50 anni di US Open, i campioni del passato: 1984-1987

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50 anni di US Open, i campioni del passato: 1984-1987

In occasione della cinquantesima edizione professionistica degli US Open, ripercorriamo l’albo d’oro dal 1968 al 2018. Dominio di Ivan Lendl e Martina Navratilova

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Dopo tre finali perse tra il 1982 e il 1984, Ivan Lendl diventa imbattibile a Flushing Meadows e si aggiudica per tre anni consecutivi il titolo dominando le finali del 1985 e del 1986. Nel singolare femminile l’egemonia di Martina Navratilova viene interrotta solamente nel 1985, quando viene superata in finale dalla ceca Hana Mandlikova

US OPEN 1984

  • John McEnroe b. Ivan Lendl 6-3 6-4 6-1
  • Martina Navratilova b. Chris Evert 4-6 6-4 6-4

Il big Saturday del 1984 è destinato a passare alla storia, grazie ai tre incredibili match disputati sul campo centrale. Nella prima semifinale del tabellone maschile Ivan Lendl salva un match prima di battere 7-6 al quinto Pat Cash. Martina Navratilova vince il suo secondo US open consecutivo sconfiggendo in tre set Chris Evert. In chiusura di programma, altro match memorabile conclusosi alle 23.14 con John McEnroe che supera in 5 set Jimmy Connors. Il giorno seguente McEnroe è ingiocabile e supera in tre set uno stremato Lendl, aggiudicandosi il suo quarto e ultimo titolo a New York.

 

US OPEN 1985

  • Ivan Lendl b. John McEnroe 7-6(1) 6-3 6-4
  • Hana Mandlikova b. Martina Navratilova 7-6(3) 1-6 7-6(2)

Dopo tre sconfitte consecutive in finale, arriva la prima vittoria agli US open per Ivan Lendl che conquista il suo secondo Slam dopo la vittoria a Parigi. Il ceco sconfigge in tre set John McEnroe nella riedizione della finale del 1984. Molto più avvincente la finale femminile, con la ceca Hana Mandlikova capace di superare al tie break decisivo Martina Navratilova. Le due finaliste vinceranno insieme nel 1989 il torneo di doppio. Mary Joe Fernandez diventa a 14 anni la più giovane giocatrice a vincere un match agli US Open grazie alla vittoria al primo turno contro Sara Gomer.

US OPEN 1986

  • Ivan Lendl b. Miloslav Mecir 6-4 6-2 6-0
  • Martina Navratilova b. Helena Sukova 6-3 6-2

La Cecoslovacchia domina l’edizione del 1986, con tutti e 4 i finalisti nati nello stesso Paese. Ivan Lendl lascia le briciole a Miloslav Mecir, che diventa il giocatore con classifica più bassa (n.16) a raggiungere la finale dal 1971. Senza storia anche la finale femminile, con Martina che torna a conquistare il titolo dopo la sconfitta dell’anno precedente. John McEnroe subisce la peggiore sconfitta agli US Open uscendo al primo turno contro Paul Annacone.

US OPEN 1987

  • Ivan Lendl b. Mats Wilander 6-7(7) 6-0 7-6(4) 6-4
  • Martina Navratilova b. Steffi Graf 7-6(4) 6-1

Ivan Lendl vince il terzo titolo consecutivo a New York sconfiggendo lo svedese Mats Wilander dopo 4 ore e 47 minuti di battaglia, in una finale giocata di lunedì a causa della pioggia. Martina Navratilova supera in due set la diciottenne Steffi Graf, conquistando gli US Open per la quarta volta. All’età di 15 anni e 6 mesi Michael Chung diventa il più giovane giocatore a vincere un match agli US Open.

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ATP Bastad: Jarry e Londero in semifinale

Il cileno domina Chardy e trova Delbonis, l’altro argentino supera Gasquet e sfiderà Albert Ramos

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Giornata di quarti di finale per il tradizionale appuntamento estivo sulla terra battuta svedese: la semifinale della parte alta la giocheranno Nicolas Jarry e Federico Delbonis che hanno vinto facilmente in due set rispettivamente su Chardy e il portoghese Joao Sousa, N.8 del seeding.
Molto più lottati i quarti della parte bassa del tabellone con un altro argentino, Juan Ignacio Londero che ha piegato la resistenza di Richard Gasquet, N.4 del tabellone, per 6-3 al terzo set dopo 2h51 di gioco. In semifinale Londero affronterà Albert Ramos-Vinolas che ha vinto in rimonta il derby spagnolo contro Carballes Baena. Dopo aver ceduto il primo set per 6-4, Ramos ha dominato i successivi due set lasciando due giochi al suo avversario.

Risultati:

[5] N. Jarry b. J. Chardy 6-1 6-4
F. Delbonis b. [8] J. Sousa 6-2 7-5
[6] J. I Londero b. [4] R. Gasquet 7-6(5) 4-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. R. Carballes Baena 4-6 6-1 6-1

 

Il tabellone completo


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Lo US Open vuole dare una wild card a Coco Gauff… ma in teoria non potrebbe

La 15enne ha esaurito il numero di wild card ottenibili fino al compimento dei 16 anni. Ma lo US Open vorrebbe invitarla lo stesso, in barba ai regolamenti WTA

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Cori Gauff - Wimbledon 2019 (photo Art Seitz c2019)

Dopo aver condizionato l’inizio di carriera di un’altra giocatrice statunitense dal grande avvenire, Amansa Anisimova, le age eligibility rules che la WTA impone alle tenniste più giovani con lo scopo di preservarne la crescita, hanno prevedibilmente incrociato il cammino del nuovo potenziale fenomeno del tennis a stelle e strisce, Cori Gauff.

