Pagelle: che bel Roland Garros se non ci fosse Nadal

La stagione sulla terra regala nuovi protagonisti e ritorni importanti, ma a Parigi la storia è già scritta. Tra Il Panatta dimenticato, la guerra con il Codacons e le prequali si preannuncia un torneo romano da leccarsi i baffi

Pagelle: che bel Roland Garros se non ci fosse Nadal

Se non ci fosse Rafael Nadal tra venti giorni si prospetterebbe una delle edizioni più avvincenti e incerte del Roland Garros. Giovani in rampa di lancio come Tsitsipas (6,5), resuscitati veri o presunti come Nishikori o Djokovic, giocatori all’occasione della vita come Thiem e Dimitrov, storie commoventi da raccontare alla Taro Daniel (8). Ed invece passeremo quindici giorni alla ricerca di uno pseudo avversario e finiremo con applaudire la fenomenale undicesima impresa in terra di Francia dell’irresistibile maiorchino.

È stata questa la settimana dei profeti in patria, dalla scatenata Petra Kvitova (8), al ritrovato Alexander Zverev (8), al commovente Joao Sousa (8).
Camila Giorgi (7) sta dimostrando una certa continuità anche se ha di fatto gettato la possibilità di giocarsi la finale a Praga dove Jasmine Paolini (7) ha vinto due ottime partite, mentre dobbiamo sperare che Fabio Fognini (4,5) abbia inconsciamente deciso di non sprecare troppe energie mentali e fisiche in tornei minori, per concentrarsi sul trittico Madrid-Roma-Parigi.

 

Intanto si preannuncia un torneo di Roma scoppiettante. Se il buon giorno si vede dal mattino siamo di fronte ad un’edizione destinata ad entrare di diritto nella storia. Già, la storia, quella che dalle parti della Fit (2) hanno scientemente deciso di ignorare pur di fare un dispetto all’Adriano nazionale. Che non è Celentano eh. Panatta chi? Quello che nel 2016, a quaranta anni di distanza dal trionfo parigino, è stato invitato dalla federazione francese a premiare il vincitore del torneo, mentre quella italiana lo snobbava in memoria di vecchie e mai sopite ruggini. E quindi se per caso vi trovaste dalle parti della metro Colosseo in questi giorni e non doveste scorgere tra tutti i campioni del Foro, la veronica del nostro unico campione slam dell’era Open, non meravigliatevi.

Così come non ci meravigliamo noi che dalle parti della federazione abbiano alla fine trovato qualcuno di pari livello con cui battibeccare. Era difficile in effetti trovare uno “sfidante” all’altezza e dopo anni di ricerca si sono imbattuti nei fenomeni del Codacons (2) che giustamente pretendevano un doppio accredito-stampa padre-figlio per prendere un po’ di sole al Foro (mica pensate che capiscano di tennis, su) ovviamente tutelando gli interessi dei consumatori. E per ripicca si sono messi di traverso a Binaghi e alle sue mire di espansionismo verso Piazza del Popolo, che deve rimanere territorio esclusivo dei consumatori romani. E via di querele e controquerele.

Per fortuna nel frattempo sono partite le pre-quali, il più grande spot per il tennis italiano, il volano per lo sviluppo del nostro movimento, la vetrina per le nostre migliori speranze, il migliore modo per dare spazio ai tennisti italiani e per fargli ritagliare un posto al sole nel nostro unico torneo dominato dagli stranieri. Ah poi hanno consentito la partecipazione ad un’argentina, Paula Ormaechea, ventotto presenze in maglia albiceleste. Ma vabbè siamo popoli gemellati e poi a Roma gli argentini sono di casa anche oltre le mura vaticane…

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