Djokovic, ancora non va. ‘Non dovevo essere qui’. Federer riparte e chiude

Nole subito fuori contro Daniel. Più di 60 gratuiti e un atteggiamento piuttosto negativo. Roger salva set point e conclude dopo la sospensione per pioggia

Djokovic, ancora non va. ‘Non dovevo essere qui’. Federer riparte e chiude
Novak Djokovic, Indian Wells 2018 (foto di Luigi Serra)

[Q] T. Daniel b. [10] N. Djokovic 7-6(4) 4-6 6-1 (Michelangelo Sottili)

 

In due ore e mezza e tre set, Taro Daniel, n. 109 ATP, supera Novak Djokovic che fa registrare 61 errori non forzati, di cui oltre la metà arrivati dal rovescio. C’era grande attesa per il rientro dell’ex numero 1 del mondo dopo l’intervento al gomito e, pur considerando le dichiarazioni sulle aspettative, ben difficilmente Nole potrà ritenersi soddisfatto di questa prestazione contro il giapponese che quest’anno, prima di questo torneo, aveva battuto solo un paio di amatori.

Taro vince il sorteggio e, memore dei forzati aggiustamenti in battuta di Djokovic in Australia, sceglie di rispondere; l’altro replica iniziando il match con una combinazione servizio e dritto vincente e Daniel si limita a giocare come se avesse già fatto tutto il possibile. In vantaggio del break conquistato a zero nel quarto gioco e con due soli punti lasciati in quattro turni di servizio, Nole sembra accontentarsi, ma il rovescio spesso corto e i gratuiti che aumentano in misura preoccupante suggeriscono a Taro che, dopotutto, può anche provarci, così piazza due bei vincenti e riporta il set in parità. Emblematico il punto con cui Daniel arriva sul 6-6, tenendo senza difficoltà lo scambio sulla diagonale di rovescio, tanto che tocca al serbo tentare di uscirne con una smorzata: da dimenticare sia quella sia il successivo tie-break, praticamente regalato all’avversario.

L’incontro prosegue su livelli mediocri, ma il pubblico riesce a infiammarsi per qualche sporadico vincente e il grido “Nole, Nole!” accompagna il break ottenuto dal serbo al settimo gioco che gli consente di allungare il match dopo aver recuperato da 15-40 nell’ultimo game. A Djokovic è sufficiente tenere un paio di colpi profondi per mettere in affanno Taro, ma oggi non è affatto cosa semplice e il nervosismo comincia a farsi palese. Gli errori non accennano a diminuire, ma le emozioni non mancano tra palle break offerte e rifiutate, fino a quella messa a segno dal dritto di Daniel con Nole che pare rinunciare allo scambio più teso del match: è solo 3-1, ma l’incontro finisce lì. Taro, per la prima volta nel main draw di Indian Wells, accede così ai sedicesimi dove aspetta Leonardo Mayer che ha battuto Ruben Bemelmans, lucky loser al posto di Kei Nishikori. 

Mi sono sentito come se stessi giocando per la prima volta. Stranissimo, completamente fuori ritmo. Nelle ultime settimane sono stato anche lontano dal meglio, in termini di salute”, ha detto Djokovic in conferenza stampa. Non avrei nemmeno dovuto essere qui, sono passate solo cinque o sei settimane dall’operazione. Ma ho recuperato in fretta, e volevo vedere in che condizioni ero”. Si tratta di un problema mentale? Hai paura di farti di nuovo male o senti ancora dolore? Gli chiedono i giornalisti presenti in sala stampa. “Ero nervoso. Era uno di quei giorni in cui non riesci a trovare il ritmo da fondo, soprattutto dal lato del rovescio. Alcuni errori sono stati inusuali, non da me. Ma credo che faccia tutto parte del momento particolare che sto vivendo. Il dolore? Anche se non lo senti, continui a pensarci, perché è un qualcosa che mi sono portato dietro per due anni”.

Quando un giornalista gli chiede: “Ti abbiamo visto durante gli allenamenti soffiarti spesso il naso, forse eri anche un po’ raffreddato? Non è capitato certo nel momento migliore, proprio quando avresti avuto bisogno di energie”, Nole risponde così: È la vita. Dio ti mette sempre alla prova proprio nel momento in cui non te lo aspetti. Ho vissuto tante cose nella mia vita, quindi so che in ogni situazione c’è sempre qualcosa di buono. In questo momento, sono seduto qui a parlare di una sconfitta. Non è quello che uno sportivo vorrebbe, ma allo stesso tempo, c’è una ragione dietro ogni cosa che capita nella vita“. Sei preoccupato in vista del resto della stagione, della tua condizione fisica e mentale e tutta la situazione che stai vivendo? “Ovviamente analizzerò tutta la situazione. Il tennis mi manca. In un certo senso mi manca competere. Mi manca essere là fuori, è una parte molto grande della mia vita. Ma allo stesso tempo, devo parlare con il mio team e creare la miglior strategia possibile per il futuro”.

Raggiante invece Taro Daniel nell’intervista post match: “Molto è dipeso dal mio servizio. Non ho fatto tanti ace e ho commesso qualche doppio fallo di troppo, ma non l’ho fatto mai entrare in ritmo. Non credo sarei stato in grado di farlo un anno fa. È un grande miglioramento perché è quello che mancava principalmente al mio gioco, e spero di poter continuare a migliorarmi perché il livello non è ancora da top 50, ma voglio arrivarci.

