Grand Slam, parte seconda: Roland Garros

Focus

Grand Slam, parte seconda: Roland Garros

Seconda puntata del racconto più intrigante e coinvolgente che mai troverete in off season. E non solo

Pubblicato

il

 

Grand Slam, parte prima: Australian Open

Court Suzanne Lenglen, Parigi, Francia – Mercoledì 25 maggio, ore 17:12

Erwin Siles pareva volare da una parte all’altra del campo con rapidità impressionante e una precisione dei colpi millimetrica. Era indubbiamente in stato di grazia, ed era interessante vedere un’altra sorpresa uscire alla ribalta in questa stagione dopo lo sfortunato episodio di Kiraly. Siles aveva iniziato la stagione poco fuori dalla top 100, in linea con la media della sua carriera. A 25 anni il tennista boliviano poteva vantare un paio di Challenger di media importanza, un terzo turno sulla sua amata terra rossa a Parigi due anni fa e una finale nel 250 di Pune, sempre a 23 anni. Grazie a quei punti era riuscito a entrare in top100 per la prima volta. Ma una volta scaduti, Siles era ripiombato nello stagno dei Challenger, delle qualificazioni da giocare per gli Slam, per i Masters 1000, persino per i tornei minori. La dura vita di chi bazzica intorno alla 150.

 

In mezzo a milioni di appassionati che brandiscono una racchetta cercando di farsi largo ad alti livelli fra spin, slice, volée e recuperi, Erwin Siles era un’eccellenza: poteva vantare, su 7 miliardi di persone, soltanto un centinaio abbondante capace di usare quello strumento meglio di lui. Purtroppo, erano quei 150 che contavano. Cui pensava tutto il tempo. “Los 150 hijos de puta” li chiamava scherzando con il suo allenatore, citando un vecchio film spaghetti western con Terence Hill ed Henry Fonda. Terminare la stagione nei 100 era il suo obiettivo plausibile. Vincere un torneo, quello stratosferico. Tutto ciò fino all’inizio della stagione sulla terra. Dopo un avvio di annata in linea con le aspettative, da aprile Erwin aveva messo il turbo: quarti di finale a Marrakesh, finale, partendo dalle qualificazioni, a Budapest, vittoria all’Estoril. Un trittico che lo aveva portato a giocarsi le qualificazioni a Madrid: qualificazioni stravinte come anche i primi match fino ai quarti, dove un piccolo problema medico non specificato lo aveva fermato.

Risultati da vero terraiolo che gli avevano fatto guadagnare una meritata wild card per Roma. “Il miracolo di Roma”, lo ribattezzarono. Vittoria in un mille, con un solo set concesso per strada, in semifinale a Foley, che ormai si era scocciato di battere i suoi colleghi top10 e poi perdere dai fenomeni del momento. Con questo preludio, Erwin Siles era giunto a Parigi se non da favorito assoluto, poco ci manca. E favorito lo era diventato sul campo per come il suo livello di gioco e di confidenza sembrassero ogni giorno più stratosferici. Il boliviano poneva l’asticella dove nessun altro sembrava in grado di arrivare in quel momento. Almeno su quella superficie.

Il quarto di finale con Bartlett, il vincitore ufficiale dell’Australian Open (anche se nessuno lo riteneva davvero tale, e per fortuna Kiraly non c’era rimasto secco, altrimenti il premio molto probabilmente non sarebbe stato assegnato) doveva essere un test serio. Ma il punteggio recitava 6-3 6-3 5-3 Siles. Una regolarità disarmante, come quella mostrata in tutto il torneo. Bartlett era scoraggiato. Talmente tanto da far doppio fallo sul matchpoint. Game, Set and Match Siles.

Tennis Integrity Unit Headquarter, Roehampton – Martedì 1 febbraio

“Sir, abbiamo il report sui flussi di scommesse”. “Sono tutto orecchi”. “Non figura nulla di anormale. Né sulle puntate su Kiraly all’inizio del torneo, quando la media delle quote era fra 1000 e 5000, né prima del matchpoint quando la sua sconfitta era data fra 200 e 400”. “Grazie Malcolm”. “Questi sono i dati riguardanti i movimenti nel complesso. Praticamente ogni bookmaker si è detto disponibile a fare un’analisi più approfondita per vedere le singole operazioni di ogni utente, per puntate che superano i 100 dollari. Devo chiedergli di procedere?” “Se hanno del tempo da perdere…”. “Grazie Sir”.

