Indian Wells: quante cadute! La più rumorosa è quella di Zverev

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Indian Wells: quante cadute! La più rumorosa è quella di Zverev

In totale sono sette le teste di serie a saltare. Sascha Zverev è la più alta, ma è grosso anche il tonfo di Pouille. Baghdatis-Sela, sarà sfida ‘d’antan’

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J. Sousa b. [4] A. Zverev 7-5 5-7 6-4 (Paolo Di Lorito)

L’ultimo match di giornata regala un risultato a sorpresa, forse la più importante di giornata, sicuramente più imprevedibile della sconfitta di Djokovic: Joao Sousa batte in tre set Alexander Zverev e lo fa rimontando un break di svantaggio sia nel primo che nel terzo set. Il tedesco, beneficiario della testa di serie n. 4, era al suo primo match in California e l’orario così scomodo certamente non l’ha agevolato. Queste tuttavia non possono essere le ragioni dei gravi cali di concentrazione messi in mostra durante l’incontro, dove, dopo un reciproco scambio di set per 7-5, il tedesco è stato in vantaggio 4-1 nel parziale decisivo. Il suo avversario comunque non è stato da meno e a tratti pareva davvero spacciato. Al numero 85 del mondo va tuttavia dato il merito di essere rimasto sempre presente in campo e non aver mollato un centimetro durante i duri scambi da fondo. Ora lo attende un’altra sfida ostica contro Milos Raonic, sebbene il portoghese possa già avere una certezza: era difficile beccare Sascha e Milos in un momento migliore per avere speranza di impensierirli. Con il tedesco ci è già riuscito, con il canadese chissà.

Per Alexander Zverev continuano le difficoltà nei tornei in cui l’asticella si alza, se non altro psicologicamente considerando che alcune delle sconfitte proseguono ad arrivare contro giocatori che il tedesco non potrebbe né dovrebbe temere, in ragione del suo arsenale da fondo campo. Dalla famosa volée sbagliata contro Nadal nel 2016, qui a Indian Wells, che gli è costata l’accesso ai quarti di finale, Sascha ha vinto un solo incontro nel 2017 contro Facundo Bagnis; quindi la sconfitta contro Kyrgios al secondo turno dodici mesi fa e la battuta d’arresto di oggi, tanto più sorprendente.

 

[6] J. M. del Potro b. [WC] A. de Minaur 6-2 6-1 (Paolo Di Lorito)

Juan Martin del Potro, il sesto favorito del torneo, si impone nettamente nella sfida inedita contro la wild card australiana De Minaur (141 del mondo), vincendo 6-2 6-1. Lo stadio centrale torna a riempirsi per la sessione serale aperta dal gigante di Tandil il quale, amante di uno stile di vita salutare, non ha molta voglia di restare sveglio fino a tardi e cerca di chiudere il match il prima possibile. Il giovane australiano gli dà una mano prendendo spesso la via della rete e il tutto si trasforma in un piacevole spettacolo per i presenti. Gli scambi più belli comunque sono quelli sulla diagonale di dritto, con de Minaur che non indietreggia affatto e soprattutto non tira tanto meno forte del suo avversario, che pure saprebbe spaventare persino il vecchio ‘mano de piedra‘ Fernando Gonzalez quanto a chili scaricati sul colpo più forte. Il 19enne nato a Sydney, ma residente in Spagna, ha però al momento un fisico troppo leggero per poter competere con il n. 8 del mondo, anche se la sensibilità nel tocco c’è in abbondanza. Quest’ultima tuttavia non è sufficiente per farlo restare in campo per più di 70 minuti. Al terzo turno del Potro affronterà Ferrer; i due si sono recentemente affrontati ad Acapulco (vittoria dell’argentino) mettendo in scena una delle partite migliori di questa stagione. “Ho giocato meglio di quanto mi aspettassi, oggi. Contro David sarà una grande battaglia e mi farò trovare pronto“.

