US Open: passano Lorenzi, Sonego, Giorgi e Seppi. Peccato Berrettini

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US Open: passano Lorenzi, Sonego, Giorgi e Seppi. Peccato Berrettini

Paolo mette in crisi fisica il britannico. Prossimo turno contro Pella, non impossibile. Sonego vince una battaglia durissima al quinto. Camila doma la giovane Osuigwe, Seppi batte Querrey. Matteo molto stanco perde in tre set da Kudla

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da New York, i nostri inviati

P. Lorenzi b. [16] K. Edmund 4-6 6-4 7-5 6-1 (Bruno Apicella)

 

PAOLINO SENZA TEMPO – Il cuore. La forza. La voglia di non arrendersi. L’esperienza di Paolo Lorenzi. C’è tutto questo nel match vinto dall’attuale numero 94 del mondo che, nel primo turno degli US Open, ha estromesso dal torneo Kyle Edmund (16 ATP). Una vittoria importante per il giocatore italiano, oggi numero 94 ATP, arrivata, dopo i problemi fisici degli ultimi mesi che lo hanno costretto a giocare poco questa stagione e a ripartire dal circuito minore come dimostrato dal challenger vinto a Sopot qualche settimana fa. Edmund, invece, dopo l’importante risultato centrato a gennaio scorso con la sua prima semifinale agli Australian Open, non è stato capace di dare continuità al suo gioco incanalando una serie di risultati deludenti e sotto le aspettative. L’inglese, infatti, da gennaio ad oggi ha disputato e perso solo una finale nell’ATP 250 di Marrakech e non andando oltre il terzo turno al Roland Garros e Wimbledon. Lorenzi, a 36 anni, invece, continua ad emozionare e emozionarsi mettendo in campo cuore ed esperienza e a New York ritrova il feeling giusto come dimostrano anche gli ottavi giocati lo scorso anno e persi poi con Kevin Anderson. “Finalmente ho giocato piuttosto bene. È da Wimbledon che non ho più male al piede. Ogni settimana vado sempre meglio. Sinceramente il mio primo giorno di cemento è stato giovedì, avevo un po’ paura perché non lo toccavo dalla Coppa Davis”.

Il match tra Lorenzi ed Edmund inaugura il programma di giornata sul court 13 di Flushing Meadows. Il sole inizia a battere sul campo mentre dagli spalti si ascoltano le voci dei tifosi inglese incitare il loro beniamino: “Go Kyle, go Kyle”. Lorenzi comincia il match in salita: due errori gratuiti, le corde della racchetta subito rotte e il servizio perso. Edmund, dal canto suo, ricambia il favore prima di iniziare a spingere con il dritto dall’impugnatura estrema accorciando subito gli scambi e provando a chiudere il punto. L’italiano cerca di variare il gioco chiamando a rete l’inglese e provando a fargli giocare sempre un colpo in più. E se ad inizio match Edmund è stato poco preciso, alternando buone soluzioni con il dritto ad errori gratuiti, con l’andare avanti del set ha iniziato ad essere più preciso con i colpi di inizio gioco, aumentando il rendimento al servizio e l’incisività del dritto rispetto alle incertezze iniziale. Grazie ad una solida prima di servizio, il numero 16 del mondo, è riuscito a piazzare bene i piedi dentro il campo da gioco e ad ottenere punti facili. L’italiano, però, ha cercato di rimanere attaccato nel punteggio giocando punto su punto e offrendo palle lavorate all’avversario. La potenza di Edmund ha fatto la differenza e gli ha permesso di ottenere il vantaggio decisivo che gli ha dato l’opportunità di chiudere al servizio il primo set per 6 giochi a 4.

I primi game del secondo parziale non sono stati caratterizzati da alcun break: Edmund ha continuato a spingere con la combinazione servizio-dritto, mentre Lorenzi ha voluto verticalizzare il gioco scendendo più volte a rete dell’avversario. L’equilibrio è stato rotto nel decimo game, quando, Lorenzi, grazie ad alcune palle più lavorate che hanno mandato in errore l’inglese, è stato in grado di togliergli il servizio. Per Lorenzi sono arrivati due set point: il primo è stato annullato da un servizio vincente di Edmund giocato a 114 miglia orari e il secondo, grazie ad un dritto gratuito dell’avversario, è stato quello che ha permesso all’italiano di riaprire tutto il match. È stato a questo punto che Lorenzi ha iniziato a giocare con più fiducia, mettendo cuore ed esperienza e provando a recuperare ogni palla: ad inizio terzo set, nonostante un break subìto, è stato capace di recuperare lo svantaggio e rimettere in parità il parziale. “Secondo me all’inizio ho avuto un po’ di difficoltà al servizio: non servivo molto bene, poi ho giocato molto bene il secondo e il terzo set poi ad un certo punto lui per fortuna era un po’ stanco e ho preso il vantaggio”, racconta Paolo.

