Indian Wells: Osaka sta rientrando in forma, ottavi con Bencic

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Indian Wells: Osaka sta rientrando in forma, ottavi con Bencic

Naomi regola in due set Danielle Collins, con precisione e solidità. Stiamo iniziando a rivedere il suo tennis esplosivo e spettacolare

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Naomi Osaka - Indian Wells 2019 (pic from Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[1] N. Osaka b. [25] D. Collins 6-4 6-2

da Indian Wells, il nostro inviato

Dopo la “rivincita” della scoppola di Dubai su Kristina Mladenovic al primo turno, la numero uno WTA Naomi Osaka scende in campo nel gelido catino del centrale di Indian Wells (serata fredda, umidissima, a costante rischio pioggia) contro la “dottoressa con racchetta” Danielle Collins (25 WTA), recente semifinalista Slam a Melbourne. Un test piuttosto serio per Naomi, quindi, molto interessante anche per noi in tribuna stampa, per capire effettivamente quale sia il livello attuale della campionessa in carica.

 

Il tennis di Danielle è violento, essenziale, pochi fronzoli e bella spinta da fondocampo, con il rovescio come colpo naturale. Il tutto, come da tradizione delle giocatrici e dei giocatori provenienti come formazione dalla giungla dei campionati a squadre dei college USA, condito da tanta grinta e aggressività, una cliente potenzialmente assai difficile.

Come prevedibile, quindi, il match viene impostato fin dall’inizio sulla pressione e sugli anticipi, con Collins che cerca abbastanza spesso il rischio in lungolinea per uscire dagli scambi, mentre Osaka punge a più riprese con il suo prediletto cross diagonale di dritto. Entrambe servono piuttosto bene, ma pur giocando con bella autorità i propri turni di battuta, si brekkano a vicenda una volta (Naomi sull’1-1, Danielle recupera nel game successivo), poi procede tutto in modo regolare fino al 4-4. Qui Osaka, cinica, è bravissima ad approfittare del primo vero passaggio a vuoto di Collins, che commette due doppi falli, non mette nemmeno una prima palla di servizio, ovviamente subisce le risposte aggressive di Naomi, e il break che decide il set è inevitabile. Senza il minimo problema Osaka chiude 6-4, davvero notevoli l’attenzione e la concentrazione della giapponese.

Il secondo parziale, esattamente come il primo, vede Naomi salire di livello sull’1-1, le sue pallate in risposta fanno male all’avversaria, che cede il terzo game. Ma stavolta Osaka non si fa più riprendere, anzi, approfittando di un evidente calo alla battuta di Danielle (7 doppi falli in tutto), le strappa il servizio una seconda volta e vola 4-1. Le percentuali di Osaka si mantengono positive (67% di prime in campo, da cui ricava il 71% di punti, 67% con la seconda), il dritto e il rovescio viaggiano sciolti, in generale possiamo dire che la campionessa degli ultimi due Slam sta rientrando decisamente in forma.

La cosa, purtroppo per la brava e combattiva Collins (splendide alcune soluzioni strette di rovescio), si traduce rapidamente nel 6-2 che chiude i conti, e manda Osaka agli ottavi di finale contro Belinda Bencic, nessun precedente nel circuito maggiore (da sedicenni, nel 2013, una vittoria in un 25k per Naomi, nel 2018 una vittoria per Belinda in Hopman Cup).

Risultati:

[1] N. Osaka b. [25] D. Collins 6-4 6-2
[23] B. Bencic b. E. Alexandrova 6-4 6-2
[21] A. Kontaveit b. [11] A. Sevastova 5-0 rit.
[5] Ka. Pliskova b. [Q] Y. Bonaventure 6-3 6-2
V. Williams b. [Q] C. McHale 6-2 7-5
M. Barthel b. [15] J. Goerges 7-5 1-6 6-4
[9] A. Sabalenka b. [24] L. Tsurenko 6-2 7-5
[8] A. Kerber b. [Q] N. Vikhlyantseva 3-6 6-1 6-3

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ATP Queen’s, Berrettini raggiunge la semifinale. Prova di spessore contro Evans

C’è molto equilibrio tra Matteo e il britannico, ma nei punti più pesanti emerge il numero 1 azzurro. Sfida a De Minaur per un posto in finale

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Matteo Berrettini - ATP Queen's 2021 (via Twitter, @QueensTennis)

Terza semifinale della stagione e dodicesima nel circuito ATP per Matteo Berrettini. Sulla pregiata e prestigiosa erba del Queen’s il numero 1 d’Italia (e del main draw) ha battuto due set a zero Daniel Evans, secondo britannico affrontato nel torneo dopo Andy Murray al secondo round.

