Australian Open: Cilic va come un treno, prima finale a Melbourne

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Australian Open: Cilic va come un treno, prima finale a Melbourne

MELBOURNE – La prima semifinale non ha molta storia: Edmund è un po’ acciaccato e il dritto non funziona. Cilic si giocherà il titolo contro Federer o Chung

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AO 2018 presented by BARILLA: Finale Halep-Wozniacki, Cilic aspetta Federer o Chung

Chi vincerà fra Halep e Wozniacki? E ancora: chi vincerà fra Federer e Chung?

 

Pubblicato da Ubitennis su Giovedì 25 gennaio 2018

[6] M. Cilic b. K. Edmund 6-2 7-6(4) 6-2 (dal nostro inviato a Melbourne)

Doveva trattarsi di una sfida all’ultimo sangue sul lato del dritto, con Marin Cilic chiaro favorito, ma il colpo di Kyle Edmund è rimasto negli spogliatoi: limitato da un problema fisico e da qualche nervosismo di troppo il britannico lascia spazio a Cilic, superiore in tutto e troppo più performante soprattutto in risposta. Un precedente tra i due, vinto a Shanghai l’anno scorso da Marin. C’è una parvenza di lotta solo nel secondo parziale, comunque vinto con autorità dalla tds n.6 al tie-break. Marin Cilic è il primo croato a raggiungere una finale qui in Australia.

UNA MARCIA IN PIÙ – Subito in difficoltà Marin nel primo game, affronta due palle break consecutive, ma risolve il problema col servizio e col dritto. Gran botte da subito in campo, sia da parte sua che di Kyle, che appena può spinge anche lui, ma l’impressione, a parte il rischio iniziale corso, è che il croato abbia una marcia in più stasera. Impressione che viene confermata dal break piazzato da Cilic al sesto game, con Edmund sotto pressione che alla fine sbaglia un rovescio. L’inglese, in effetti, gioca abbastanza bene anche dal lato sinistro, ma i suoi famosi vincenti di dritto latitano. Dall’altra parte, costanza e alto livello di Marin, che non corre particolari rischi al servizio. Sul 5-2 è lui a esplodere un paio di gran dritti, brekka di nuovo e chiude il set, 6-2. Medical time-out fuori dal campo per Kyle, che continua a non convincere, non si capisce bene se abbia un problema fisico e quale. Il servizio, anche se non esplosivo, funziona abbastanza bene, ma due soli dritti vincenti in tre quarti d’ora di match sono pochi per un giocatore come lui.

SEMPRE IN CONTROLLO – Nel quarto game del secondo parziale, in vantaggio 2-1, Marin ha una palla break per anllungare, sarebbe una mazzata per l’inglese, che per sua fortuna si salva bene con un ace centrale. Il tempo di una discussione tra Edmund, arbitro e supervisor su un punto dato a Cilic dopo chiamata contestata, e si va avanti. Il nervosismo di Kyle, non usuale per lui, è un altro sintomo della serata poco brillante che sta avendo. Marin concede le briciole quando va al servizio, anche Edmund sembra più sciolto e picchia bene alla battuta. Si arriva così al 6-6, a tratti l’inglese fa delle smorfie, forse di sofferenza fisica, tensione psicologica, o entrambe. In un paio di occasioni l’inglese non è proprio un gatto nello scatto verso destra, e non carica come al solito con le gambe. Nel tie-break, minibreak Cilic al settimo punto, con una bella progressione in spinta dal fondo, arrivano tre set point consecutivi, il secondo è quello buono. Il bel rovescio lungolinea in contropiede che manda il croato due set a zero in vantaggio mette anche una seria ipoteca sul risultato finale. Ormai Kyle è visibilmente provato, cerca di resistere con orgoglio, ma contro Marin che tira a braccio sciolto c’è poco da fare. Nel terzo set, break al terzo e al settimo game per Cilic, che chiude 6-2, dopo il primo gioco non ha più nemmeno offerto palla break, prestazione di solidità e sostanza per lui, dispiace per l’ottimo Kyle visto finore nel torneo. Attende in finale il vincente tra Federer e Chung, con il coreano è sopra 3-0, con lo svizzero è sotto 8-1. Terza finale Slam per Marin, una vinta (US Open 2014, su Nishikori), una persa (Wimbledon 2017, da Federer).

Nel secondo set sono stato un po’ altalenante, poi ho cominciato a servire meglio e colpire meglio. Mentalmente però sono stato sempre presente“, ha dichiarato Marin Cilic a caldo. Poi una battuta sul suo avversario, costretto a ricorrere al fisioterapista durante l’incontro: “Ho visto che Kyle stava lasciando andare un po’ i colpi, non credo fosse al massimo, soprattutto nel gioco di gambe. Ma è migliorato molto e sta giocando alla grande, credo che sentiremo parlare ancora tanto di lui”. La chiusura sulla probabile sfida con Federer, che lo battuto nettamente nell’ultima finale di Wimbledon: “Posso riuscire a contrastare il suo gioco, anche se lui cercherà il più possibile di controllare i punti”.