Edmund si è trovato a servire per portare il set al tie break ma il numero 16 del mondo da un vantaggio di 40 a 0 e servizio ha ceduto il servizio perdendo 4 punti consecutivi. Il numero 94 ATP ha così conquistato il terzo parziale portandosi a 2 set a 1. L’inglese, soprattutto negli ultimi punti del parziale, è apparso fermo e prima dell’inizio del quarto parziale ha chiesto l’intervento del medico. Edmund è sembrato non muoversi bene, forse un problema fisico legato ai crampi, ma è rimasto in campo provando a lottare.
Ho avuto un virus dopo Wimbledon, non sono più riuscito ad allenarmi bene, una specie di tonsillite. Oggi ho iniziado ad avere crempi già nel secondo set“, ammette a fine match l’inglese. “Dovrei giocare la Coppa Davis fra 3 settimane in Scozia, ma non so se sarò pronto“. Il match Gran Bretagna-Uzbekistan, in ogni caso, vista la recente riforma della competizione, non avrà alcun effetto pratico per i britannici. Lorenzi, invece, ha continuato a mantenere la giusta concentrazione e dopo 3 ore e 15 minuti è riuscito a conquistare il secondo turno a New York, dove affronterà l’argentino Guido Pella. Ci ho vinto in Coppa Davis ma era terra battuta, è una partita difficile ma si può fare”, conclude Paolo. Lorenzi è seguito, adesso, da due nuovi allenatori argentini, Walter Grinovero e Martin Rodriguez, guarda al futuro e annuncia: “L’obiettivo sono gli Australian Open 2019. Ho bisogno di fare punti per entrare in tabellone. Claudio (Galoppini, ndr) ha fatto la scelta di andare a lavorare in Federazione, ma i nostri rapporti sono rimasti ottimi: mi ha anche appena mandato un messaggio. Adesso vivo in Florida, mi sono trasferito con mia moglie a Sarasota, è comodissimo sono appena due ore di aereo da qui.

[LL] L. Sonego b. G. Muller 7-6(2) 6-7(9) 5-7 7-6(6) 6-2 (Luca Baldissera)

LORENZO, GRAN RIMONTASplendida prestazione di Lorenzo Sonego, che alla distanza prevale sul lussemburghese Gilles Muller. Nel gran caldo che avvolge Flushing Meadows, Lorenzo e Gilles si danno battaglia punto a punto per i primi due set, durati poco meno di due ore. Un tie break a testa, ma tanti rimpianti per Lorenzo, che ha fallito tre set point nel secondo dei tie-break, anche se Gilles poco prima aveva avuto l’occasione di chiudere sul 6-5 sbagliando un dritto abbastanza comodo. Ma andiamo con ordine. Primo set equilibratissimo, con l’azzurro che non trasforma una palla break nel terzo game, e un set-point nel decimo, per poi chiudere agevolmente al tie-break. Giusto così, considerato che Sonego non aveva offerto la minima possibilità a Muller sul proprio servizio. Secondo set, come detto, thrilling fino alla fine, con Gilles che ovviamente, da professionista espertissimo qual è, castiga le occasioni sprecate dall’italiano. Gioca bene Lorenzo, servizio e dritto viaggiano, il rovescio tiene, in difesa è il solito “polipo”. Dall’altra parte, Muller è sempre spettacolare con il suoi attacchi, e il suo tennis mancino d’altri tempi.