[32] M. Raonic b. [Q] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4 (Andrea Franchino)

Ancora un derby per l’enfant prodige canadese Felix Auger-Aliassime: dopo la vittoria con Vasek Pospisil (che lo ha fatto entrare negli annali del tennis come il primo giocatore nato nel secondo millennio a vincere un match in un torneo Masters 1000), dall’altra parte della rete gli si para il connazionale Milos Raonic, ex numero 3 del mondo (che, tra le altre cose, negli annali di cui sopra verrà ricordato anche per essere uno dei pochi giustizieri di Sua Maestà Roger Federer sui verdi prati di Wimbledon). Come sempre nei match in cui è presente Milos l’equilibrio è determinato dal rendimento al servizio: quando egli si esprime in questo fondamentale ai livelli ottimali che sa raggiungere, all’avversario non rimane che cercare di essere altrettanto consistente nei propri turni alla battuta e coltivare la speranza di giocarsi le chance nel tie break. Il giovane Felix ha dalla sua l’ottima capacità di movimento che potrebbe consentirgli di rispondere con esplosività ai traccianti in arrivo per poter avviare lo scambio e mettere in difficoltà l’attuale n°38 ATP costringendolo a spostarsi continuamente. La vittoria finale di Raonic giunge rispecchiando fedelmente i canoni sopra descritti, malgrado l’avvio di Auger-Aliassime avesse fatto nascere la speranza di un match diverso vista la sua capacità di strappare il servizio a Milos già al primo turno di servizio e recuperare il break subito nel game di apertura. Da lì in avanti saranno solamente 3 (tre) i punti che il canadese “più giovane” riuscirà a fare fino alla fine del set, chiuso per 6-4 in 37 minuti. Nella seconda frazione il canadese “meno giovane” non vuole sorprese, riesce nuovamente a brekkare l’avversario in avvio e veleggia tranquillamente fino al decimo gioco, dove però deve fronteggiare la disperata reazione di Felix che conquista 3 palle break consecutive. Sulla prima occasione un diritto a sventaglio di Auger-Aliassime finisce in corridoio di poco, sulle altre ci pensa il turbo-servizio di Milos a riportare tutto in equilibrio, che poi chiude la partita al primo match point (ma guarda un pò…) con un ace di seconda. Prossimo match con il sorprendente Joao Sousa, che si è liberato – come abbiamo visto – di un rivedibile Alexander Zverev.

GLI ALTRI INCONTRI (Paolo Di Lorito)

Per mettere ordine tra i tanti risultati sorprendenti emersi nella notte tra domenica e lunedì, da una parte i tennisti che superano il metro e ottanta di altezza e di conseguenza fanno largo uso della battuta, dall’altra quelli più minuti dotati di buone gambe. Anticipiamo: ci sono sorprese in entrambi i calderoni.

GLI ALTI… – Iniziamo la rassegna con il primo match in programma sullo Stadium 2, uno dei più intensi ed equilibrati di giornata. Il merito dello show va dato principalmente al vincitore Gael Monfils, che in tre tiratissimi set sconfigge l’americano John Isner. Il francese in questo torneo sta realizzando una quantità enorme di punti spettacolari – persino superiore alla sua media – ed è riuscito a portare dalla sua il pubblico della California, che lo sostiene nella rimonta durante la quale annulla anche un match point a Big John (sul 4-5 al terzo), comprensibilmente scoraggiato all’uscita dal campo. Dopo essersi spartiti due tie-break, i due non hanno avuto la ‘forza’ di giocarne un altro e il francese ha chiuso con un break chirurgico nell’undicesimo game vincendo 7-5. Un altro transalpino a strappare il ticket per il terzo turno è Pierre Hugues Herbert che, in una sfida dal sapore antico, batte Gilles Muller 6-3 7-5. I due giocatori dallo stile vintage deliziano gli spettatori con numerose volée, ma è il 93 del mondo (allenato da Santoro) ad abbinarci anche la concretezza e centrare il successo che lo porta ad incrociare la strada con Monfils. Il tennis di volo ha la meglio anche nella sfida tra Feliciano Lopez e la wild card Escobedo. Lo spagnolo gestisce bene le bombe al servizio del giovane americano e si impone in appena 69 minuti per 6-4 6-3 rispettando il pronostico. Fa altrettanto anche Sam Querrey contro il più grande dei fratelli Zverev. L’americano t.d.s. numero 18 vince 6-4 7-5 senza subire break, ma anzi trovandoli a suo favore nei momenti più caldi dell’incontro. Un’altro gigante a centrare il successo è Marin Cilic ma il croato, per la prima volta testa di serie numero 2 in un torneo 1000, lo fa più avvalendosi della sua solidità da fondo campo che con l’aiuto della battuta (le percentuali della prima sono sotto il 50%). A dargli una mano sono anche i tanti errori del 26enne ungherese Fucsovics che non spaventa in nessuna circostanza Cilic. Sorride infine Leo Mayer, il quale inizialmente era stato opposto all’eternamente rientrante Nishikori, che infatti ha deciso all’ultimo di ritornare in convalescenza a causa, sembra, di una banale influenza. In luogo del giapponese, Leo Mayer si è trovato ad affrontare il lucky loser Ruben Bemelmans. Il belga è rimasto in campo 63 minuti, giusto il tempo di subire tre break, vincere cinque game e ri-salutare la truppa (6-4 6-1).

