Roma sorride, Londra no: terzo bilancio in rosso di fila per la LTA

La BBC ha diffuso le anticipazioni sull'esercizio 2018 della federazione britannica, il cui ultimo utile risale al 2015. In calo anche il numero dei praticanti

Roma sorride, Londra no: terzo bilancio in rosso di fila per la LTA

Non tutte le federazioni scoppiano di salute, a livello economico, come la nostra FIT. Da Londra, è la BBC a fare i conti in tasca alla Lawn Tennis Association che sta per chiudere il suo terzo anno solare in perdita. Le fonti in possesso dell’emittente di Stato parlano di un bilancio 2018 in rosso per 7,5 milioni di sterline, che fa seguito ai 5,7 milioni di passivo maturati nei due esercizi precedenti. L’ultimo attivo, 1,2 milioni, risale al 2015. Una stima (i dati verranno ufficializzati ad aprile 2019, ndr) che però, dal quartier generale di Roehampton, hanno definito errata – fa sapere la stessa BBC – giustificandosi con politiche di sviluppo e un ampio impegno nel sociale che avrebbero reso inevitabile il surplus delle spese. Una voce su tutte, i lavori per la realizzazione del tetto sul Campo 1 a Wimbledon che hanno ridotto il grosso benefit derivante ogni anno dalle entrate che l’All England Club è tenuto a girare nelle casse federali.

Da registrare anche un decremento del 10 per cento dei praticanti censiti sul territorio britannico, in un annata che ha vissuto il momento più alto con la semifinale persa da Kyle Edmund agli Australian Open. La razionalizzazione dei costi imporrà per la LTA la chiusura di alcuni uffici regionali, mentre nello scorso giugno è stato annunciato un importante investimento nel settore tecnico: la creazione nel 2019 di due accademie federali a Stirling (in Scozia) e a Loughborough (dalle parti di Leicester) finalizzate – è la dichiarazione programmatica – ad aumentare il numero dei tennisti britannici in top 100. A fine 2018 – e al netto dei guai di Andy Murray – uno status che include tra gli uomini i soli Edmund (14) e Norrie (86), con Jo Konta (39) e Katie Boulter (100) nella WTA.

 

La difficoltà, riporta la BBC, non è però patrimoniale: un ampio fondo cassa di 140 milioni di sterline è stato intaccato minimamente dai circa 12 milioni persi nell’ultimo biennio. Ma la tendenza in rosso, chiaramente, preoccupa. Meno efficiente l’aspetto commerciale: dopo nove anni, nel 2017, Aegon ha smesso di essere il main sponsor della federazione e degli eventi sull’erba che precedono Wimbledon. Gli accordi sottoscritti per il 2018, evidentemente non hanno saputo rimpiazzare l’apporto del noto marchio di servizi finanziari.

CATEGORIE
TAG
Condividi