Un set pari, nessun break finora, equilibrio totale. Che viene purtroppo spezzato nel quinto game del terzo set, con Gilles che pressa bene sulla battuta di Sonego, e passa a condurre per 3-2 e servizio. Gli spettatori sulle tribunette (due file) di fianco al campo 15 sudano e si sventolano, sono le 13.30, il momento più afoso della giornata. Gran reazione di Lorenzo, che due game dopo si procura due palle del contro.break, e viene premiato dal doppio fallo di Muller sulla prima, siamo 4-4. Ma nell’undicesimo game, il patatrac: Sonego cede la battuta, Muller non si fa pregare e chiude il set 7-5. Che botta psicologica, per l’azzurro, sotto 2 set 1. “A questi livelli non puoi permetterti di calare l’intensità. Lui serviva benissimo, poi mancino… ma ci ho creduto sempre, è la mia qualità, non mollare mai“, spiega Sonego.

Il contraccolpo si fa sentire, e costa a Lorenzo un altro break subìto, siamo a 5 game a 1 di parziale quando si arriva al 3-1 per Gilles al quarto, la proverbiale “rottura prolungata”. Ma le risorse dell’azzurro (e ce le ricordiamo bene da Melbourne, in quel rocambolesco primo turno contro Robin Haase) sono infinite, e consentono a Sonego di scuotersi e recuperare fino al 4-4, annullare ancora una palla break, e poi pareggiare sul 5-5. Arriva, dal campo 13 poco più in là, il boato per la vittoria di Paolo Lorenzi su Kyle Edmund, spariamo che sia di buon auspicio. Intanto, si è concretizzato il terzo tie-break del match, siamo 6-6. Scambio di minibreak nei primi 10 punti, tre ciascuno, poi una gran risposta dell’italiano lo manda 6-5 e set-point, annullato però dal dritto lungolinea di Muller. Ma due punti dopo, il rovescio di Lorenzo significa quinto set. “Faceva caldo, sì, e si è sentito. Sto crescendo fisicamente, devo aumentare la muscolatura, il mio coach me lo dice sempre, abbiamo in programma di fare una preparazione lunga questo inverno. Devo migliorare tanto di rovescio, imparare a giocarlo con tutte le rotazioni“, racconta Lorenzo.

Che lotta, ragazzi. E i 37 anni di Gilles cominciano a farsi sentire: sull’1-0 Sonego nel set decisivo, il lussemburghese chiama il fisioterapista, facendosi misurare la pressione, evidentemente l’afa e la fatica sono notevoli, sono passate tre ore e 55 minuti. Muller ora si muove male, e serve piano: due break per Lorenzo, che vola 4-1 e battuta in pochi minuti, sembrano mettere definitivamente fine alla partita. Pochi minuti dopo, siamo a 4 ore e 20 di match, l’ace di Sonego decreta l’ingresso al secondo turno dell’italiano, incontrerà Karen Khachanov, non ci sono precedenti. “Non lo conosco, cioè l’ho solo visto in qualche challenger. Dovrò dare tutto, ovviamente. Il gruppo di giovani italiani che sta facendo bene quest’anno aiuta, ci si stimola, vedendo quello che ha fatto Berrettini per esempio. Siamo amici, e ci vediamo abbastanza spesso, anche con Cecchinato e Travaglia. Questo è il mio torneo preferito insieme agli Australian Open“. Bravissimo, Lorenzo.

C. Giorgi b. [WC] W. Osuigwe 6-4 6-1 (Vanni Gibertini)

CAMILA AUTORITARIA – Si era intuito già subito dopo il sorteggio del tabellone che il primo turno di Camila Giorgi avrebbe potuto essere piuttosto agevole. Ed effettivamente il match contro la sedicenne americana Whitney Osuigwe si è confermato piuttosto confortevole per la tennista italiana, che ha visto un solo momento di vera difficoltà nel primo set, quando non è riuscita a chiudere il parziale servendo sul 5-3, e la sua avversaria si è trovata poco dopo con tre chances per il 5-5 che non è però riuscita a sfruttare.