…E I BASSI – L’israeliano Dudi Sela mette a segno una delle principali sorprese di giornata eliminando la t.d.s. numero 15 Kyle Edmund, al suo primo torneo dopo la semifinale in Australia. Il neo-numero 1 britannico in questi mesi è stato alle prese con un virus e oggi è stata proprio la forma fisica a fargli difetto. Il servizio ha mostrato maggiori carenze e il lucky loser Sela ha intelligentemente sfruttato la circostanza per vincere 6-4 6-4. Con lo stesso punteggio ha trionfato anche Yuki Bhambri (25 anni, n. 110) contro un fallosissimo Lucas Pouille. Il qualificato indiano, alla sua seconda presenza assoluta in un Master 1000, è stato in vantaggio in entrambi i set senza mai lasciar intravedere timori reverenziali, anche quando la testa di serie n. 9 sembrava intenzionato a rimontare. Dopo aver chiuso al primo match point, tutte le emozioni trattenute sono state esternate con un bacio al cemento blu del campo 5, per festeggiare quella che è la vittoria più importante della carriera. Prima di lui, nello stesso stadio, aveva vinto il suo match Philippe Kohlschreiber faticando più del previsto contro l’americano Tim Smyczek. Il 126 del mondo è uscito dai blocchi alla grande vincendo 6-1 il primo set, salvo poi soccombere alla distanza con un doppio 6-4. In serata si sono affrontati per la seconda volta in carriera Marcos Baghdatis e Diego Schwartzman e l’argentino è riuscito a fare leggermente meglio rispetto al doppio 6-0 subito a Huston nel 2016. Il terzo upset di un qualificato porta infatti la firma del 32enne cipriota, che ha eliminato l’argentino 7-5 6-4. Il risultato sorprende soprattutto in relazione agli straordinari recenti risultati di Diego (primo titolo 500 e ingresso in top 20). Il match è stato una vera sagra del break e solo l’esperienza del 102 del mondo ha evitato un terzo set. Il frutto principale di questo upset sarà la sfida di terzo turno tra Dudi Sela e Marcos Baghdatis: per gli appassionati un po’ hipster e un po’ nostalgici impossibile trattenere la lacrimuccia.

Risultati:

[LL] D. Sela b. [21] K. Edmund 6-4 6-4
G. Monfils b. [15] J. Isner 6-7(5) 7-6(3) 7-5
[31] P. Kohlschreiber b. [Q] T. Smyczek 1-6 6-4 6-4
P.H. Herbert b. [24] G. Muller 6-3 7-5
[28] F. Lopez b. [WC] E. Escobedo 6-4 6-3
[29] D. Ferrer b. [WC] T. Sandgren 6-2 7-6(3)
[Q] Y. Bhambri b. [9] L. Pouille 6-4 6-4
[Q] T. Daniel b. [10] N. Djokovic 7-6(4) 4-6 6-1
L. Mayer b. [LL] R. Bemelmans 6-4 6-1
[1] R. Federer b. F. Delbonis 6-3 7-6(6)
[2] M. Cilic b. M. Fucsovics 7-5 6-3
[Q] M. Baghdatis b. [14] D. Schwartzman 7-5 6-4
[18] S. Querrey b. M. Zverev 6-4 7-5
[8] J. Sock b. T. Fabbiano 6-2 7-5
[32] M. Raonic b. [Q] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4
J. Sousa b. [4] A. Zverev 7-5 5-7 6-4
[6] J.M. del Potro b. [WC] A. De Minaur 6-2 6-1

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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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Australian Open uomini: Tsitsipas in quattro set su Baez. Paire sorprende Dimitrov, De Minaur facile [VIDEO]

Il greco perde un set ma passa su Baez, mentre Benoit fa lo scherzo al bulgaro. Bene in tre set De Minaur, Auger-Aliassime vince una battaglia di oltre quattro ore con Davidovich Fokina

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Il resoconto di alcuni match del tabellone singolare maschile dell’Australian Open giocati nella prima mattinata (qui l’approfondimento su alcuni match della notte italiana). Tsitsipas soffre la tenacia dell’argentino Baez, vittoria a sorpresa di Paire su Dimitrov. L’idolo di casa De Minaur avanza facilmente.

