Serie A1: Lucca pronta per le finali scudetto, con un rimpianto

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Serie A1: Lucca pronta per le finali scudetto, con un rimpianto

Non ci sarà la squadra di casa, sconfitta in semi al doppio di spareggio. Ma lo spettacolo non mancherà. Presenti Berrettini, Bolelli e Fabbiano. Si parte venerdì 7 dicembre

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A LUCCA LE FINAL FOUR – Sono state presentate oggi a Lucca, nella splendida cornice di Palazzo Orsetti, le finali scudetto dei campionati di Serie A1 maschile e femminile. Le Final Four si disputeranno da venerdì 7 a domenica 10 dicembre al Palazzetto dello Sport della cittadina toscana, il PalaTagliate, che ospiterà un campo allestito per l’occasione (si giocherà sul veloce). A contendersi il titolo saranno Tennis Club Parioli e Canottieri Aniene al maschileTennis Club Genova 1893 e USD Tennis Beinasco al femminile. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il Sindaco della città Alessandro Tambellini, l’assessore allo sport Stefano Ragghianti, il presidente FIT Toscana Luigi Brunetti e il delegato per il CONI Toscana Simone Cardullo“Per la nostra città – ha spiegato il Sindaco Tambellini – è qualcosa di eccezionale perché Lucca diventerà la capitale del tennis per tre giorni. Mentre l’assessore allo sport Ragghianti ha rivelato l’intenzione di ospitare l’evento anche nel 2019: “Lucca è pronta per questo evento anche se siamo un po’ dispiaciuti per l’assenza della nostra squadra femminile, che ha mancato la qualificazione alla finale solo al doppio di spareggio. A livello organizzativo abbiamo fatto un grande sforzo, ma l’obiettivo è quello di poter avere queste finali anche il prossimo anno“.

Presenti alla conferenza stampa introduttiva anche il direttore delle finali Sergio Palmieri e l’organizzatore Marcello Marchesini di MEF tennis events. Queste le parole di Palmieri, direttore anche degli Internazionali d’Italia e delle Next Gen ATP Finals di Milano: “Questa finale è cresciuta ogni anno e ritorna in Toscana in una città bellissima. Sono sicuro che le quattro squadre in gara metteranno in campo i loro giocatori migliori per vincere e far assistere il pubblico a incontri di grande spettacolo. Una kermesse che ritengo di altissimo livello tecnico e spettacolare. Lo scudetto è qualcosa che rimane nell’albo d’oro di un circolo e di un giocatore”. Marchesini di MEF ha aggiunto: “È tutto pronto e voglio ringraziare la Toscana del tennis che ci ha supportato nell’organizzazione, oltre alla città di Lucca. Per tre giorni potremo assistere a match molto equilibrati e con campioni che giocano con la maglia del proprio club”.

FINALE MASCHILE, ANCORA ANIENE CONTRO PARIOLI – Per il secondo anno consecutivo, lo scudetto maschile sarà un faccia a faccia tra le due squadre capitoline. A trionfare lo scorso anno fu Aniene (in cerca del quarto titolo in nove anni dopo i successi del 2010, 2014 e 2017), che in semifinale ha superato, al termine di due gare molto combattute, il Park Tennis Club Genova. Parioli andrà invece a caccia della rivincita dopo aver sconfitto in semifinale la matricola, e sorpresa della stagione, Angiulli Bari. Il Circolo Canottieri Aniene schiererà Matteo e Jacopo Berrettini, Simone Bolelli, Gianluigi Quinzi, Liam Caruana, Riccardo Perin e Riccardo Di Nocera. Il Tennis Club Parioli si affiderà invece a Thomas Fabbiano, Miljan Zekic, Ante Pavic, Andrea e Francesco Bessire, Pietro Rondoni e Flavio Cobolli.

 

FINALE FEMMINILE, SARÀ GENOVA-BEINASCO – A darsi battaglia per lo scudetto femminile saranno la squadra ligure e quella piemontese. Tennis Club Genova 1893 (che dal 2013 al 2016 aveva disputato quattro finali consecutive, vincendone una) è giunta in finale estromettendo dalla corsa le campionesse in carica del TC Prato, che venivano da ben tre successi consecutivi. Per il Tennis Beinasco quella di Lucca sarà invece la prima finale della storia, raggiunta dopo cinque anni di militanza in A1 e al termine di una rocambolesca sfida in semifinale contro il CT Lucca, decisa soltanto al doppio di spareggio. Genova potrà contare su Ludmila Samsonova, Lucia Bronzetti, Alberta Brianti e Giulia Assereto. Beinasco si presenterà invece al PalaTagliate con Anastasia Grymalska, Giulia Gatto Monticone, Rebecca Sramkova, Federica Di Sarra e Federica Rossi.