Arrivare sul campo 12 di Flushing Meadows mentre stanno giocando Giorgi ed Osuigwe fa una strana impressione: la porta d’ingresso posizionata a livello della rete offre una vista parziale sul campo solcata a ritmo forsennato da schegge gialle impazzite che viaggiano a velocità supersoniche a pochi centimetri dal nastro. Tutte e due le tenniste spingono a tavoletta sui colpi, con addirittura la sedicenne della Florida che è la prima a cercare di tenere un po’ di più la palla in campo aggiungendo un minimo di parabola alle traiettorie. Putroppo per lei, tuttavia, non è ancora abituata a giocare con continuità a questi ritmi e la regolarità ne risente. La giornata è caldissima, con un’umidità opprimente che diventa ancora più soffocante quando il sole si nasconde dietro qualche sporadica nube. Sedendosi vicini al campo, dove è posizionato anche Sergio Giorgi, il padre di Camila, si riesce a sentire tutte le volte che i colpi super-lisci delle due toccano appena la parte superiore della rete mentre sibilano da una parte all’altra del campo: capita almeno una volta a game, senza peraltro che la cosa convinca le due a giocare in maniera meno rischiosa.

L’avventura della giovane wild card Osuigwe termina dunque dopo un’ora e 13 minuti di gioco lanciando Giorgi verso un secondo turno di grande prestigio contro Venus Williams.

A. Seppi b. S. Querrey 6-7(6) 6-4 6-2 2-1 rit. (Vanni Gibertini)

ANDREAS IRON MAN – Nella calura di Flushing Meadows viene fuori la condizione fisica degli italiani che sono pronti a rimanere in campo più a lungo dei loro avversari. Dopo la vittoria di Lorenzo Sonego al quinto set contro uno spompatissimo Gilles Muller, anche Andreas Seppi è riuscito ad imporre la sua maggiore preparazione atletica su Sam Querrey, che è stato costretto al ritiro all’inizio del quarto set dopo aver vinto il primo e ceduto il secondo ed il terzo. Ma se Muller pagava al suo avversario più di dieci anni all’anagrafe, nel confronto tra Seppi e Querrey era l’altoatesino ad essere il più “anziano” in campo (34 anni contro 30), eppure è stato lui l’ultimo a rimanere in piedi nell’afa crudele di questa giornata di fine estate a New York, prima di una serie di giorni incandescenti che dovrebbero accompagnare i primi turni dell’US Open 2018. “È vero che lui è più giovane di me, ma nessuno dei due è più tanto giovane”.

Dopo un primo parziale ceduto al tie-break per colpa di un paio di gratuiti di troppo, Seppi ha continuato a tenere con grande solidità i propri turni di battuta (nessuna palla break concessa in tutta la partita) approfittando di alcune risposte molto puntuali nel decimo game del secondo parziale pareggiando il conto nella partita. I cinque giochi consecutivi infilati da Seppi tra secondo e terzo set erano le prime avvisaglie dei problemi fisici di Querrey, sempre più affaticato e sempre meno brillante alla battuta e nelle sortite offensive, trafitto spesso e volentieri dai passanti di Seppi.

Alla fine del terzo set il californiano chiedeva l’intervento del medico per controllare il suo stato di salute, e già prima di questo Medical Time-Out aveva fatto cenno al suo angolo di non poterne proprio più di correre nella sauna del campo n.5. Ci ha provato ancora, Sam, a continuare il match, ma ha resistito solamente altri tre game prima di alzare bandiera bianca e di cercare rifugio nella gelida aria condizionata degli spogliatoi. “Anch’io ho fatto molta fatica oggi, mi sentivo molto scarico – ha detto Seppi dopo il match – in alcuni suoi turni di battuta ho un po’ lasciato andare. Tuttavia è la terza partita che gioco e dopo Wimbledon non avevo toccato la racchetta per quattro settimane fino a sette giorni prima di Winston Salem. Ho dovuto recuperare da una microfrattura all’anca patita nel match con Anderson a Londra”.

Non credo di aver servito benissimo oggi, ma quando la palla era in gioco, da fondo l’80% di punti li vincevo io”. Al secondo turno Seppi affronterà la testa di serie n.28 Shapovalov, vincitore della sfida contro il suo amico Felix Auger Aliassime. “Ci siamo anche allenati insieme un paio di volte qualche giorno fa – ha spiegato Andreas – conosciamo bene il suo preparatore atletico che è italiano e ci eravamo accordati prima che venisse sorteggiato il tabellone”.

