50 anni di US Open, i campioni del passato: 1988-1991

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 1988-1991

In occasione della cinquantesima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro dal 1968 al 2018. Ecco Sampras e Graf

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Ricominciano le sconfitte in serie per Lendl che in finale viene superato prima da Wilander e poi da Becker. Si affaccia sul mondo del tennis un certo Pete Sampras. Steffi Graf regina incontrastata.

US OPEN 1988

  • Mats Wilander b. Ivan Lendl 6-4 4-6 6-3 5-7 6-4
  • Stefanie Graf b. Gabriela Sabatini 6-3 3-6 6-1

Dopo tre successi consecutivi Ivan Lendl ritrova la sconfitta per mano di Mats Wilander che si vendica dell’anno precedente conquistando la finale più lunga degli US Open, durata 4 ore e 55 minuti; lo svedese nel mese di settembre raggiungerà anche la vetta del ranking per la prima volta della sua carriera. L’anno 1988 tuttavia resterà nella storia del tennis principalmente per il traguardo raggiunto da Steffi Graf, capace di completare il ‘Grand Slam’ e di decorarlo d’oro aggiungendoci anche la medaglia olimpica vinta a Seoul.

 

US OPEN 1989

  • Boris Becker b. Ivan Lendl 7-6(2) 1-6 6-3 7-6(4)
  • Stefanie Graf b. Martina Navratilova 3-6 7-5 6-1

Questa fu l’ultima edizione alla quale prese parte Chris Evert (vincitrice di 6 titoli) che fu eliminata ai quarti da Zina Garrison, mentre il titolo se lo aggiudicò di nuovo Graf battendo in finale Navratilova. Ivan Lendl, raggiungendo la finale per l’ottava volta consecutiva, eguaglia il record di Bill Tilden, ma questa volta a batterlo è Boris Becker che completa così la doppietta tedesca. Nel doppio maschile si registra il quarto successo di John McEnroe, al fianco di Mark Woodforde.

US OPEN 1990

  • Pete Sampras b. Andre Agassi 6-4 6-3 6-2
  • Gabriela Sabatini b. Stefanie Graff 6-2 7-6(4)

All’eta di 19 anni e 28 giorni Pete Sampras diventa il più giovane campione degli US Open, battendo in tre set il connazionale Andre Agassi; questa è inoltre la prima finale tra due statunitensi dal 1979, quando si affrontarono McEnroe e Gerulaitis. Stefan Edberg invece, in attesa del titolo conquistato l’anno successivo, incappa in una pesante sconfitta al primo turno, per mano di Alexander Volkov, nonostante fosse testa di serie n. 1 (insomma Halep è in buona compagnia). Gabriela Sabatini conquista il suo primo e unico titolo Slam battendo in due set Graf.

US OPEN 1991

  • Stefan Edberg b. Jim Courier 6-2 6-4 6-0
  • Monica Seles b. Martina Navratilova 7-6(1) 6-1

Grazie ad una wild card Jimmy Connors partecipa al torneo da n. 174 del mondo e festeggia i suoi 39 enni sul campo, battendo al quarto turno Aaron Krickstein al tie-break del quinto set. Il veterano americano verrà eliminato solamente in semifinale del connazionale Jim Courier per 6-3 6-3 6-2; tuttavia con la stessa facilità lo stesso Courier verrà sconfitto da Stefan Edberg in finale. Lo svedese diventa il primo tennista, dopo Mal Anderson nel 1957, a vincere il trofeo dopo essere incappato nella sconfitta l’anno precedente al primo turno. Dopo Sabatini, anche per Monica Seles è tempo di prime volte e a venir sconfitta in finale è Martina Navratilova. Il 26 agosto si registra anche la più grande affluenza di pubblico per una sessione di gioco: sono passati attraverso i tornelli 22.166 persone.