Il match era molto insidioso per Matteo. Lo stile di gioco di Evans si adatta bene all’erba e col suo rovescio tagliato non ha problemi a gestire il back e le botte di dritto del giocatore romano. Inoltre la partita è iniziata con oltre tre ore di ritardo (e menomale che è cominciata, viste le tetre previsioni) per via della pioggia. In un’ora e 38 di relativo equilibrio il nostro ha dimostrato di essere il migliore in campo, chiudendo 7-6(5) 6-3.

Ora il suo record sull’erba è 16-5, numeri che lo mettono accanto ai principali favoriti per arrivare in fondo anche a Wimbledon. Due anni fa, dopo le grandi settimane di Stoccarda e Halle, riuscì a spingersi fino agli ottavi. Solo Federer lo fermò. Ora ha anche una semifinale Slam sulle spalle e soprattutto, considerando l’infortunio all’addominale che l’ha tenuto fuori a lungo, il suo 2021 è stato di altissimo livello. Delle sei sconfitte subìte, solo due (Bublik ad Antalya e Davidovich a Montecarlo) sono arrivate contro giocatori sotto la sesta posizione mondiale.

 

Gli abbiamo fatto notare questa statistica in conferenza, chiedendogli se effettivamente oggi la situazione sia questa – ovvero che non perde quasi mai le partite che non deve perdere, quando la condizione lo assiste. Matteo è stato molto simpatico – e un po’ scaramantico – nella risposta. “Per fortuna non puoi vederlo, ma intanto mi tocco” ha detto sorridendo. “Però un po’ di verità c’è in quello che hai detto: mi sento molto più convinto e molto più maturo. Anche quel set che ho perso con Bublik a gennaio, sono convinto che se lo rigiocassi dieci volte lo perderei al massimo una volta“.

Ora sfiderà Alex de Minaur per un posto in quella che sarebbe la sua ottava finale in carriera nel circuito ATP, la seconda su erba. L’australiano ha eliminato a sorpresa uno dei giocatori più in forma in circolazione, il campione di Stoccarda Marin Cilic (3-6 6-3 6-4). Ma Berrettini non si sente favorito, pur considerando il gap al servizio tra i due giocatori (oggi Berrettini ha messo a segno 13 ace, l’australiano solo due in tre set). “Chi dice che nel tennis parti 15-0 se servi meglio… non è un tennista professionista!” ha spiegato. “Il servizio non è l’unico fattore sull’erba, e infatti una delle partite più difficili che ho giocato su questa superficie è stata contro Schwartzman, che non ha un gran servizio ma è molto bravo con il colpo subito dopo il servizio“.

Matteo Berrettini – ATP Queen’s 2021 (via Twitter, @QueensTennis) (1)

LA PARTITA – Rispetto al match di secondo turno con Murray e al primo contro Travaglia, Berrettini è riuscito a prendere la rete con più convinzione (ha annullato così due break point nel secondo game), sostenuto da un dritto abbastanza rodato, che nel primo game del match gli ha consentito di portarsi 0-40. Quando Evans nel primo parziale si è ritrovato sotto palla break, ha giocato sempre in maniera perfetta: servizi (anche seconde) a velocità sostenute e attacchi sul lato del rovescio di Matteo. In più c’è anche una bella volée in tuffo sul 2-2 15-40. L’italiano non ha trasformato nemmeno una delle otto palle break guadagnate tra primo e quinto game.

È stato il tie-break a decidere il vincitore del primo set. Tie-break non giocato al meglio dal britannico, che è partito bene con un passante di dritto (2-0) e ha cambiato campo avanti 4-2, ma un doppio fallo con la seconda atterrata fuori dal corridoio ha rimesso in gioco Matteo, molto bravo anche in quest’occasione ad appiccicarsi alla rete dopo l’attacco (nonostante non abbia messo in campo la prima) e raccogliere il punto. Ancora più apprezzabile il punto che gli ha dato il set, sul 6-5, tutto giocato in spinta col dritto.

Penso di aver giocato una buona partita“, ha commentato Evans a caldo. “Ovviamente nel primo set mi sono messo nella posizione di vincere il set ma non ci sono riuscito; that’s life, lui è un giocatore di classe e ti punisce se sbagli. Credo comunque di aver giocato del buon tennis questa settimana”.

Berrettini nel secondo set ha migliorato le statistiche al servizio (7 ace, di cui 4 in un unico game sull’1-1, e 70% di prime in campo). L’unico spavento ha dovuto gestirlo sul 2-2, nel game di servizio successivo a quello “perfetto”: con un doppio fallo ha mandato Evans a palla break, ma ha dimostrato di non avere grossi problemi a gestire il rovescio in back basso del suo avversario, girando intorno alla palla per piazzare il dritto d’attacco e restare in vantaggio. Ha poi messo pressione a Evans nell’ottavo game (grande attacco col dritto in “chop”) e il britannico ha risposto con tre errori non forzati. Dopo aver piazzato il primo break del match, Matteo ha recuperato da 15-30 nel suo turno (fortunata volée per pareggiare i conti, solo baciata e non respinta dal nastro) per prendersi un’altra convincente vittoria.