Connor Veyveris riprese a dondolare sulla sedia per rilassarsi. Negli uffici della Tennis Integrity Union era noto come una persona capace di saper essere sarcastico, amichevole e simpatico quando la situazione lo permetteva. Ma anche incredibilmente serio, dedito e professionale quando contava. Ma in questo caso, Connor non aveva ancora ben chiaro quanto contasse. Il suo lavoro era principalmente collaborare con le polizie di vari paesi e coordinare indagini per capire se e quali sotterfugi si nascondessero sotto una sconfitta inusuale, un ritiro in condizioni anomale, una prestazione inconsueta. Tutta roba che resta nella nicchia del tennis. Questo ragazzo che sul Championship Point stramazza al suolo colto da attacco cardiaco a 18 anni era un altro paio di maniche. Perché le immagini e la notizia erano rimbalzate sui media di tutto il mondo, anche quello cui del tennis normalmente non frega nulla. E che si investigava: Sandor Kiraly è semplicemente un tennista sfortunato, sgambettato dalla sorte a un passo da un sogno? O c’è qualcosa di più strano dietro?

Connor Veyveris sapeva anche che il 99% delle volte la gente vede complotti che non esistono. Le cose sono esattamente quello che sembrano. Ma è quell’1% che è alla base del suo lavoro, che fa notizia, che diventa la trama di libri e film, e di cui la gente alla fine è affamata. Ed è per questo che l’un per cento viene percepito dalla massa come il 99, e viceversa. Insomma, per Connor, l’incidente di Kiraly è stato quello: un incidente. Una sfortunata coincidenza. E i dati sul flusso di scommesse erano un altro tassello a conferma di questa opzione. L’opzione più banale, ma statisticamente più corretta.

Complesso Roland Garros, Parc d’Autueil, Parigi, Francia – Venerdì 27 maggio, ore 18:15

Erwin Siles entrò nella sala piena di luci e come ormai era abituato a fare da un mese e mezzo a questa parte, si sedette davanti al microfono. Arraffò una delle bottigliette d’acqua alla sua destra, buttò giù un paio di sorsi e la riposizionò assicurandosi che l’etichetta con il nome dello sponsor fosse a favore di cronisti e telecamera. “Signori, grazie per essere qui, ricordo il protocollo: una domanda a testa, possibilmente concisi. Iniziamo in inglese”. Il capo addetto stampa indicò uno dei tanti con la mano alzata. “Juste Leblanc, L’Equipe. Complimenti per la tua vittoria Erwin. Prima finale slam in carriera. Come ti senti? Lo avresti mai predetto due mesi fa?” “Certamente no! Voglio dire, a inizio aprile ero numero 133 del mondo, e a fine maggio sono in finale al Roland Garros. Dopo aver vinto Roma. Mi pare un sogno. Mi pare impossibile”. “Michael Musgrave, London Times. La seconda semifinale sta per cominciare. Chi preferiresti affrontare fra Freidrich e Maslevic?” “Friedrich è mio coetaneo, l’ho incontrato spesso nel tour junior, e già mi batteva facilmente. Infatti poi ha avuto tutt’altra carriera rispetto a me, finora. Sarebbe bello giocarci una rivincita. Maslevic è numero 3 del mondo, la classifica parla per lui. Ma non l’ho mai affrontato, potrei sfruttare l’effetto sorpresa, e viceversa”. “Edoardo Livii, La Gazzetta dello Sport. In Bolivia la tv nazionale ha acquisito i diritti per il Roland Garros solo per mostrare la tua cavalcata. Sei una star ormai…”. “Più dei calciatori!” Risate divertite di Siles e di tutti i cronisti. Il capo ufficio stampa dopo aver ripreso la parola puntò a una giovane giornalista bionda.

“Ultima domanda”. “Kaisa Ristomaatti, Melbourne Observer…”.

“Joder! Di nuovo questa rompiballe! Ad ogni conferenza stampa con le sue domande insulse, e le danno ancora la parola. Devo chiarire con il press office che deve essere ignorata d’ora in poi. Non capisco perché un giornale generalista la abbia mandata fin qua da Melbourne fregandosene del tennis solo alla ricerca di uno scoop…”.

“… Mi unisco alle congratulazioni per il risultato straordinario. In molti hanno notato una similarità fra il tuo percorso e quello di Sandor Kiraly: entrambi tennisti fuori dai 100, anche se Kiraly era una giovane promessa. Entrambi esplosi improvvisamente, ed entrambi sotto sponsor con una realtà emergente nel tennis, l’inglese Smash…”. La giornalista fece una pausa teatrale. “Quindi? Quale sarebbe la domanda?” “Vede anche lei correlazioni fra le due storie?”

“A te piacerebbe vederle? Magari aggiungendone un’altra: un bel flirt con il campione emergente. Come con quel poveraccio di Sandor che ti sei portata a letto ogni sera durante gli Australian Open per poi mollarlo subito dopo l’incidente… Puta!”