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Editoriali del Direttore

Roland Garros: anche Sasha Zverev mi ha risposto su Sinner e Musetti. Intanto Sinner, Giorgi e Sonego sognano di ripetere l’exploit di Martina Trevisan

PARIGI – Gli ottavi di finale non sono un miraggio per i nostri. Ma con Ruud il compito di Sonego è durissimo. Fra Camila e Sabalenka…difficile trovare due tennisti più imprevedibili. Sinner con McDonald ha più chances di tutti. E io ce l’ho con i leoni da tastiera che scrivono stupidaggini

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Jannik Sinner - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non è che io abbia trovato troppi spunti su cui scrivere in questa giornata di venerdì al Roland Garros, dove al solito hanno passeggiato Rafa Nadal e Nole Djokovic come fanno quasi sempre nella prima settimana di uno Slam, al di là del grande piacere che ho provato vedendo giocare ancora una volta benissimo Martina Trevisan, vittoriosa su Daria Gavrilova in Saville (6-3,6-4) assai più nettamente di quanto dica il risultato.

 Bravissima e così bene educata Martina in un mondo tennistico dove purtroppo mi è capitato di incontrare anche diversi presuntuosi diventati via via più cafoncelli man mano che arricchivano.

Ho visto per la prima volta Martina quando era ancora piccola, seppur già indiscutibilmente talentuosa. Giocava partite le sue prime gare al tennis club Italia di Sergio Marrai a Forte dei Marmi e quel timing sul dritto mancino era già uno spettacolo. Ma i dubbi legati a un fisico non da amazzone, quando già le russe che avevano preso a dominare il tennis erano tutte sul metro e 80, si erano impadronite di molte delle prime posizioni mondiali.

 

Prima di Martina avevo conosciuto una bravissima persona, suo padre Claudio, un ex calciatore (classe 1947) che aveva giocato da attaccante in diverse squadre di buon livello (Modena, Sanbenedettese, Ternana, Taranto) e che gestiva una piccola azienda alla quale ordinai i miei primi cappellini verdi di Ubitennis. Claudio, grande appassionato di tennis, volle venire da Santa Croce sull’Arno a portarmeli di persona.

Ora purtroppo Claudio non sta bene, anzi sta proprio male. E Martina, che gli aveva dedicato la vittoria conquistata nel suo primo torneo a Rabat domenica scorsa, naturalmente lo pensa sempre.

Ho conosciuto prima di Martina  anche suo fratello Matteo che era una vera promessa, uno dei migliori junior del mondo, tant’è che era arrivato a giocare una finale all’US Open junior. Senza essere altissimo aveva una prima di servizio e un dritto davvero esplosivi.

Ricordo di aver incontrato 3 mesi dopo l’exploit all’US Open, in Australia, uno dei più noti coach e intenditori di tennis, l’olandese Sven Groeneveld che ora allena la Andreescu. Io non credo che ci sia un coach che abbia allenato più gioacatrici (ma anche giocatori) di Groeneveld. E siccome non tutti ne sono al corrente vi faccio l’elenco dei suoi “assistiti”: Monica Seles, Arantxa Sánchez Vicario, Mary Pierce, Ana Ivanovic, Caroline Wozniacki, Michael Stich, Greg Rusedski, Nicolas Kiefer, Tommy Haas, Maria Sharapova and Mario Ančić.

Credo possa bastare no? Ebbene a Melbourne Groeneveld mi disse: “Quel vostro ragazzo, Trevisan, ha la stoffa per diventare uno dei primi giocatori del mondo. Fatene…un buon uso!”.

Purtroppo Matteo non aveva la testa, la mentalità giusta, per capire quanto fosse importante sacrificarsi. E nonostante la FIT lo avesse convocato a Tirrenia, non si riuscì a farlo concentrare totalmente sul tennis.

Per papà Claudio, che tanto aveva puntato su lui, fu un enorme dispiacere. Oggi però Claudio sarebbe felice di vedere ancora Martina negli ottavi di finale del Roland Garros, per la seconda volta. Ma nessuno sa se potrà riuscire a farlo.  

La Martina di questi giorni ha tutte le carte in regola per battere in ottavi Aliaksandra Sasnovich anche se la ragazza bielorussa, n.47 del mondo le sta ufficialmente avanti nel ranking di 12 posti e, soprattutto, viene dall’aver battuto prima la Raducanu testa di serie n.12 e poi la Kerber n.21, due campionesse di Slam.

