Indian Wells: quante cadute! La più rumorosa è quella di Zverev

In totale sono sette le teste di serie a saltare. Sascha Zverev è la più alta, ma è grosso anche il tonfo di Pouille. Baghdatis-Sela, sarà sfida 'd'antan'

Indian Wells: quante cadute! La più rumorosa è quella di Zverev
Alexander Zverev (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

J. Sousa b. [4] A. Zverev 7-5 5-7 6-4 (Paolo Di Lorito)

L’ultimo match di giornata regala un risultato a sorpresa, forse la più importante di giornata, sicuramente più imprevedibile della sconfitta di Djokovic: Joao Sousa batte in tre set Alexander Zverev e lo fa rimontando un break di svantaggio sia nel primo che nel terzo set. Il tedesco, beneficiario della testa di serie n. 4, era al suo primo match in California e l’orario così scomodo certamente non l’ha agevolato. Queste tuttavia non possono essere le ragioni dei gravi cali di concentrazione messi in mostra durante l’incontro, dove, dopo un reciproco scambio di set per 7-5, il tedesco è stato in vantaggio 4-1 nel parziale decisivo. Il suo avversario comunque non è stato da meno e a tratti pareva davvero spacciato. Al numero 85 del mondo va tuttavia dato il merito di essere rimasto sempre presente in campo e non aver mollato un centimetro durante i duri scambi da fondo. Ora lo attende un’altra sfida ostica contro Milos Raonic, sebbene il portoghese possa già avere una certezza: era difficile beccare Sascha e Milos in un momento migliore per avere speranza di impensierirli. Con il tedesco ci è già riuscito, con il canadese chissà.

 

Per Alexander Zverev continuano le difficoltà nei tornei in cui l’asticella si alza, se non altro psicologicamente considerando che alcune delle sconfitte proseguono ad arrivare contro giocatori che il tedesco non potrebbe né dovrebbe temere, in ragione del suo arsenale da fondo campo. Dalla famosa volée sbagliata contro Nadal nel 2016, qui a Indian Wells, che gli è costata l’accesso ai quarti di finale, Sascha ha vinto un solo incontro nel 2017 contro Facundo Bagnis; quindi la sconfitta contro Kyrgios al secondo turno dodici mesi fa e la battuta d’arresto di oggi, tanto più sorprendente.

[6] J. M. del Potro b. [WC] A. de Minaur 6-2 6-1 (Paolo Di Lorito)

Juan Martin del Potro, il sesto favorito del torneo, si impone nettamente nella sfida inedita contro la wild card australiana De Minaur (141 del mondo), vincendo 6-2 6-1. Lo stadio centrale torna a riempirsi per la sessione serale aperta dal gigante di Tandil il quale, amante di uno stile di vita salutare, non ha molta voglia di restare sveglio fino a tardi e cerca di chiudere il match il prima possibile. Il giovane australiano gli dà una mano prendendo spesso la via della rete e il tutto si trasforma in un piacevole spettacolo per i presenti. Gli scambi più belli comunque sono quelli sulla diagonale di dritto, con de Minaur che non indietreggia affatto e soprattutto non tira tanto meno forte del suo avversario, che pure saprebbe spaventare persino il vecchio ‘mano de piedra‘ Fernando Gonzalez quanto a chili scaricati sul colpo più forte. Il 19enne nato a Sydney, ma residente in Spagna, ha però al momento un fisico troppo leggero per poter competere con il n. 8 del mondo, anche se la sensibilità nel tocco c’è in abbondanza. Quest’ultima tuttavia non è sufficiente per farlo restare in campo per più di 70 minuti. Al terzo turno del Potro affronterà Ferrer; i due si sono recentemente affrontati ad Acapulco (vittoria dell’argentino) mettendo in scena una delle partite migliori di questa stagione. “Ho giocato meglio di quanto mi aspettassi, oggi. Contro David sarà una grande battaglia e mi farò trovare pronto“.