D. Kudla b. M. Berrettini 6-4 7-5 6-2 (Luca Baldissera)

MATTEO STANCO – Ultimo italiano a scendere in campo, Matteo Berrettini affronta Denis Kudla, che lo aveva battuto – annullando match point – nell’ultimo turno di qualificazioni allo scorso Australian Open. La partita, coma a Melbourne in gennaio, in avvio è lottata ed equilibratissima, ma fin dall’inizio l’italiano appare maggiormente in difficoltà rispetto all’avversario nei suoi turni di battuta. Non serve male Matteo, ma Denis sembra leggergli le traiettorie meglio di molti altri. Sei palle break affrontate e annullate da Berrettini nel primo game, altre due nel sesto, alla fine a forza di stare in bilico sul cornicione arriva lo scivolone decisivo, con un brutto doppio fallo sul 3-4. Kudla è solido e convinto stasera, serve alla grande e fa molto male a Matteo con il rovescio lungolinea, il 6-4 è questione di minuti.

Nel secondo set Berrettini aggiusta le percentuali alla battuta, cresce di livello, e il match diventa anche molto divertente, con l’azzurro che sale 5-3 con il primo break realizzato, e va a servire per il set. Purtroppo è un fuoco di paglia, arriva immediato il controbreak, poi Kudla annulla due set point con il servizio, e subito dopo strappa ancora un turno di battuta a Matteo. Berrettini resiste lottando nel dodicesimo game, annulla 5 set point, spreca una palla del 6-6, e alla fine cede 7-5. La partita praticamente finisce qui, Matteo appare un po’ scarico fisicamente, lo si nota da alcune difficoltà negli allunghi dal lato del dritto, e dai problemi nel far girare gli scambi portando il gioco fuori dalla diagonale sinistra. Denis tira forte il servizio, e il rovescio gli scorre davvero bene, mentre dall’altra parte Berrettini è sempre più avvilito, anche come di linguaggio del corpo. Altri due break mandano Kudla a servire per il match sul 5-2, l’ultimo dritto che scappa largo a Matteo gli consegna il secondo turno, dove attende il vincente tra Young e del Potro.

In generale, una prova opaca dell’azzurro, che ci ha provato, ma non è mai riuscito a far valere la sua superiore pesantezza di palla. Ci sta, alla fine di un’estate esaltante, in cui ha giocato – e vinto – moltissimo. È il momento di riposare e ricaricare le pile, anche nell’ottica di prevenire qualsiasi guaio fisico. Forza Matteo, la strada è comunque quella giusta.

I risultati degli italiani:

P. Lorenzi b. [16] K. Edmund 4-6 6-4 7-5 6-1 – prossimo turno contro Pella
[LL] L. Sonego b. G. Muller 7-6(2) 6-7(9) 5-7 7-6(6) 6-2 – prossimo turno contro Khachanov
C. Giorgi b. [WC] W. Osuigwe 6-4 6-1 – prossimo turno contro Venus Williams
A. Seppi b. S. Querrey 6-7(6) 6-4 6-2 2-1 rit. – prossimo turno contro Shapovalov
D. Kudla b. M. Berrettini 6-4 7-5 6-2

Il tabellone maschile – Il tabellone femminile

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Anversa italiana: Sinner spazza via Monfils e Berrettini ringrazia

Exploit del 18enne azzurro che infligge una lezione al N.1 del seeding. Un posto nel main draw dell’Australian Open 2020 è sempre più vicino. Bene per Matteo il KO di Goffin

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Jannik Sinner - Anversa 2019 (foto da Twitter, @EuroTennisOpen)

La vittoria più importante della giovane carriera di Sinner. Questo è il riassunto migliore per la ‘carneficina’ che si è svolta al torneo di Anversa. Un’ora e un minuto di partita in cui Jannik Sinner ha smantellato il tennis brioso di Gael Monfils con il netto risultato di 6-3 6-2.

Pronti, via e palla break per Sinner, convertita con un rovescio imperioso, una costante di tutta la partita. Il francese sembra veramente colpito dal livello del suo giovane avversario, che da fondocampo è ancora più rapido e solido di quanto sappia essere Monfils stesso. Sinner però non è solo difesa e solidità; le sue accelerazioni, soprattutto di rovescio, sono letali e inducono quasi sempre Monfils all’errore o al colpo corto. Soprattutto in risposta c’è una grande differenza di efficacia, quest’oggi, con Monfils completamente incapace di rispondere in maniera efficace quando Jannik dirige il servizio al corpo. Proprio il servizio di Sinner, che ancora paga un certo scarto rispetto ad altri settori del suo tennis, ha comunque evidenziato dei miglioramenti tanto da permettere al 18enne di chiudere la partita con l’84% di punti con la prima e il 71% con la seconda, nonostante un misero 48% di prime in campo.