Il ranking significa poco a questi livelli. Tanto più perché Martina è virtualmente n.44 anche se dovesse perdere mentre salirebbe intorno a n.31 se vincesse e si qualificasse per i quarti a Parigi per la seconda volta in due anni. Potrebbe già raggiungere – anche se poi ci sarebbe da mantenerle– quella posizioni che ci ha detto essere l’altro giorno il suo obiettivo del 2022: chiudere l’anno fra le prime 32 tenniste del mondo per poter poi essere testa di serie al primo Slam del 2023, in Australia.

Della Sasnovich ha scritto diffusamente Antonio Garofalo. Inutile che io mi ci soffermi ancora. Penso che sia battibile dalla Trevisan vista questi giorni, dopo 8 vittorie consecutive e convincenti fra Rabat e qui. Però capisco che anche la Sasnovich abbia ottime ragioni per credere in se stessa. Vedremo.

Intanto io confesso oggi di essermela davvero presa –e l’ho detto anche nel video – con i commenti di alcuni lettori di Ubitennis. Ce l’ho – tanto per essere chiaro e al tempo stesso senza sopravvalutare la loro importanza – con coloro che vorrebbero attribuirmi un’antipatia – uno ha scritto addirittura “Astio!” –  oppure un pregiudizio negativo assolutamente inesistente e infondato nei confronti di Jannik Sinner. Tifo Sinner dal primo momento che l’ho visto, mi sta molto simpatico, lo trovo un gran bravo ragazzo, educato, per bene, e gli auguro oggi e sempre, tutto il bene e la fortuna del mondo

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

A prescindere dalla simpatia, un Sinner che diventasse un numero uno del mondo, ma anche un top 3 o un top 5 farebbe la fortuna sua (in parte già fatta soltto il profilo economico) e pure quella di Ubitennis. 

Ma non è per interesse speculativo che io mi auguro che vinca il più possibile. Me lo auguro per il tennis italiano, per la sua promozione, per lo sport che amo dacchè sono bambino. Ho atteso per 40 anni, dal dopo Panatta, che si affacciassero sul circuito mondiale tipi come Sinner, come Berrettini, come Musetti, come Sonego (anche se questi ultimi due devono ancora fare tanta strada).

Quando  ho letto quegli stupidi commenti (che non ho censurato) per un attimo ho pensato che forse fosse arrivato il tempo di mandare al diavolo la chat con i suoi leoni da tastiera.

Poi mi sono detto: lascia perdere, un paio di cretini ci sono e ci saranno sempre. Per fortuna non sono che una esigua minoranza che si prende sul serio. Fatto sta che a volte alla stupidità non c’è limite e il web non è davvero il mezzo migliore per porre quel limite. Umberto Eco coniò quello stupendo termine web-eti, e molti anni prima di lui, quando non c’era ancora il web, Oscar Wilde ebbe a dire: “A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio”. Sul web invece anche gli stupidi aprono bocca e sentenziano. Il problema è che qualcuno ogni tanto non approfondisce e prende per buone le stupidaggini.

Per chi lavora seriamente, come tutti i collaboratori di Ubitennis, ore e ore dal primo mattino fino a notte fonda (grazie a queste sessioni serali di cui avremmo egoisticamente fatto assai a meno) – credo che oggi si siano pubblicati 18 articoli!! – è offensivo leggere commenti davvero insopportabili.

Così, mentre vi invito ancora una volta a registrarvi presso l’Instagram di Ubitennis – dove ad esempio spesso faccio un commento a caldo di un match appena concluso, come l’Alcaraz-Korda del clou serale di venerdì: vorrei superare i 14 mila followers e ne mancano solo 70, coraggio!  –  ora mi fermo qui, perché ci attende una giornata che comincia alle 11 con Sinner-McDonald (1-0 con il precedente della finale di Washington), prosegue sullo stesso campo Simonne Mathieu con Giorgi-Sabalenka (1-1, don Camila che perse a Lugano diversi anni fa ma ha vinto lo scorso anno a Eastbourne) e poi, ma non prima delle 16 ci sarà l’ultimo italiano a caccia di un posto in ottavi, Lorenzo Sonego che affronta per la quarta volta Casper Ruud dopo averci perso sempre, ma l’ultima volta a Vienna almeno dopo una gran bella lotta.