[32] M. Raonic b. [Q] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4 (Andrea Franchino)

Ancora un derby per l’enfant prodige canadese Felix Auger-Aliassime: dopo la vittoria con Vasek Pospisil (che lo ha fatto entrare negli annali del tennis come il primo giocatore nato nel secondo millennio a vincere un match in un torneo Masters 1000), dall’altra parte della rete gli si para il connazionale Milos Raonic, ex numero 3 del mondo (che, tra le altre cose, negli annali di cui sopra verrà ricordato anche per essere uno dei pochi giustizieri di Sua Maestà Roger Federer sui verdi prati di Wimbledon). Come sempre nei match in cui è presente Milos l’equilibrio è determinato dal rendimento al servizio: quando egli si esprime in questo fondamentale ai livelli ottimali che sa raggiungere, all’avversario non rimane che cercare di essere altrettanto consistente nei propri turni alla battuta e coltivare la speranza di giocarsi le chance nel tie break. Il giovane Felix ha dalla sua l’ottima capacità di movimento che potrebbe consentirgli di rispondere con esplosività ai traccianti in arrivo per poter avviare lo scambio e mettere in difficoltà l’attuale n°38 ATP costringendolo a spostarsi continuamente. La vittoria finale di Raonic giunge rispecchiando fedelmente i canoni sopra descritti, malgrado l’avvio di Auger-Aliassime avesse fatto nascere la speranza di un match diverso vista la sua capacità di strappare il servizio a Milos già al primo turno di servizio e recuperare il break subito nel game di apertura. Da lì in avanti saranno solamente 3 (tre) i punti che il canadese “più giovane” riuscirà a fare fino alla fine del set, chiuso per 6-4 in 37 minuti. Nella seconda frazione il canadese “meno giovane” non vuole sorprese, riesce nuovamente a brekkare l’avversario in avvio e veleggia tranquillamente fino al decimo gioco, dove però deve fronteggiare la disperata reazione di Felix che conquista 3 palle break consecutive. Sulla prima occasione un diritto a sventaglio di Auger-Aliassime finisce in corridoio di poco, sulle altre ci pensa il turbo-servizio di Milos a riportare tutto in equilibrio, che poi chiude la partita al primo match point (ma guarda un pò…) con un ace di seconda. Prossimo match con il sorprendente Joao Sousa, che si è liberato – come abbiamo visto – di un rivedibile Alexander Zverev.

GLI ALTRI INCONTRI (Paolo Di Lorito)

Per mettere ordine tra i tanti risultati sorprendenti emersi nella notte tra domenica e lunedì, da una parte i tennisti che superano il metro e ottanta di altezza e di conseguenza fanno largo uso della battuta, dall’altra quelli più minuti dotati di buone gambe. Anticipiamo: ci sono sorprese in entrambi i calderoni.

GLI ALTI… – Iniziamo la rassegna con il primo match in programma sullo Stadium 2, uno dei più intensi ed equilibrati di giornata. Il merito dello show va dato principalmente al vincitore Gael Monfils, che in tre tiratissimi set sconfigge l’americano John Isner. Il francese in questo torneo sta realizzando una quantità enorme di punti spettacolari – persino superiore alla sua media – ed è riuscito a portare dalla sua il pubblico della California, che lo sostiene nella rimonta durante la quale annulla anche un match point a Big John (sul 4-5 al terzo), comprensibilmente scoraggiato all’uscita dal campo. Dopo essersi spartiti due tie-break, i due non hanno avuto la ‘forza’ di giocarne un altro e il francese ha chiuso con un break chirurgico nell’undicesimo game vincendo 7-5. Un altro transalpino a strappare il ticket per il terzo turno è Pierre Hugues Herbert che, in una sfida dal sapore antico, batte Gilles Muller 6-3 7-5. I due giocatori dallo stile vintage deliziano gli spettatori con numerose volée, ma è il 93 del mondo (allenato da Santoro) ad abbinarci anche la concretezza e centrare il successo che lo porta ad incrociare la strada con Monfils. Il tennis di volo ha la meglio anche nella sfida tra Feliciano Lopez e la wild card Escobedo. Lo spagnolo gestisce bene le bombe al servizio del giovane americano e si impone in appena 69 minuti per 6-4 6-3 rispettando il pronostico. Fa altrettanto anche Sam Querrey contro il più grande dei fratelli Zverev. L’americano t.d.s. numero 18 vince 6-4 7-5 senza subire break, ma anzi trovandoli a suo favore nei momenti più caldi dell’incontro. Un’altro gigante a centrare il successo è Marin Cilic ma il croato, per la prima volta testa di serie numero 2 in un torneo 1000, lo fa più avvalendosi della sua solidità da fondo campo che con l’aiuto della battuta (le percentuali della prima sono sotto il 50%). A dargli una mano sono anche i tanti errori del 26enne ungherese Fucsovics che non spaventa in nessuna circostanza Cilic. Sorride infine Leo Mayer, il quale inizialmente era stato opposto all’eternamente rientrante Nishikori, che infatti ha deciso all’ultimo di ritornare in convalescenza a causa, sembra, di una banale influenza. In luogo del giapponese, Leo Mayer si è trovato ad affrontare il lucky loser Ruben Bemelmans. Il belga è rimasto in campo 63 minuti, giusto il tempo di subire tre break, vincere cinque game e ri-salutare la truppa (6-4 6-1).