[4] S. Tsitsipas b. S. Baez 7-6(1) 6-7(5) 6-3 6-4

Continua a correre Stefanos Tsitsipas. Il greco, arrivato a Melbourne con poche partite sulle gambe (due di doppio e una persa all’ATP Cup) a causa di un infortunio al gomito, ha battuto in quattro set Sebastian Baez sulla Margaret Court Arena. Una vittoria anche di carattere per il N.4 del seeding, che ha dovuto lottare vedendosi riprendere sull’1-1 dal ventunenne argentino, semifinalista alle ultime Next Gen Finals di Milano in cui sconfisse tra gli altri Musetti.

 

Nel primo set Tsitsipas si è visto annullare sette palle break nei primi due turni in risposta. Sarebbe potuto sembrare il segnale che il greco avrebbe avuto vita facile, invece è stato Baez a dare il primo squillo alla partita. A sorpresa l’argentino ha strappato il servizio al N. 4 del mondo nel nono game, giocando un tennis molto offensivo. Ma, nel momento di servire per il primo set, sono tremate le gambe al classe 2000. Baez ha immediatamente riconsegnato la battuta a Tsitsipas, anche grazie ad un gioco in risposta molto profondo del greco, per poi veder sfuggire il primo parziale in un tie-break in cui Stefanos gli ha lasciato un solo punto.

Il giovane argentino (N. 88 del ranking) si sarebbe potuto sconfortare dopo l’andamento del primo set, ma nel secondo ha dimostrato tutto il carattere che contraddistingue gli sportivi albiceleste. Un secondo parziale in cui a dominare sono stati i servizi, senza opportunità di break per nessuno dei due giocatori e con Baez che ha messo in campo l’85% di prime palle (contro il 74% dell’avversario) oltre a 13 vincenti. Arrivati all’inevitabile tie-break, il sudamericano ha vinto quattro punti di fila dal 3-5 per rimettere in parità la partita.

Baez, all’esordio nel tabellone principale dell’Australian Open, ha visto però sciogliersi le proprie sicurezze nel terzo set. Tsitsipas ha ritrovato la rapidità di gambe che lo contraddistingue e, affidandosi specialmente al proprio dritto, ha operato il break nel secondo e nel quarto gioco. Dopo aver rimandato la conquista del parziale sul 5-2 e servizio, il greco ha definitivamente messo la testa avanti. Nella quarta frazione c’è stato poco da fare per Baez. Strappata la battuta all’avversario nel terzo game, Stefanos ha controllato il prosieguo dell’incontro, chiudendo poi la pratica in in tre ore e ventidue minuti.

Baez è un grande giocatore” – ha dichiarato il greco sull’avversario a fine partita – “ha uno dei migliori dritti che abbia mai affrontato“. Tsitsipas, che raggiunge così il terzo turno all’Australian Open per il quarto anno consecutivo, proverà a difendere la semifinale conquistata nella scorsa stagione e persa da Medvedev. Avversario del prossimo round sarà Benoit Paire.

B. Paire b. [26] G. Dimitrov 6-4 6-4 6-7(4) 7-6(2)

Sul campo 3 il francese si è reso infatti protagonista di una delle soprese di giornata. L’estroso ma spesso troppo discontinuo Paire ha infatti battuto in tre ore e diciotto minuti Grigor Dimitrov, semifinalista a Melbourne nel 2017. Dai numeri di fine partita si può notare come sia stato il servizio l’arma vincente per il transalpino. Benoit ha infatti messo a segno il doppio degli ace rispetto all’avversario (14 a 7) e, nonostante la percentuale di prime in campo sia poco superiore alla metà, ha vinto l’82% di punti col primo servizio.

Il N.56 del ranking ha conquistato le prime due frazioni con lo stesso risultato, anche se nella seconda ha dovuto faticare maggiormente subendo un break nel quarto gioco ma riconquistandolo immediatamente nel game successivo. In questo frangente di partita Dimitrov è risultato più falloso dell’avversario, commettendo 28 errori non forzati contro i 17 di Paire e con 5 doppi falli solo nel secondo set.