IL PROGRAMMA COMPLETO E LA DIRETTA TV  SuperTennis, la tv della FIT, trasmetterà come ogni anno in diretta tutti gli incontri delle Final Four. Saranno anche previsti approfondimenti e interviste a bordo campo.

Venerdì 7 dicembre dalle 17.00

  • Singolare femminile tra le n. 3
  • Singolare femminile tra le n. 1

Sabato 8 dicembre dalle 11.00

  • Singolare femminile tra le n. 2
  • Singolare maschile tra i n. 4
  • Eventuale doppio femminile
  • Singolare maschile tra i n. 1
  • Eventuale doppio femminile di spareggio
  • Premiazione Trofeo FIT
  • Cerimonia di premiazione femminile

Domenica 9 dicembre dalle 11.00

  • Singolare maschile tra i n. 3
  • Singolare maschile tra i n. 2
  • Eventuale doppio maschile n. 1
  • Eventuale doppio maschile n. 2
  • Eventuale doppio maschile di spareggio
  • Cerimonia di premiazione maschile

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Gulbis e Jabeur, i colpi degli istrioni nel martedì di Melbourne

Il lettone sorprende Auger-Aliassime e prolunga l’agonia del Canada, la tunisina abbatte Konta e nel post partita scalda il cuore: “Valutazioni sulla superficie e sulle palle Dunlop? Datemi una racchetta qualsiasi e fatemi giocare a tennis”

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Ernests Gulbis - Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

Non solo gli exploit azzurri e le conferme dei soliti noti nel secondo giorno di gare. A impreziosire la maxi-giornata dal programma stipato per recuperare dalle piogge della notte prima, sono arrivate le vittorie contro i più azzardati pronostici di due tennisti che non saranno l’emblema della continuità ma sanno farsi volere molto bene dai cultori più raffinati. Stiamo parlando di Ernests Gulbis e Ons Jabeur, naturalmente.

Il botto fragoroso l’ha causato il lettone, ormai da più parti segnalato fuori dal giro che conta e sprofondato oltre la duecentocinquantesima piazza del ranking mondiale: costretto a passare attraverso il setaccio delle qualificazioni, Gulbis ha sorpreso all’esordio l’attesissimo teenager Felix Auger-Aliassime, accreditato della ventesima testa di serie e di tanta ottima stampa, contribuendo a rendere ancora più tetro l’avvio del torneo per il Canada dopo le eliminazioni di Shapovalov e Pospisil. “Sono tornato negli spogliatoi in stato di shock – ha detto l’imprevedibile Ernesto -, perché non è facile dopo molto tempo tornare a giocare certi tornei, ma davvero ne vale la pena“. Il trasgressivo giocatore nato a Riga, dodici sconfitte al primo turno nella tristanzuola stagione passata, non assaporava la vittoria in uno Slam da Wimbledon 2018, quando malmenò Sascha Zverev al terzo round rifilandogli per giunta un bagel nel set decisivo.

Ons Jabeur, da Ksar Hellal recante uno scrigno di talento sconfinato, ha fatto fuori la dodicesima favorita da par suo, quella Johanna Konta capace di raccogliere da queste parti addirittura la semifinale nel 2016. Con il suo gioco arioso e meravigliosamente inusuale, Ons ha concesso appena sei giochi alla più quotata collega, e le dichiarazioni nel post partita consegnate al nostro Luca Baldissera ce la rendono ancora più cara. “Cosa penso della superficie e delle nuove palle Dunlop? Onestamente sono la peggiore a cui chiederlo. A me basta che diano una racchetta qualsiasi, su un campo qualsiasi, con palle qualsiasi, nuove, vecchie, è lo stesso, io vado e gioco a tennis“.

 

Ernests e Ons avanzano, dunque, e non avranno la strada sbarrata: non subito, perlomeno. Gulbis affronterà nel secondo turno Aljaz Bedene, mentre Jabeur avrà Caroline Garcia, giocatrice dal pedigree ottimo ma dai risultati ultimamente sconfortanti. Che il Dio del tabellone ce li conservi ancora per un po’.

Ons Jabeur – Australian Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

[Q] E. Gulbis b. [20] F. Auger-Aliassime 7-5 4-6 7-6(4) 6-4
O. Jabeur b. [12] J. Konta 6-4 6-2

Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

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Jerzy Janowicz è tornato in campo e ha vinto una partita al challenger di Rennes

A oltre due anni dall’ultima partita ufficiale, Janowicz è tornato alle competizioni. Adesso ha un figlio e le sue prospettive sono cambiate. Non ha mai vinto un titolo nel circuito maggiore

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A oltre due anni dall’ultima apparizione ufficiale, datata novembre 2017 a Bratislava, il polacco Jerzy Janowciz è riuscito finalmente a completare il suo proposito di ritornare in campo. Lo aveva annunciato lo scorso novembre, a mezzo di un’intervista al portale PolsatSport, e questa volta – per fortuna – non c’è stato ginocchio malandato a mettersi di traverso.