[1] R. Federer b. F. Delbonis 6-3 7-6(6) (Roberto Ferri e, da Indian Wells, il nostro inviato Vanni Gibertini)

Dopo un’attesa dovuta a un principio di pioggia, Roger Federer scende in campo da numero 1 del mondo. Non gli capitava da Basilea 2012. Di fronte a lui c’è il mancino argentino Federico Delbonis, numero 67 del mondo, che contro il maestro svizzero vanta un bilancio positivo grazie alla vittoria ottenuta nel 2013 ad Amburgo nell’unico precedente confronto. Per quanto si è visto nella prima parte della partita, Federer è stato molto incisivo e centrato con il servizio e le volèe, molto meno con i colpi da fondocampo che, forse complice un po’ di ansia per le condizioni meteo, spesso e volentieri ha steccato o messo gratuitamente fuori dalle linee del campo. Anche nella prosecuzione del match sotto il sole, il campione svizzero ha dato l’impressione di essere un po’ “diesel”, ma alla fine è stato più solido quando contava.

La partita

Federer tenuto a galla dalla precisione della prima palla di servizio nei primi due turni di battuta in cui è comunque costretto ai vantaggi per venirne a capo. Gli errori gratuiti fioccano e buon per lui che Delbonis mostri tutti i suoi limiti su questa superficie, altrimenti sarebbero dolori. L’argentino ha un primo turno di battuta facile ma sul secondo alla prima palla break concessa soccombe. Il 33% di prime in campo non sono ovviamente ammissibili contro un giocatore del livello dello svizzero, che ne approfitta immediatamente. Delbonis avrebbe comunque un’ottima opportunità per rientrare in partita nel nono game. Sul punteggio di 5-3 Federer smarrisce improvvisamente la prima di servizio, sbaglia due facili diritti e gli regala due palle break consecutive che trova però modo di fallire complice anche una risposta su una seconda giocata a ridosso degli spettatori della prima fila. Un diritto completamente scentrato mette fine al primo (brutto) set.

Nel secondo parziale Delbonis appare solido nei primi due game di battuta mentre Federer è ancora frettoloso nell’esecuzione dei colpi e quindi molto più falloso del solito, seppure non corra rischi particolari. Dopo una sospensione per pioggia ed il definitivo rinvio al giorno dopo sul 2-2, Federer deve salvare una palla break per il 2-4 ma un sicuro smash da fondo lo toglie dai guai. Si arriva senza patemi al tie-break nel quale lo svizzero va avanti subito 4-1 con due sevizi a seguire. Poi però inciampa in un paio di errori con il diritto ed un doppio fallo e regala un set point a Delbonis. L’argentino però cede due punti sulla sua battuta con due gratuiti di rovescio, e sul match point è Federer che forza un errore sul passante di diritto dell’avversario ed alza le braccia verso il terzo turno.

Di notte le condizioni sono molto più ‘morte’, di giorno la superfice è più reattiva, prende lo spin molto di più e meglio”, racconta Federer nella conferenza stampa post-match. “Capisco quello che sta succedendo a Novak, gestire le situazioni in partita è totalmente un’altra cosa. In allenamento puoi anche sentirti bene, puoi impegnarti, fare finta che ogni punto sia un match-ppoint, ma giocare la vera partita non è paragonabile. Annullare un break-point davanti alla folla, nello stadio, sono sensazioni che non si possono riprodurre in un training“. Federer non ha ancora deciso cosa farà durante la stagione sulla terra battuta: “Ho deciso che non giocherò all’inizio. Sicuramente non andrò a Montecarlo, che oltretutto cade durante il viaggio in Africa della Fondazione. Poi dopo Miami deciderò se giocare o meno e quali tornei scegliere“.

Risultati:

[LL] D. Sela b. [21] K. Edmund 6-4 6-4
G. Monfils b. [15] J. Isner 6-7(5) 7-6(3) 7-5
[31] P. Kohlschreiber b. [Q] T. Smyczek 1-6 6-4 6-4
P.H. Herbert b. [24] G. Muller 6-3 7-5
[28] F. Lopez b. [WC] E. Escobedo 6-4 6-3
[29] D. Ferrer b. [WC] T. Sandgren 6-2 7-6(3)
[Q] Y. Bhambri b. [9] L. Pouille 6-4 6-4
[Q] T. Daniel b. [10] N. Djokovic 7-6(4) 4-6 6-1
L. Mayer b. [LL] R. Bemelmans 6-4 6-1
[1] R. Federer b. F. Delbonis 6-3 7-6(6)
[2] M. Cilic b. M. Fucsovics 7-5 6-3
[Q] M. Baghdatis b. [14] D. Schwartzman 7-5 6-4
[18] S. Querrey b. M. Zverev 6-4 7-5
[8] J. Sock b. T. Fabbiano 6-2 7-5
[32] M. Raonic b. [Q] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4
J. Sousa b. [4] A. Zverev 7-5 5-7 6-4
[6] J.M. del Potro b. [WC] A. De Minaur 6-2 6-1

Il tabellone completo

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