Luca Chito ha scritto per noi, come di consueto, le quote di almeno tre aziende di scommesse, perché le si possano comparare. Ecco qui il LINK al suo articolo. Mi sembra che la vittoria di Sonego sia pagata a 5. A me sembra alta. Ma certo Ruud è favorito.

Per finire, prima di ricordare le teste di serie che…non ci sono più, vi dico che ho rivolto a Sasha Zverev la stessa domanda formulata ieri a Stefanos Tsitsipas

In Italia siamo molto orgogliosi di avere due tennisti come Sinner e Musetti. Attualmente c’è un grosso gap di classifica fra i due. Qualcuno dice che è un gap non così grande in termini di qualità di tennis. Mi dici la tua opinione? Uno magari pensa che uno possa essere più talentuoso, uno che l’altro possa essere più solido e potente. Puoi cercare di dirmi come la pensi te?

ALEXANDER ZVEREV: Chi ha più talento dei due?

Q. Se tu che me lo devi dire, non io.

ALEXANDER ZVEREV: Okay. Io penso che entrambi diventeranno grandi giocatori. Ora Jannik è più su, è più “established”. E’ stato top-ten, ha giocato a Torino lo scorso anno. Musetti non è ancora arrivato a quel livello. Sinner ha battuto dei top-10, ha già battuto parecchi ottimi giocatori, mi ha battuto qui due anni fa. E’ qualcosa che ancora Musetti non ha fatto. Secondo me è uno dei tennisti con maggior talento, uno dei più dotati che c’è nel circuito. E’ molto piacevole anche vederlo giocare. Ha una grande tecnica, un rovescio a una mano. Un bellissimo tennis. Ma dipende da lui cosa può fare con quel talento e io non posso rispondere a questa domanda per te…”

E ora chiudo davvero. A domani (o oggi con il solito video più prolungato quotidiano su Ubitennis, oppure quello da massimo un minuto su Instagram di Ubitennis (mi dicono che abbiamo cominciato ad esplorare anche il mondo ipergiovane di TIKTOK…non si mettono limiti alla Provvidenza!)

MASCHILE
TDS battute da non TDS – 13

(la più alta uscita di scena è Norrie n.10, ma a batterolo è stata un’altra testa di serie Kachanov n.21)

13 Fritz (2T Zapata Miralles)
14 Shapovalov (1T Rune)
16 Carreno Busta (1T Simon)
17 Opelka (1T Krajinovic)
19 De Minaur (1T Gaston)
22 Basilashvili (2T McDonald)
23 Isner (3T Zapata Miralles)*
24 Tiafoe (2T Goffin)
25 Davidovich Fokina (1T Grieekspoor)
29 Evans (2T Imer)
30 Paul (1T Garin)
31 Brooskby (1T Cuevas)
TDS battute da TDS – 2
5 Nadal b. 26 Van De Zandschulp (3T)*
15 Schwartzman b. 18 Dimitrov (3T)*

21 Kachanov b.Norrie 10 (3T)


FEMMINILE
TDS battute da non TDS – 15 (oggi in grassetto)

2 Krejcikova (1T Parry)
4 Sakkari (2T Muchova)
5 Kontaveit (1T Tomljanovic)
6 Jabeur (1T Linette)
8 Pliskova (2T Jeanjean)
9 Collins (2T Rogers)
10 Muguruza (1T Kanepi)
12 Raducanu (2T Sasnovich)
13 Ostapenko (2T Cornet)
19 Halep (2T Zheng)
21 Kerber (3T Sasnovich)*
25 Samsonova (1T Kovinic)
26 Cirstea (2T Stephens)
30 Alexandrova (2T Begu)
32 Kvitova (2T Saville)
TDS battute da TDS (3T) – 2
14 Bencic da 17 Fernandez (3T)*
15 Azarenka da 23 Teichmann (3T)

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, quote 28 maggio: l’accoppiata Giorgi-Sonego paga 15 volte la posta

Ancora favoritissimo Sinner, continua la favola di Simon? Fra le donne occhio alle sfavorite Cornet e Zidansek

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Camila Giorgi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Sabato di tennis parigino in cui si concludono i terzi turni, con ben tre azzurri in campo: sono Jannik Sinner, Lorenzo Sonego e Camila Giorgi. Tanta carne al fuoco anche negli altri incontri, con il livello che continua ad alzarsi gradualmente. 