“Sicuramente qualche curiosa coincidenza c’è, ma è il bello dello sport, che ci siano storie così. Certo, per Kiraly c’è stato questo incidente di percorso; ma a quanto pare tornerà presto ad allenarsi e sono sicuro che, con le dovute precauzioni, tornerà più forte di prima e a fine stagione, o inizio della prossima, sarà un osso duro per tutti. Quanto al fatto che entrambi siamo sotto contratto con la Smash, cosa posso dire: staranno facendo i salti di gioia!” Altre risate. “Grazie Erwin e buona fortuna per domenica”. Sipario.

SEGUE A PAGINA 2

Pagine: 1 2

Continua a leggere
Commenti

Flash

ATP Ranking: niente di nuovo sotto il sole

Sorride la Cina con due top 100. Tiafoe raggiunge il best ranking al numero 14; Arnaldi e Brancaccio salgoni di una ventina di posizioni grazie al Challenger di Tenerife; Darderi rientra in top 200

Pubblicato

il

Matteo Arnaldi - 2022 Next Gen ATP Finals (Foto Giampiero Sposito/FIT)

Nell’Ecclesiaste c’è scritto che “non vi è niente di nuovo sotto il sole”.

È un’affermazione che prendiamo in prestito nel commentare le prime venti posizioni della classifica ATP dove, rispetto a sette giorni fa, troviamo solo tre variazioni: la discesa di Zverev dal quattordicesimo al sedicesimo posto e la crescita di una posizione di Pablo Carreno Busta e di Francis Tiafoe; per lo statunitense il quattordicesimo posto rappresenta il best ranking.

TOP 20

PosizioneGiocatoreNazionePunti ATPDifferenza
1DjokovicSerbia7070 
2AlcarazSpagna6730 
3TsitsipasGrecia6195 
4RuudNorvegia5765 
5RublevRussia4200 
6NadalSpagna3815 
7Auger-AliassimeCanada3715 
8FritzUsa3410 
9RuneDanimarca3046 
10HurkaczPolonia2995 
11NorrieGBR2760 
12MdvedevRussia2750 
13KhachanovRussia2515 
14TiafoeUsa23051
15Carreno BustaSpagna22851
16ZverevGermania2275-2
17SinnerItalia2195 
18MusettiItalia1900 
19PaulUsa1835 
20KyrgiosAustralia1825 

IL TENNIS ITALIANO

 

I movimenti in classifica dei nostri connazionali questa settimana sono nella maggior parte dei casi determinati da aggiustamenti determinati dal computer; fanno eccezione quelli – importanti- compiuti da Matteo Arnaldi e Raul Brancaccio rispettivamente vincitore e finalista del Challenger di Tenerife 2 (Qui la cronaca dell’evento di Massimo Gaiba).
Da segnalare anche il rientro di Luciano Darderi – classe 2002 – tra i primi 200 del mondo.

Italiani presenti nella top 200:

NomeClassificaVariazione
Sinner17 
Musetti18 
Berrettini22 
Sonego56-5
Fognini584
Cecchinato932
Passaro1092
Arnaldi11020
Brancaccio12423
Bellucci147-5
Nardi1641
Zeppieri1662
Agamenone1673
Cobolli1721
Maestrelli183 
Pellegrino186 
Bonadio187 
Darderi2003

CLASSIFICHE AVULSE

Sono immutate rispetto allo scorso lunedì le prime otto posizioni della classifiche avulsa riservata ai migliori giocatori della stagione in assoluto:

NITTO ATP FINALS
Testa di serieGiocatoreNazionePunti
1DjokovicSerbia2250
2TsitsipasGrecia1425
3KhachanovRussia810
4PaulUSA740
5SheltonUSA540
6KordaUSA510
7LeheckaRep ceca447
8NorrieGBR415

Di seguito i migliori otto under 21 del mondo sino a questo momento:

NEXT GEN ATP FINALS
PosizioneGiocatoreNazionePuntiNato nelClassifica ATP
1SheltonUSA380200241
2RuneDanimarca18020039
3FilsFrancia1502004163
4CazauxFrancia1122002233
5MusettiItalia90200218
6RiediSvizzera762002130
7ShangSvizzera702002165
8SvrcinaRep. Ceca702002184

BEST RANKING

E’ numerosa e multietnica la pattuglia dei giocatori presenti tra le prime 100 posizioni mondiali che questa settimana hanno ottenuto la loro miglior posizione di sempre in classifica; debutta in top 100 il ventitreenne Yining Whu; grazie a lui la Cina può ora vantare per la prima volta due tennisti nel gotha del tennis maschile (Qui un approfondimento sui recenti successi del tennis cinese).