La 15enne ha raggiunto gli ottavi di finale a Wimbledon, dando seguito alla prima vittoria nel circuito maggiore ottenuta a Miami, e ha fatto così il suo ingresso in top 150. Una classifica sufficiente a garantirsi un posto nel tabellone di qualificazione per lo US Open, ultimo Slam stagionale. La federazione statunitense, però, intende evitare a ‘Coco’ la trafila cadetta per gli evidenti meriti sportivi, e sta così meditando di concederle una wild card per il tabellone principale.

Tutto lineare, sembrerebbe, non fosse – appunto – per i regolamenti WTA che non solo impongono un numero massimo di tornei che la giovane tennista potrà disputare fino al compimento dei 16 anni (potrà giocarne altri sette fino al 13 marzo 2020), ma addirittura non le permetterebbero di accettare un ulteriore wild card. Fino a 15 anni, infatti, sono soltanto tre le wild card consentite. E Coco è stata già invitata a Miami, al Roland Garros e alle qualificazioni di Wimbledon.

Il punto è che USTA sembra voler aggirare questo cavillo facendo leva sullo status particolare dei tornei dello Slam. “Ci aspettiamo di vedere Coco nel main draw dello US Open‘, ha detto al New York Post il responsabile delle comunicazioni di USTA Chris Widmaier. Che messa così, non appare troppo meno di un affronto diretto alla WTA.

Né sembra essere un mero capriccio nazionalista, perché Cori Gauff è diventata a strettissimo giro un nome altamente spendibile a livello mediatico. Giovane, apparentemente fortissima e già capace di tenere campo e palcoscenico con l’agio della campionessa. Il +29% fatto registrare nei dati di audience dalla ESPN sarebbe da attribuirsi principalmente alla cavalcata di Coco, fermatasi solo al cospetto di Simona Halep. E USTA ha tutte le intenzioni di mettere la ragazzina nelle condizioni di provare a ripetere l’exploit, strizzando così l’occhio alla stessa ESPN che – secondo voci d’oltreoceano – avrebbe cominciato a pentirsi del grosso esborso necessario all’acquisto dei diritti per trasmettere lo US Open.

Insomma, i vertici USTA vogliono ‘forzare’ il regolamento WTA. L’organo presieduto da Steve Simon chiuderà un occhio o saprà far valere le sue ragioni di regolamento?

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Anna Tatishvili fa appello per la multa ricevuta al Roland Garros

La statunitense, lontana dal Tour per quasi due anni, non ha ricevuto il prize money del primo turno a Parigi. Non è stata ritenuta in grado di affrontare un match di uno Slam

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È stato un ritorno nel Tour molto amaro quello di Anna Tatishvili, statunitense ma nativa della Georgia. Con un passato da numero 50 WTA è stata fuori dai giochi per quasi due anni, tormentata da un problema alla caviglia. Grazie al ranking protetto ha avuto accesso al main draw del Roland Garros 2019, ma il sorteggio non è stato dei più fortunati. Al primo turno ha incrociato Maria Sakkari, che pur non essendo tra le favorite per la vittoria nel 2019 ha fatto registrare ottimi risultati sulla terra battuta.

6-0 6-1 perentorio per Sakkari. Esito prevedibile per Tatishvili. Tuttavia l’ex georgiana ha ricevuto una bruttissima notizia il giorno successivo, quando è andata a riscuotere i 46.000 euro per il primo turno. Le è stato negato il pagamento poiché doveva scontare una multa. Secondo le norme introdotte nel 2018, a un giocatore può essere decurtato il 100% del prize money di un Grand Slam se non compete a un determinato standard. Le nuove regole sono state introdotte per evitare le “furbate” dei giocatori che, sebbene non in grado di giocare al giusto livello, scendono in campo senza impegno o si ritirano dopo pochi game, riscuotendo comunque il compenso. Ora un giocatore o giocatrice che non è in grado di competere può comunque ricevere il 50% del prize money del primo turno se si ritira prima dell’inizio del torneo a tabellone già compilato.

Tatishvili non era sufficientemente pronta per giocare un incontro di un Major. Questa la motivazione della multa che ha lasciato senza parole sia la statunitense che la stessa Sakkari, dal momento che Tatishvili ha giocato al meglio delle sue possibilità. Poche settimane dopo l’ATP ha riservato lo stesso trattamento a Bernard Tomic. L’australiano ha perso in 58 minuti al primo turno di Wimbledon contro Jo-Wilfired Tsonga e non ha ricevuto il suo prize-money per scarso impegno.

 

Sia Tomic che Tatishvili hanno fatto appello. Quest’ultima da qualche settimana non potrà più usufruire nemmeno del ranking protetto, che le è valso negli ultimi tre anni. Ora assieme ai suoi avvocati ha presentato un documento di quaranta pagine al Grand Slam Board, dove sono presenti i pareri di diversi giocatori e allenatori, tra i quali anche la stessa Maria Sakkari e Chris Evert. Vincere la causa sarebbe un grossissimo aiuto per far ripartire una carriera che sembra già segnata.

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