Dopo una prima oretta di gioco piuttosto complicata (culminata con un lancio di racchetta insolito per lui), Sinner è venuto a capo della pratica Roberto Carballes Baena e si affaccia da grande favorito al match con Mackenzie Mcdonald, liberatosi piuttosto agevolmente di Nikoloz Basilashvili: unico precedente a favore di Jannik (quotato in media a 1,07), impostosi in tre combattuti set lo scorso agosto nella finale di Washington. In caso di successo l’altoatesino incrocerebbe Andrey Rublev o Cristian Garin, con il russo (1,25) favorito dai bookies e aggiudicatosi entrambi gli scontri diretti, ma il cileno, terraiolo doc, potrebbe portare la partita per le lunghe. 

Impegno proibitivo per Lorenzo Sonego, atteso da un Cristian Ruud contro il quale è riuscito a strappare solo un set in tre precedenti (nell’ultimo di Vienna dello scorso ottobre): le quote parlano chiaro, con un successo del torinese quotato a 5 da Bwin, ma il Sonego visto contro Joao Sousa (“una delle migliori partite della mia vita” ha dichiarato egli stesso) lascia intravedere qualche speranza. Dal canto suo Ruud ha faticato solo nel primo turno con Jo-Wilfried Tsonga, in una stagione che lo ha già visto alzare i trofei di Buenos Aires e Ginevra, oltre che raggiungere la finale di Miami e la semi di Roma. Il vincitore troverebbe Hubi Hurkacz o David Goffin, con il polacco, giustiziere prima di Giulio Zeppieri e poi di Marco Cecchinato, leggermente avanti nei pronostici; freschissimo l’unico scontro diretto, appannaggio del belga due settimane fa nel primo turno degli Internazionali d’Italia in due tie break. 

 

Ha faticato più del previsto Tsitsipas per avere la meglio sul ceco Zdenek Kolar, capace di impegnarlo per oltre quattro ore, che si sommano a quelle della rimonta su Lorenzo Musetti; cercherà sicuramente di sbrigarsela più velocemente contro lo svedese Mikael Ymer (la cui impresa vale 11), sempre battuto agevolmente nei tre precedenti. Convincente invece la versione di Medvedev vista contro Laslo Djere, ma per il russo ora c’è un altro ostacolo serbo, quest’anno in gran crescita, come Miomir Kecmanovic: per il ventiduenne di Belgrado (2,23 su Unibet) quarti a Miami e Indian Wells, oltre alla semifinale di Monaco di Baviera.  

Negli altri match di giornata avremo uno scontro fra veterani e uno fra giovani promesse: 70 gli anni totali fra Gilles Simon, che sta facendo sognare il pubblico di casa nella sua “last dance” parigina, e Marin Cilic, favoritissimo del match a 1,15 ma sconfitto sei volte su sette dal transalpino (con il primo incrocio datato addirittura 2007). Arrivano a 40 invece le età sommate di Holger Rune e Hugo Gaston: il danese sembra viaggiare spedito, come dimostrato contro Denis Shapovalov ed Emil Ruusuvuori (la pensano così anche i bookies, che lo danno mediamente a 1,28), ma l’eclettico francese ha già estromesso, da sfavorito, Alex De Minaur all’esordio e punta a bissare il quarto turno raggiunto due anni fa. 

Non ha mai raggiunto gli ottavi al Roland Garros Camila Giorgi, che ci proverà affrontando la settima testa di serie del torneo Aryna Sabalenka: parità nei precedenti, con un netto successo della bielorussa sul rosso di Lugano quattro anni fa, seguito da un’affermazione in tre set di Camila l’anno scorso sull’erba di Eastbourne; su Sisal pagherebbe 3,20 una sorpresa della tennista di Macerata, reduce da una stagione con più bassi che alti ma parsa abbastanza centrata contro Yulia Putintseva. Per Sabalenka, in difficoltà al debutto con Chloè Paquet, dopo un inizio anno da incubo si sono visti segnali di risveglio con il passaggio sulla terra rossa (finale a Stoccarda e semi a Roma, sempre sconfitta da Swiatek). Ad attendere la vincitrice una ritrovata Daria Kasatkina (1,40) o Shelby Rogers, che ha vinto l’unico confronto diretto cinque anni fa a Miami e che si è liberata, contro pronostico, della connazionale Danielle Collins. 