Di contrasto, Monfils soffre particolarmente i suoi turni di servizio a causa delle grandi capacità di Sinner di rispondere profondo e preciso. A inizio partita Gael prova a forzare molto le seconde e la tattica all’inizio sembra funzionare, ma con il passare dei minuti diventa inefficace scoraggiando il francese. Sinner chiude il primo set sfruttando un dritto in rete del francese e va a condurre 6-3.

L’inizio del secondo set presenta le uniche difficoltà del match del giovane italiano, con la prima e unica palla break salvata senza problemi. Monfils prova a guadagnare di più a rete ma compie degli errori marchiani, e proprio una pessima volée che si affloscia sul net vale il break decisivo di Sinner per il 3-1. Sinner è intoccabile al servizio, complice la pigrizia del tennista francese nella ricerca della palla, e Monfils sembra aver perso le speranze. A dispetto dei pronostici di inizio partita, che il numero 13 del mondo perda il match sul suo servizio è solo una conseguenza naturale della dinamica dell’incontro. Il quinto doppio fallo di Monfils porta in dote tre match point a Sinner, l’ultimo dei quali convertito con il dritto, che tanto bene ha funzionato oggi, ma creato e propiziato dal suo colpo migliore, il rovescio.

Sconfitta senza appello per Monfils, che non è mai stato in partita. Ora la corsa del tennista francese verso le Finals si fa sempre più dura e a goderne è un altro italiano, Matteo Berrettini, che grazie alla sconfitta di David Goffin – proprio qui ad Anversa – manterrà l’ottavo posto nella Race almeno fino ai tornei di Vienna e Basilea. Il belga ha ceduto nettamente in due set a Ugo Humbert in poco più di un’ora (6-3 6-1) e rimane dunque al decimo posto della Race. Sinner invece accede ai quarti dove incontrerà Frances Tiafoe, e soprattutto s’invola verso la posizione 108 del mondo e il main draw degli Australian Open 2020. E l’impressione è che il meglio debba ancora venire.

ANDY VINCE ANCORA – Destini in un certo senso intrecciati quelli di Sinner e Andy Murray. Non solo le similitudini tecniche che alcuni addetti ai lavori hanno evidenziato, anche un incrocio… di tabellone. Oggi il britannico è sceso in campo subito dopo Sinner, battendo in due set Cuevas, poco dopo aver comunicato la sua rinuncia all’invito riservatogli dal direttore dell’ATP 500 di Vienna che ha di fatto liberato un posto in tabellone proprio a Sinner, che quindi sarà ai nastri di partenza del torneo austriaco.

 

Tornando al quattordicesimo match dal ritorno dall’operazione all’anca, Murray ha vinto il terzo incrocio su tre e il settimo set su sette contro Cuevas. Il dritto di Murray è a pieni giri sin dalle prime battute del match ed è cruciale nelle trame d’attacco del tennista britannico, con la quasi totalità dei punti che nascono da accelerazioni notevoli dal lato destro. L’iniziativa è sempre di Murray e il linguaggio del corpo di Cuevas tradisce un po’ di insicurezza. L’uruguagio comincia a sciogliere il suo tennis in un quarto game infinito, con ben set palle break fallite da Murray: la resistenza di Pablo e si concretizza in un bel dritto inside-out dopo dieci minuti di lotta. Da quel momento i turni di servizio si fanno sempre più rapidi. L’equilibrio si spezza quando Cuevas va a servire per restare nel set, e Murray sfrutta la crepa giusta per passare in vantaggio accogliendo una difesa in slice di Cuevas a rete.