…E I BASSI – L’israeliano Dudi Sela mette a segno una delle principali sorprese di giornata eliminando la t.d.s. numero 15 Kyle Edmund, al suo primo torneo dopo la semifinale in Australia. Il neo-numero 1 britannico in questi mesi è stato alle prese con un virus e oggi è stata proprio la forma fisica a fargli difetto. Il servizio ha mostrato maggiori carenze e il lucky loser Sela ha intelligentemente sfruttato la circostanza per vincere 6-4 6-4. Con lo stesso punteggio ha trionfato anche Yuki Bhambri (25 anni, n. 110) contro un fallosissimo Lucas Pouille. Il qualificato indiano, alla sua seconda presenza assoluta in un Master 1000, è stato in vantaggio in entrambi i set senza mai lasciar intravedere timori reverenziali, anche quando la testa di serie n. 9 sembrava intenzionato a rimontare. Dopo aver chiuso al primo match point, tutte le emozioni trattenute sono state esternate con un bacio al cemento blu del campo 5, per festeggiare quella che è la vittoria più importante della carriera. Prima di lui, nello stesso stadio, aveva vinto il suo match Philippe Kohlschreiber faticando più del previsto contro l’americano Tim Smyczek. Il 126 del mondo è uscito dai blocchi alla grande vincendo 6-1 il primo set, salvo poi soccombere alla distanza con un doppio 6-4. In serata si sono affrontati per la seconda volta in carriera Marcos Baghdatis e Diego Schwartzman e l’argentino è riuscito a fare leggermente meglio rispetto al doppio 6-0 subito a Huston nel 2016. Il terzo upset di un qualificato porta infatti la firma del 32enne cipriota, che ha eliminato l’argentino 7-5 6-4. Il risultato sorprende soprattutto in relazione agli straordinari recenti risultati di Diego (primo titolo 500 e ingresso in top 20). Il match è stato una vera sagra del break e solo l’esperienza del 102 del mondo ha evitato un terzo set. Il frutto principale di questo upset sarà la sfida di terzo turno tra Dudi Sela e Marcos Baghdatis: per gli appassionati un po’ hipster e un po’ nostalgici impossibile trattenere la lacrimuccia.

Risultati:

[LL] D. Sela b. [21] K. Edmund 6-4 6-4
G. Monfils b. [15] J. Isner 6-7(5) 7-6(3) 7-5
[31] P. Kohlschreiber b. [Q] T. Smyczek 1-6 6-4 6-4
P.H. Herbert b. [24] G. Muller 6-3 7-5
[28] F. Lopez b. [WC] E. Escobedo 6-4 6-3
[29] D. Ferrer b. [WC] T. Sandgren 6-2 7-6(3)
[Q] Y. Bhambri b. [9] L. Pouille 6-4 6-4
[Q] T. Daniel b. [10] N. Djokovic 7-6(4) 4-6 6-1
L. Mayer b. [LL] R. Bemelmans 6-4 6-1
[1] R. Federer b. F. Delbonis 6-3 7-6(6)
[2] M. Cilic b. M. Fucsovics 7-5 6-3
[Q] M. Baghdatis b. [14] D. Schwartzman 7-5 6-4
[18] S. Querrey b. M. Zverev 6-4 7-5
[8] J. Sock b. T. Fabbiano 6-2 7-5
[32] M. Raonic b. [Q] F. Auger-Aliassime 6-4 6-4
J. Sousa b. [4] A. Zverev 7-5 5-7 6-4
[6] J.M. del Potro b. [WC] A. De Minaur 6-2 6-1

Il tabellone completo

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