Nella terza frazione il bulgaro ha ritrovato buone percentuali e, nonostante i 9 ace di Paire (su 14 totali), ha portato la partita al tie-break, vincendolo poi per 7-4. Gioco decisivo anche nel quarto set quando, dopo un break per parte conquistato, il francese ha vinto il game finale mettendo a segno cinque punti consecutivi dal 2-2.

[32] A. De Minaur b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-2

L’idolo di casa Alex De Minaur è sceso in campo nella notte italiana sulla Rod Laver Arena. Vittoria facile per il tennista di Sydney, che ha battuto il polacco Kamil Majchrzak (N. 107 ATP) in un’ora e 39 minuti. Partita con poca storia tra i due, con la tds N. 32 che si è fatto bastare un break nelle prime due frazioni, per poi dilagare nella terza in appena ventisei minuti.

De Minaur, che al primo turno aveva avuto la meglio su Musetti, ha nel complesso dominato anche le statistiche, mettendo a segno 11 ace (contro i 3 del polacco) e 35 vincenti, conquistando anche l’85% dei punti con il primo servizio. L’australiano conquista così per la terza volta l’accesso al terzo turno degli Australian Open e nella prossima partita contro il 35enne Pablo Andujar potrebbe raggiungere il miglior risultato della carriera al Melbourne Park.

[9] F. Auger-Aliassime b. A. Davidovich Fokina 7-6(4) 6-7(4) 7-6(5) 7-6(4)

Grande spettacolo sulla nuovissima Kia Arena, dove Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina hanno dato vita ad uno dei match più entusiasmanti di questo Day 4. A prevalere è stato alla fine il N. 9 del mondo e fresco vincitore dell’ATP Cup con il suo Canada. Ma lo spagnolo, che a Melbourne ha vinto la sua prima partita Slam nel 2020, ha dato dimostrazione ancora una volta di carattere e di buona predilezione per il veloce, mettendo in difficoltà Felix e costringendolo a una vittoria dopo quattro tie-break.

Decisivi per il canadese i 28 ace sfoderati in tutta la partita (contro i 6 dello spagnolo N. 50 ATP) a conferma dell’ottimo lavoro svolto nell’ultimo periodo per quanto riguarda il servizio. Più combattuti nel complesso il primo e il quarto set in cui, a differenza delle altre due frazioni, i giocatori sono riusciti a conquistare un break a testa in entrambe le partite. Il rendimento con il servizio di Auger-Aliassime ha avuto alla fine la meglio e il classe 2000 al terzo match point ha chiuso i giochi. Nel prossimo turno, il canadese è atteso da una sfida che promette spettacolo contro la tds N. 24 Daniel Evans.

QUI IL TABELLONE MASCHILE DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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Australian Open: Monfils domina Bublik, Zverev col vento in poppa. Sarà Sonego-Kecmanovic

Il tedesco non ha problemi con Millman, Kecmanovic supera Paul. Opelka, Khachanov e Albot avanti

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Gael Monfils - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Giornata ricca di sorprese all’Australian Open maschile. Anche se sono state poche le teste di serie ad abbandonare il torneo non sono mancate le partite combattute e dei vincitori fuori pronostico. Ecco la seconda parte dei risultati maschili di giornata dei match che non hanno visto impegnati giocatori italiani (qui la prima parte).

Kecmanovic b. Paul 7-6(7) 7-5 7-6(8)

Può essere definita sorprendente la vittoria ottenuta dal serbo Miomir Kecmanovic contro Tommy Paul. Il tennista americano era l’assoluto favorito della vigilia visto il periodo di forma non eccezionale di Kecmanovic e in generale la poca adattabilità del gioco del serbo alle superfici veloci. La giornata poco positiva al servizio è costata cara a Paul, che sullo scambio ha sofferto la grande regolarità e forza atletica del tennista serbo. Nonostante la giornata negativa l’americano ha avuto più chance per portare a casa un set, avendo avuto tre set point sia nel primo che nel terzo set. Kecmanovic raggiuge così il primo terzo turno Slam della sua carriera, approfittando dello spicchio di tabellone lasciato libero dal ritiro del suo connazionale Djokovic: affronterà Lorenzo Sonego nella notte italiana di giovedì per un posto negli ottavi di finale.