Il secondo set si apre con un improvviso calo di tensione di Murray al servizio, che in un game fotocopia del quarto del primo set – altri undici minuti – deve annullare ben quattro palle break. Come nel primo i servizi si assestano dopo lo stesso evento, ed è ancora Murray il primo a trovare la chiave per portare il parziale dalla sua parte. Sempre sfruttando il rendimento ottimo del suo dritto si procura due palle break e converte la seconda. La partita sostanzialmente finisce qui. Seguono due game al servizio interlocutori dopo i quali Murray non trema e chiude l’incontro con un ace. Netto passo avanti a livello di gioco rispetto alla partita con Coppejans per Murray, che adesso sfiderà per un posto in semifinale Marius Copil, che ha avuto bisogno di tre set e quasi tre ore per eliminare il numero 3 del seeding Schwartzman.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. [1] G. Monfils 6-3 6-2
[PR] A. Murray b. [8] P. Cuevas 6-4 6-3
[Q] M. Copil b. [3] D. Schwartzman 6-4 5-7 7-6(6)
F. Tiafoe b. [7] J-L. Struff 6-4 6-4
U. Humbert b. [2] D. Goffin 6-3 6-1

Il tabellone completo – La Race to London aggiornata

Giorgio Di Maio

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Debacle Fognini a Stoccolma, Tipsarevic lo travolge. Fuori anche Mager e Travaglia

Un dolore alla schiena blocca la corsa di Fabio verso il Masters, il serbo vince con un doppio 6-1. Giornata nera per gli azzurri in Svezia: zero set vinti, sei persi

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Fabio Fognini - Shanghai 2019 (foto via Twitter, @atptour)

Si complica parecchio la rincorsa al Masters di Londra per Fabio Fognini. Il numero 12 del mondo non è arrivato al meglio della condizione a Stoccolma, torneo che avrebbe dovuto provare a vincere (o almeno arrivare in finale) per guardare con più speranza la classifica ‘Race’. Invece la schiena gli ha dato problemi sin dal primo set e Janko Tipsarevic lo ha annientato in un’ora in quella che poteva essere la sua partita d’addio al circuito ATP. Sarebbe stato meglio non giocare? Non sappiamo quando sia comparso il dolore alla schiena, ma già a Shanghai Fabio aveva lamentato un male alla gamba sinistra e la caviglia destra non gli dà tregua da un po’. Ora avrà qualche giorno per recuperare e presentarsi in una miglior condizione a Basilea, ma potrebbe anche decidere di ripresentarsi direttamente a Parigi Bercy, ultimo torneo prima delle ATP Finals.

LA PARTITA – L’inizio fa ben sperare per l’azzurro, partito con un rassicurante break di vantaggio che di solito aiuta a rompere il ghiaccio in un match d’esordio così delicato. Fabio però si distrae, inizia a litigare col servizio e restituisce quasi da solo il break. Tipsarevic ha il grande merito di sbagliare poco e cercare soluzioni angolate per far muovere Fognini, che sul 2-1 pasticcia, commette doppi falli a ripetizione, non sfrutta una palla del due pari e alla quinta occasione Tipsarevic gli toglie il servizio. È palese che Fabio non stia bene fisicamente, è sempre lui il primo a sbagliare nello scambio. Il serbo non fa una piega e si porta sul 5-1 prima di chiudere il set in mezz’ora di gioco.

Il numero uno del tabellone chiama il medico nell’intervallo, che lo fa sdraiare per un controllo alla schiena dolorante,ma non c’è medical time out. Il primo game del secondo set è quello giocato meglio da Fognini, che lo vince a zero e prova a scuotersi. Tuttavia Tipsarevic non è da meno e risponde senza battere ciglio. Nel terzo game arriva un break che sa tanto di resa per Fabio, che non riesce a trovare un’altra strada per rientrare nel match. Il dritto fa acqua da tutte le parti e sul 4-1 e servizio Tipsarevic l’azzurro molla definitivamente la presa. Il serbo, come annunciato in estate, si ritirerà a fine stagione e il doppio 6-1 inflitto al numero uno del seeding gli consentirà di giocare un’altra partita nel suo ultimo torneo nel circuito ATP.

 

OUT MAGER E TRAVAGLIA – È stata una pessima giornata per i colori italiani in Svezia, dato che anche gli altri due azzurri in campo prima di Fabio sono stati eliminati senza vincere un set. Gianluca Mager poteva fare ben poco contro Pablo Carreno Busta, ma se l’è giocata a viso aperto. Il lucky loser conterraneo di Fognini ha avuto una chance di andare in vantaggio di un break nel secondo set ed è riuscito a portare al tie-break il numero 34 ATP, seppur perdendolo 7 punti a 2. Ha lasciato il torneo anche Stefano Travaglia, sconfitto da Yuichi Sugita. Ci sono rimpianti per il marchigiano soprattutto nel primo set. Nessuna opportunità di break, ma un set point mancato sul 6-5 del tie-break dove ha sparato fuori una risposta di oltre tre metri. Nel secondo Sugita ha preso subito il vantaggio, Stefano si è procurato una palla del controbreak sul 2-3 giocando un buon tennis, ma il giapponese non ha mollato la presa e ha avuto l’ultima parola dopo un’ora e tre quarti.

