire troppo da vicino dalla rivale, chiudendo a 15 l’ultimo game

Questa sarà la decima finale in carriera per Kontaveit (tre titoli più uno “condiviso” al torneo di Melbourne 3 di quest’anno, dove la finale venne cancellata), la quinta del 2021 (due titoli più la patta sopracitata) e la quinta in un 500 (un titolo poche settimane fa ad Ostrava più, ormai l’avete capito, la finale non disputata contro Li in Australia).

In caso di vittoria del titolo, Kontaveit si avvicinerebbe ulteriormente alle WTA Finals: supererebbe infatti Naomi Osaka al decimo posto, piazzamento che la renderebbe la prima riserva in virtù dell’annunciato forfait di Ashleigh Barty. Il distacco dell’estone dal nono posto di Ons Jabeur sarebbe di soli 110 punti, gap teoricamente colmabile raggiungendo la finale in Transilvania la prossima settimana (va detto però che Jabeur sarà la prima favorita a Courmayeur, dove potrebbe incamerare i punti decisivi per volare in Messico). In caso di vittoria domani, poi, Kontaveit eguaglierebbe il proprio best ranking di N.14 WTA.

E. Alexandrova b. [3] M. Sakkari 4-1 rit.

E per la settima edizione consecutiva ci sarà una tennista russa nella finale del 500 moscovita: Maria Sakkari si è infatti dovuta ritirare sull’1-4 del primo set contro Ekaterina Alexandrova, che raggiunge così la terza finale in carriera (sconfitta a Linz 2018 e vittoria a Shenzhen 2020), la prima stagionale e la prima in un 500. Percorso piuttosto particolare quello di Alexandrova, che ha beneficiato dei ritiri di due Top 10 quali Sakkari e, al primo turno, Ons Jabeur; al momento risalirebbe al trentunesimo posto del ranking, ma in caso di vittoria si porterebbe in zona seed negli Slam alla posizione N.31.

La tennista greca, che nei giorni scorsi ha ottenuto la matematica certezza di partecipare alle WTA Finals di Guadalajara per la prima volta in carriera, è rapidamente finita in svantaggio per 3-0, e, dopo aver richiesto un medical time out in cui le sono state misurati i parametri vitali, ha giustamente preferito non rischiare, lasciando il posto in finale all’avversaria. Sakkari è peraltro la giocatrice con più semifinali raggiunte nel 2021, ben sette.

Qui il tabellone aggiornato del WTA di Mosca e degli altri tornei della settimana

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WTA Tenerife, Giorgi sprecona: in finale va Osorio Serrano

Camila va in vantaggio nel primo set e serve per il secondo sul 5-4, subendo in entrambi i casi la rimonta dell’avversaria

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M. Osorio Serrano b. [4] C. Giorgi 6-4 7-5

Finisce in semifinale – e non senza rimpianti – la corsa di Camila Giorgi nel torneo di Tenerife. A frapporsi tra lei e la finale è stata l’omonima Maria Camila Osorio Serrano, giocatrice molto difficile da affrontare soprattutto per una tennista come Giorgi. La colombiana infatti è riuscita ad assorbire i colpi dell’azzurra costringendola col passare del tempo a giocare sempre un colpo in più e finendo col mandarla fuori giri. A pesare sono stati comunque i molti errori di Camila nei momenti più delicati dell’incontro, in particolare quando ha mancato tre consecutive palle del 5-3 nel primo set e poi quando ha subìto il break sul 5-4 del secondo set. Osorio Serrano giocherà dunque la seconda finale in carriera dopo quella vinta nel torneo di casa a Bogotà lo scorso aprile. Nel discorso post partita la colombiana ha scherzato in maniera molto simpatica sull’omonimia con Giorgi: “So che qualcuno di voi stava facendo il tifo per lei, ma visto che abbiamo lo stesso nome ho fatto finta che fossero tutti per me”. La sua prossima avversaria sarò Ann Li che ha dominato Alizé Cornet 6-2 6-1

IL MATCH – L’avvio di match della marchigiana è molto promettente: nel primo game si procura infatti ben cinque palle break (tre consecutive), ma non riesce a sfruttarle. Il suo rendimento alla battuta è ottimo e le permette di trovare diversi punti gratis, mentre Osorio Serrano mostra la solita solidità e intelligenza tattica. Entrambe mantengono una posizione molto aggressiva in risposta sulla seconda dell’avversaria. La partita è decisamente godibile. Sul 2-2, Osorio Serrano avanti 40-15 si fa trascinare ai vantaggi e con un doppio fallo concede ancora palla break, sulla quale Giorgi entra prepotentemente col dritto. L’azzurra avrebbe una mini occasione di aumentare il vantaggio quando si ritrova avanti 4-2 0-30, ma il tutto si risolve in un nulla di fatto. Il set (e probabilmente il match) gira sul 4-3, quando Giorgi perde il servizio da 40-0 in maniera piuttosto sorprendente, commettendo anche un doppio fallo sulla palla break. Sul 5-4 Giorgi sale 40-15, ma ancora una volta subisce il ritorno di Osorio che gioca due ottimi punti e si porta ai vantaggi. Giorgi le dà una bella mano affossando in rete due dritti e permettendole di completare la rimonta.