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ATP

ATP Halle, Rublev e Auger-Aliassime in semifinale

Il russo (unico seed rimasto) se la vedrà con Basilashvili, mentre il classe 2000 canadese affronterà Humbert, venuto a capo di un match complicato con Korda

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Andrey Rublev al torneo di Halle 2021 (Credit: @atptour on Twitter)

Mentre Londra deve fare i conti con la pioggia e modificare l’ordine di gioco, il sole splende su Halle e il programma dei quarti di finale fila via liscio. Una sola testa di serie è rimasta in gara delle otto ai nastri di partenza; anzi, sette, perché Stefanos Tsitsipas ha prevedibilmente rinunciato non tante ore dopo aver richiesto e ottenuto la wild card. Con diversi gradi di sorpresa sono invece caduti Monfils, Goffin (letteralmente, facendosi male alla caviglia), Bautista Agut, Federer, Zverev e Medvedev. Andiamo allora a vedere chi si è guadagnato un posto tra gli ultimi quattro in Vestfalia.

Continua a fare bene sull’erba Félix Auger-Aliassime, dopo la finale di Stoccarda di domenica scorsa, identico risultato raggiunto nell’edizione 2019. Non c’è scampo per Marcos Giron, battuto 6-3 6-2 in 58 minuti durante i quali è emersa tutta la differenza di cilindrata tra i due. Chirurgico sui punti importanti (una palla break concessa e salvata, tre convertite su altrettante opportunità), pressoché ingiocabile sulla prima di servizio (28 punti su 30 e 14 ace), dominante negli scambi brevi e medi (rarissimi quelli oltre i nove colpi che fa comunque suoi), Felix mette a posto il piccolo fastidio del 30-40 del quinto gioco con la battuta. Nel game successivo, approfitta di quattro errori particolarmente brutti di Giron per distanziarlo senza poi concedergli spiragli di rientro. Il divario si allarga nel secondo set (“gli ho messo tanta pressione e ho comandato i punti”) e Auger-Aliassime vola a prendersi quella che è già la sua tredicesima semifinale nel Tour, dimostrando di non essersi accontentato della vittoria contro Roger Federer. A tal proposito, “lo scopo principale è di ritrovare la concentrazione”, ammette Felix dopo l’incontro. “Cose come questa possono essere complicate, distoglierti dallo stato di alta concentrazione, ma l’ho mantenuto, ho anche giocato bene ieri in doppio”. Doppio che al fianco di Hubert Hurkacz lo vedrà uscire ancora vincitore un paio di ore più tardi. Sabato, quindi, due semifinali per FAA.

In quella di singolare, Félix se la vedrà con Ugo Humbert, che ha invece avuto bisogno di due ore e mezza per venire a capo di Sebastian Korda, al suo primo torneo da professionista sull’erba, superficie su cui aveva giocato solo da junior (e ai giardinetti di Bradenton, immaginiamo). Arrivato ai quarti con gli scalpi di Sam Querrey e Sascha Zverev, Humbert era sparito dai radar durante la stagione rossa, ma sembra deciso a tornare a farsi valere sui prati. Nel primo set, Sebastian capitalizza poco quando mette la prima e subisce troppo sulla seconda. Perde addirittura i primi tre turni di battuta, ne recupera uno, ma il mancino francese è ormai troppo lontano, irraggiungibile. Nella seconda partita, Korda varia la direzione della prima da sinistra dopo i troppi punti persi mirando alla T e tiene il punteggio in equilibrio. il quasi ventitreenne di Metz subisce due risposte incisive e un nastro che riaprono il decimo game; un doppio fallo dona il set point a “Sebi” che però non controlla la seconda slice al corpo. All’inizio del tie-break il classe 2000 fallisce una buona occasione steccando il dritto dopo una perfetta apertura di campo con il rovescio. È di nuovo quel fondamentale a tradirlo vanificando il vantaggio ottenuto dopo il cambio, ma Korda ritrova subito la solidità necessaria e fa suo il parziale.

 

L’equilibrio prosegue nella partita finale, anche se Humbert deve affidarsi alla prima battuta per risalire risale da 15-40 nel settimo gioco. Chiamato a servire per restare nel match, Korda non si fa trovare pronto: l’ace non compensa i due errori in uscita dal servizio e al dritto fuori misura che manda a match point Humbert ne segue subito un altro completamente scarico.