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Australian Open, Berrettini a corrente alternata è sufficiente per battere Kozlov. Basterà per Alcaraz?

Matteo Berrettini si aggrappa al servizio per arrivare al terzo turno. Ma servirà qualcosa in più contro il teenager terribile Carlos Alcaraz

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

[7] M. Berrettini b. [WC] S. Kozlov 6-1 4-6 6-4 6-1

Partita piena di luci ed ombre quella che ha visto il N.1 italiano Matteo Berrettini allo statunitense Stefan Kozlov, N.169 ATP, arrivato a disputare l’Australian Open grazie alla vittoria del USTA Challenge che assegna la wild card “di scambio” concessa da Tennis Australia alla federazione americana.

Dopo un inizio che poteva lasciar presagire un pomeriggio di relativa tranquillità per il finalista di Wimbledon, la partita si è progressivamente complicata quando, nel secondo parziale, Berrettini non è riuscito a concretizzare una superiorità di gioco che sul campo sembrava abbastanza evidente mancando ben 9 palle break di cui tre consecutive nel quarto game che avrebbero potuto dargli un vantaggio consistente nella partita.

 

Invece Berrettini, dopo non aver sfruttato lo 0-40 per andare avanti 3-1, un paio di game più tardi si è impelagato in un game di servizio nel quale ha commesso almeno due errori totalmente gratuiti da fondocampo ed ha subito l’unico break del match che gli è costato la perdita del parziale.

Certamente non abituato a giocare match di questa importanza su questi palcoscenici, Kozlov era sicuramente partito piuttosto nervoso, ma una volta presa confidenza con la nuova situazione (era anche il suo secondo match in carriera al meglio dei cinque set) ha dimostrato di avere una buona facilità di gioco, sorprendendo spesso e volentieri Berrettini in fase di risposta e con anticipi di buona fattura durante i palleggi.

Nel secondo set Berrettini ha avuto la chance di rientrare nel parziale quando ha avuto due palle del contro-break mentre Kozlov serviva per il match, ma nemmeno lì è riuscito a trovare il guizzo per approfittarne ed evitare di allungare la partita.

Nonostante il momento difficoltà e poca brillantezza nel gioco di gambe, Berrettini è stato sostenuto dalla battuta nel terzo parziale: solamente due punti concessi in cinque turni di battuta gli hanno consentito di mantenere sempre il comando nel punteggio, e gli hanno dato la spinta per piazzare la zampata vincente rispondendo sul 4-5. Kozlov non è stato impeccabile, certo, ma la risposta di rovescio lungolinea che ha chiuso il parziale, degna del miglior Bjorn Borg, ha probabilmente riscattato l’intero set titubante giocato dal romano.

La partita è praticamente finità lì, perché nel quarto set Kozlov è stato abbandonato dal suo fisico: totalmente desueto a partite sulla distanza del 3 su 5, Kozlov è apparso sin da subito scarico e verso la fine del set è anche stato colto da crampi al quadricipite che lo hanno definitivamente condannato alla sconfitta. Berrettini è stato sostenuto dal servizio: 21 ace (come al primo turno contro Nakashima, e quando ha servito 21 ace non ha mai perso in carriera), un solo doppio fallo, 70% di prime palle e quasi l’80% di realizzazione sono numeri che quasi sempre garantiscono la vittoria, ma quella che è mancata è la brillantezza atletica che solitamente contraddistingue Matteo e che gli servirà nel prosieguo del torneo.

Ora per Berrettini c’è l’attesa sfida di sedicesimi di finale contro lo spagnolo Alcaraz, testa di serie N.31, che finora ha dato l’impressione di essere in una forma straripante e non ha ancora perso un set. I due si sono già incontrati una volta lo scorso anno, all’Erste Bank Open di Vienna quando fu Alcaraz ad avere la meglio al tie-break del terzo set. Servirà decisamente una migliore versione del campione romano per poter fare partita parti in quel match e continuare il percorso verso i turni che contano di questo Australian Open.

Qui il tabellone completo dell’Australian Open 2022

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Australian Open, il programma di giovedì 20 gennaio: per Sinner ultimo match sulla MCA

Jannik dovrebbe iniziare verso le 11 italiane. Medvedev-Kyrgios non prima delle 9, Murray non prima delle 7:30

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Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Giovedì 20 gennaio si disputeranno i secondi turni della parte bassa del tabellone dell’Australian Open 2022 (sia maschile che femminile). L’unico italiano a scendere in campo sarà Jannik Sinner, il cui duello con Steve Johnson avrà luogo come ultimo match sulla MCA, il secondo campo più importante. Considerato che l’incontro precedente (Raducanu-Kovinic) non inizierà prima delle 09 italiane, quello di Jannik dovrebbe avere luogo verso le 11.