GiocatorePosizioneNazione
Tiafoe14USA
Lehecka37Rep. Ceca
Shelton41USA
Bonzi42Francia
Wolf43USA
Lestienne48Francia
Huesler49Svizzera
Safiullin82Russia
Zhang91Cina
Wu97Cina

Continua a leggere

Coppa Davis

Alexander Zverev lapidario sulla Coppa Davis targata Kosmos: “Non puoi comprare la storia con i soldi”

“Era chiaro fin dall’inizio che il nuovo formato non avrebbe funzionato”, così il tedesco, critico anche verso la ITF. “Dovrebbero coinvolgere di più i giocatori”

Pubblicato

il

Alexander Zverev - Australian Open 2023 (foto Twitter @atptour)

Lo scorso week-end ha preso il via l’ultima edizione della Coppa Davis targata Kosmos. La società co-fondata dall’ex difensore del Barcellona Gerard Piqué ha infatti concluso anzitempo la sua partnership con l’ITF che doveva, nell’accordo stipulato, investire nella manifestazione 3 miliardi di dollari per i prossimi 25 anni.

Non sono pochi i giocatori che si ritengono sollevati da questo ritorno alle origini, al vecchio formato della Coppa. E dopo lo scoramento espresso da Nicolas Mahut (“Abbiamo perso quattro anni, non avremmo mai dovuto trovarci in una situazione simile”), si è espresso anche il tedesco Alexander Zverev, che fin dal giorno uno della gestione Kosmos è stato tra i più scettici. Sasha ha voluto commentare così la vicenda: “Non puoi comprare la storia con i soldi. Lo sport vive di emozioni e la Coppa Davis è sempre stata una competizione dove si vivono le emozioni più grandi, l’atmosfera più bella. È stato chiaro a tutti, fin dall’inizio, che il nuovo formato non funzionava. C’è bisogno di giocare in casa e in trasferta, di sentire il pubblico, questa è la vera Davis”.

Lapidario il tedesco, che ha poi proseguito: “Personalmente, sono un fan dei match al meglio dei cinque set”. La questione rimane aperta; per quest’anno il formato della Davis rimarrà lo stesso degli ultimi quattro anni, in futuro vedremo. Zverev ha una proposta : “L’ITF dovrebbe coinvolgere i giocatori per prendere delle decisioni”. 

Intanto l’ex numero 2 del mondo può consolarsi con una bella prestazione sul campo, nonostante la sconfitta della sua Nazione per mano della Svizzera guidata dal veterano Wawrinka. Zverev è sceso in campo proprio contro il 37enne elvetico vincendo 6-4 6-1, prima di venir sconffitto nella seconda giornata per mano di Huesler. A proposito della sua prima partita, Alexander si è espresso in toni positivi: “Direi che è la mia miglior partita dall’infortunio alla caviglia. Tutto è sulla buona strada e spero che possa continuare a progredire”.

 

 

Continua a leggere

Flash

WTA Linz: Errani supera le qualificazioni ed entra in tabellone. Sconfitta Pavlyuchenkova

Errani si aggiunge a Bronzetti e Giorgi. La russa Pavlyuchenkova torna alla vittoria dopo 13 mesi ma è sconfitta nel turno decisivo

Pubblicato

il

Per la prima volta da luglio dello scorso anno quando a Varsavia raggiunse il secondo turno, Sara Errani riesce a superare le qualificazioni di un evento WTA e raggiunge il tabellone principale del torneo di categoria ‘250’ in programma questa settimana a Linz. L’ultima apparizione in un evento WTA invece risale al 26 settembre 2022 quando con una wild card partecipò al torneo di Parma. In quest’occasione, nel turno decisivo di qualificazione Errani ha battuto la venezuelana Andrea Gamiz (30 anni, n.375) per 6-2 6-3 in quella che è la quarta vittoria stagionale. La 35enne tennista italiana con questo risultato raggiunge Lucia Bronzetti e Camila Giorgi, già presenti nel tabellone del torneo di Linz.

IL TABELLONE COMPLETO DEL WTA 250 DI LINZ

Oltre ad Errani, hanno strappato il pass anche la tedesca Friedsman, le spagnole Masarova (ai danni della giovane e promettente Tauson) e Bassols, l’ungherese Galfi, e la bulgara Tomova che nel turno decisivo di qualificazioni ha battuto la russa Pavlyuchenkova in tre set, 6-4 4-6 6-3. Quest’ultima era tornata a vincere un match dopo 13 mesi a Linz, dove nel primo turno aveva superato Kuzmova (6-3, 6-4), ma non è riuscita a completare l’opera venendo sconfitta al secondo turno di qualificazioni. Pavlyuchenkova a 31 anni non sta certamente passando un periodo facile: dopo aver saltato tutta la seconda parte della stagione 2022, ora sta cercando di ritrovare fiducia dopo una spedizione australiana poco felice (sconfitta al primo turno sia ad Adelaide che a Melbourne). Intanto può consolarsi avendo riassaporato il gusto della vittoria in Austria.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement