ATP Challenger: azzurri divisi tra Ortisei e Barcellona

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ATP Challenger: azzurri divisi tra Ortisei e Barcellona

Nove ai nastri di partenza in Italia, sette in Spagna. Lorenzi al secondo turno a Santo Domingo, già fuori Pablo Cuevas (così come Karlovic e Kokkinakis a Fairfield)

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Santo Domingo (Repubblica Dominicana, terra verde, $125,000)

Paolo Lorenzi è l’unico azzurro al via nel Challenger più ricco della settimana. Paolino, quinto favorito del seeding, ha superato il primo turno grazie al bagel rifilato al terzo set al qualificato Juan Pablo Varillas. Al prossimo turno se la vedrà con l’austriaco Gerald Melzer: 3-3 i precedenti tra i due. Paolo guida a livello ATP (2-1 per l’azzurro ma Melzer ha vinto l’ultimo match giocato lo scorso anno a Buenos Aires), mentre l’austriaco è avanti 2-1 a livello di circuito minore. Gli incontri di primo turno hanno intanto dimezzato le teste di serie: subito fuori Dellien (4), Bagnis (8), Monteiro (6) e soprattutto Pablo Cuevas (1), alla seconda sconfitta consecutiva all’esordio dopo quella rimediata settimana scorsa a Campinas.

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Fairfield (USA, hard, $100,000)

Nessun tennista italiano ha invece intrapreso la trasferta californiana per disputare il torneo di Fairfield, scattato con dodici giocatori di casa ai nastri di partenza. A primo turno quasi concluso (rimane da giocare soltanto il derby tra Evan King e Jeffrey  John Wolf), ne sono rimasti in gara cinque: Fratangelo, Aragone, Rubin (testa di serie numero 3), la wild card Altamirano e Tommy Paul. Da segnalare la prematura uscita di scena del settimo favorito del seeding Ivo Karlovic, reduce dalla finale tra veterani giocata e persa a Monterrey contro David Ferrer, battuto con un doppio 6-4 dal tedesco Koepfer e la seconda sconfitta consecutiva al primo turno per Thanasi Kokkinakis (4-6 al terzo contro Alex Bolt), sconfitto all’esordio anche a Monterrey (anche lui vittima di Ferrer).

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Ortisei (Italia, hard, €64,000)

Erano ben nove gli italiani al via sul velocissimo Play-it di Ortisei, e in cinque hanno abbandonato il torneo di casa dopo il primo turno: Stefano Napolitano, il lucky loser Fabrizio Ornago, Raul Brancaccio, Luca Giacomini (battuto nel derby da Jannik Sinner) e Lorenzo Sonego. Mentre Liam Caruana, vincente all’esordio contro Stephane Robert, si è arreso al turno successivo ad un altro francese, il primo favorito del seeding Pierre-Hugues Herbert. Simone Bolelli (vittoria al debutto contro Sergiy Stakhovsky) affronterà invece il qualificato russo Kirill Kivattsev, che al primo turno ha eliminato Jaume Munar, terza testa di serie. Sarà infine atteso da un esordio complicato l’ultimo azzurro in tabellone, Salvatore Caruso, che questa sera se la vedrà con il tedesco Dustin Brown.

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Tashkent (Uzbekistan, hard, $75,000)

Sul plexipave di Tashkent sconfitta al primo turno per Federico Gaio, unico azzurro presente in tabellone. Niente da fare per l’italiano contro il secondo favorito del seeding Denis Istomin, che al turno successivo ha superato anche il giovane Alexander Bublik guadagnandosi così un posto nei quarti di finale. Il suo prossimo avversario sarà Felix Auger-Aliassime, che da qualificato ha fatto fuori al tiebreak decisivo Alexey Vatutin (testa di serie numero 5). Nella parte alta del tabellone, sarà sfida tra Basic e Majchrzak, rispettivamente primo e sesto favorito del seeding, mentre il russo Evgeny Karlovskiy se la vedrà invece con il tedesco Tobias Kamke. Nell’ultimo quarto di finale, Egor Gerasimov affronterà il qualificato Mathias Bourgue.