L’incontro di cartello è però sicuramente Medvedev-Kyrgios, che inizierà non prima delle 09:00 italiane sulla Rod Laver Arena. Fra gli altri incontri si segnalano:

  • Kontaveit-Tauson, primo match sulla MCA in programma alle 01 italiane
  • Tiafoe-Fritz, secondo match sulla John Cain Arena in programma non prima delle 03 italiane
  • Murray-Daniel, ultimo match sempre sulla John Cain Arena in programma non prima delle 07:30 italiane
  • Stosur-Pavlyuchenkova, potenzialmente l’ultimo match dell’australiana, in programma non prima delle 03 italiane come secondo match sulla KIA Arena

Di seguito gli orari completi (NOTA: basta scorrere il file per vedere tutti i match con l’orario locale, ricordando che Melbourne è 10 ore avanti rispetto all’Italia, quindi “11:00 AM” significa le 01 della notte italiana, “7:00 PM” significa 09 di mattina e così via):

 

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Australian Open 2022: Nadal impensierito più del previsto da Hanfmann

Vittoria in tre set per la testa di serie N.6. Rafa sempre in controllo del match, ma a tratti il teutonico è stato capace di metterlo in difficoltà

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

[6] R. Nadal b. [Q] Y. Hanfmann 6-2 6-3 6-4

Il secondo match in programma oggi sulla Rod Laver Arena ha visto il numero 5 del mondo Rafael Nadal affrontare per la seconda volta in carriera Yannick Hanfmann. Come avvenuto nell’unico precedente – primo turno del Roland Garros 2019 – lo spagnolo ha vinto in tre set, ma, se in quel caso si aggiudicò piuttosto nettamente (6-2 6-1 6-3), oggi invece il tedesco è andato leggermente meglio e ha impensierito parecchio il suo avversario.

Il punteggio finale è stato 6-2 6-3 6-4, ma, come ha sottolineato Rafa dopo la vittoria, il tedesco proveniente dalle qualificazioni si è fatto valere. “So che è un tennista pericoloso e il risultato contro Kokkinakis lo dimostra, è in gran forma. Il suo livello odierno è stato molto più alto rispetto alla sua classifica“. Nadal dunque ha vinto un match tutto sommato ostico contro un tennista dal gioco molto pulito, che ha tratti regala anche delle soluzioni aggressive e vincenti ma troppo estemporanee per impensierire un tennista di questo livello.

 

IL MATCH

Inizialmente l’ex numero 1 del mondo è sembrato molto rapido nei movimenti ma non sempre impeccabile coi colpi da fondo. Con qualche errore di troppo sparso qua e là infatti concede un paio di palle break in due occasioni distinte, ma il N.126 non ha mai la grinta giusta per meritarsi questi regalini. Anzi, è lui il primo a passare in svantaggio con un break sul 3-2 arrivato con un paio di passanti di rovescio dello spagnolo davvero deliziosi, e proprio questo colpo sarà il vincente che metterà fine al primo set pochi minuti più tardi col punteggio di 6-2 in favore di Rafa. 

Dopo un primo set molto più insidioso di quanto lascerebbe intendere lo score (e senza dubbio il più lottato di tutti), il match è proseguito con il tedesco sempre più appesantito e affaticato negli spostamenti. Questa sua debilitazione è stata prontamente sfruttata dal mancino maiorchino, che l’ha fatto muovere il più possibile usando volentieri il back di rovescio durante gli scambi e puntando dritto al corpo con la battuta. Il dritto di Hanfmann è stato il primo colpo a cedere sotto gli attacchi di Nadal; a causa di frequenti stecche ha concesso un break anche nel secondo set, finendo poi per perdere l’intero parziale per 6-3 senza mai impensierire l’avversario. 

La superiorità di Nadal è emersa anche nel terzo set, dove l’affaticamento di Hanfmann e la sua mancanza di esplosività si sono fatti sempre più evidenti e, non arrivando bene sulla palla, gli errori non forzati sono aumentati inevitabilmente. Una volta ottenuto il break della partita c’è poco da commentare nei game che hanno preceduto la fine del match: Nadal ha chiuso 6-2 6-3 6-4 in due ore e 43 minuti al quinto match point, mettendo a segno il primo ace del match proprio nell’ultimo game. La sua prestazione odierna è certamente sufficiente, ma c’è ancora da lavorare un po’ per arrivare a battere gli altri favoriti del torneo. Per lui al terzo turno ci sarà con ogni probabilità Khachanov (davvero una mina vagante su campi così veloci), ma solo se il russo supererà Bonzi.

Qui il tabellone aggiornato degli Australian Open 2022

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