 


[28] Khachanov b. Bonzi 6-4 6-0 7-5
[Q] Albot b. [Q] Vukic 6-4 7-6(4) 6-4

[23] Opelka b. Koepfer 6-4 6-3 7-6(4)

È andata meglio al numero due americano Reilly Opelka, che ha battuto il sempre ostico Dominik Koepfer in una partita molto più sofferta di quanto dica il 6-4 6-3 7-6(4) finale. Il tennista tedesco ripenserà a questa partita con tanti rimpianti visto che si è trovato avanti di un break in avvio di primo set salvo poi farsi rimontare con due break subiti nel quarto e decimo game, con in mezzo tre palle break cancellate da Opelka con l’aiuto del servizio. Dopo un secondo set dominato dall’americano Koepfer si è rifatto sotto nel terzo set, guadagnandosi due set point non convertiti nel decimo game per poi subire la beffa nel tie-break con un solo minibreak subito che l’ha condannato alla sconfitta. Vittoria in tre set anche per Karen Khachanov, che ha battuto in due ore il francese Benjamin Bonzi, un avversario sicuramente ostico e che tanto bene aveva fatto nel circuito Challenger nel 2021. Passa anche il moldavo Radu Albot, messo in difficoltà dal padrone di casa Alexander Vukic ma che ha fatto valere la sua esperienza maggiore nel circuito nei momenti decisivi del match.

[2] Zverev b. Millman 6-4 6-4 6-0

Albot avrà vita molto più complicata nel terzo turno contro Alexander Zverev, testa di serie numero 3 del tabellone e favorito assieme a Daniil Medvedev per la vittoria finale. Il tennista tedesco ha superato l’esame posto da John Millman, tennista sicuramente di molte categorie inferiore a Zverev ma che in passato ha dimostrato più volte di essere particolarmente indigesto ai top player specialmente quando gioca a casa sua in Australia. La risposta e la solidità da fondo di Millman hanno messo in difficoltà Zverev nel primo set, in cui l’australiano è riuscito a tenere competitiva la sfida con un controbreak immediato, vanificato dal break subito decisivo per le sorti del set nel game successivo. Millman ha avuto la possibilità del controbreak anche nella metà del secondo set, dopo aver subito un altro break in avvio, ma il servizio di Zverev fa buona guardia e trascina il tedesco al dominio del terzo set, in cui si toglie il lusso di infliggere un pesante 6-0 al tennista australiano.


[16] Garìn b. Martinez 6-7(1) 7-6(4) 2-6 6-2 6-2

[17] Monfils b. Bublik 6-1 6-0 6-4

Si è chiusa inaspettatamente in tre set anche l’ultima partita in ordine cronologico della mattinata italiana, la sfida tra la testa di serie numero 17 Gael Monfils e l’imprevedibile Alexander Bublik. Il kazako ha sofferto per tutta la partita l’estrema regolarità di Monfils, che ha continuato a mostrare l’ottima forma espressa nei tornei di preparazione all’Australian Open. Il tennista francese si è mosso con intelligenza, facendo giocare sempre il colpo in più ad un Bublik in evidente giornata negativa e togliendosi anche la soddisfazione di infliggere un 6-0 nel secondo set sfruttando i quattordici errori non forzati del suo avversario. Bublik ha provato a rientrare nel match nel terzo set, nonostante una seconda di servizio tirata alle velocità della prima ma spesso imprecisa, fattore che gli è costato otto doppi falli in tutto il match a fronte di “soli” quattro ace.

Neanche la verve ritrovata del kazako è bastata a scalfire il solidissimo Monfils in campo oggi. Il francese non ha fatto una piega e con passanti precisi ha messo in difficoltà Bublik durante le sue frequenti discese a rete nel terzo set, trovando il break decisivo nel settimo game. Il numero 37 del mondo ha provato ad instillare dubbi nel tennis di Monfils guadagnandosi due palle break nel game successivo, ma la solidità da fondo di Gael è bastata per scacciare il pericolo e regalare il terzo turno dell’AO al tennista francese. Delusione grossa per il kazako, che nonostante il talento evidente continua a dimostrare di non avere la forza mentale necessaria per competere a buoni livelli nei tornei dello Slam. Monfils sarà il favorito della sfida contro la testa di serie numero 16 Christian Garìn, che ha battuto in rimonta al quinto set in un thriller di quasi cinque ore un altro giocatore poco avvezzo al cemento come lui, lo spagnolo Pedro Martinez.


TABELLONE MASCHILE

TABELLONE FEMMINILE


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