Il 29enne nato a Łódź ha sfruttato un invito al challenger di Rennes (montepremi 46000 euro, si gioca sul cemento) e ha battuto al primo turno il ceco Tomas Machac, numero 362 del mondo, con il punteggio di 7-6 6-7 6-4 maturato al termine di quasi tre ore di partita. JJ ha messo a segno ben 19 ace, dimostrando di non aver perso il feeling con il colpo di inizio gioco. Al prossimo turno Jerzy affronterà un avversario un po’ più probante, la decima testa di serie del torneo Constant Lestienne.

In campo ho dovuto pensare a cosa fare” ha detto il polacco dopo l’esordio. “Prima tutto era naturale, automatico, ieri ho dovuto ricordare a me stesso dove posizionarmi, dove servire e come giocare ogni punto. Mezz’ora prima di scendere in campo ho provato tante emozioni che non potevo controllare. Un miliardo di pensiero riguardanti la mia carriera, traguardi, sconfitte, l’infortunio, l’operazione, la riabilitazione”. Janowicz ha poi spiegato da dove è nata l’esigenza di tornare in campo: “L’ho fatto prima di tutto per me stesso. Ho voluto provare. Non sento più il bisogno di avere successo: ho una famiglia, un figlio e vedo le cose in modo diverso adesso. Sono cambiato? No, semplicemente ho smesso di preoccuparmi per alcune cose. Voglio mostrare a mio figlio di un anno il mio miglior tennis“.

 

Durante il periodo trascorso lontano dai campi, infatti, la moglie Marta Domachowska ha dato alla luce il primogenito di casa Janowicz. Il polacco vanta come miglior posizionamento in classifica il 14esimo posto raggiunto nel 2013 pur non avendo vinto alcun torneo. Nel 2012, però, è stato finalista al Masters 1000 di Bercy e l’anno successivo ha raggiunto le semifinali a Wimbledon.


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La notte dell’Australian Open è fatale a Cecchinato e Cocciaretto

Niente da fare la giovane Elisabetta, che regala comunque qualche buon colpo al cospetto di Kerber. Buio pesto per Ceck, che incappa nell’ottava sconfitta Slam di fila contro Zverev

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Il tabellone del torneo maschile (con i risultati aggiornati)

Il tabellone del torneo femminile (con i risultati aggiornati)

[7] A. Zverev b. M. Cecchinato 6-4 7-6(4) 6-3 (da Melbourne, il nostro inviato Vanni Gibertini)

Sin dall’inizio si percepiva che la posta in palio fosse piuttosto pesante, questo nonostante il match fosse un primo turno. Entrambi i giocatori vengono da periodi piuttosto complicati: Zverev è in pieno tentativo di recupero, dopo una off season di fatto saltata a causa delle esibizioni giocate con Federer in Sud America e in Cina e di un’operazione agli occhi cui si era sottoposto in dicembre a New York, mentre Cecchinato è alla ricerca di un risultato di prestigio per lanciare la stagione 2020 dopo un 2019 estremamente deludente.

Il tedesco era reduce da sette ore di allenamenti giornalieri nel corso della settimana precedente per infilare tutta la preparazione invernale nel periodo pre-Australian Open e rimettere insieme il suo servizio così fragorosamente deflagratosi durante la ATP Cup. Un brutto doppio fallo sul 2-3 faceva riaffiorare sinistri presagi per Zverev, che concedeva il primo break dell’incontro, peraltro siglato da un magnifico passante di rovescio di Cecchinato. Ma anche Zverev è capace di tirare rovesci e il break rientrava subito facendo subito aumentare il nervosismo dell’azzurro, che quando commetteva l’errore gratuito per mandare il tedesco a palla break, si faceva ammonire per un lancio di racchetta molto simile a quello contestato da Shapovalov nella giornata precedente (e anche questo senza rottura). Il break arrivava pochi minuti più tardi, figlio di altri errori portati dalla poca lucidità: simbolico uno smash al volo su una palla difficilissima tirato sul gancio della rete.