Risultati:

J. Tipsarevic b. [1] F. Fognini 6-1 6-1
[LL] Y. Sugita b. S. Travaglia 7-6(6) 6-4
[5] P. C. Busta b. [LL] G. Mager 6-3 7-6(2)

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ATP

Seppi accede ai quarti di Mosca, Fabbiano fuori all’esordio

Altra vittoria al terzo per Andreas, che dopo Garin rimonta anche Carballes Baena. Ora Khachanov che salva 5 MP Thomas parte bene ma si spegne presto contro Gerasimov

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Andreas Seppi - Zhuhai 2019 (foto via Twitter, @ZhuhaiChampions)

Si risolve favorevolmente al terzo set la sfida tra Andreas Seppi e lo spagnolo Carballes Baena, di fronte per la prima volta in carriera nel secondo turno della Kremlin Cup 2019.

Dopo la maratona vittoriosa contro Garin, Andreas emerge da un’altra prova di resistenza nonostante un primo set sfuggito sul finale: sotto 6-5, in un game labirinto, il giocatore di Caldaro annulla ben quattro set point e non sfrutta due palle break, prima di consegnare il parziale allo spagnolo (avanti 8-0 negli ace) dopo ben 56 minuti. Inerzia completamente cambiata però da quel momento: nel secondo set – pur andando subito sotto di un break – Seppi sale in cattedra e lascia appena un gioco al suo avversario. La perdita d’efficacia delle prime di Carballes fa il paio con la crescente solidità in risposta del 72 del mondo.

Il trend positivo si protrae nel terzo e decisivo parziale, controllato in modo anche piuttosto vistoso da un Andreas capace di vincere 15 punti in risposta e di breakkare Carballes nel primo e nell’ultimo game del parziale. Saranno quarti di finale per la quarta volta in stagione nel tour maggiore, e Karen Khachanov, favorito nel suo match di ottavi su Philipp Kohlschreiber, promette di essere un test discretamente probante.

 

Si ferma invece all’esordio la corsa moscovita di Thomas Fabbiano. Il tarantino, 89 del ranking, è stato battuto in due set da Egor Gerasimov, proveniente dalle qualificazioni. Il bielorusso, 98 del mondo, ha fatto affidamento sugli 11 ace (a 1) messi a segno per garantirsi al secondo turno l’incrocio con la sesta testa di serie Andrey Rublev. Nel primo set l’azzurro si era trovato anche avanti di un break, vantaggio che però si è visto subito sfuggire dalle mani non capitalizzando i due successivi suoi turni in battuta. A penalizzarlo, anche i cinque doppi falli complessivi e il litigio con la prima di servizio nel secondo set (dentro appena nel 52% dei casi). Nel post US Open, Fabbiano è stato sconfitto in cinque dei sei incontri disputati.

Negli altri incontri incredibile vittoria di Karen Khachanov che nel terzo set annulla 5 match point a Philipp Kohlschreiber prima di chiudere 9 punti a 7 il tie-break decisivo alla prima occasione. Sarà lui ad affrontare Seppi nei quarti venerdì.

Risultati primo turno:

[Q] E. Gerasimov b. T. Fabbiano 6-3 6-4
[WC] A. Avidzba b. [WC] A. Kachmazov 6-1 4-6 6-1

Risultati secondo turno:

A. Seppi b. R. Carballes Baena 5-7 6-1 6-3
[7] A. Mannarino b. M. Kukushkin 7-6(4) 6-2
[4] D. Lajovic b. [Q] L. Rosol 6-4 6-7(6) 6-3
[2] K. Khachanov b. P. Kohlschreiber 3-6 6-3 7-6(7)

Il tabellone completo

a cura di Pietro Scognamiglio ed Emmanuel Marian

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