Vale appena 1,01 il successo consecutivo numero 31 di Iga Swiatek, opposta alla montenegrina Danka Kovinic: fra i vari dati impressionanti della polacca negli ultimi tre mesi (cioè dall’ultima sconfitta di metà febbraio contro Ostapenko) citiamo i soli 5 set persi su 65 giocati e i 39 set (sui 60 totali vinti) in cui ha lasciato all’avversaria due giochi o meno (trattamento riservato anche a Lesya Tsurenko e Alison Riske nei primi due turni). Favori del pronostico anche per Paula Badosa, che ha lasciato un set a Kaja Juvan, contro Veronika Kudermetova (3,50): russa vincitrice in tre dei cinque confronti diretti, ma la spagnola ha portato a casa gli ultimi due, in maniera agevole, fra Indian Wells e Madrid.  

Sembravano entrambe spacciate nel secondo turno, rispettivamente contro Simona Halep e Jelena Ostapenko, e invece si giocheranno un posto in ottavi Qinwen Zheng e Alize Cornet, in uno scontro inedito che vede avanti per i quotisti la cinese a 1,60. Proverà a prolungare il suo sogno anche l’altra francese Leolia Jeanjean, che ha estromesso Karolina Pliskova, affrontando Irina Camelia Begu (1,30). 

Infine le altre due statunitensi Jessica Pegula, che dovrà stare attenta alla semifinalista dello scorso anno Tamara Zidansek (3,10), e Madison Keys, che parte sfavorita contro Elena Rybakina (1,53) nel primo scontro in assoluto fra le due. 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Alcaraz torna subito a brillare: nulla può Korda

Nel venerdì sera parigino, Carlos Alcaraz non fa sconti a Sebastian Korda: tre set a zero in poco più di due ore e vola agli ottavi, atteso da Khachanov

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Quello contro Ramos-Vinolas è stato solo un brutto sogno finito anche bene. È questo il responso del match di cartello della sesta giornata dell’edizione numero 121 del Roland Garros tra Alcaraz e Korda. Il diciannovenne spagnolo ha giocato una partita praticamente perfetta: niente a che vedere con quella che ha rischiato di perdere contro il connazionale al secondo turno. La prestazione di Korda è stata comunque buona, soprattutto nel secondo set in cui è riuscito a rispondere in anticipo mettendo in difficoltà l’avversario. La differenza tra i due è sembrata però evidente. Alcaraz, arrivato alla 13esima vittoria consecutiva, disputerà domenica il secondo ottavo di finale Slam (dopo lo US Open dell’anno scorso) nella sua giovane carriera: avrà di fronte Karen Khachanov, con cui non ha mai giocato.

[6] C. Alcaraz b. [27] S. Korda 6-4 6-4 6-2

 

C’è grande attesa sul Philippe Chatrier per quello che viene considerato da molti il big match della prima settimana. Si sfidano infatti due dei più promettenti giocatori nati dal 2000 in avanti: quello che è a detta di tutti il prossimo dominatore del circuito, Carlos Alcaraz, e colui che è stato in grado di batterlo quest’anno a Montecarlo (nell’unica sconfitta dello spagnolo sulla terra di quest’anno), Sebastian Korda. Quello del Principato è il secondo dei due precedenti tra i due: il primo ha avuto luogo a Milano proprio nella finale del torneo dedicato ai migliori under 21, in cui vinse Carlos in tre (mini) set.

Gli organizzatori decidono probabilmente di dare il tempo a tutto il pubblico di prendere posto senza perdere nemmeno uno scambio e infatti i giocatori scendono in campo con quasi 10 minuti di ritardo rispetto all’orario programmato. In una serata fresca e umida (il Presidente della Federazione francese Moretton ha bisogno della sciarpa) Korda parte molto bene al servizio con quattro prime su quattro. Nel primo game in risposta l’americano mostra subito di voler restare vicino alla linea di fondocampo. È però impreciso ed è quindi 1-1. Nel terzo gioco Alcaraz sfrutta un grave errore con il dritto di Korda per salire a palla break. Qui fornisce subito una spiegazione del perché sia considerato il futuro numero 1 del mondo: Korda spinge ma lui ancora di più e con il dritto lascia un solco vicino all’incrocio delle righe alla destra dell’americano.