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Barcellona (Spagna, terra rossa, €43,000)

Folta presenza italiana sulla terra rossa di Barcellona: gli azzurri al via erano sette. Dei sei già scesi in campo nel primo turno, ne sono rimasti in gara quattro: Alessandro Giannessi (6-4 6-3 a Miguel Semmler, prossimo turno contro Kenny De Schepper), Filippo Baldi (comodo successo all’esordio contro Lopez San Martin, secondo turno contro Gutierrez-Ferrol, testa di serie numero 7), Matteo Viola (7-5 6-3 contro David Guez) e Lorenzo Giustino (doppio 6-4 a Samper-Montana, attende il vincente di Andujar-Kuhn). Subito fuori Gianluigi Quinzi e Stefano Travaglia (quarto favorito del seeding), battuti rispettivamente da Pedro Martinez e Miljan Zekic, che sarà il prossimo avversario di Viola. Decisamente sfortunato nel sorteggio il qualificato Roberto Marcora, sconfitto all’esordio dal padrone di casa, e primo favorito del tabellone, Roberto Carballes Baena.

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La corsa al posto di Haggerty (e al suo maxi stipendio)

A settembre si voterà per eleggere il presidente ITF. Haggerty si ricandida insieme a Khanna, Kaderka e Miley. Oltre al prestigioso posto, in palio anche più di 600,000 dollari all’anno

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Il 27 settembre in Portogallo, durante l’annuale Assemblea Generale dell’ITF, si voterà per eleggere il nuovo presidente della Federazione Internazionale. Saranno tre gli avversari di David Haggerty, attualmente assiso sulla poltrona di comando: l’indiano Anil Khanna, già candidatosi nel 2015 e superato dallo stesso Haggerty per una manciata di voti, Ivo Kaderka e Dave Miley. I quattro concorreranno per occupare il prestigioso posto, ma anche per assicurarsi uno stipendio da capogiro. Infatti è stato rivelato che la prima testa dell’ITF ha guadagnato 642,000 dollari all’anno (573,000 euro) nel 2017, mentre l’anno precedente addirittura 722,000 $ (645,000 euro).

In caso di rielezione, Haggerty ha promesso di continuare a incrementare la raccolta di fondi per sostenere il processo di sviluppo dell’ITF. L’attuale presidente ha rivelato di aver donato i propri bonus annuali al fondo sviluppo nel 2016, 2017 e 2018 e che che ha intenzione di fare lo stesso anche quest’anno. Chissà se basteranno queste promesse per riconfermare la sua carica, ottenuta nel 2015 al secondo turno di votazioni per appena 8 voti di vantaggio su Khanna (200 a 192).

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Spettacolo ad Halle, tra calcio-tennis e challenge “prestati”

Paire e Tsonga palleggiano con i piedi a punto perso. Stakhovsky “presta” un challenge a Herbert e perde il punto

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Oltre a punti giocati, ramanzine agli arbitri ed errori, è bello ogni tanto vedere qualcosa di diverso su un campo da tennis. Qualcosa che ci riconcili un po’ col lato umano dello sport e ci rubi un sorriso. Ad Halle gli spettatori non hanno avuto di che lamentarsi fino ad ora. Un divertente scambio di calcio-tennis, improvvisato da Tsonga e Paire, a punto ormai concluso, ha infiammato la folla e l’internet.

Simpatico anche il siparietto tra Pierre Hugues Herbert e Sergij Stakhovsky. Il francese, rimasto senza challenge, ha invitato scherzosamente l’avversario a contestare la chiamata del giudice di linea che aveva giudicato fuori la sua prima di servizio. Stakhovsky ha accettato tra l’ilarità generale: la palla di Herbert, così come l’ace che ne era scaturito, si è rivelata essere buona e ha chiuso il game.