 

Nel secondo set, Osorio prova a spezzare ulteriormente il ritmo con slice e smorzate intelligenti che effettivamente mettono in crisi Camila. Gli errori dell’italiana aumentano, così come la sua fretta di chiudere i punti, il che non fa altro che fare gioco alla colombiana. Fortunatamente al servizio Giorgi riesce a difendersi con relativo agio e a mantenersi in scia nel punteggio. L’azzurra pesca un paio di risposte profonde sul 3-3 e si procura ben due palle break, senza però riuscire a convertirle. L’occasione persa non demoralizza Camila e anzi sembra scuoterla un po’: nel successivo turno di risposta riesce infatti a trovare il break e si presenta a servire sul 5-4. Al momento di chiudere però commette troppi errori e rimette in carreggiata l’avversaria. Ancora la fretta la tradisce sul 6-5 consegnando a Osorio due match point consecutivi: alla colombiana basta il primo, vinto con l’ennesimo smorzata che costringe Giorgi a una lunga rincorsa in avanti.

Il tabellone completo

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WTA Mosca: Halep fermata da Sakkari, Kontaveit spazza via Muguruza. Out anche Sabalenka

Garbine sconfitta in appena 48 minuti. La numero 1 del seeding eliminata da Alexandrova. Sfuma il ritorno in una semifinale WTA per Halep, eliminata con un doppio 6-4

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Anett Kontaveit - Mosca 2021 (foto Telegram VTB Kremlin Cup)

Due campionesse Slam sono cadute nella giornata di venerdì al WTA di Mosca – Garbine Muguruza prima e Simona Halep poi – e la numero 1 del seeding Aryna Sabalenka . La sconfitta che fa più clamore è sicuramente quella di Muguruza, non per il nome della sua avversaria – un’ottima Anett Kontaveit – quanto per l’andamento della partita e lo score finale. Kontaveit ha chiuso in 48 minuti di gioco, piazzando un perentorio 6-1 6-1 che spiega al meglio l’andamento dell’incontro. Muguruza è sembrato non avesse recuperato le fatiche del suo primo turno, un match di due ore e tre quarti, nonostante abbia anche potuto riposare nella giornata di giovedì. Ha raccolto la miseria di 5 punti in risposta in tutto l’arco della partita, perdendo il servizio con estrema facilità in entrambi i parziali.

Kontaveit ha piazzato 22 vincenti a fronte di soli 10 errori non forzati: dopo aver perso al primo turno a Cincinnati ha vinto 19 partite su 22 (e due trofei). Sfiderà in semifinale l’argento olimpico di Tokyo Marketa Vondrousova, che si è imposta in due set sulla finalista del Roland Garros Pavlyuchenkova (un titolo e due finali giocate in carriera in questo torneo per la russa).

Simona Halep ha provato a evitare in tutti i modi quella che poteva essere una netta sconfitta nei quarti contro Maria Sakkari. Il punteggio finale recita 6-4 6-4 per la greca, con entrambi i break arrivati nel decimo game dei due set. Sakkari però ha servito per il primo parziale sul 5-3, ma ha dovuto attendere il quinto set point in un game lungo 10 minuti per chiudere la frazione. Nel secondo set Halep ha annullato un match point mentre la sua avversaria serviva sul 5-1 e con grande tenacia è riuscita a tornare on-serve, prima di perdere la battuta sul 4-5.

 

Sakkari sfiderà Alexandrova, ultima russa rimasta in gara, una notizia che le avrà fatto sicuramente piacere. Il motivo? Conduce 3-0 nei precedenti contro la numero 37 del mondo e soprattutto non dovrà affrontare Aryna Sabalenka, eliminata proprio da Alexandrova. Un’ora e un quarto di partita, un break a decidere entrambi i parziali. Sabalenka non ha nemmeno sfruttato il vantaggio guadagnato a inizio secondo set (2-0), facendo rientrare prontamente la sua avversaria in gioco. Sarà la terza semifinale in un WTA 500 per la russa.

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