Avanti 3-1 il numero 6 del mondo inizia anche a dare prova delle sue capacità di variazione rispetto allo spartito principale: palla corta, dritto carico in diagonale, back di rovescio in lungo linea. Grazie alla sua prima di servizio, però, Korda annulla due palle break e rimane vicino nel punteggio (con la seconda è però 0/5 dopo tre turni di battuta). Alcaraz continua a veleggiare al servizio con l’americano che non riesce a trovare i tempi giusti per rispondere da vicino. Il break di differenza rimane uno, ma il murciano ha ben saldo nelle mani il timone dell’incontro. Si arriva così al primo momento decisivo del match con Carlos che serve per il set sul 5-4. Non ci sono, però, sorprese rispetto all’andamento generale dei game precedenti: Korda continua a sbagliare troppe risposte (soffre in particolare il kick sul rovescio) e dopo 40 minuti è 6-4 Alcaraz.

Dopo un buon game al servizio in apertura di secondo set, Korda riesce finalmente a mettere in difficoltà l’avversario con un paio di ottime risposte anticipate. Alcaraz però si difende alla grande e appena riesce a spostarsi sul dritto tornano gli incubi per l’americano. Nel quarto gioco la risposta del figlio d’arte si conferma funzionante a tutti gli effetti: ciò gli permette di entrare nello scambio con un certo vantaggio. Alcaraz commette anche un paio di errori con il dritto e concede così le prime palle break della partita: Korda però ha bisogno di essere perfetto e in questo caso non lo è. Lo spagnolo si salva ed è 2-2.

Persa una bella occasione, l’americano torna a faticare al servizio. Carlitos delizia il pubblico: prima un passante di rovescio con il taglio da sotto, poi un pallonetto di rovescio sulla linea e infine una contro smorzata millimetrica. Il numero 30 del mondo cerca di alzare il livello e riesce ad annullare due palle break ma alla terza Alcaraz è ingiocabile con il dritto: 3-2 e servizio per lui. Il pubblico dimostra con la ola di aver gradito un game giocato bene da entrambi. L’intensità si abbassa nei giochi successivi e si procede senza ulteriori sussulti fino al 5-3: il numero 6 del mondo ha cinque set point, frutto dei troppi errori di Korda con il dritto (anche al volo) e di un punto in cui Carlos dà prova delle sue doti di sprinter. L’americano però non molla e servendo bene si salva. Il set però si prolunga solo per pochi minuti: Alcaraz seleziona la modalità “serve and volley” e poi approfitta di una bruttissima risposta di Korda su una seconda per portarsi ad un set dalla vittoria dopo un’ora e mezzo di match.

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Korda sa di star giocando tutto sommato un buon match ma di avere poche speranze. Ciononostante, inizia bene il terzo set ottenendo tre palle break nel secondo gioco. Ancora una volta, però, non riesce a concretizzare, in questo caso con l’aggravante visto che Alcaraz non fa nulla di straordinario per portarsi sull’1-1. Il quinto gioco rischia di porre fine definitivamente alle velleità di Sebastian: Carlos rende vani i tentativi di spinta dell’avversario, costretto sempre a giocare uno o anche due colpi in più del normale. Sulla palla break il murciano tira su qualsiasi cosa portando allo sfinimento Korda che sbaglia al volo. Da qui è solo discesa fino al traguardo per Alcaraz che brekka anche nel settimo gioco a suon di rincorse e passanti. Al servizio per chiudere la partita il numero 6 del mondo regala altri colpi spettacolari, tra cui un vincente di rovescio in back lungo linea incredibilmente tagliente e poi uno in top quasi di controbalzo sul match point. E’ quindi 6-4 6-4 6-2 dopo due ore e dieci minuti: Carlitos, che era contento dopo la partita con Ramos e a maggior ragione lo sarà oggi, è il più giovane a raggiungere gli ottavi al Roland Garros dal 2006, quando Djokovic arrivò da neo 19enne ai quarti.

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