Praga dolce casa, Kvitova trionfa

Petra regala il primo set, ma si riprende e rimonta Buzarnescu. Per lei si tratta del 23esimo titolo su 30 finali

Praga dolce casa, Kvitova trionfa
Petra Kvitova - Praga 2018 (foto via Twitter, @Petra_Kvitova)

[2] P. Kvitova b. [7] M. Buzarnescu 4-6 6-2 6-3

Nemo propheta in patria dicevano i latini ma la Petra Kvitova (10 WTA) di quest’anno sembra più forte anche dei luoghi comuni. In una finale fra mancine Petra conquista per la prima volta il titolo di Praga sconfiggendo a fatica la romena Mihaela Buzarnescu (37 WTA), sopravvissuta ieri alla folle semifinale contro la nostra Camila Giorgi. Poco prima del match toccante commemorazione in campo di Jana Novotna, scomparsa a 49 anni lo scorso novembre per un tumore. Martina Navratilova non trattiene le lacrime ma riesce a portare a termine un commosso ricordo prima del minuto di raccoglimento. Noi abbiamo nella memoria l’incredibile finale di Wimbledon 1993 nella quale insegnò a Steffi Graf come si gioca su erba prima di perdere incredibilmente al terzo. Umana, troppo umana. Ma che giocatrice!

 

Kvitova è l’ultima epigona di una scuola tennistica con radici profondissime e oggi le onora con il ventitreesimo titolo di una carriera giocata solo ad alti livelli. La giusta ribalta però va data anche a Buzarnescu, capace a trent’anni (festeggiati ieri con lo scalpo di Camila) di una stagione molto buona, segnata già dalla finale raggiunta a Hobart.

Primo set da lettino dello psicanalista. Sarà l’atmosfera particolare creata dalla cerimonia per Jana ma Kvitova entra in campo ed è subito ingiocabile. O meglio, non subito perché esordisce con un doppio fallo. Poi per un bel po’ non si scambia più. Petra scaglia macigni che rimbalzano nei pressi della riga ma è capace anche di deliziar palati con una discesa a rete in back rovescio da manuale chiusa da una volée incrociata. Un paio di dritti sembrano piegare il braccio della romena. Aces di potenza o piazzamento, combinazioni uno-due, un passante in corsa lungolinea da urlo. È gran tennis. Quando la differenza in velocità è così netta si fa grigia per chi sta di là. La romena semplicemente non riesce a tenere la palla in gioco abbastanza a lungo per creare occasioni, e allora ci pensa Petra a battersi da sola. Manca due palle per il 4-0 e una per il 5-1, perde per distrazione il primo servizio del torneo nel settimo gioco e l’avversaria pareggia incredibilmente a 4. Kvitova smarrisce timing sui suoi colpi piattissimi, la sicurezza la abbandona e una serie infinita di dritti fuori controllo le costano incredibilmente il set. Buzarnescu appare attonita quando si prende il 6-4, il primo set perso dalla ceca nel torneo, con un game di battuta a zero. È stata bravissima a non mollare sotto l’uragano e ora ha trovato il ritmo giusto sulle sassate dell’avversaria.

Il coaching di Jiri Vanek, inutile sul 4-5 a salvare il primo set, dà i suoi frutti a inizio secondo, Petra cerca meglio la palla con i piedi e gli errori diminuiscono facendo emergere ancora la differenza tecnica e di talento. Il punteggio è la copia-carbone di quanto avvenuto nel parziale d’avvio ma stavolta la ceca non crolla, sale 5-1, cede una battuta ma rimanda tutto al decider con un 6-2. Nonostante la scoppola però Buzarnescu è pienamente in partita e non accenna a mollare. Gran carattere il suo.

L’esperienza aiuta Kvitova a scacciare dalla mente il fastidioso pensiero che senza quel black-out avrebbe già vinto il match e nel set finale si dispone alla battaglia. Il break subito al termine del secondo parziale le consegna il vantaggio di servire per prima ma adesso gli scambi si allungano e ogni punto crepita di tensione. I primi games sono duelli ai vantaggi e Petra è brava e umile a concretizzare lo strappo del 3-1 con un gran punto giocato in difesa dopo aver mancato due occasioni in precedenza. La conferma immediata a 15, ottenuta con un attacco di dritto, suona come una campana a morto per le ambizioni di vittoria di Burzanescu, il braccio mancino della ceca ora è in fiducia e quando è così la fine è vicina. Si gioca da oltre due ore a fa caldo, Kvitova saggiamente concentra tutto quel che le rimane sul servizio e alza il trofeo.

Il tabellone completo

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