 

Nonostante la delusione per un primo set pasticciato nel frangente decisivo, Cecchinato non si scomponeva, limitava gli errori, che peraltro arrivavano anche da parte di Zverev, e manteneva il comando del punteggio dopo aver iniziato a servire per primo. Con uno splendido game fatto di accelerazioni e slice a fil di rete allungava sul 5-3 e andava a servire per il set, ma subiva la reazione di Zverev che a specchio si riprendeva immediatamente il controbreak. La battaglia da fondocampo era entusiasmante: l’italiano aveva un colpo in più per finire il punto, la smorzata, ma non era sufficientemente incisivo negli affondi quando doveva avanzare. Il tie-break era la logica conclusione: due gratuiti da fondo mandavano Zverev sul 4-2, un punto più tardi Cecchinato evitava di andare sotto 2-6 con una magia in controsmorzata, ma sui suoi due servizi sul 5-4 Zverev non falliva e dopo 1 ora e 38 minuti si issava sul punteggio di due set a zero.

Nell’ intervallo tra i set atmosfera nella Margaret Court Arena veniva scaldata da una delle canzoni australiane più famose, “You’re The Voice” di John Farnham, anche se la temperatura era pressoché perfetta per giocare a tennis. Il terzo set cominciava come gli altri due, con Cecchinato a guadagnare un break di vantaggio e a cederlo appena dopo. E di nuovo, come negli altri set, era Zverev a trovare l’allungo vincente, sul 5-3, effettuando un paio di bei recuperi su altrettante smorzate di Cecchinato. Due ore e 23 minuti di tennis più che piacevole, ma che alla fine nonostante i vantaggi iniziali in tutti e tre i set di Marco, hanno premiato il giocatore con maggiore capacità di sfruttare la spinta da metà campo sulle palle più corte dell’avversario.

Per Zverev il secondo turno contro il vincente tra Ruud e Gerasimov (partita conclusa al quinto set), mentre per Cecchinato c’è l’inizio della tournée sudamericana nella quale difende la vittoria di Buenos Aires e per la quale passa la strada verso il ritorno alle posizioni di classifica cui è più abituato.

[17] A. Kerber b. [Q] E. Cocciaretto 6-2 6-2 (Michelangelo Sottili)

Diciottesima del ranking dopo aver iniziato il 2019 al secondo posto, con un incerto avvio di stagione e i deludenti risultati raccolti negli ultimi Slam, Angelique Kerber è ancora troppo forte per Elisabetta Cocciaretto, che resiste però un’ora e ventidue minuti prima di arrendersi con un doppio 6-2 alla campionessa di Melbourne 2016. Sconfitta che nulla toglie alla diciottenne (per qualche giorno ancora) e al suo splendido percorso nel tabellone cadetto che l’ha portata a ridosso delle prime 150.

Inizia subito in salita il match di Elisabetta, che cede il servizio in apertura dopo un game fiume. Resta in scia, ma di nuovo Angie le strappa la battuta. Cerca di tenere in campo un’altra percentuale di prime, la marchigiana, peraltro senza una gran percentuale di trasformazione, mentre sulla seconda va prevedibilmente in grande difficoltà. La differenza di categoria è evidente e, se Cocciaretto sembra spesso in grado di tenere lo scambio e piazza diverse buone accelerazioni, alla fine i giochi sono quasi tutti appannaggio di Kerber. Costretta a giocare sopra ritmo, la nostra commette inevitabilmente anche molti errori non forzati (36 contro i 14 di Angie), ma riesce spesso a sfondare il muro di Brema, con quei 32 vincenti che quasi doppiano quelli dell’avversaria. Il vero solco è scavato dagli errori forzati, tipico di quando si affronta un avversario di livello superiore che non fa della ricerca del winner a ogni costo la sua filosofia di gioco.

Tra i due set, c’è anche un MTO per Elisabetta che si fa trattare la coscia destra, già fasciata all’ingresso in campo un problema che si amplifica contro una che muove bene la palla come la tedesca. Kerber si avvia inarrestabile verso la vittoria, fino ai due match point che significano anche il bagel, ma Elisabetta non ci sta: va bene la pluri-vincitrice Slam contro l’esordiente, passi l’ex numero 1 del mondo contro la giovanissima qualificata, ma quando è troppo è troppo, e “Coccia” muove il punteggio brekkando Angie per la prima volta, poi accorcia tenendo a zero la battuta. Kerber non è lì per (farsi) scherzare, torna a far valere il servizio mancino e chiude con un altro 6-2.

“Penso che avrà un grande futuro” dice Angelique con il sorriso della vittoria riguardo all’avversaria. “Ogni anno che torno mi sento sempre più vecchia con tutte queste nuove giocatrici” scherza la neo-trentaduenne che, al prossimo turno, è attesa dalla wild card di Brisbane Priscilla Hon.

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