Per quanto riguarda la parte bassa del tabellone, Nikoloz Basilashvili prosegue la sua stagione altalenante che lo ha visto alzare due trofei e uscire ben undici volte all’esordio. Nel venerdì tedesco, supera in due set equilibrati il n. 51 ATP Lloyd Harris. Il finalista di Dubai ha raccolto poco nei tornei sulla terra battuta e anche sull’erba non pare particolarmente a proprio agio. Non che sia la superficie prediletta di Nikoloz, tutt’altro; però, se si tratta di scambiare mazzate da fondo, Basi è ben contento e, quando è in giornata, può dire la sua contro parecchi avversari.

Battute dominanti nel primo parziale che sembra diretto al tie-break. Al decimo gioco, tuttavia, Harris non chiude da 40-15: la prima non lo aiuta e subisce la risposta di Basilashvili che si prende il set. I servizi concedono qualcosa nella seconda partita e Lloyd breakka per il 5-4, ma si fa riprendere immediatamente. Nel tie-break, il ventinovenne di Tbisili si porta subito avanti replicando allo slice incrociato sudafricano con un rovescio tagliato corto e storto, una biscia insidiosa che lascia sul posto l’avversario. Solidissimo negli scambi da fondo nei propri turni di battuta, Basilashvili mantiene quel minimo vantaggio fino alla fine e chiude a rete dopo un bel rovescio in entrata. Sulla sua strada verso la finale rimane il quarto del seeding, Andrey Rublev, che ha avuto la meglio su Philipp Kohlschreiber, uno che sull’erba (e non solo) sa giocare. Autore di un ottimo primo set, il trentasettenne tedesco cala però nel tie-break che Andrey chiude con un passantino slice di rovescio. L’incontro prende poi la via veloce in direzione Mosca, con Rublev che compie un altro passo verso il suo primo titolo sui prati.

Sabato si parte alle 12 con Basilashvili contro Rublev e, non prima delle 14.30, Auger-Aliassime opposto a Humbert

Risultati:

[4] A. Rublev b. [WC] P. Kohlschreiber 7-6(4) 6-2
[Q] N. Basilashvili b. L. Harris 6-4 7-6(5)
F. Auger-Aliassime b. [Q] M. Giron 6-3 6-2
U. Humbert b. S. Korda 6-2 6-7(5) 6-4

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WTA Berlino: bene Muguruza e Azarenka, Pegula ancora fatale per Pliskova

Buone vittorie in due set per la spagnola e la bielorussa rispettivamente contro Rybakina e Kerber. Karolina perde la quarta sfida su quattro contro la statunitense

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Si sono conclusi tutti in due set gli ultimi match di ottavi di finale al WTA 250 di Berlino. Identico il punteggio delle partite vinte da Liudmila Samsonova e Garbine Muguruza, che hanno entrambe lasciato il campo al termine di un 6-4 6-3 piuttosto agevole. La russa si è aggiudicata un po’ a sorpresa il derby con Veronika Kudermetova, trovando il break sul finire dei due parziali, e sfiderà ai quarti Madison Keys, che ieri ha battuto Aryna Sabalenka in tre set. Muguruza invece ha domato le resistenze di Elena Rybakina, sempre ostica da gestire. La kazaka non è però riuscita a imporsi con continuità e ha dovuto cedere alla maggiore solidità della spagnola, che al prossimo turno troverà Alizé Cornet.

Ottima vittoria anche per Vika Azarenka contro un’ex campionessa di Wimbledon come Angelique Kerber. La tedesca ha dato qualche grattacapo (ben più di qualche in realtà) alla propria avversaria solo nel secondo set. Perso il primo per 6-3, Kerber si è involata sul 4-1 salvo poi subire la rimonta di Azarenka fino al 4-3. Con un altro break la tedesca si è guadagnata il diritto di servire per il parziale, ma ha perso la battuta a zero e da lì in poi non è più stata veramente in partita. La bielorussa ne ha approfittato per completare una striscia di quattro game vinti consecutivamente e si è presa di forza l’accesso tra le ultime otto. Con un tifoso speciale, che l’ha seguita anche in conferenza stampa (suo figlio, il piccolo Leo).

La sua prossima avversaria sarà Jessica Pegula, che ormai è diventata un vero e proprio incubo per Karolina Pliskova. Le due si sono affrontate ben quattro volte, inclusa la partita odierna, nel 2021 e la ceca è sempre uscita sconfitta. Tutti i confronti diretti sono stati poi particolarmente amari o per il punteggio eccessivamente rotondo (a Doha e Dubai) o per le tante occasioni mancate da Pliskova (a Miami e, in minima parte, oggi). Sui prati berlinesi, Pliskova è andata avanti 4-2 nel primo set, ma ha dilapidato il vantaggio, cedendo 7-5 dopo aver avuto una importante palla break sul 5-5. Il secondo set invece è stato completo appannaggio di Pegula che, dopo lo scambio di break in apertura, ha cambiato marcia a partire dal 2-2 infilando quattro giochi consecutivi.

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