 

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Tutti gli infortuni di Juan Martin del Potro

Al Queen’s è arrivato l’ennesimo infortunio di una carriera davvero tormentata. In attesa di sapere di più sull’entità del danno, ripercorriamo gli stop forzati dell’argentino

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Juan Martin del Potro - Queen's 2019 (foto Alberto Pezzali/Ubitennis)

Quando si parla di Del Potro, la prima cosa che viene in mente molto probabilmente è lo schiocco sordo del suo drittone. Altrettanto probabilmente il secondo pensiero prenderà corpo nelle seguenti parole: Peccato per gli infortuni. In effetti pochi giocatori sono stati così tormentati dal punto di vista fisico come la Torre di Tandil, che ha dovuto rinunciare anche ad intere stagioni nel corso della sua carriera.

La sfortuna sembra davvero non voler dare tregua al campione argentino che, nel match di primo turno vinto al Queen’s contro Denis Shapovalov, è scivolato a due giochi dal traguardo, finendo col risollecitare il ginocchio destro. Del Potro è riuscito a concludere con successo l’incontro, ma poi ha prontamente comunicato agli organizzatori la propria intenzione di ritirarsi dal torneo. Nei prossimi giorni verrà valutata l’entità del danno. In attesa di saperne di più, proviamo a ripercorrere uno a uno tutti gli infortuni che hanno funestato la carriera di Del Potro.

Gennaio 2008: infortunio della vertebra lombare durante il secondo turno degli Australian Open contro David Ferrer. Costretto al ritiro e a più di due mesi di stop.

Maggio 2008: microstrappo lombare che lo forza a lasciare il campo contro Andy Murray, nel primo turno degli Internazionali di Roma.

 

Novembre 2008: distrazione muscolare all’adduttore destro nel corso del match contro Feliciano Lopez in finale di Coppa Davis.

Gennaio 2010: primo infortunio davvero grave. Durante l’Australian Open, comincia a sentire dolore al polso destro. Dopo alcuni mesi di stop, si opera e gioca appena due partite nel resto della stagione. Rimane lontano dal campo per otto mesi e scivola al numero 484 del ranking.

Maggio 2011: strappo al retto femorale sinistro, appena prima di affrontare Rafa Nadal a Madrid.

Novembre 2011: si ritira dal Masters 1000 di Parigi-Bercy per una lesione alla spalla. L’infortunio gli nega la possibilità di partecipare alle Finals.

Maggio 2012: durante il Roland Garros si infortuna al ginocchio sinistro, ma continua a giocare fino ai quarti di Wimbledon.

Agosto 2012: a Cincinnati, inizia ad avvertire dolore al polso sinistro. Inizialmente non sembra niente di grave, ma poi la situazione peggiorerà.

Settembre 2012: non gioca il quarto incontro della semifinale di Davis contro la Repubblica Ceca per una lesione alla fibrocartilagine triangolare del polso sinistro.

Febbraio 2014: il polso sinistro continua a fare le bizze. Del Potro salta Dubai e a marzo si opera per la prima volta.

Gennaio 2015: poco prima di tornare a Sydney, decide di sottoporsi ad una nuova operazione, sempre al polso sinistro.

Giugno 2015: si opera per la terza volta al polso sinistro. Rientrerà a Delray Beach nel 2016, dopo 327 giorni di assenza dal circuito.

Ottobre 2017: durante il Masters 1000 di Shanghai, cade e sbatte il polso sinistro. Fortunatamente niente di grave, se la cava immobilizzando la zona e riposando qualche giorno.

Maggio 2018: strappo di grado uno all’adduttore destro durante gli Internazionali di Roma.

Ottobre 2018: durante l’incontro contro Borna Coric a Shanghai, cade e si frattura la rotula. Dopo 131 giorni senza giocare fa il suo ritorno a Delray Beach.

Marzo 2019: il ginocchio scricchiola ancora e lo costringe a saltare Acapulco, Indian Wells e Miami.

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